Museo diocesano e del Codex

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Museo diocesano e del Codex
Facciata del Museo Diocesano e del Codex.jpg
Il Museo contiene il prezioso Codex Purpureus Rossanensis, il Vangelo illustrato più antico al Mondo.

Il Museo è aperto tutti i giorni eccetto il lunedì.

Contatti: tel. 0983.525263, cell.340.4759406, mail: info@museocodexrossano.it
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRossano
Indirizzovia Arcivescovado, 5
Caratteristiche
TipoMuseo diocesano
Apertura1952
Sito web

Il Museo Diocesano e del Codex è un museo calabrese, si trova a Rossano, in provincia di Cosenza, di fianco alla Cattedrale della Santissima Achiropita. Al suo interno il museo custodisce la sua opera principale: il Codex Purpureus Rossanensis, un evangelario miniato scritto in greco antico del VI secolo, riguardante il Nuovo Testamento, inserito nelle liste del patrimonio UNESCO nella categoria "Memory of the Word" il 9 ottobre 2015. Secondo molti si tratta del Vangelo illustrato più antico al Mondo.

Il museo conserva inoltre circa duecento opere d'arte di varie epoche e di varia natura appartenute a diverse chiese dell'arcidiocesi di Rossano-Cariati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato nel 1952 per volere dell'arcivescovo Giovanni Rizzo fu il primo museo diocesano ad essere istituito in Calabria. La struttura museale nacque all'interno di alcuni locali ricavati dalla sagrestia della cattedrale di Maria Santissima Achiropita.

Nel corso degli anni, per poter dare un adeguato spazio alle opere d'arte esposte, si decise di ristrutturare un'ala del Palazzo arcivescovile. I lavori, avviati nel 1985, si sono conclusi nel 2000, quando la nuova sede, composta da dieci sale, venne inaugurata dall'arcivescovo Andrea Cassone.

Nel 2014 un progetto di valorizzazione diede il via ai lavori di ristrutturazione e di un nuovo allestimento, con applicazioni virtuali che permettono al visitatore di poter fruire di approfondimenti sul Codex e sulle altre opere d'arte presenti, tramite l'utilizzo di touch-screen e schermi video con contenuti didattici e curiosità riguardo ai monumenti dell'intera diocesi e alcuni della Calabria.

Il nuovo museo è stato riaperto al pubblico il 3 luglio 2016, da allora è considerato il Museo più innovativo e tecnologico della Calabria. Per l'occasione è stato creato un nuovo logo, realizzato dal conservatore dei beni culturali Michele Abastante, in cui compare la denominazione in "Museo Diocesano e del Codex" sostituendo quella di Museo Diocesano d'Arte Sacra di Rossano. Lo stesso Michele Abastante è coautore delle didascalie presenti all'interno delle sale del Museo e del video di introduzione al Codex.

Il museo è aperto tutto l'anno, d'inverno chiude al lunedì mentre in estate è aperto tutti i giorni.

Le sezioni del museo[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo diocesano e del Codex racchiude al suo interno due musei, quello diocesano e quello del Codex. All'ingresso il visitatore troverà un corridoio, dove sulla parete di fondo avrà modo di vedere un video introduttivo che accoglierà il visitatore e spiegherà i contenuti stessi del museo. Il corridoio è direzionale: a sinistra si va nelle sale riservate al Codice Purpureo, tre sale, a destra il restante Museo diocesano di Rossano, composto da sei sale espositive dove in ognuno è possibile rivivere le fasi storiche della diocesi e del suo territorio.

Il Museo è stato completamente ristrutturato ed inaugurato il 3 luglio 2016. La tecnologia presente al suo interno lo rendono uno dei più innovativi e tecnologici d'Italia.

Sale del Codice Purpureo[modifica | modifica wikitesto]

Evangelario miniato bizantino del VI secolo
Codex Purpureus Rossanensis
Museo Diocesano e del Codex
sala Codex

Tre sale del museo sono dedicate all'opera più importante, l'Evangelario miniato bizantino noto come Codex Purpureus Rossanensis.

Una sala è dedicata all'esposizione del manoscritto originale, custodito, al centro della stanza, in una super-teca protetta e ventilata, con la sala a temperatura costante di 18 gradi per permettere al prezioso libro in pergamena di poter essere esposto alla sua temperatura naturale. Al fianco della teca è presente un totem che consente di "sfogliare" digitalmente le pagine del Codex grazie all'uso di uno schermo touch-screen su cui sono state caricate le immagini acquisite in precedenza tramite delle scansioni effettuate dall'originale, lo schermo touch-screen è collegato ad uno schermo che consente al pubblico di poter ammirare ogni singolo dettaglio delle preziose miniature contenute all'interno di uno dei vangeli miniati più antichi al mondo.

Nelle sale che precedono quella riservata al Codex si trovano, in una, un video-documentario che racconta della storia del prezioso manoscritto, dalle origini fino all'arrivo a Rossano, insieme ad un pannello didascalico in cui sono contenute informazioni sulle quindici straordinarie miniature del Codex che raccontano la vita di Gesù. Nella sala d'ingresso, invece, sono presenti informazioni sull'ultimo restauro del libro sacro, fornite dal ICRCPAL (Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio artistico e librario), inoltre sono presenti pannelli didascalici riguardanti confronti con altri Codici presenti nel Mondo e un pannello dedicato all'area geografica di probabile realizzazione del prezioso manufatto, ossia l'impero romano d'oriente altrimenti detto impero bizantino.

Le sale sono comunicanti tra loro, mentre le prime due sono preparatorie al Codex, la terza, quella che lo ospita, è riservata alla contemplazione dell'opera stessa, essa ha la forma di uno scrigno che contiene un tesoro di inestimabile valore artistico, storico e cristiano pervenuto fino ai nostri giorni.

Le luci della sala puntano all'esaltazione del sacro Evangelario.

Il Museo diocesano di Rossano[modifica | modifica wikitesto]

Le sale a destra del corridoio direzionale, sono dedicate all'esposizione del Museo diocesano. Ogni sala racconta un'epoca ed ha lo scopo di tracciare un profilo storico della città e della diocesi di Rossano attraverso i più significativi oggetti d'arte custoditi nel suo museo.

SALA 02. Tra antichità e medioevo. Rossano Bizantina[modifica | modifica wikitesto]

La città di Rossano fu un importante caposaldo dell'impero bizantino in Italia meridionale. Proprio il X secolo è il periodo di maggior splendore della cittadina che vide nelle sue mura personaggi illustri come San Nilo. Oltre alle testimonianze architettoniche e pittoriche custodite nel centro abitato e nei dintorni, molte opere che erano custodite in tali edifici ora sono esposte in musei italiani e stranieri. La sala accoglie i più significativi oggetti a partire dal periodo della Magna Grecia fino a quello bizantino, ricostruendo quindi la storia della Diocesi di Rossano.

SALA 03. Rossano Rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

La storia della città di Rossano nel periodo post-bizantino è poco nota, ma è ugualmente ricca di avvenimenti e opere d'arte di impareggiabile livello per la Calabria. La sala accoglie preziosi oggetti collegati alla storia della diocesi e realizzati tra XV e XVI secolo:

SALA 04. Rossano tra Manierismo e Barocco[modifica | modifica wikitesto]

La sala espone le più significative opere d'arte realizzate tra XVI e XVII secolo riferite al contesto stilistico che vide nei due secoli il passaggio dal manierismo al barocco. La sala è inoltre arricchita da approfondimenti sul culto di san Francesco di Paola in Calabria e nella diocesi, e sulla diffusione della vera effigie del santo. Inoltre, sono presenti spiegazioni, come una sorta di glossario, sulla tipologia del diversi paramenti liturgici presenti nel museo.

SALA 5. Il culto dell'Achiropita[modifica | modifica wikitesto]

La sala è dedicata all'Achiropita, la Madonna venerata dai rossanesi. Il suo culto ha origini molto antiche legate alla sua immagine custodita nella cattedrale di Rossano ad Ella intitolata. Una proiezione video, posizionata al centro della sala, spiegherà, tra immagini suggestive e racconti, la storia e divulgazione di tale culto, e la sua persistenza nella città di Rossano.

SALA 06. Rossano tra Settecento e Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

La sala accoglie i più significativi oggetti realizzati tra il Settecento e l'Ottocento. Determinante fu, in questo periodo, il terremoto del 1836 e la sua conseguente ripresa con gli artigiani di Serra San Bruno venuti a realizzare nuove opere d'arte.

SALA 07. Sezione Argenti[modifica | modifica wikitesto]

Quest'ultima stanza accoglie l'esposizione di tutti i più interessanti argenti, oggi custoditi nel museo diocesano, raccolti come una sorta di “tesoro della cattedrale”. Preziose suppellettili di varie epoche e di vario utilizzo sono presenti in questa sala per una didattica sull'uso e significato di ogni singolo oggetto nel culto cristiano e durante la funzione religiosa. Presenti quindi numerosi calici, pissidi, patene, ostensori, brocche, cartegloria, candelabri, bugie, reliquiari e molto altro.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]