Sanudo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Stemma dei Sanudo
Armoiries Naxos.svg

I Sanudo (talvolta italianizzati in Sanuto) furono una famiglia patrizia veneziana, annoverata fra le cosiddette famiglie apostoliche che avrebbero eletto il primo doge Paolo Lucio Anafesto nel 697.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di tale casato è incerta: alcune fonti vorrebbero che i Sanudo fossero discesi dalla famiglia Candiano[1], che diede cinque dogi alla Venezia del periodo ducale. Tale ipotesi, tuttavia, non è accertata[1].

La leggenda narra che questo casato avesse come proprio capostipite un certo Tommaso Candiano Sanudo, senatore di Padova, che, fuggendo dalle scorrerie degli Unni di Attila, avrebbe trovato rifugio in laguna nel 421[2]. La famiglia si stabilì quindi a Eraclea, spostandosi successivamente a Malamocco e governando le popolazioni ivi presenti come tribuni. Nel 697, quando si procedette alla scelta del primo doge, i Sanudo presero parte all'elezione, e alcuni ritengono che l'eletto, Paolo Lucio Anafesto, appartenesse proprio a questa famiglia[2].

I Sanudo, affermatisi nella storia veneziana a partire dal secolo XI, raggiunsero l'apice della propria potenza all'epoca della IV crociata. Diedero alla Serenissima Repubblica un gran numero di letterati, uomini politici e militari. Nel corso del tempo, il casato si distinse in vari rami:

  • Sanudo di San Matteo di Rialto, forse il ramo principale[1];
  • Sanudo dei duchi di Nasso, tra il 1207 e il 1383 furono duchi dell'Arcipelago;
  • Sanudo di San Silvestro;
  • Sanudo di San Giacomo dell'Orio;
  • Sanudo di San Polo;
  • Sanudo di San Severo.

All'avvento dell'Impero d'Austria in Veneto, dopo la caduta della Serenissima, l'ultimo membro rimasto, Francesco Livio del ramo di San Polo, ricevette il riconoscimento della propria nobiltà con Sovrana Risoluzione del 18 dicembre 1817[2]. La famiglia si estinse con la morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1852[1].

Membri illustri[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi e architetture[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]