Il Golem (romanzo)

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Il Golem
Titolo originaleDer Golem
Golemmeyrink.jpg
AutoreGustav Meyrink
1ª ed. originale1915
Genereromanzo
Sottogenerefantastico
Lingua originaletedesco
AmbientazionePraga

Il Golem è un romanzo di Gustav Meyrink, (“Der Golem” - 1915 -). In origine uscì a puntate tra il 1913 e il 1914 sulla rivista “Die Weißen Blätter” e fu pubblicato in volume l’anno successivo. Il libro fu il suo più grande successo e vendette centinaia di migliai di copie. Originariamente, il testo doveva essere illustrato dall’amico Alfred Kubin ma il progetto venne poi abbandonato. I disegni furono così utilizzati da Kubin per integrare le illustrazioni del suo romanzo “Die andere Seite (“L’altra parte”), che presenta alcune affinità con “Il Golem”. “Il Golem” sfrutta abilmente la leggenda ebraica del Golem (un colosso d’argilla plasmato artificialmente dall’uomo tramite la magia) ed è imbevuto dalla cultura della dottrina della Kabbalah. Meyrink evoca un’atmosfera incubica in cui viene magistralmente descritta Praga con il suo retaggio di cultura magica e con il suo ghetto malsano pieno di sordide figure. La città di Praga è considerata da Meyrink come una sorta di “soglia”, crepa che si apre tra il mondo reale e l’aldilà.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia narra di Athanasius Pernath, intagliatore di pietre preziose. Un uomo scambia un giorno, nel duomo di Praga, il suo cappello con quello di Pernath, e rivive come in una visione la sua vita nell'antico ghetto di Praga. Si risveglia in un appartamento nel ghetto ebraico. Uno sconosciuto gli commissiona il restauro di un libro che gli farà prendere coscienza della realtà circostante. Accanto a Pernath sono due figure principali: il vecchio rigattiere Aaron Wassertrum, che funge nel racconto da genio del male; e Hillel, impiegato al municipio ebraico, e che funziona da genio del bene. Vi è inoltre lo studente di medicina Charousek, suo figlio naturale e giustiziere, personaggio ispirato dallo scacchista ungherese Rudolf Charousek[1]; e Miriam figlia di Hillel. Pernath finisce in carcere a causa di una falsa accusa di omicidio. Mentre si trova in prigione, quasi tutti gli altri personaggi della storia muoiono o scompaiono. Pernath viene scagionato, e si mette alla ricerca della adorata Miriam. Su tutto aleggia la leggenda del Golem che, rispetto alle tradizioni ebraiche, viene usata in maniera eterodossa.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Da questo romanzo sono state tratte ben quattro pellicole, di cui due da parte del regista Paul Wegener nel 1915 e nel 1920. Gli adattamenti cinematografici di Wegener e la collaborazione con Kubin sono fra i motivi per cui, generalmente, la figura di Meyrink viene inserita nel contesto culturale dell’Espressionismo tedesco.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

In Italia venne pubblicato per la prima volta nel 1926 presso Campitelli. La migliore edizione è forse quella pubblicata da Bompiani nel 1966, nella meritoria collana “Il Pesanervi”, con l’introduzione di Elemire Zolla - colto intellettuale e studioso di esoterismo -, che verrà poi tristemente cassata nelle ristampe successive di questa casa editrice. “Il Golem”, di recente, ha avuto ben 2 ristampe di cui una, splendida, a cura di Tre Editori (2015) con le magnifiche e perturbanti illustrazioni di Hugo Steiner Prag (che impreziosivano l’edizione originale) e un'altra (2018) di Skira.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Who was Rudolf Charousek?, su en.chessbase.com. URL consultato il 18 aprile 2018.

Edizione[modifica | modifica wikitesto]

  • Gustav Meyrink, Il Golem, traduzione di Carlo Mainoldi, VII ed., Milano, Bompiani (Tascabili n° 731), 2000, XVIII-268 p., ISBN 88-452-4725-2.
  • Gustav Meyrink, Il Golem, traduzione e cura A.M. Baiocco, Roma, TRE EDITORI (www.treditori.com) 2015, prima edizione annotata e illustrata con le tavole originali di Hugo Steiner-Prag, amico di Meyrink. ISBN 88-86755-65-1

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