Emanuele Catarinicchia

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Emanuele Catarinicchia
vescovo della Chiesa cattolica
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TitoloMazara del Vallo
Incarichi attualiVescovo emerito di Mazara del Vallo (dal 2002)
Incarichi ricopertiVescovo di Cefalù (1978-1987)
Vescovo di Mazara del Vallo (1978-2002)
 
Nato12 luglio 1926 (92 anni) a Partinico
Ordinato presbitero2 aprile 1949
Nominato vescovo11 novembre 1978 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo17 dicembre 1978 dal cardinale Sebastiano Baggio
 

Emanuele Catarinicchia (Partinico, 12 luglio 1926) è un vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi minori, entra nel Seminario arcivescovile di Monreale. È ordinato sacerdote il 2 aprile 1949.

Tra il 1970 ed 1971 Emmanuele Catarinicchia, allora arciprete di Corleone, difese pubblicamente e promosse una raccolta firme in favore di Antonietta Bagarella, fidanzata e futura moglie di Salvatore Riina, per protestare contro il presunto accanimento giudiziario nei suoi confronti. Ninetta Bagarella era stata infatti licenziata dalla scuola elementare in cui insegnava ed era stata proposta per il soggiorno obbligato. In seguito, il soggiorno obbligato non fu mai attuato bensì tramutato in 2 anni e mezzo di sorveglianza speciale, nei pressi della sua abitazione di Corleone[1][2][3][4][5]. Nel 1993, con un breve comunicato stampa, Emmanuele Catarinicchia smentì fermamente di aver mai favorito o appoggiato pubblicamente Ninetta Bagarella che era semplicemente stata sua alunna al liceo classico di Corleone[6].

L'11 novembre 1978, papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Cefalù. Viene consacrato vescovo il 17 dicembre 1978.

Attività pastorale a Mazara del Vallo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo nove anni di ministero episcopale a Cefalù, viene trasferito il 7 dicembre 1987 nella diocesi di Mazara del Vallo, dove resterà per quindici anni fino al 15 novembre 2002, quando diviene vescovo emerito. Gli succede mons. Calogero La Piana.

Appena trasferito a Mazara del Vallo Emmanuele Catarinicchia, avvia un'intensa opera pastorale. Primo fra tutti i pensieri è riapertura del Seminario Vescovile, sito in piazza della Repubblica, di fronte al Palazzo Vescovile. Nel 1989, la struttura chiusa a seguito del terremoto del 1968 che colpì la valle del Belice, riapre le porte ad una decina di adolescenti, che frequentano le scuole superiori della città, ma allo stesso tempo vivono nel seminario. Dal 1989 al 2002, Mons. Catarinicchia ordinerà circa 30 presbiteri.

Promuove il XV sinodo della Chiesa mazarese, indetto il 1º dicembre 1990 e celebrato nel 1995, con le costituzioni sinodali che entrano in vigore il 1º gennaio 1996.[7]

Nel 1993 Giovanni Paolo II indice un anno giubilare straordinario per la diocesi in occasione dei 900 anni della sua istituzione. L'8 maggio il Papa visita Mazara del Vallo.[7]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mignosi Enzo, Ninetta, la moglie devota e quattro figli della latitanza, Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it, 16 gennaio 1993. URL consultato il 24 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2014).
  2. ^ Dino Paternostro, Quando Francese intervistò Ninetta Bagarella, la moglie di Toto Riina, fuoririga.com, su fuoririga.com, 2 marzo 2008. URL consultato il 24 novembre 2011.
  3. ^ Dino Paternostro, Quei mesi da «triumviro» pensando a Ninetta, La Sicilia (PDF), su cittanuove-corleone.it, 23 ottobre 2005. URL consultato il 24 novembre 2011.
  4. ^ Isaia Sales, I preti e i mafiosi: storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica, su books.google.com. URL consultato il 24 novembre 2011.
  5. ^ Enrico Deaglio, Raccolto rosso: la mafia, l'Italia e poi venne giù tutto, su books.google.com. URL consultato il 24 novembre 2011.
  6. ^ RIINA: Mons. Catarinicchia - Non ho mai aiutato la moglie, su adnkronos.com. URL consultato il 24 novembre 2011.
  7. ^ a b La Storia, Diocesi di Mazara del Vallo. URL consultato il 28 dicembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]