Elio Lannutti

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Elio Lannutti

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
- GRUPPO MISTO -componente: Unione Democratica per i Consumatori (Dal 21/12/2012 a fine legislatura)

In precedenza:

- Italia dei Valori (Da inizio legislatura al 20/12/2012)

Coalizione PD-IdV
Circoscrizione Regione Veneto
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento 5 Stelle (Dal 2014)
In precedenza:
Italia dei Valori (2001-2004)
Indipendente (2004-2008)
Italia dei Valori (2008-2012)
Unione Democratica per i Consumatori (2012-2014)
Professione Saggista

Elio Lannutti (Archi, 8 ottobre 1948) è un giornalista, saggista e politico italiano, dal 1987 presidente dell'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi) da lui stesso fondata.

Vive a Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di contadini della provincia di Chieti, inizia precocemente a lavorare per contribuire alle entrate familiari.

Poco tempo dopo emigra in Germania, dove lavora come operaio per pagarsi gli studi[studiava in Germania?].

Tornato in Italia, nel 1973 si trasferisce a Roma e nel 1977 si laurea in Scienze Sociali[sociologia?] con indirizzo economico presso l'Università La Sapienza. Si trasferisce poi a Napoli dove è assunto come bancario presso un grande istituto di credito[quale?]: svolge tale professione per 15 anni, divenendo anche dirigente sindacale.

Nel 1987, insieme ad altri operatori del settore bancario-assicurativo, fonda l'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi), un'associazione indipendente di consumatori della quale è stato presidente fin dalla fondazione.

Giornalista pubblicista dal 1987, ha collaborato con importanti testate (tra le quali Il Messaggero (1986-1989) e La Repubblica-Affari & Finanza (1988-1991), Avvenimenti (1987-1999)) su temi bancari e finanziari, in particolare su quelli riguardanti la tutela dei diritti dei consumatori-utenti. Nel 1992 lascia l'impiego bancario per intraprendere la professione giornalistica con un contratto di praticantato nel settimanale Avvenimenti, alla cui fondazione aveva contribuito nel 1987[la data di fondazione è di 2 anni più tardi]. Nel 1997 diviene giornalista professionista.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 si candida alle elezioni politiche con l'Italia dei valori senza essere eletto e poi rompe con Antonio Di Pietro.

Nel 2006 si candida alla Camera dei Deputati come indipendente nelle liste abruzzesi della Federazione dei Verdi, senza essere eletto. A ottobre dello stesso anno diventa presidente del Comitato Emas-Ecolabel per il triennio 2006-2009. Da dicembre 2007 al 2008 è componente del comitato Fondi Dormienti delle banche.

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 viene candidato al Senato come capolista dell'Italia dei Valori in Veneto: eletto, diventa membro della 6ª Commissione permanente (Finanze e Tesoro), della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale (Enti Gestori), della Commissione Speciale per il controllo dei prezzi, e della delegazione Nato. Si impegna, in particolare, per l'approvazione della legge che regola la class action. L'attività parlamentare di Lannutti è stata da lui stesso raccolta in saggi editi a novembre 2008, luglio 2009 e febbraio 2010.

Nel corso del 2011 diventa critico nei confronti della linea politica espressa dal leader IdV Antonio Di Pietro, in particolare verso gli attacchi al capo dello Stato Giorgio Napolitano, ("di certo non mi ricandiderò con Di Pietro", dichiara a L'Espresso nel novembre del 2012), e a dicembre 2012 lascia il gruppo parlamentare dell'IDV per iscriversi al gruppo misto per la componente Unione Democratica Consumatori.

Il 3 aprile 2014 si iscrive al Movimento 5 Stelle, da lui definito come "la speranza di questo paese".

Alle elezioni politiche del 2018 è nuovamente candidato al Senato della Repubblica, in regione Lazio, come capolista nella quota proporzionale del Movimento 5 Stelle (collegio plurinomiale Lazio-2).[1]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Come sfruttare la banca, Edizioni l'Altritalia (1993) con Mauro Novelli
  • Guida all'uso della banca, Editori Riuniti (1997) con Mauro Novelli
  • Euro, la rapina del secolo, Editori Riuniti (2003) con Michele Gambino
  • I furbetti del quartierino, Editori Riuniti (2005) con Michele Gambino
  • La Repubblica delle banche. Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore, Arianna Editrice (2008) ISBN 88-87307-64-4
  • Bankster (molto peggio di Al Capone i Vampiri di Wall Street e Piazza Affari) Editori Riuniti (2010)
  • Cleptocrazia. Ladri di futuro. Imprimatur (2013)
  • Diario di un senatore di strada. La mia battaglia contro banche e lobby di palazzo, Castelvecchi (2014) ISBN 88-6826-279-7
  • La Banda D'Italia, Chiarelettere (2015), postfazione Luca Ciarrocca

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN78252209 · ISNI (EN0000 0000 3960 2448 · SBN IT\ICCU\UBOV\105781 · LCCN (ENn2008041961 · GND (DE106459462X