Ducato di Nasso

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Ducato di Nasso
Ducato di Nasso - Stemma
(dettagli)
Duchy of Naxos locator.svg
Dati amministrativi
Nome completoDucato di Nasso o Ducato dell'Arcipelago
Nome ufficialeΔουκάτον Αρχιπελάγους
Lingue parlateLatino, veneziano e greco
CapitaleNasso
Dipendente daRepubblica di Venezia dal 1207 (ufficialmente dal 1418) al 1579;
Principato d'Acaia (solo nominalmente) dal 1236; Impero ottomano dal 1566 al 1579
Politica
Forma di governoPrincipato
DucaDuchi dell'Arcipelago
Nascita1207 con Marco I Sanudo
CausaQuarta crociata
Fine1579 con Giuseppe Nasi (l'ultimo duca, Gaspare Graziani, fu solo titolare)
CausaEspropriazione del ducato da parte del Sultano Selim II
Territorio e popolazione
Bacino geograficoIsole egee
Economia
ValutaDucato (o Zecchino), Lira
RisorseCommercio, pesca, vite
Commerci conImpero bizantino, Repubblica di Venezia, Impero ottomano
Religione e società
Religioni preminentiChiesa ortodossa
Religione di StatoCattolicesimo
Religioni minoritarieEbraismo
Classi socialiBellatores, oratores, laboratores
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of the Greek Orthodox Church.svg Impero bizantino
Succeduto daFlag of the Greek Orthodox Church.svg Impero bizantino
Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia
Late Ottoman Flag 1844-1922.png Impero ottomano

Il Ducato di Nasso o dell'Arcipelago (greco: Δουκάτον Αρχιπελάγους) è stato tra il 1207 e il 1579 un ducato marittimo nell'arcipelago delle Cicladi (Mar Egeo), costituito nell'ambito dei possedimenti coloniali della Repubblica di Venezia e con capitale Nasso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'impero coloniale veneziano[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow blue.svgVoce principale: Stato da Mar.

Con la caduta nel 1204 di Costantinopoli nell'ambito della Quarta Crociata e la creazione di un nuovo Impero Latino a spese dello sconfitto Impero Bizantino, Venezia si era resa padrona di "un quarto e mezzo dell'Impero d'Oriente", espandendo i suoi possedimenti a creare un vasto impero marittimo che la rendeva padrona delle Cicladi e altre zone del Mediterraneo orientale.

Nell'acquisire e organizzare i nuovi possedimenti la Repubblica veneziana adottò il sistema feudale degli alleati franchi, in tal modo incentivando l'intervento privatistico delle grandi famiglie patrizie nelle nuove colonie e garantendosi dunque un controllo indiretto delle stesse: l'interesse della Repubblica non era infatti tanto il dominio territoriale, quanto la disponibilità di basi numerose e sicure per la flotta e il controllo delle rotte commerciali.

Il Ducato dell'Arcipelago[modifica | modifica wikitesto]

Il Ducato di Nasso venne creato nel 1207 da Marco Sanudo, uno dei partecipanti alla crociata e nipote del Doge Enrico Dandolo, che aveva rinunciato alla corona imperiale in favore di Enrico di Fiandra.
Accompagnato da Marino Dandolo, Andrea e Geremia Ghisi, oltre che da Ravano delle Carceri, signore di Eubea, e Filocalo Navigajoso, Granduca di Lemno, con otto galee il Sanudo sbarcò a Potamidides conquistando Nasso: i Greci si ritirarono nella fortezza di Apalyros, sostenuti dai Genovesi, principali avversari di Venezia in Oriente, ma in breve anche quest'ultimo baluardo cadde.
Nel 1210, avuta ragione delle ultime sacche di resistenza, i Veneziani procedettero alla rapida occupazione del resto dell'arcipelago, che venne spartito tra i partecipanti alla spedizione:

Il nuovo ducato riconobbe l'autorità dell'Imperatore latino e nel 1236 esso divenne nominalmente vassallo di Guglielmo II di Villehardouin, Principe d'Acaia.

Assieme agli altri possedimenti veneziani sopravvisse al collasso dell'Impero Latino e alla restaurazione bizantina, quando il 25 luglio 1261 Michele VIII Paleologo riprese il trono di Costantinopoli. Sebbene la flotta bizantina, al comando dell'ammiraglio Licario riuscisse a riconquistare l'intero arcipelago tranne Nasso e Paro, nel 1310 il dominio veneziano poteva dirsi completamente ristabilito, dopo essere passato nel 1278 in vassallaggio del Regno di Napoli.

Nel 1317 il ducato subì una violenta incursione della Compagnia Catalana e, nel 1354 nell'ambito della guerra tra Genova e Venezia il duca Giovanni I Sanudo venne catturato ed imprigionato a Genova ed in seguito rilasciato dietro il pagamento di un riscatto e la firma di un trattato di concessioni alle flotte Genovesi nel 1355.

Nel 1383 una ribellione rovesciò i Sanudo, spianando la strada alla presa del potere da parte della famiglia dei Crispo. Intanto in Oriente Venezia iniziava a scontrarsi col nuovo pericolo rappresentato dall'Impero ottomano e necessitava di un controllo sempre più stretto e diretto dei propri possedimenti coloniali, così nel 1418 Nasso divenne finalmente vassallo diretto della Repubblica di Venezia.

Decadenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1432 i Genovesi condotti dal Capitano Pietro Spinola con 14 Navi e 10 Galere conquistarono ed occuparono Nasso[1] ed Andro, dopo aver assediato e saccheggiato Corfù.

Nonostante la strenua resistenza della Serenissima, le continue battaglie stavano erodendo il suo impero marittimo.

Sempre più pressato dai nemici, il Ducato di Nasso prese a pagare tributo ai Turchi, finché nel 1566 il duca Jacopo IV venne deposto dal Sultano Selim II.

Il Ducato sotto i Turchi[modifica | modifica wikitesto]

Deposto Jacopo IV Crispo, il sultano affidò il Ducato a Giuseppe Nasi, un marrano originario del Portogallo, che lo resse fino al 1579. Nipote di Grazia Nasi, Giuseppe era sposato con una sua cugina, Doña Reyna Nasi, erede delle fortune della famiglia Mendes (fuggita dai territori ispanici a seguito del Decreto dell'Alhambra). Alla morte di Giuseppe (1579), il sultano espropriò tutti i beni della vedova ad eccezione della dota stabilita nel ketubah (contratto matrimoniale), del valore di 90.000 dinar. Con ciò che le restava, Doña Reyna aprì una stamperia ebrea in un sobborgo di Costantinopoli.

Nonostante la deposizione ufficiale del duca Jacopo IV, alcune famiglie cristiane continuarono a conservare interessi e titoli sulle terre del vecchio arcipelago. La famiglia Gozzadini, di Bologna mantenne il possesso su Sifo ed altre isole delle Cicladi fino al 1617, mentre Tenos restava ai Veneziani fino al 1714. L'ultimo porto veneziano nel Peloponneso venne conquistato dai turchi solo nel 1718, mentre a Nasso gli ultimi diritti feudali latini vennero aboliti nel 1720. Gașpar Graziani, originario della Dalmazia, venne nominato Duca dell'Arcipelago da Venezia in una data non ben precisata tra il 1579 ed il 1619.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mariano Bargellini , Storia di Genova dalla sua origine fino ai nostri tempi, 1836

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]