Calogero La Piana

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Calogero La Piana, S.D.B.
arcivescovo della Chiesa cattolica
Mons.LaPiana.jpg
Mons. La Piana, il 12 giugno 2007.
Coat of arms of Calogero La Piana.svg
Vias tuas Domine
 
TitoloMessina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Incarichi attualiArcivescovo emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Incarichi ricopertiVescovo di Mazara del Vallo
Arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Archimandrita del Santissimo Salvatore
 
Nato27 gennaio 1952 (66 anni) a Riesi
Ordinato diacono4 aprile 1981
Ordinato presbitero8 settembre 1981 dal vescovo Sebastiano Rosso
Nominato vescovo15 novembre 2002 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo6 gennaio 2003 da papa Giovanni Paolo II
Elevato arcivescovo18 novembre 2006 da papa Benedetto XVI
 

Calogero La Piana (Riesi, 27 gennaio 1952) è un arcivescovo cattolico italiano, dal 24 settembre 2015 arcivescovo emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Riesi, in provincia di Caltanissetta e diocesi di Piazza Armerina, il 27 gennaio 1952.

Frequenta le scuole medie e un centro di formazione professionale, dove ottiene la qualifica di meccanico tornitore; si iscrive in seguito ad un liceo scientifico e, nel 1973, consegue il diploma di maturità.

Nel settembre 1973 inizia il noviziato presso la Società Salesiana di San Giovanni Bosco a Lanuvio; il 12 settembre 1974 emette la prima professione dei voti.

Dal 1974 al 1976 frequenta i corsi filosofici all'istituto "San Tommaso" di Messina, dal 1976 al 1978 è assistente, animatore ed insegnante presso l'opera salesiana "Gesù adolescente" di Palermo. Dal 1978 al 1981 frequenta nuovamente l'istituto "San Tommaso", dove ottiene il baccalaureato in teologia.

Il 14 settembre 1980 emette la professione perpetua dei voti; il 4 aprile 1981 è ordinato diacono, mentre l'8 settembre successivo presbitero, a Riesi, dal vescovo Sebastiano Rosso.

Dopo l'ordinazione continua gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove consegue la licenza in teologia, nel giugno 1983 e la laurea in teologia dogmatica l'anno seguente. Torna in Sicilia, presso l'istituto "San Tommaso" a Messina, come animatore liturgico-spirituale e garante della disciplina, fino all'agosto 1999. È anche docente e, in seguito preside, nonché direttore della comunità religiosa. Dal settembre 1999 alla nomina episcopale è ispettore dell'Ispettoria salesiana Sicula.

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 novembre 2002 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Mazara del Vallo[1]; succede ad Emanuele Catarinicchia, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 6 gennaio 2003 riceve l'ordinazione episcopale, nella basilica di San Pietro in Vaticano, dallo stesso pontefice, coconsacranti gli arcivescovi Leonardo Sandri e Antonio Maria Vegliò (poi entrambi cardinali).

Nei tre anni di episcopato mazarense si prodiga soprattutto nel dialogo interreligioso con i fedeli di religione islamica.

Il 18 novembre 2006 papa Benedetto XVI lo nomina arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela ed archimandrita del Santissimo Salvatore[2]; succede a Giovanni Marra, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 13 gennaio 2007 prende possesso canonico dell'arcidiocesi nella basilica cattedrale di Messina; il 27 gennaio nella concattedrale di Santa Maria Assunta di Santa Lucia del Mela; il 31 gennaio nella concattedrale del Santissimo Salvatore, mentre il 5 marzo nella concattedrale di San Bartolomeo di Lipari. Il 29 giugno riceve il pallio, nella basilica di San Pietro in Vaticano, da papa Benedetto XVI.

Nel 2013 apre la visita pastorale all'arcidiocesi che si sarebbe dovuta concludere nel 2020.

Nel maggio 2013, assieme agli altri vescovi siciliani, si reca da papa Francesco per la visita ad limina apostolorum.

Il 24 settembre 2015 papa Francesco accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico, ufficialmente per motivi di salute[3].

Il 23 settembre 2018 riceve dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, la nomina a canonico del capitolo della basilica di San Pietro in Vaticano[4].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'inchiesta giornalistica di Emiliano Fittipaldi, prima delle dimissioni è stato nominato erede universale da un uomo molto ricco, che alla morte gli ha lasciato un patrimonio milionario. Prima della morte il testatore aveva dichiarato per iscritto di averlo nominato erede in virtù di una relazione sentimentale durata diversi anni, precisando di aver intrattenuto con il vescovo bellissimi rapporti sessuali[5].

Il 9 luglio 2017 il Tribunale di Milano ha riconosciuto in punto di diritto le ragioni del ricorso presentato dal presule. Il provvedimento ha ritenuto «ingiustificato» l'inserimento delle vicende nel capitolo «denominato "La lobby gay", non risultando alcuna attività lobbistica o in qualche modo associativa imputata a mons. La Piana», ed ha riconosciuto che «la scelta appare dettata più da una volontà scandalistica, priva di pertinenza, che alla denuncia di quello che il giornalista ritiene sia stato un grave caso di appropriazione indebita»[6].

Una indagine giudiziaria viene promossa nel marzo 2017 dalla procura di Marsala, con l'accusa di truffa e abuso d'ufficio, insieme al suo successore, monsignor Domenico Mogavero per i lavori di costruzione della chiesa di San Lorenzo a Mazara del Vallo[7].

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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