Pietro Novelli

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Pietro Novelli

Pietro Novelli, detto il monrealese (Monreale, 2 marzo 1603Palermo, 27 agosto 1647), è stato un pittore e architetto italiano, il più importante e influente artista del Seicento in Sicilia. Fu uno dei maggiori pittori del suo tempo e fu nominato architetto del regno.

Pietro Novelli, scultura presente sul balcone del Seminario dei Chierici sul Cassaro, opera di Valerio Villareale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovan Pietro,[1] nome completo di battesimo, è il quartogenito di Pietro Antonio Novelli, anch'egli apprezzato pittore. Si formò presso la bottega del padre a Monreale. Il giovane Pietro svolge il suo apprendistato presso il nobile Carlo Maria Ventimiglia,[2] matematico e maestro delle scienze. Il suo percorso umano e artistico, sviluppatosi nell'arco di pochi decenni nei quali si attuò il passaggio dal tardo manierismo alla prima grande stagione del barocco. Oltre all'attività di pittore che gli valse l'appellativo da parte di autorevoli critici stranieri di Raffaello di Sicilia o il Van Dyck siciliano, fu anche incisore, architetto e ingegnere militare per il biennio 1643 - 1645 a Milazzo.[1]

Novelli riesce costantemente a rinnovare il proprio stile, seguendo gli stimoli che gli vengono offerti attraverso la conoscenza, diretta o mediata, degli esiti della cultura artistica dei suoi tempi. Infatti subì a Palermo l'influenza dei dipinti di scuola genovese presenti nell'Oratorio di Santo Stefano Protomartire al Monte di Pietà e dell'Adorazione dei Pastori di Caravaggio dell'Oratorio di San Lorenzo. Furono anche forti le influenze dei pittori fiamminghi presenti all'epoca a Palermo, come per esempio Antoon van Dyck[3] che soggiornò nella capitale siciliana nel 1624.

Nel 1623, sposa Costanza di Adamo, ha due figli, ma il maschio morì in giovane età. La figlia, Rosalia, nata nel 1628, si rivela discepolo tanto fedele al modello paterno, da poter essere confusa con lui, per l'attribuzione di certe opere. Nel 1624, quando la peste affligge tutta la città, Pietro accede autorevolmente alla sua breve ma intensa carriera.

I viaggi di Novelli ebbero una grande importanza nell'evoluzione della sua pittura. Visitò Roma tra il 1622 e il 1625, dove ebbe modo di studiare i maggiori pittori del Rinascimento. Nel corso di un viaggio a Napoli nel 1630, vide le opere di Jusepe de Ribera e di alcuni pittori naturalisti napoletani che lo incoraggiarono a sviluppare una pittura più realistica.

Negli anni della sua maturità, viceré, aristocratici, esponenti della borghesia emergente, chiese, conventi, monasteri, ville, compagnie, confraternite e congregazioni, a Palermo come in altri centri della Sicilia e fuori, fanno a gara per possedere un Novelli.[4] Per prevenire e combattere i frequenti attacchi barbareschi di corsari e pirati, all'acuirsi delle tensioni tra Filippo IV e i regnanti degli altri stati europei circa il predominio nel Mar Mediterraneo, è chiamato a ricoprire a partire dal 20 gennaio 1643, la carica di ingegnere civile e militare del Regno su nomina del viceré di Sicilia Giovanni Alfonso Enriquez de Cabrera, conte di Modica, per la cui entrata a Palermo realizzò l'arco trionfale il 16 giugno 1641.[5] Il 21 settembre 1644 ottenne anche la carica di ingegnere e architetto cittadino per nomina del senato di Palermo, succedendo al defunto Vincenzo Tedeschi.[6] Tali incarichi ne riconoscono definitivamente genio e fama, mentre i suoi contemporanei, seguendo l'uso del tempo, si spingono a suggerire azzardati paragoni con Apelle o con Michelangelo.

Muore cinque giorni dopo nei moti rivoltosi di Palermo del 22 agosto 1647, dove combatteva a fianco dell'amico Giuseppe D'Alesi[7], e trovò sepoltura nel cimitero dei frati in San Domenico.

Nel 1788, ad un secolo e mezzo di distanza dalla sua morte, il pittore classicista padre Fedele da San Biagio a proposito delle opere di Novelli scriverà:
"Quando le veggo e le considero, rimango sorpreso, e non saprei staccarmene. Resto come incantato di quelle teste dipinte, disegnate, e impastate all'ultima sottigliezza, all'ultimo gusto, e all'ultima perfezione, sin dove può giungere l'arte".

Nel 1828, ad opera del suo biografo Agostino Gallo, un suo busto firmato da Valerio Villareale è posto nella chiesa di San Domenico, il pantheon di Sicilia.

Oltre un centinaio di opere, tra dipinti e affreschi, a soggetto religioso o laico, gli vengono oggi concordemente riconosciuti, insieme ad altrettanti disegni. Numerose sue opere, dipinti e disegni, sono esposte oggi presso la Galleria Regionale di Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(elenco parziale)

Santa Rosalia.
Elezione di Mattia all'Apostolato, chiesa dei Frati Minori Cappuccini, Leonforte.
Caino e Abele.
San Pietro liberato dal carcere.
Madonna col bambino e i Santi Rosalia e Giovanni Battista.
Risurrezione di Lazzaro.
Nostra Signora del Carmelo.
Risurrezione di Cristo.
Sposalizio della Vergine e Sant'Anna, Chiesa di San Matteo al Cassaro, Palermo.
Estasi di San Francesco.
Arcangelo Gabriele.

Agrigento e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Aragona[modifica | modifica wikitesto]
  • XVII secolo, Ciclo, affreschi, opere documentate in casa del barone d'Aragona.[8]

Caltanissetta e provincia[modifica | modifica wikitesto]

  • XVII secolo, Madonna della Grazia, dipinto su tela collocata sull'altare maggiore, attribuzione, opera custodita nella chiesa della Madonna della Grazia di Caltanissetta.

Catania e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Enna e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Messina e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Palermo e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Cefalù[modifica | modifica wikitesto]

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

  • XVII secolo, San Pietro in Vinculis, dipinto, opera documentata nel Conservatorio di San Pietro della Casa degli esercizi spirituali sotto il titolo di San Carlo Borromeo.[14][15]
Chiesa del Carmine Maggiore[modifica | modifica wikitesto]
  • 1630, Apparizione della Vergine a Sant'Andrea Corsini, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella di Sant'Andrea Corsini.
  • XVII secolo, Sant'Andrea Corsini Carmelitano, dipinto su tela.[16]
Chiesa di Santa Cita[modifica | modifica wikitesto]
  • XVII secolo, Comunione di Santa Maria Maddalena, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella di Santa Maria Maddalena.[17][18]
  • XVII secolo, Sant'Anna e la Beata Vergine Maria fanciulla, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella di Sant'Anna.[19]
Chiesa del Gesù o Casa Professa[modifica | modifica wikitesto]
  • 1630 ante, Ciclo, affreschi raffiguranti Sant'Anna e la Sacra Famiglia,[20] opere rimaneggiate da Antonio Grano (1697 - 1700) e documentati nella Cappella di Sant'Anna.
  • 1639, San Filippo siriaco esorcizza l'indemoniato e San Paolo eremita e compagni, quadroni dipinti, opere custodite nella Cappella dei Santi Martiri,[21] primitiva Cappella del Beato Francesco di Girolamo.[22]
  • XVII secolo, Miracolo di San Francesco Saverio, dipinto su tela, opera documentata.
  • 1630, Ciclo, affreschi raffiguranti San Michele Arcangelo che spiega lo stendardo del trionfo sopra Lucifero e la Beata Vergine Maria coronata dalla Triade, ornati in chiaroscuro, opere documentate nella volta del vestibolo della Congregazione della Santissima Nunziata detta della Sagra Lega.[23]

Chiesa di San Francesco d'Assisi de' Chiodari[modifica | modifica wikitesto]
  • 1630, Decorazioni, stucchi e affreschi raffiguranti la Beata Vergine Maria che mostra il Bambino a San Francesco, Angelo porge il giglio delle Purità al Serafico, Putti musici, San Paolo a cavallo, opere documentate nella Cappella dell'Immacolata.[23]
  • 1630, Visione di San Francesco, olio su tela, opera custodita nella Cappella Chiaromontana.
  • 1630, Ciclo, affreschi documentati del chiostro del convento.[24]
  • 1630, Ciclo, affreschi raffiguranti storie di San Francesco d'Assisi realizzati nella controfacciata e nelle ultime quattro cappelle più vicine al portale, opere rovinate col terremoto di Pollina del 5 marzo 1823.[25]
  • Nelle cappelle: Papa Nicolò V venera prostrandosi San Francesco d'Assisi, Apparizione della Beata Vergine Maria a San Francesco d'Assisi, San Francesco d'Assisi con le Stimmate appare a Papa Gregorio, San Luigi dei Francesi bacia il Sacro Cingolo.
  • Nella controfacciata Sant'Angelo Carmelitano, San Domenico di Guzmán e San Francesco d'Assisi raffigurati nell'incontro di Roma per l'approvazione dei loro ordini.

Chiesa di San Giuseppe dei Teatini[modifica | modifica wikitesto]
Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella[modifica | modifica wikitesto]
  • 1630, Ciclo, affreschi realizzati nella Cappella del Santissimo Crocifisso.[32]
  • 1630c., Arcangelo Gabriele, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella dell'Arcangelo Gabriele.[32]
Chiesa della Madonna di Monte Oliveto[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]
  • 1633 - 1634, Apparizione della Vergine a Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella di Sant'Ignazio di Loyola.[46][47]
  • XVII secolo, San Francesco di Paola, dipinto su tela documentato in sacrestia.[48]
  • 1645 7 aprile, Apparati effimeri, opere di architettura, pittura, scultura realizzati per la commemorazione funebre di Isabella di Borbone, moglie di Filippo IV.[6]
  • 1643 - 1647, Apparati effimeri, macchine e opere architettoniche, pitture a guazzo, carri trionfali (dal 1643 al 1647), archi celebrativi, scenografie, apparati funebri.[6]
  • 1647, Apparati effimeri, opere di architettura realizzati per la commemorazione funebre dell'infante Baltasar Carlos.[49]
  • ?, Arca di San Rocco, reliquiario, disegno e progettazione del manufatto argenteo.[50]
Chiesa di San Matteo al Cassaro[modifica | modifica wikitesto]
  • 1647, Annunciazione, dipinto su tela, attribuzione per stile, opera custodita nella Cappella dell'Annunciazione.
  • 1647c., Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, dipinto su tela, opera custodita nella Cappella di San Bonaventura.[51]
  • 1647, Sposalizio della Vergine e Sant'Anna, pala d'altare, ultima opera commissionata e custodita nella Cappella di Sant'Anna, dipinto autografo recante l'iscrizione del committente "Opus componi fecit Franciscus Crispaldi an. sal. MDCXLVII".[52][51]
Chiesa di San Mattia Apostolo dei Crociferi[modifica | modifica wikitesto]
  • XVII secolo, Visitazione di Maria Vergine a Santa Elisabetta, dipinto su tela, commissione di Francesca Balsamo Aragona, principessa di Roccafiorita, opera documentata.[53]
Chiesa di San Nicola da Tolentino[modifica | modifica wikitesto]
  • 1636, San Nicola di Tolentino in adorazione di Gesù Cristo, dipinto su tela, opera documentata nella Cappella di San Nicola di Tolentino del transetto in cornu Evangelii.[54][55][56]
  • 1636, Apparizione della Beata Vergine e Gesù Cristo a Sant'Agostino, dipinto su tela, opera documentata nella Cappella di Sant'Agostino del transetto in cornu Epistulae.[57][55][56]

  • XVII secolo, Sant'Antonio di Padova, dipinto, opera documentata nella chiesa di San Nicolò de Pauperibus.[58]
Chiesa di Sant'Orsola[modifica | modifica wikitesto]
Chiesa di San Vito sotto il titolo di «Santa Maria di tutte le Grazie»[modifica | modifica wikitesto]
  • XVII secolo, Sacra Famiglia, dipinto su tela, opera documentata.[61][62]
  • XVII secolo, Madonna del Rosario dipinto su tela, opera documentata nella sagrestia.[61][62]
  • XVII secolo, Madonna delle Grazie raffigurata con diverse monache con la croce e il gruppo familiare dell'artista che ascendono un monte, dipinto su tela, attribuzione.[61][62]
Palazzi[modifica | modifica wikitesto]
Palazzo dei Normanni[modifica | modifica wikitesto]
  • 1636 - 1637, Figure allegoriche , affreschi commissionati dal presidente del Regno Luigi Guglielmo Moncada per le volte delle Sale del Duca di Montalto.
  • XVII secolo, Disegno, studio e progettazione riguardante la rimodulazione del Piano di Palazzo Reale.[64]
  • 1637, Ciclo affreschi in collaborazione di Gerardo Astorino, Vincenzo La Barbera, Giuseppe Costantino:[65]
    • 1 sala, Blasone del Vicerè Luigi Moncada e Trofei d'armi;
    • 2 sala, Blasone di Filippo IV, Allegoria della Vittoria alata su cocchio, Allegoria della Pace fra le nubi, Pietro Moncada a cavallo e la Liberazione della Catalogna dai Mori.
    • 3 sala, Sessione parlamentaria del 1636, Vulcano, Giunone, Marte, Regina Giovanna. Ambienti destinati alle sedute parlamentarie, archivio pubblico, scuderie reali nel 1799, caserme per la truppa.
  • 1637, Affreschi raffiguranti storie di San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio di Padova, Cappella del Viceré.[40]
Porte[modifica | modifica wikitesto]
Ospedali[modifica | modifica wikitesto]
Università[modifica | modifica wikitesto]
Martirio di San Bartolomeo, La Pinacoteca, Napoli.
Galleria regionale di Palazzo Abatellis[modifica | modifica wikitesto]
Museo diocesano[modifica | modifica wikitesto]
Oratorio del Rosario di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Monreale[modifica | modifica wikitesto]

  • XVII secolo, Ciclo, affreschi, opere documentate nella chiesa di Santa Maria all'Orto.[2]
  • 1622c., Angelo Custode, olio su tela, opera documentata nella prima cappella sinistra della chiesa di Santa Maria all'Orto[3] oggi custodita nel Museo diocesano.
  • XVII secolo, Processione di San Carlo Borromeo, olio su tela, attribuzione, opera proveniente dalla chiesa di San Vito oggi custodita nel Museo diocesano.
  • XVII secolo, Sacra Famiglia, olio su tela, opera custodita nella chiesa di San Castrense del monastero dell'Ordine delle benedettine.[2]
  • XVII secolo, Ciclo, piccoli affreschi, opere documentate nella chiesa di San Castrense del monastero dell'Ordine delle benedettine.[2]
  • XVII secolo, Ciclo, affreschi, opere documentate negli ambienti della Compagnia della Madonna dell'Itria.[2]
  • 1620, San Benedetto raffigurato nell'atto di celebrare messa, dipinto, opera documentata nella cattedrale di Santa Maria Nuova.[75]
Basilica abbaziale di San Martino delle Scale[modifica | modifica wikitesto]

Piana degli Albanesi[modifica | modifica wikitesto]

Santa Flavia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1631, Ciclo, affreschi realizzati per Andrea Maria della Rocca, principe di Valdina, raffiguranti le Stazioni della Via Crucis e Storie del Nuovo Testamento, tracce d'opere presenti sul muro del giardino, le opere costituenti la Natività nella cappella di villa Valdina[97] sono state trasportate su tela negli anni Settanta.

Termini Imerese[modifica | modifica wikitesto]

Ragusa e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Comiso[modifica | modifica wikitesto]

Ragusa[modifica | modifica wikitesto]

Siracusa e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Trapani e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Alcamo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1639, Le Anime del Purgatorio liberate per il sacrificio della messa, opera posta sull'altare maggiore della chiesa di Sant'Oliva.
  • XVII secolo, San Benedetto distribuisce la Regola dell'Ordine Benedettino, opera custodita presso la Badia Nuova.

Trapani[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Estero[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Agostino Gallo, pp. 7
  2. ^ a b c d e Agostino Gallo, pp. 8
  3. ^ a b Agostino Gallo, pp. 10
  4. ^ Pietro Novelli detto il Monrealese - Giovanni Mendola
  5. ^ a b Agostino Gallo, pp. 41
  6. ^ a b c Agostino Gallo, pp. 43
  7. ^ Giuseppe D'Alesi, eroe dimenticato ilportaledelsud.org
  8. ^ Agostino Gallo, pp. 42 e 43
  9. ^ Agostino Gallo, pp. 41, 42 e 60
  10. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 143
  11. ^ Il titolo dell'opera è ambiguo perché probabilmente l'opera stessa è proveniente, come il paliotto e l'altare, dall'Oratorio del Presepe o derivata per contaminazione.
  12. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 51
  13. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 301
  14. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 107
  15. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 60
  16. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 115
  17. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 302
  18. ^ a b Agostino Gallo, pp. 14
  19. ^ Agostino Gallo, pp. 53
  20. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 148
  21. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 152
  22. ^ Agostino Gallo, pp. 18 e 19
  23. ^ a b c d Agostino Gallo, pp. 12
  24. ^ Agostino Gallo, pp. 11
  25. ^ Agostino Gallo, pp. 11, 16, 17 e 18
  26. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 90
  27. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 257
  28. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 209
  29. ^ a b c d Agostino Gallo, pp. 22
  30. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 214
  31. ^ a b Agostino Gallo, pp. 36
  32. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 203
  33. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 219
  34. ^ a b Agostino Gallo, pp. 21
  35. ^ a b Agostino Gallo, pp. 20
  36. ^ Agostino Gallo, pp. 21
  37. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 48
  38. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 80
  39. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 311
  40. ^ a b Agostino Gallo, pp. 39
  41. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 112
  42. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 177
  43. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 167
  44. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 29
  45. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 288
  46. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 289
  47. ^ Agostino Gallo, pp. 19 e 20
  48. ^ Agostino Gallo, pp. 19
  49. ^ a b c d Agostino Gallo, pp. 46
  50. ^ Agostino Gallo, pp. 50
  51. ^ a b Agostino Gallo, pp. 45
  52. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 154
  53. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 349
  54. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 242 e 243
  55. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 31
  56. ^ a b c Agostino Gallo, pp. 35
  57. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 242 e 243
  58. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 288
  59. ^ a b Agostino Gallo, pp. 40
  60. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 125
  61. ^ a b c Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 105
  62. ^ a b c Pagina 57, Vincenzo Mortillaro, "Guida per Palermo e pei suoi dintorni del barone V. Mortillaro" [1], Palermo, Tipografia del giorn. Letterario, 1836.
  63. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 291
  64. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 17
  65. ^ Agostino Gallo, pp. 37, 38 e 39
  66. ^ Agostino Gallo, pp. 50
  67. ^ Agostino Gallo, pp. 49
  68. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 309 e 310
  69. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 201
  70. ^ Agostino Gallo, pp. 9
  71. ^ a b c d Agostino Gallo, pp. 23
  72. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 214
  73. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 50
  74. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, da pp. 309
  75. ^ a b Agostino Gallo, pp. 33
  76. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 185
  77. ^ Pagina 13, Vincenzo Mortillaro, "Guida per Palermo e pei suoi dintorni del barone V. Mortillaro" [2], Tipografia del giorn. Letterario, Palermo, 1836.
  78. ^ Agostino Gallo, pp. 27
  79. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 230
  80. ^ Agostino Gallo, pp. 48
  81. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 319
  82. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 230
  83. ^ Agostino Gallo, pp. 44
  84. ^ a b c Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 280
  85. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 256 e 257
  86. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 69
  87. ^ a b Agostino Gallo, pp. 28
  88. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 70
  89. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 252
  90. ^ Agostino Gallo, pp. 31
  91. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 68
  92. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 70
  93. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 69
  94. ^ Agostino Gallo, pp. 30
  95. ^ Agostino Gallo, pp. 34
  96. ^ Agostino Gallo, pp. 35
  97. ^ Agostino Gallo, pp. 13
  98. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 42
  99. ^ a b c Agostino Gallo, pp. 42
  100. ^ a b Pagina 190, Giovanna Power, "Guida per la Sicilia opera di Giovanna Power" [3], Napoli, Stabilimento Poligrafico di Filippo Cirelli, 1842.
  101. ^ Lo stemma dimenticato Archiviato il 13 novembre 2013 in Internet Archive.
  102. ^ A Castiglione spunta un capolavoro.
  103. ^ Agostino Gallo, pp. II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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