Galleria nazionale di Cosenza
| Galleria nazionale di Cosenza | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Cosenza |
| Indirizzo | Via G.V. Gravina, 2 - 87100 Cosenza (CS) |
| Coordinate | 39°17′30.61″N 16°15′36.69″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Esposizioni di dipinti e sculture |
| Gestione | Ministero della Cultura |
| Direttore | Arch. Rossana Baccari |
| Visitatori | 9 146 (2022) |
| Sito web | |
La Galleria Nazionale di Cosenza è ubicata all'interno dell'antico Palazzo Arnone, a 262 metri di altitudine, sul colle Triglio, nel centro storico di Cosenza. Il Ministero della Cultura la gestisce tramite la Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria.
Storia di Palazzo Arnone
[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di Palazzo Arnone è iniziata da Bartolo e Ascanio Arnone agli inizi del XVI secolo[1]. L'edificio diviene proprietà dello Stato già prima del suo completamento. Nella sua lunga storia, Palazzo Arnone ospita i presidi di Calabria Citeriore e il Grande Archivio di Giustizia, è sede del Tribunale e della Regia Udienza e assume la funzione di carcere. Nel 1734, in seguito a un tumulto popolare, e nel 1747[1], dopo la tentata fuga delle donne che vi erano detenute, due incendi lo rendono temporaneamente inagibile. In seguito alla ristrutturazione, per volontà dell'allora Governatore delle Calabrie, nel 1758 è arricchito dalla costruzione agli angoli di quattro bastioni (un primo eretto dal preside Filomarino nel 1747). Subisce gravi danni durante il catastrofico terremoto del 1854 che fa crollare il terzo piano, mai più ricostruito[1]. In seguito, assume la duplice funzione di tribunale, ubicato nel secondo piano, e di carcere mandamentale, ubicato nei piani inferiori. Nel vasto androne con volta a botte è affrescato lo stemma del Reame di Spagna risalente al Seicento[1]. Negli anni '80 del Novecento avviene il passaggio dell'edificio al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali[1], oggi Ministero della Cultura, e in seguito iniziano i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Palazzo Arnone è attualmente sede della Galleria Nazionale di Cosenza, della Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria del Ministero della Cultura e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Nucleo di Cosenza.
Le collezioni della GNC
[modifica | modifica wikitesto]


La Galleria Nazionale di Cosenza riceve il riconoscimento istituzionale ufficiale con Decreto istitutivo del 30 maggio 2009. Nel museo trova collocazione permanente una collezione dei dipinti e opere che, dagli anni Ottanta del Novecento, sono stati acquisiti al patrimonio dello Stato[2] e documenta momenti significativi dell'arte italiana, in particolare meridionale, dal Trecento ai giorni nostri.
La Collezione Acquisizioni annovera pregevoli opere di Mattia Preti (Ercole libera Prometeo, Ercole libera Teseo, San Sebastiano, Sofonisba prende il calice del veleno, Noli me tangere e altre), Marco Cardisco, Marco Pino, Jusepe de Ribera, Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro, Pacecco De Rosa, Carlo Maratta, Francesco Cozza, Pietro Novelli, Giuseppe Recco, Giovan Battista Gaulli detto Baciccio, Paolo De Matteis, Francesco De Mura, Gaele Covelli, Stefano Liguoro, Sebastiano Conca, Pietro Negroni, Corrado Giaquinto e splendide tele di Luca Giordano (Veduta con rovine classiche, San Sebastiano curato da Sant'Irene, Morte di Cleopatra, Jezabel dilaniata dai cani, Santa Maria Maddalena e altre)[3].
La Collezione Grafica Umberto Boccioni include opere provenienti dalla galleria privata della collezionista americana Lydia Winston Malbin, acquisite al patrimonio dello Stato e destinate alla Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996. Il nucleo più rappresentativo è costituito da studi anatomici e di figure, paesaggi e architetture. Tra i pezzi più interessanti: Gisella (puntasecca); La madre con l'uncinetto (acquaforte); gli studi per Contadini al lavoro e Campagna lombarda; i disegni preparatori per il dipinto La risata. La collezione si compone di 65 disegni e incisioni, prodotti dal 1906 al 1915, che documentano l’arte di Boccioni dagli anni della formazione fino alla piena affermazione futurista. Nel 1961, in occasione della mostra The Graphic Work of Umberto Boccioni, sono stati esposti al Museum of Modern Art (MoMA) di New York.
Nel 2009 il patrimonio della Galleria Nazionale di Cosenza si amplia con 38 opere in comodato d'uso della Banca Carime, oggi proprietà di Intesa Sanpaolo, per le quali è allestita un'ala del complesso espositivo. La Collezione Intesa Sanpaolo ripercorre le maggiori correnti artistiche dal Quattrocento al Novecento. Tra gli artisti, Salvator Rosa, Frans Wouters, Silvestro Lega, Dirck van Baburen, Battistello Caracciolo, Francesco Guarini, Pietro Bardellino, Domenico Purificato, Alberto Savinio, José Ortega, Innocenzo Tacconi, Gerrit van Honthorst, Rachel Ruysch.
La Collezione Arte Contemporanea, grazie a donazioni e acquisti, include sculture di Giorgio de Chirico, Emilio Greco, Antonietta Raphaël, Pietro Consagra, Mimmo Rotella, Bizhan Bassiri. Le espressioni artistiche contemporanee del territorio sono documentate dalle opere di Cesare Berlingeri, Giulio Telarico, Alfredo Pirri.
Presente un esemplare della scultura Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, donata al museo con atto dell'allora Direttore del Polo Museale, Angela Acordon. L'opera è dichiarata d'interesse particolarmente importante con decreto nº 77/2013 del Ministero dei Beni Culturali[4], pubblicato sul catalogo generale a cura di Calvesi-Dambruso (pag. 452) Allemandi Torino 2016[4].
A dicembre 2025 la Collezione Arte Contemporanea si arricchisce con un nucleo di opere d'arte confiscate alla criminalità organizzata, entrate nel patrimonio permanente della Galleria Nazionale di Cosenza grazie all'impegno congiunto di Forze dell'Ordine, Autorità Giudiziaria e Ministero della Cultura. Le opere documentano differenti periodi, linguaggi ed esperienze artistiche del panorama nazionale e internazionale, dal secondo Dopoguerra al primo decennio del XXI° secolo[5]. Tra gli autori, Afro Basaldella, Sandro Chia, Piero Dorazio, Emilio Isgrò, Francesco de Molfetta, Mimmo Paladino, Maurizio Savini e Giulio Turcato.
L’allestimento e il percorso espositivo sono impostati secondo logiche e criteri di comunicatività e idonei standard museali condivisi in ambito europeo. La fruibilità delle opere risponde a un criterio analitico di tipo cronologico e tematico[6].
Le mostre temporanee
[modifica | modifica wikitesto]Umberto Boccioni. Disegni e Incisioni della Galleria Nazionale, curatela di Nella Mari, nel 2003; Argenti in Calabria, curatela di Salvatore Abita, nel 2007; Carlo Levi: opere scelte, curatela di Michele Saponaro e Pia Vivarelli, nel 2007; Open Space 2. Incursioni figurative, curatela di Fabio De Chirico e Carmelo Cipriani, nel 2012; Giovanni Gasparro versus Mattia Preti, curatela di Fabio De Chirico, nel 2015; Rembrandt. I cicli grafici, le sue più belle incisioni, curatela di Alessandro Mario Toscano e Marco Toscano, nel 2019; Il Bambin Gesù delle mani del Pinturicchio, nel 2019-20[7]; Japan. Maestri d'Oriente: Hokusai, Hiroshige, Kuniyoshi, Kunisada..., curatela di Alessandro Mario Toscano e Marco Toscano, nel 2022; Manet. Noir et blanc, curatela di Alessandro Mario Toscano e Marco Toscano, nel 2023[8]; Sud Contemporaneo, curatela di Melissa Acquesta e coordimento di Rossana Baccari, nel 2023; Natura di Antonio Pujia Veneziano, curatela di Andrea Romoli Barberini e Domenico Piraina, nel 2024; Human con opere di Salvatore Anelli, Francesco Minuti e Tarcisio Pingitore, coordinamento di Fabrizio Sudano, curatela di Melissa Acquesta e Rossana Baccari, nel 2025.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria - Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico della Calabria, Bollettino della Galleria Nazionale di Cosenza, Paparo Edizioni, Marzo 2007.
- ↑ italiagustus.it.
- ↑ museionline.info.
- 1 2 Importante donazione della famiglia Bilotti alla Galleria Nazionale di Cosenza, si realizza il desiderio di Umberto Boccioni, il grande futurista calabrese, su lavocecosentina.it, 19 marzo 2018. URL consultato il 25 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2018).
- ↑ meravigliedicalabria.it.
- ↑ arte.it.
- ↑ Elenco Mostre, su exibart.com. URL consultato il 20 aprile 2020.
- ↑ Si è cercato galleria nazionale cosenza, su Arte.Go: Mostre, Eventi, Corsi e Concorsi. URL consultato il 9 maggio 2023.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Galleria nazionale di Cosenza
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (IT, EN) Sito ufficiale, su musei.calabria.beniculturali.it.
- Galleria nazionale di Cosenza, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 159409477 · LCCN (EN) n00001399 · J9U (EN, HE) 987007282374005171 |
|---|
