Mila Rodino

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Мила Родино
Mila Rodino
CompositoreȚvetan Radoslavov Hagi-Dencov
Epoca di composizione1885
Ascolto
(info file)

Mila Rodino (Мила Родино; "Cara Patria") è l'inno nazionale bulgaro, scritto e musicato da Țvetan Radoslavov Hagi-Dencov (1863–1931) nel 1885 come un canto patriottico in occasione della guerra serbo-bulgara. È l'inno nazionale dal 1964. Si tratta di un brano molto melodico e suggestivo, alquanto malinconico a causa della tonalità minore.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In precedenza la Bulgaria ebbe tre diversi inni nazionali: quello del periodo monarchico, la canzone popolare Șumi Marița (Scorri Mariza) dal 1908 al 1945, oggi proclamato Inno nazionale folkloristico della Bulgaria e poi due inni della nuova repubblica comunista, entrambi composti da Georgi Dimitrov (1910–1966), omonimo del Georgi Dimitrov a quei tempi leader del partito comunista bulgaro, il primo dal 1945 al 1950 e il secondo, adottato a seguito della morte dell'uomo politico omonimo, dal 1950 al 1964, quest'ultimo modellato come una brutta copia dell'inno sovietico. Questo inno piaceva assai poco, anche perché mostrava troppo asservimento all'Unione sovietica. Perciò nel 1964 si convenne che la storia nazionale non doveva comunque essere dimenticata, e si adottò il bel canto di Radoslavov che si collegava al periodo della lotta per l'indipendenza. Alle sue due strofe originali ne venne però aggiunta una terza, con l'elogio del comunismo. Questa terza strofa è stata soppressa nel 1990.[2]

Testo[modifica | modifica wikitesto]

In bulgaro[modifica | modifica wikitesto]

Cirillico
Alfabeto latino
Trascrizione AFI

Горда Стара планина,
До ней Дунава синей,
Слънце Тракия огрява,
Над Пирина пламеней.

Припев:
Мила Родино,
Ти си земен рай,
Твойта хубост, твойта прелест,
Ах, те нямат край.

Паднаха борци безчет,
За народа наш любим,
Майко, дай ни мъжка сила,
Пътя им да продължим.

Припев
[3]

Gorda Stara planina,
Do nei Dunava sinei,
Slănțe Trachia ogreava,
Nad Pirina plamenei.

Pripev:
Mila Rodino,
Ti si zemen rai,
Tvoita hubost, tvoita prelest,
Ah, te neamat crai.

Padnaha borți bezcet,
Za naroda naș liubim,
Maico, dai ni măjca sila,
Pătea im da prodăljim.

Pripev

[ɡɔr.d̪ɐ s̪t̪a.rɐ pɫɐ.n̪i.n̪a ǀ]
[d̪o̝ n̪ɛj d̪u.n̪ɐ.vɐ s̪i.n̪ɛj ǀ]
[s̪ɫɤ̞n̪.t͡sɛ t̪ra.k̟i.jɐ o̝g.rʲa̟.vɐ ǀ]
[n̪at̪ pi.ri.n̪ɐ pɫɐ.mɛ.n̪ɛj ǁ]

[pri.pɛf]
[mi.ɫɐ rɔ.d̪i.n̪o̝ ǀ]
[t̪i s̪i z̪ɛ.mɛn̪ raj ǀ]
[t̪fɔj.t̪ɐ xu.bɔs̪t̪ ǀ t̪fɔj.t̪ɐ prɛ.lɛs̪t̪ ǀ]
[ax ǀ t̪ɛ ɲ̪a̟.mɐt̪ kraj ǁ]

[pad̪.n̪ɐ.xɐ bo̝r.t͡si bɛs̪.t͡ʃɛt̪ ǀ]
[z̪ɐ n̪ɐ.rɔ.d̪ɐ n̪aʃ ʎu̟.bim ǀ]
[maj.ko̝ ǀ d̪aj n̪i mɤ̞ʃ.kɐ s̪i.ɫɐ ǀ]
[pɤ̞.t̪ʲɐ im d̪ɐ pro̝.d̪əɫ.ʒim ǁ]

[pri.pɛf]

Traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Fiera Stara planina,
vicino cui scorre azzurro il Danubio,
il sole illumina la Tracia,
e arde sopra il Pirin.

Coro (x2):
Patria, cara terra natìa,
tu sei il paradiso in terra,
la tua bellezza e il tuo fascino,
ah, non hanno fine.

Innumerevoli combattenti sono caduti
per la nostra amata nazione,
madre, dacci una forza virile
per continuare il loro cammino.

Coro (x2)

Ultimo verso[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo verso viene omesso nelle occasioni ufficiali. Durante il regime comunista, venne aggiunto un verso che faceva un riferimento diretto a Mosca (su istruzione di Todor Živkov), al partito comunista bulgaro e al vittorioso regime. Dopo i cambiamenti democratici del 1989, questo verso venne rimosso:[4]

Дружно братя българи,
с нас Москва е в мир и бой,
партия велика води,
нашият победен строй.[4]

Drujno bratea bălgari
s nas Moscva e v mir i boi,
partia velica vodi
nașiat pobeden stroi.

Fratelli bulgari uniti
insieme a noi è Mosca in pace e in guerra
conduce un grande partito
il nostro vittorioso regime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://socbg.com/2014/04/химнът-на-българия-през-превратности.html Химнът на България през превратностите на времето. Socbg.com.
  2. ^ a b https://afish.bg/music/item/3111-ot-gorda-stara-planina-do-mila-rodino.html От „Горда Стара планина” до „Мила Родино”. Afish.bg.
  3. ^ http://www.parliament.bg/?page=history&lng=bg&hid=9 Народно събрание на Република България.
  4. ^ a b (BG) Филип Панайотов, България 20 век: Алманах, TRUD Publishers, 1999, ISBN 978-954-528-146-4. URL consultato il 22 giugno 2020.

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