Ja, vi elsker dette landet

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Ja, vi elsker dette landet
Ja, vi elsker.svg
Compositore Bjørnstjerne Bjørnson (testo)
Rikard Nordraak (musica)
Epoca di composizione 1859-1868
Ascolto
(info file)

Ja, vi elsker dette landet (letteralmente: Sì, noi amiamo questo Paese) è l'inno nazionale della Norvegia.

Le parole sono state scritte da Bjørnstjerne Bjørnson (1832-1910), premio Nobel e maggior letterato norvegese nel 1870, e la musica da Rikard Nordraak (1842-1866) nel 1864.

Dopo il duro dominio danese iniziato nel 1397, la Norvegia passò sotto il più blando dominio svedese nel 1814. Durante l'Ottocento vi fu una rinascita della letteratura e delle arti norvegesi, con l'aspirazione all'indipendenza. Rikard Nordraak fu in pratica il primo vero compositore norvegese, anche se visse troppo poco per poter lasciare un segno duraturo, sarà poi Edvard Grieg a creare la musica nazionale. Tuttavia Nordraak compose nel 1863 una serie di cori norvegesi a sole voci maschili; il primo di questi cori, per la sua nobile e austera melodia, venne scelto dal parlamento norvegese l'anno dopo come inno della Norvegia, anche se sempre sotto il dominio svedese; in tale occasione venne scelta pure la bandiera nazionale. La Svezia non fece opposizioni. Così pacificamente si arrivò all'anno 1905, quando la Svezia concesse democraticamente l'indipendenza alla Norvegia. In tale occasione i due simboli, bandiera ed inno, sino allora di uso locale, assursero alla dignità di simboli nazionali.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Originale norvegese Traduzione italiana Note
Ja, vi elsker dette landet,
som det stiger frem,
furet, værbitt over vannet,
med de tusen hjem.
Elsker, elsker det og tenker
på vår far og mor
og den saganatt som senker
drømmer på vår jord.
Sì, noi amiamo questo paese,
così come s'innalza,
solcato, vittima del tempo sulle acque,
coi suoi mille paesi.
L'amiamo, l'amiamo e pensiamo
ai nostri padri e madri
e alla notte delle saghe che affonda
sogni nella nostra terra.
Questa è l'unica strofa che viene normalmente cantata. Allude ai fiordi e alla durezza del clima, ai piccoli paesi (tusen hjem è un'espressione comune per "dappertutto, ovunque abiti gente in Norvegia"), al passato mitologico delle saghe norrene.
Dette landet Harald berget
med sin kjemperad,
dette landet Håkon verget
medens Øyvind kvad;
Olav på det landet malte
korset med sitt blod,
fra dets høye Sverre talte
Roma midt imot.
Harald salvò questo paese
con la sua gran flotta,
Håkon protesse questo paese
mentre Øyvind cantava;
Olav dipinse su questo paese
la croce col suo sangue,
dalle sue altezze Sverre parlò
dritto contro Roma.
Questa strofa si riferisce alla storia medievale della Norvegia, dal primo re Harald Bellachioma che unì il paese, a suo figlio Håkon il Buono, al bardo Øyvind Finnsson, al re Olaf il Santo (che, va detto, cristianizzò la Norvegia molto più col sangue altrui che con il proprio), fino a re Sverre Sigurdsson, che fu scomunicato dalla chiesa cattolica e per questo visto come precursore della riforma protestante.
Bønder sine økser brynte
hvor en hær dro frem,
Tordenskiold langs kysten lynte,
så det lystes hjem.
Kvinner selv stod opp og strede
som de vare menn;
andre kunne bare grede,
men de kom igjen!
I contadini affilarono le loro asce
quando s'avvicinò un esercito,
Tordenskiold sfolgorò lungo la costa,
sì che si vide a casa.
Anche le donne si ribellarono e si batterono
come fossero uomini;
altri potevano solo piangere,
ma tutto finì!
In questa strofa e nella prossima si parla della Grande Guerra del Nord. Il capitano Peter Wessel Tordenskiold fece esplodere delle navi da trasporto svedesi cariche di munizioni nel fiordo di Dynekil, vicino alla fortezza di Fredrikshald (oggi Halden), assediata dagli svedesi, annientando la flotta nemica e rompendo così l'assedio.
Visstnok var vi ikke mange,
men vi strakk dog til,
da vi prøvdes noen gange,
og det stod på spill;
ti vi heller landet brente
enn det kom til fall;
husker bare hva som hendte
ned på Fredrikshald!
Certo non eravamo molti,
ma fummo abbastanza,
quando fummo sfidati,
e il paese era in gioco;
lasciammo piuttosto bruciare il paese
che farlo cadere;
ricordiamo solo cosa accadde
laggiù a Fredrikshald!
Oltre all'episodio di Tordenskiold, che risale al 1716, durante un altro assedio a Fredrikshald, nel 1718, lo stesso re svedese, Carlo XII, morì colpito da una pallottola, concludendo la guerra.
Hårde tider har vi døyet,
ble til sist forstøtt;
men i verste nød blåøyet
frihet ble oss født.
Det gav faderkraft å bære
hungersnød og krig,
det gav døden selv sin ære -
og det gav forlik.
Abbiamo passato tempi duri,
e infine fummo scacciati;
ma nella disgrazia un'innocente
libertà fu per noi nata.
Diede forza paterna soffrire
fame e guerra,
diede alla stessa morte il suo onore -
e diede compromesso.
Fienden sitt våpen kastet,
opp visiret for,
vi med undren mot ham hastet,
ti han var vår bror.
Drevne frem på stand av skammen
gikk vi søderpå;
nu vi står tre brødre sammen,
og skal sådan stå!
Il nemico gettò la sua arma,
s'alzò la visiera,
verso lui con meraviglia c'affrettammo,
Perché era nostro fratello.
Spinti innanzi dalla vergogna
andammo a Sud;
or siamo tre fratelli assieme,
e così sempre sarà!
Si passa qui alla fratellanza panscandinava, e al rifiuto delle guerre fratricide tra i popoli nordici. In particolare, gli svedesi sono tutt'oggi noti come söta bror ai norvegesi ("dolce fratello", con la prima parola in svedese e la seconda in norvegese), e i norvegesi come kjære broder ("caro fratello", con le lingue invertite) agli svedesi, sebbene permanga un certo campanilismo.
Norske mann i hus og hytte,
takk din store Gud!
Landet ville han beskytte,
skjønt det mørkt så ut.
Alt hva fedrene har kjempet,
mødrene har grett,
har den Herre stille lempet
så vi vant vår rett.
Uomo norvegese in casa e rifugio,
ringrazia il tuo grande dio!
Protesse il paese,
sebbene tutto fosse oscuro.
Mentre i padri hanno combattuto,
le madri hanno pianto,
il signore ha quieto provveduto
per farci vincere il nostro diritto.
Questa è l'unica strofa in cui si menziona la religione.
Ja, vi elsker dette landet,
som det stiger frem,
furet, værbitt over vannet,
med de tusen hjem.
Og som fedres kamp har hevet
det av nød til seir,
også vi, når det blir krevet,
for dets fred slår leir.
Sì,noi amiamo questo paese,
così come s'innalza,
solcato, vittima del tempo sulle acque
coi suoi mille paesi.
E come la lotta dei padri l'ha innalzato
dalla miseria alla vittoria,
anche noi, quando sarà richiesto,
resisteremo per la sua pace.

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