Het Wilhelmus

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Het Wilhelmus
Handschrift Brussel p-37-38.jpg
Una variante dell'inno in un manoscritto nel XVII secolo
Compositore ignoto
Epoca di composizione XVI secolo
Ascolto
(info file)

Het Wilhelmus è l'inno nazionale dei Paesi Bassi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Apparve durante la guerra degli ottant'anni che vide alla fine del Cinquecento-inizio del Seicento la lotta degli olandesi per la libertà contro gli spagnoli, dovuta non solo ad aspirazioni di indipendenza, ma anche al problema della conversione alla religione protestante. Guglielmo I d'Orange, passato alla storia come Guglielmo il taciturno fu il condottiero artefice della libertà dell'Olanda, espressa nel suo famoso motto "je maintendrai".

Durante la guerra apparve questo nobile e solenne canto, ad opera del musicista Adriaan Valerius van der Veere (1575-1625) sul testo di Philip Marnix von Sint Aldegonde (1540-1598), la certezza esatta del nome del poeta però non esiste. Con l'anno 1626 il canto, già ben noto da tanti anni, divenne il simbolo della nuova Repubblica dei Paesi Bassi. Tuttavia l'inno non venne reso ufficiale, nemmeno nel successivo Regno olandese, e così il primato di primo inno nazionale europeo andò perduto, e conquistato dall'inno britannico del 1745. Appena il 10 maggio 1932 l'inno olandese venne proclamato tale in via ufficiale. L'inno conta ufficialmente ben 15 strofe, ma si canta soltanto la prima di esse.

L'inno olandese viene citato in tre composizioni di musica classica, delle quali due sono del giovane Mozart (K.25 e K.32).

Testo e traduzione[modifica | modifica wikitesto]

(NL)

« Guglielmo di Nassau,
son io, di sangue tedesco,
fedele alla madrepatria
rimarrò fino alla morte.
Un principe d'Orange,
libero sono, ed imperterrito;
il Re di Spagna
ho sempre onorato.

Nel timor di Dio io sempre
di vivere ho cercato;
perciò fui esiliato
privato della terra e della mia gente.
Ma Dio mi guiderà
come un buono strumento,
perché io possa ritornare
al mio incarico di reggitore.

Addoloratevi, miei sudditi,
gente onesta di natura,
Dio non vi abbandonerà,
anche se ora disperate.
Chi di viver pio si sforza
preghi Dio di giorno e notte,
ch'Egli voglia darmi la forza
con cui io possa aiutarvi.

Il corpo mio e tutti i beni
per voi mai risparmiai;
I miei fratelli, d'illustre nome,
anch'essi ve l'hanno dimostrato;
il Conte Adolfo è caduto
in Frisia, in battaglia;
la sua anima, nella vita eterna,
attende l'Ultimo dei giorni.

Nobile e d'illustri natali,
rampollo di stirpe imperiale,
del regno scelto principe,
da buon e pio cristiano
per la Parola d'Iddio
io, libero e senza esitazioni,
come un eroe senza paura
il mio nobile sangue ho dedicato.

Il mio scudo e la mia Parola
son tuoi, Dio, mio Signore,
a te voglio inginocchiarmi;
mai più non mi abbandonare.
Che io possa, pio, rimanere
Tuo servitore in ogni ora,
e cacciare la tirannia
Che mi trapassa il cuore

Da coloro che mi ostacolano
e sono i miei persecutori,
mio Dio, ti prego di proteggere
il fedel Tuo servitore;
perché essi non mi assaltino
secondo i loro piani scellerati,
né si lavino le mani
nel mio sangue innocente

Come David, dové fuggire
Da Saulo il tiranno,
così anch'io dovetti gemere
come molti altri nobili.
Ma Dio infine lo salvò,
liberandolo da grandi pesi
e gli diede un regno
molto grande in Israele.

Dopo l'amaro io riceverò
dal Signor mio Iddio dolcezza
alla quale tanto aspira
il mio senno principesco:
ovver ch'io possa morire
con onore sul campo;
e conquistarmi un regno eterno
come suol guadagnarsi un eroe fedele.

Nulla mi ispira tanta pena in cuore,
nelle mie avversità,
che veder immiserire
le buone terre del Re.
Che gli Spagnoli oggi vi tormentino,
Dolci e nobili Paesi Bassi,
quando io vi ci penso
sanguina il mio nobil cuore.

A cavallo come un Principe,
con l'esercito mio in forze,
spergiurato dal tiranno,
io attesi la battaglia;
Chi a Maastricht or è sepolto
tremò davanti alla mia mano;
i miei cavalieri furon visti
correre prodi, per tutto il campo.

Se il Signor avesse voluto
che così già allor succedesse,
volentieri vi avrei risparmiata
questa terribile tempesta.
Ma il Signore di lassù,
che su tutto ha potere,
che sempre va lodato,
non decise allor così.

Cristianamente fu guidato
il mio principesco senno,
indefesso si mantenne
il mio cuore nelle avversità.
Al Signore ho io pregato
fin dal fondo del mio cuore,
che salvasse Ei la mia causa
e facesse nota la mia innocenza

Ahimè, mio povero gregge,
che ti trovi in gravi affanni!
Non dormirà il tuo pastore,
anche se ora sei disperso.
Alza il capo verso Dio,
la sua risanante parola accetta;
Vivi pio, da buon Cristiano:;
presto quaggiù sarà tutto finito.

Davanti a Dio vo' confessare
e alla sua onnipotenza
che io mai, in nessun tempo
non ho disprezzato il Re;
ma a Dio, il mio Signore
la suprema Maestà
ho dovuto obbedire
secondo giustizia. »

(IT)

« Wilhelmus van Nassouwe
ben ik, van Duitsen bloed,
den vaderland getrouwe
blijf ik tot in den dood.
Een Prinse van Oranje
ben ik, vrij onverveerd,
den Koning van Hispanje
heb ik altijd geëerd.

In Godes vrees te leven
heb ik altijd betracht,
daarom ben ik verdreven,
om land, om luid gebracht.
Maar God zal mij regeren
als een goed instrument,
dat ik zal wederkeren
in mijnen regiment.

Lijdt u, mijn onderzaten
die oprecht zijt van aard
God zal u niet verlaten,
al zijt gij nu bezwaard.
Die vroom begeert te leven,
bidt God nacht ende dag,
dat Hij mij kracht zal geven,
dat ik u helpen mag.

Lijf en goed al te samen
heb ik u niet verschoond,
mijn broeders hoog van namen
hebben 't u ook vertoond:
Graaf Adolf is gebleven
in Friesland in den slag,
zijn ziel in 't eeuwig leven
verwacht den jongsten dag.

Edel en hooggeboren,
van keizerlijken stam,
een vorst des rijks verkoren,
als een vroom christenman,
voor Godes woord geprezen,
heb ik, vrij onversaagd,
als een held zonder vreden
mijn edel bloed gewaagd.

Mijn schild ende betrouwen
zijt Gij, o God mijn Heer,
op U zo wil ik bouwen,
Verlaat mij nimmermeer.
Dat ik doch vroom mag blijven,
uw dienaar t'aller stond,
de tirannie verdrijven
die mij mijn hart doorwondt.

Van al die mij bezwaren
en mijn vervolgers zijn,
mijn God, wil doch bewaren
den trouwen dienaar dijn,
dat zij mij niet verassen
in hunnen bozen moed,
hun handen niet en wassen
in mijn onschuldig bloed.

Als David moeste vluchten
voor Sauel den tiran,
zo heb ik moeten zuchten
als menig edelman.
Maar God heeft hem verheven,
verlost uit alder nood,
een koninkrijk gegeven
in Israël zeer groot.

Na 't zuur zal ik ontvangen
van God mijn Heer dat zoet,
daarna zo doet verlangen
mijn vorstelijk gemoed:
dat is, dat ik mag sterven
met eren in dat veld,
een eeuwig rijk verwerven
als een getrouwen held.

Niet doet mij meer erbarmen
in mijnen wederspoed
dan dat men ziet verarmen
des Konings landen goed.
Dat u de Spanjaards krenken,
o edel Neerland zoet,
als ik daaraan gedenke,
mijn edel hart dat bloedt.

Als een prins opgezeten
met mijner heires-kracht,
van den tiran vermeten
heb ik den slag verwacht,
die, bij Maastricht begraven,
bevreesde mijn geweld;
mijn ruiters zag men draven
zeer moedig door dat veld.

So het den wil des Heren
op dien tijd had geweest,
had ik geern willen keren
van u dit zwaar tempeest.
Maar de Heer van hierboven,
die alle ding regeert,
die men altijd moet loven,
en heeft het niet begeerd.

Seer christlijk was gedreven
mijn prinselijk gemoed,
standvastig is gebleven
mijn hart in tegenspoed.
Den Heer heb ik gebeden
uit mijnes harten grond,
dat Hij mijn zaak wil redden,
mijn onschuld maken kond.

Oorlof, mijn arme schapen
die zijt in groten nood,
uw herder zal niet slapen,
al zijt gij nu verstrooid.
Tot God wilt u begeven,
zijn heilzaam woord neemt aan,
als vrome christen leven,
't zal hier haast zijn gedaan.

Voor God wil ik belijden
en zijner groten macht,
dat ik tot genen tijden
den Koning heb veracht,
dan dat ik God den Heere,
der hoogsten Majesteit,
heb moeten obediëren
in der gerechtigheid. »

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