Gruppo di Ur

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Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio esoterico attivo in Italia a partire dal 1927[1], dal quale prese il nome una rivista pubblicata dal sodalizio stesso. Il nome viene dall'espressione fonetica u-r esistente nel caldeo e nel runico col significato rispettivamente di fuoco e toro o ariete, e come prefisso "ur" nel tedesco a indicare qualcosa di primigenio, di antico.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo fu fondato nel 1927 da Arturo Reghini, esoterista pitagorico[3] e Giovanni Colazza un esoterista steineriano, che raccolsero un gruppo di adepti interessati a pratiche magiche e studi esoterici[4]. Reghini scelse il giovane Julius Evola come primo direttore della rivista "UR", che era espressione del gruppo. La consistenza del gruppo è rimasta segreta ma è stimata tra le dodici e le quindici persone[5]. Evola ben presto divenne la voce più creativa di questo gruppo[6] e alla fine del 1928 esautorò Arturo Reghini e il discepolo di questi Giulio Parise. Forti dissapori personali con Parise portarono alla scissione nel gruppo, dopo la quale Evola fondò una nuova rivista dal nome "Krur".

Il Gruppo di Ur si dichiarava indipendente dalle scuole o dalle tendenze esoteriche formate in epoca moderna e contemporanea come l'occultismo, la massoneria, lo spiritismo, ecc.. Al suo interno furono accettati anche alcuni cattolici e una significativa componente di steineriani[7], la cui antroposofia sarebbe stata la maggiore o una delle maggiori componenti della linea di pensiero del gruppo[8].

Secondo Evola[9], l'obiettivo del gruppo era duplice:

  1. suscitare la forza sovrasensibile capace d'aiutare i singoli membri;
  2. indirizzare questa forza superiore, già individualizzata, verso il cambiamento, da dietro le quinte della storia, di tutte le altre forze influenti socialmente nel proprio tempo.

Vennero costituite filiali operative del Gruppo a Roma e in altre città della Penisola[10]: le cosiddette "catene", delle quali risulta maggiormente descritta solo quella nella città di Genova[11], di cui sono ignoti i componenti della catena se non che fosse costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex appartenente alla "Myriam". Queste catene, presenti anche in altre tradizioni esoteriche come i rosacroce, sono formate da gruppi di persone che si riuniscono per ritornare a presunte e primordiali perdute tradizioni[12], ritenendo di poter evocare forze occulte per influenzare gli eventi in corso. Secondo De Turris utilizzando riti neopagani queste catene provarono a influenzare il fascismo e non sarebbero state estranee ai tre attentati contro Mussolini avvenuti a partire dal 1927[13]. A questo riguardo Taunton annota che Evola nella sua auto biografia "Il cammino del Cinabro" scrisse che correvano voci su tentativi di uccidere un capo di stato tramite riti magici, riti a cui vennero associate le catene di Ur, e Mussolini arrivò a pensare che vi fosse un complotto contro di lui, fino a quando non conobbe il reale scopo delle catene[14].

Secondo Gary Lachman lo scopo dei rituali magici pagani era quello di introdurre nel fascismo il presunto spirito "guerriero" e "virile" dell'antica Roma[15].

Nel 1927 il gruppo di Ur venne attaccato da Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI e al tempo assistente centrale ecclesiastico della FUCI, dalle pagine della rivista Studium, accusandolo "di abuso di pensiero e di parole, ... di aberrazioni retoriche, di rievocazioni fanatiche, di superstiziose magie"[16].

Tra i membri del gruppo viene annoverata anche Maria de Naglowska, occultista e e mistica russa, e teorizzatrice della magia sessuale, che in quegli anni visse a Roma[17]; un lontano seguace del gruppo fu Mircea Eliade, che citò la raccolta degli scritti del Gruppo di Ur in una sua novella scritta nel 1941[18]. Il suo interesse verso il gruppo è stato spiegato come una conseguenza del suo interesse giovanile verso l'occultismo[19].

La firma dei Patti Lateranensi nel 1929, con la conseguente scomparsa di atteggiamenti anticlericali da parte del fascismo e l'avvicinamento politico tra Vaticano e fascismo, fecero sparire la possibilità da parte del Gruppo di Ur di promuovere una trasformazione paganeggiante del fascismo e causarono al sodalizio vari problemi[20][21] che portarono al suo scioglimento[22].

Dopo la seconda guerra mondiale un sodalizio in Italia tentò di riprendere l'attività del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri[23]. Julius Evola fu il leader di questo gruppo e inspirò questa nuova esperienza esoterica voluta da alcuni giovani a lui vicini e che frequentavano casa sua negli Anni cinquanta e sessanta.

Il nome del gruppo ed il suo significato secondo G.B. Forster "ha indubitabilmente ispirato ad Umberto Eco" la definizione di Ur-fascismo[24], da lui descritto in un articolo sul New York Review of Books del 1995[25], in cui discute e descrive gli aspetti attorno ai quali il fascismo si forma e si coagula.

La rivista[modifica | modifica wikitesto]

Espressione dei lavori interni al Gruppo di Ur fu la rivista nella quale gli autori degli articoli si firmavano con uno pseudonimo, perché piuttosto che pubblicizzare la propria persona preferivano diffonderne il pensiero. Direttore della rivista fu Julius Evola nel 1927, insieme a Arturo Reghini e Giulio Parise nel 1928; di nuovo e solamente Evola nel 1929, quando la rivista fu cambiata in "Krur" .

Nella rivista di "UR" vennero pubblicati parecchi testi ermetico-alchemici come la Turba philosophorum, filosofici e rituali, di varia provenienza: vi sono testi antichi come l’APATHANATHISMOS: rituale di Mithra noto anche come Gran Papiro Magico di Parigi, la prima traduzione italiana di "LUCE" , dall'originale greco confrontato con la versione tedesca di Dietercich e con quella inglese del Mead, con introduzione e commento di EA, LEO, LUCE e Pietro Negri," esso conterebbe l'unico rituale degli antichi Misteri che sia pervenuto completo fino a noi, in una redazione che data con ogni probabilità al principio del quarto secolo d.C." ; estratti dal de Mysteriis di Giamblico, i Versi d'oro di Pitagora, uno scongiuro magico pagano, Massime di saggezza pagana di Plotino, rinascimentali (De Pharmaco Catholico, un codice "plumbeo" alchemico italiano, Clavis Philosophiae Chemisticae di Gerard Dorn, La dignità dell'uomo di Pico della Mirandola), moderni (brani tratti da Il Golem e Il volto verde di Gustav Meyrink, il saggio Prospettive tratto da Musica delle fonti di Otokar Brezina), testi di Aleister Crowley, Giuliano Kremmerz e orientali (un brano del primo capitolo del Kulārṇava Tantra[26], alcuni passi del Majjhima Nikaya, brani dal mantra tantrico Shri chakra sambhara, tre canti di Milarepa)[27].

La rivista uscì con il nome di Ur negli anni 1927 (10 fascicoli, di cui due doppi) e 1928 (8 fascicoli, di cui quattro doppi), mentre il 1929 vide la fine della fase operativa del Gruppo con l'uscita di Reghini e Parise, accusati da Evola di voler mettere al rivista sotto il controllo della massoneria[28]. La pubblicazione della rivista, sempre sotto la direzione di Evola, riprese col cambio di nome in Krur (8 fascicoli, di cui due doppi), pubblicando interventi anche di autori che lo avevano abbandonato ma dei quali il barone possedeva ancora vari testi. Questo portò ad una breve battaglia legale con Reghini che lo accusò di diffamazione e plagio[29]. Il nome della nuova rivista era tratto dal sumero k-r, k-u-r ossia residenza, casa, montagna e forza, e i suoi contenuti includevano anche una componente nazionalistica[30].

Nel dicembre 1929 fu pubblicato l'ultimo numero di Krur, sul quale Evola annunciava lo scioglimento del gruppo, che in realtà era avvenuto già da un anno, e il proseguimento della propria attività filosofica sulla nuova rivista dal titolo La Torre[31], della quale saranno editi 10 numeri (dal febbraio al giugno 1930) ma che fu costretta a chiudere per l'ostilità di settori del regime fascista, in primis quelli voluti da Achille Starace. Tale ostilità giunse a colpire Evola con violenti attacchi squadristi. Alla rivista La Torre collaborarono alcuni aderenti al Gruppo di Ur: Guido De Giorgio (con lo pseudonimo di Zero), Girolamo Comi, Domenico Rudatis, Emilio Servadio, Raffaello Prati.

I fascicoli di Ur e Krur furono ripubblicati, con forti modifiche redazionali di gran parte dei testi originali da parte di Evola, nel 1955-1956 in tre volumi dall'editore Bocca ,sotto il titolo di Introduzione alla Magia, con la revisione dell'orientalista Paul Masson-Oursel[32]. Una seconda edizione data 1971 e fu effettuata dalle Edizioni Mediterranee con lo stesso titolo. Nel 1987 anche le Edizioni I Dioscuri ripubblicarono i tre volumi di Bocca. Tutte e tre queste riedizioni risentono delle modifiche introdotte da Julius Evola. L'editrice Tilopa di Roma ha pubblicato negli anni 1980-1981 la ristampa anastatica dei fascicoli originali. Questa attività editoriale indica che questi sono ancora di interessi per i gruppi politici di destra e per gli occultisti[33]

I membri[modifica | modifica wikitesto]

Tra coloro che fecero parte del Gruppo di Ur o collaborarono alle riviste di Ur e Krur (tra parentesi il loro nome simbolico utilizzato per firmare, secondo l'idea della "impersonalità attiva"[34]) possono essere citati:

Altre persone firmarono con gli pseudonimi di: Alba, Arom, Nilius, Primo Sole, Zam.

Secondo Renato del Ponte in base a testimonianze orali risultano aver fatto parte del Gruppo di Ur (non scrivendo però sulla rivista) anche l'ingegnere aretino Moretto Mori e Amerigo Bianchini, entrambi amici di Reghini (dopo l'espulsione di Guido Bolaffi, Bianchini divenne il Maestro venerabile della loggia "Hermes" di Firenze, facente parte del Rito Filosofico Italiano).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabio Milana, I cenacoli intellettuali/2: dalla Conciliazione al concilio, in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2011.
  2. ^ p. 213 in D. Z. Lycourinos (2012)
  3. ^ p.215 Gary Lachman (2012)
  4. ^ J. Godwin (2012)
  5. ^ p. 203 M. Sedgwick (2009)
  6. ^ p.215 Gary Lachman (2012)
  7. ^ p. 83 in G. De Turris (2006)
  8. ^ p. 271 Staudenmaier (2014)
  9. ^ "Il Cammino del Cinabro"- terza edizione :Roma, Edizioni Mediterranee,2014
  10. ^ Glosse varie: costituzione di una catena magica, in Ur 1927 e Istruzioni di catena, in Ur 1928
  11. ^ Esperienze di catena, in Krur 1929
  12. ^ p.215 Gary Lachman (2012)
  13. ^ p. 246 in G. De Turris (2006)
  14. ^ G. Tauton (2014)
  15. ^ p.216 Gary Lachman (2012)
  16. ^ p. 150 in G. De Turris (2006)
  17. ^ p. 152 Hugh B. Urban
  18. ^ p.222-223 Gary Lachman (2012)
  19. ^ p. 109 M. Sedgwick (2009)
  20. ^ Paul Furlong, The Social and Political Thought of Julius Evola: Londra, Routledge, anno 2011, pagina 88, ISBN 9780203816912
  21. ^ Julius Evola, Il Camino del Cinabro, 1963
  22. ^ p. 56 N. Goodrick-Clarke (2003)
  23. ^ p. 753 M. Introvigne (2006)
  24. ^ vedi nota 37 in p. 137 G.B. Forster (2016) that undoubtedly inspired Umberto Eco's famous 1955 article on "Ur-fascism"
  25. ^ (EN) Umberto Eco, Ur-Fascism, New York Review of Books, 22 giugno 1995. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  26. ^ p. 155 H.B. Urban (2006)
  27. ^ Stefano Arcella, Julius Evola e l’esperienza del Gruppo di Ur. La storia “occulta” dell’Italia del Novecento
  28. ^ p. 35 Geneviève Dubois (1996)
  29. ^ p. 215 Gary Lachman (2012)
  30. ^ p. 154 H.B. Urban (2006)
  31. ^ p. 154 H.B. Urban (2006)
  32. ^ p. 331 H. T. Hakl, C. McIntosh (2014)
  33. ^ p. 161 H.B. Urban (2006)
  34. ^ p. 125 in G. De Turris (2006)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di Ur. Studi e documenti per servire alla storia di Ur-Krur, Borzano, Albinea, Sear Edizioni, 1994.
  • Gianfranco De Turris, Esoterismo e fascismo: storia, interpretazioni, documenti, Edizioni Mediterranee, 2006.
  • Geneviève Dubois, Fulcanelli. Svelato l'enigma del più famoso alchimista del XX secolo Edizioni Mediterranee, 1996.
  • Julius Evola, Introduzione alla magia, 3 voll., Roma, Mediterranee, 1971.
  • Julius Evola, Ur 1927. Roma, Tilopa, 1980.
  • Julius Evola, Ur 1928. Roma, Tilopa, 1980.
  • Julius Evola, Krur 1929. Roma, Tilopa, 1981.
  • Julius Evola, Introduzione alla magia quale scienza dell'io, La Spezia, Fratelli Melita, 1987.
  • (EN) John Bellamy Foster, Trump in the White House: Tragedy and Farce, NYU Press, 2017.
  • (EN) Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism, and the Politics of Identity, NYU Press, 2003.
  • (EN) Joscelyn Godwin, Atlantis and the Cycles of Time: Prophecies, Traditions, and Occult Revelations, Simon and Schuster, 2010.
  • (EN) Hans Thomas Hakl, Julius Evola and the UR Group, Aries, 12, Leida, Brill, 2012, pp. 53–90.
  • (EN) Hans Thomas Hakl, Christopher McIntosh, Eranos: An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Routledge, 2014.
  • Massimo Introvigne, Le religioni in Italia, Centro studi sulle nuove religioni, Raffaella Di Marzio, 2006.
  • (EN) Gary Lachman, Politics and the Occult: The Left, the Right, and the Radically Unseen, Quest book, 2012.
  • (EN) Damon Zacharias Lycourinos, Occult Traditions, Numen Books, 2012.
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  • (EN) Mark Sedgwick, Against the Modern World: Traditionalism and the Secret Intellectual History of the Twentieth Century, Oxford University Press, 2009.
  • Roberto Sestito, Il figlio del sole. Vita e opere di Arturo Reghini. Filosofo e matematico, Ancona, IGNIS.
  • (EN) Peter Staudenmaier, Between Occultism and Nazism: Anthroposophy and the Politics of Race in the Fascist Era, BRILL, 2014.
  • (EN) Gwendolyn Taunton, Primordial Traditions, Volume 1, Numen Books, 2014.
  • (EN) Hugh B. Urban, Magia Sexualis: Sex, Magic, and Liberation in Modern Western Esotericism, University of California Press, 2006.