Castello normanno-svevo (Cosenza)

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Castello normanno-svevo
Castello svevo cosenza.jpg
Castello normanno-svevo
Stato ristrutturato
Stato attuale Italia Italia
Regione Calabria Calabria
Città Cosenza
Coordinate 39°17′11.63″N 16°15′27.31″E / 39.286564°N 16.257586°E39.286564; 16.257586Coordinate: 39°17′11.63″N 16°15′27.31″E / 39.286564°N 16.257586°E39.286564; 16.257586
Informazioni generali
Tipo Castello
Stile gotico
Inizio costruzione metà del X secolo
Costruttore bizantini
Primo proprietario bizantini
Proprietario attuale Comune di Cosenza
Visitabile Si
[senza fonte]
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Castello normanno-svevo
Cortile scoperto
Ruggero II di Sicilia
Ruggero II di Sicilia

Il Castello normanno-svevo di Cosenza rappresenta il principale monumento della città dei Bruzi, che lo vede ergersi ormai da secoli su uno dei punti più alti della città: il colle Pancrazio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini non sono ancora state chiarite: la sua costruzione viene solitamente attribuita ai Bizantini intorno al 937 sulle rovine di un'antica rocca, per difendersi dalle continue incursioni saracene. Durante l'anno mille fu occupato dagli arabi divenendo dimora del califfo Saati Cayti. Dopo la cacciata degli arabi dalla città, Ruggero II di Sicilia nel 1132, ne rinforzò le fondamenta e le mura, facendo del castello una vera e propria roccaforte normanna.

Nel 1184 come molti altri monumenti storici della città, fu gravemente danneggiato da un terremoto, fino alla sua completa ristrutturazione durante il XIII secolo da parte di Federico II di Svevia (da qui la sua denominazione ufficiale: normanno-svevo). Durante il conflitto angioino-aragonese fu adibito a zecca per la realizzazione di monete, e venne successivamente trasformato in residenza principesca per Luigi III d'Angiò e la consorte Margherita di Savoia, venuti a governare la provincia calabrese.

Nel 1459 vi dimorò Re Alfonso II di Napoli, fino a quando gli spagnoli, nel XVI secolo, non gli restituirono la sua funzione bellica, rappresentando per tutto il 1500 il fortilizio militare più importante della Calabria settentrionale. La sua storia si perde per tutto il 1600, ed essendo nuovamente danneggiato da numerosi terremoti cadde completamente in rovina.

Il centro storico di cosenza visto dalla fortezza

Fu ripreso dai Borboni che lo adibirono a carcere, e dopo l'unità d'Italia passò finalmente al comune di Cosenza che lo acquistò in un'asta pubblica. Dopo i restauri degli ultimi anni il Castello presenta ben conservati: la torre ottagonale di epoca sveva, gli stemmi di età angioina incisi sugli archi svevi a costoloni, che si immettono nel corridoio detto "dei fiordalisi", lo scudo aragonese, le segrete e il cortile interno. Un ultimo intervento di restauro sulla struttura iniziato nel 2008 si è concluso nel 2015 rendendo la struttura nuovamente visitabile tramite un bus messo a disposizione per i turisti, e che permette a questi ultimi di raggiungere il castello in alto sulla collina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Stancati, Cosenza: toponomastica e monumenti, Cosenza, Brenner, 1979.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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