Ghisi

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Stemma della famiglia Ghisi
Ghisi.png
Blasonatura
Di rosso, alla punta d'argento[1].

I Ghisi furono una famiglia patrizia veneziana, annoverata fra le cosiddette Case Nuove.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Ghisi sarebbe stata oriunda di Aquileia, in Friuli, ma legata a Venezia e alla sua aristocrazia da vincoli d'interesse e di parentela risalenti al Medioevo[2].

Membri dell'antico Consilium cittadino[3], pare che i Ghisi avessero ricevuto la dignità nobiliare nel 1222[4], vivente il doge Pietro Ziani, al cui tempo Andrea e Geremia Ghisi erano feudatari delle isole di Tino e Micono[4].

Confermati nel corpo patrizio veneziano alla serrata del Maggior Consiglio (1297), nel XIII secolo — all'epoca della spedizione militare di Marco I Sanudo nell'Egeo — i Ghisi diedero un contributo importante alla vittoria della Serenissima Repubblica, ricevendo la sovranità sulle isole greche di Sciro, Micono, Tinos ed un terzo di Negroponte (dove governarono il terzo centrale per circa un secolo dal 1299), feudi che tennero sino al 1390[2][5].

I Ghisi si estinsero alla fine del secolo XVII[3].

Luoghi e architetture[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Guelfi Camaiani, Dizionario araldico, Milano, Ulrico Hoepli, 1940.
  2. ^ a b Ghisi - Enciclopedia Treccani (XML), su treccani.it. URL consultato il 27 gennaio 2012.
  3. ^ a b Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Venezia, Giuseppe Bettinelli, 1780, p. 80-81.
  4. ^ a b John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 44.
  5. ^ Bartolomeo Ghisi in Dizionario Biografico – Treccani

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