Museo civico di storia naturale (Cittanova)

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Museo civico di storia naturale
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCittanova
IndirizzoVia Nazionale
Caratteristiche
TipoStoria naturale
Istituzione29 giugno 1996
Apertura29 giugno 1996

Coordinate: 38°21′12.73″N 16°04′36″E / 38.353536°N 16.076668°E38.353536; 16.076668

Il museo civico di storia naturale di Cittanova, inaugurato nel 1996, ospita circa 2.000 reperti divisi in 6 sezioni.

Storia del museo civico[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di realizzare un Museo di Storia Naturale a Cittanova si deve al prof. Giacomo Tripodi, ordinario di Botanica presso la facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Messina. Da quell'idea, concepita nel 1994, si passò alla realizzazione del museo nel giro di soli due anni, grazie all'impegno dell'amministrazione comunale e del volontariato. La prima struttura in cui venne ospitato il museo era di proprietà comunale e occupava una superficie di 500 mq. Il nucleo originario della raccolta deriva da acquisizioni di diverse collezioni e nel tempo si è incrementato grazie ad acquisti, donazioni e comodati.[1]

Dopo un periodo di inattività e riallestimento, il museo viene trasferito in via Nazionale, nella struttura dell'ex carcere mandamentale, e riaperto al pubblico il 15 marzo 2014.[2][3]

Esposizioni naturalistiche[modifica | modifica wikitesto]

I reperti, presentati secondo criteri cronologici e tipologici, sono stati suddivisi in 6 unità espositive[4]:

Petrografia e Mineralogia[modifica | modifica wikitesto]

Composta da oltre 200 reperti provenienti da tutto il mondo, in questa sezione del museo è possibile ammirare i minerali fluorescenti che, sollecitati da raggi ultravioletti, emettono svariati colori, e i prodotti lavici dell'Etna. Completa la raccolta una collezione di minerali dell'Appennino calabro-peloritano.

Paleontologia[modifica | modifica wikitesto]

La sezione illustra il processo di fossilizzazione ed espone pezzi di particolare pregio, come una stromatolite del Precambriano e un insetto inglobato nel bitume del Pleistocene.

Zoologia dei vertebrati[modifica | modifica wikitesto]

In quest'area del museo l'ornitologia è la più rappresentata, con oltre 1.000 esemplari derivanti da una collezione dei primi del '900 restaurata dal naturalista Alfonso Cantarero. Oltre alle specie del sud Italia, sono presenti anche specie del Nord-Europa. Importante lo spazio dedicato ai rapaci, con più di 100 esemplari, tra cui aquile, albanelle, poiane, nibbi, falchi pellegrini e lanari. Tra i mammiferi, di particolare rilevanza un opossum volante maggiore e un crisocione o lupo dalla criniera.

Zoologia degli invertebrati[modifica | modifica wikitesto]

La collezione di invertebrati conta 500 reperti. In questa sezione viene messa in luce la biodiversità di coralli, molluschi, crostacei, echinodermi.

Botanica[modifica | modifica wikitesto]

I campioni vegetali esposti nella sala botanica propongono le principali tappe evolutive del regno delle piante. Un erbario di circa 300 fogli, corredato da molte foto, illustra le specie presenti nel parco nazionale dell'Aspromonte, tra cui la Woodwardia radicans, risalente a circa 60 milioni di anni fa e considerata un fossile vivente, divenuta simbolo del museo.

Micologia[modifica | modifica wikitesto]

In questa sala vengono esposti 150 esemplari di miceti in resina che rappresentano specie fungine del territorio nazionale.

Il diorama del Parco[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo è altresì possibile ammirare un diorama del Parco nazionale dell'Aspromonte con una faggeta, un lupo e un cinghiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IreSud Calabria - I musei della Calabria in rete., su iresudcalabria.it. URL consultato il 12 giugno 2013.
  2. ^ Cittanova (RC): il 15 marzo l'inaugurazione del Museo Civico, su strill.it. URL consultato il 21 marzo 2014.
  3. ^ Calabria: Caligiuri e Fedele inaugurano a Cittanova museo storia naturale, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 21 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2014).
  4. ^ Museo civico di storia naturale Cittanova - lascienzaneimusei.it, su lascienzaneimusei.it. URL consultato il 12 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]