Lora (Como)

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Lora
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaComo Como
CittàComo-Stemma.png Como
Circoscrizione2
Vista di Lora da oriente. Sullo sfondo, da sinistra a destra: Ponzate, il centro di Tavernerio, Lipomo e il Monte Orfano che sovrasta Montorfano.

Lora è un quartiere [1] di circa 2.500 abitanti della città di Como. Per chi è diretto verso il centro città provenendo da Lipomo lungo la ex strada statale 342 Briantea, Lora rappresenta la porta orientale del territorio comunale di Como. Il quartiere confina a nord con la frazione Camnago Volta, a est con il comune di Lipomo, a sud con il quartiere di Albate e a sud-ovest con il quartiere di Muggiò. I limiti nord-occidentali e occidentali del quartiere costituiscono una sorta di balcone naturale affacciato sulla convalle del centro città. Lora è sede della circoscrizione n°2.

Etimologia e storia[modifica | modifica wikitesto]

Sono molte le teorie riguardo all'origine del toponimo [2].

Un primo dipende dalla storia romana della città di Como.

  • Secondo alcuni, il toponimo potrebbe derivare dal latino "ora", limite, in virtù della posizione geografica del luogo, posto ai limiti della convalle cittadina.
  • Un'altra sfrutta la vocazione agricola del quartiere e ipotizza una piantumazione di vigneti da parte dei romani. In questo contesto, il toponimo sarebbe da attribuire al "lora", un vinello che gli stessi romani ottenevano aggiungendo acqua ad una pressatura di vinacce.
  • Vista la presenza di greci all'interno del gruppo dei coloni romani fondatori della Novum Comum, alcuni hanno inoltre ipotizzato un'origine dal termine greco "aura", stagione dei fiori.
  • Un'altra teoria fa infine risalire l'origine del nome alla presenza di una meridiana posta all'esterno di un monastero, situato in località Crotto del Sergente, che, per questo motivo sarebbe stato indicato come il monastero dell'ora o, nel gergo comune, L'ora o All'ora, diventato poi nel tempo semplicemente Lora. Del monastero e della meridiana non rimane oggi più alcuna traccia [2].

Custodita nell'Archivio Storico della Diocesi di Como è invece la relazione della visita pastorale del 1703 da parte dell'allora vescovo di Como Mons. Francesco Bonesana, avente come titolo la seguente formulazione: "Stato del Beneficio, e Chiesa, ò sia Oratorio de SS.ti Simone & Andrea Apostoli del luogo dell'Ora, sotto la Priorale di S.to Bartolomeo" [3].

Dal punto di vista storico, attorno all'anno 1000, Lora era un feudo del Capitolo di San Fedele ricco di campi di grano. [2][4] Nei secoli successivi, dal punto di vista amministrativo la storia del quartiere si intrecciò a quella dei Corpi Santi di Como, ampia fascia di territorio all'esterno delle mura di Como. In questo contesto, un ruolo particolare era giocato dalle varie chiese che, oltre a provvedere al sostentamento e alle funzioni festive della chiesa locale [5], unitamente ad essa si ritrovavano a beneficiare dei terreni circostanti. Sotto questo punto di vista, durante l'episcopato del vescovo Feliciano Ninguarda la situazione di Lora era particolarmente complicata: il territorio faceva parte dei Corpi Santi e rientrava sotto le dipendenze della parrocchia di San Donnino, anche se la chiesa di San Simone e la Cappelletta di Santa Maria erano ancora nell'area d'influenza della Collegiata di San Fedele. In seguito, la Cappellania di Lora fu in un primo tempo annessa alla Pieve di Zezio Inferiore, poi aggregata alla parrocchia di San Bartolomeo e infine, il 21 gennaio 1863, elevata a parrocchia dedicata ai Santi Simone e Giuda. Tra le varie condizioni di erezione della parrocchia, si rinunciò a smembrare Lora dai Corpi Santi di Como, al fine di permettere ai poveri del quartiere di poter continuare a godere delle beneficenze previste dallo status di Corpo Santo cittadino. [3] La vocazione agricola del quartiere si è mantenuta intatta per secoli e fino al secondo Dopoguerra, quando i rioni loresi erano ancora circondati da campi [4]. Del passato rurale di Lora rimangono oggi pochissime testimonianze:

  • La chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, sulla cui facciata campeggia la dedica a Tempio Votivo ai Rurali Caduti. [6]
  • In località Scim [7], gli ultimi campi coltivati rimasti sul territorio, all'interno di quella che un tempo fu la proprietà Salterio e che dal 1946 è conosciuta come Casa di Gino. [8] In questo contesto, si osserva peraltro che il termine Scim deriverebbe dal termine celtico "Scim", ossia "dorso", ad indicare la natura collinare del luogo [2].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

Foto d'epoca dell'altare sinistro della chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore di Lora. Sotto all'altare è possibile osservare il letto penitenziale appartenuto al Beato Lambertenghi. Sulla destra: il pulpito seicentesco.

La chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore venne edificata tra l’11 dicembre 1938 e l’estate del 1942 su suggerimento dell’allora vescovo di Como, Alessandro Macchi, al fine di rispondere alle esigenze di una comunità cristiana divenuta troppo numerosa per le dimensioni della vecchia chiesa parrocchiale dei Santi Simone e Giuda [9] [10]. La chiesa, a pianta centrale con una bassa cupola a base circolare, venne costruita secondo i dettami architettonici piacentiniani con mattoni paramano. Il progetto fu affidato all’architetto Cesare Paleni di Bergamo[9], al quale il vescovo Macchi aveva inoltre affidato la realizzazione di un tempio votivo ai medici caduti d’Italia a Duno[11], in Valcuvia. Il 5 settembre 1942 la chiesa venne consacrata dal vescovo Macchi come “Tempio votivo ai rurali caduti”. All’interno della chiesa, tale dedicazione si riflette nella scena raffigurata dall’affresco del catino dell’abside principale, opera del pittore Cocquio. L'affresco ritrae un soldato stretto nel tricolore italiano e abbracciato da Gesù, all'interno di un recinto spinato circondato da un campo di grano biondeggiante. Per la realizzazione del campanile si dovette aspettare la fine della Seconda guerra mondiale. La costruzione della torre campanaria, di sezione quadrata leggermente smussata ai vertici e alta oltre venticinque metri [2], iniziò nel 1947 e durò due anni. A differenza dei progetti iniziali, che prevedevano il campanile alla destra del tempio [12], durante un sopralluogo tecnico si constatò che in quel punto il terreno non sarebbe stato in grado di sostenere il peso del campanile [9]. Per questa ragione, si decise di optare per il lato opposto del tempio. La torre campanaria ospita un concerto di cinque campane, benedette il 26 agosto 1950. Una delle campane è dedicata ai caduti[9].

Gran parte degli interni della chiesa furono trasportati dalla chiesa dei Santi Nazaro e Celso[2], un’antica chiesa del centro di Como già nominata in antiche documentazioni nel 1254 e demolita nel 1938 nell’ambito della realizzazione di quella che oggi corrisponde a Piazza Perretta [13]. Tra gli arredamenti provenienti dalla chiesa dei Santi Nazaro e Celso particolare menzione meritano un affresco della Madonna delle Grazie, un pulpito ligneo intarsiato e un letto penitenziale appartenuto al Beato Geremia Lambertenghi [2]. Per l’affresco della Madonna delle Grazie, risalente al XVII secolo, il trasferimento nella chiesa di Lora rappresentò un secondo trasloco. Come testimoniato da una lapide posta al di sotto del dipinto stesso, l’affresco proveniva originariamente dall’abitazione privata di un tale D. Clemente Bononus. Così recita la lapide: "Ex propriae domus pariete excisam d. Clemente Bononus in hanc cappellam. Eius sumptu instauratam ex sexaginta quot annis sacrificis in perpetua dotatam. Transferri curavit anno MDCXCVIII (1698) Ex.Eccl. S. Nazarii Alex.Macchi Ep.Hic Posuit MCMXLI (1941)"

Il pulpito seicentesco è opera dell’intagliatore comasco Giuseppe Gaffuri, peraltro già autore della Madonna lignea della Basilica di San Fedele nonché uno degli intagliatori dell’organo del Duomo di Como. All’interno del pulpito, restaurato nel 2012, è possibile ritrovare sia la firma, sia l'autoritratto dell'autore, inciso su uno scudo del pergamo [14] accanto ad un angelo [15] [16] [17][18]. Dalla chiesa dei Santi Nazaro e Celso provengono anche l’organo, due altari ed un grande crocefisso ligneo [2].

Tra il 2006 e il 2008, a seguito della necessità di sostituire la centrale termica con un sistema di riscaldamento a pavimento, gli interni della chiesa sono stati oggetto di un importante opera di restauro [19]. Durante i lavori si decise di traslare la cassa di penitenza del Beato Lambertenghi dall'altare di sinistra della chiesa, detto "Altare dell'angelo custode", presso il museo sito nel Santuario della Beata Vergine del Piratello.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La vecchia chiesa parrocchiale di Lora, eretta nel 1693 in sostituzione di un edificio preesistente, fu elevata a parrocchia nel 1863 e dismessa nel 1942 in concomitanza con l’inaugurazione della chiesa del Sacro Cuore. Tuttavia, non è ancora oggi chiaro se la dedicazione originaria della vecchia chiesa fosse ai santi “Simone e Andrea” o “Simone e Giuda”. Come infatti evidenziato da una ricerca storica compiuta da Luciano Giughello presso l’archivio storico della Diocesi di Como [3], gli atti relativi alle visite pastorali compiute a Lora dai vescovi di Como riportano intitolazioni contrastanti (si veda la tabella sottostante). Per inciso, è curioso osservare come la visita pastorale del 1910 evidenzi che la chiesa parrocchiale non fosse consacrata [2]. Nel 1942, con la consacrazione della nuova chiesa del Sacro Cuore a “parrocchiale dei Santi Simone e Giuda”, la presenza di Sant’Andrea all’interno del nome della parrocchia sembrò andare definitivamente perduta. Nel 2008, tuttavia, in virtù delle scoperte da parte di Giughello [3][2] si provvide a modificare l’intitolazione della parrocchia di Lora in «Parrocchia SS. Simone, Andrea e Giuda»[4][20]. Al fine di finanziare le casse parrocchiali, durante la seconda guerra mondiale la vecchia chiesa ormai in disuso fu concessa in affitto all’Amaro Medicinale Giuliani, sfollato da Milano, che la adibì a locale di imbottigliamento[9].
Anno Vescovo della visita pastorale Santi titolari della chiesa
1633 Lazzaro Carafino Simone e Giuda
1703 Francesco Bonesana Simone e Andrea
1823 Giambattista Castelnuovo Simone e Giuda
1898 Teodoro dei Conti Valfrè di Bonzo Simone e Andrea
1910 Alfonso Archi Simone e Andrea
L'edificio corrispondente all'antica cappelletta di Santa Maria
  • Durante la costruzione della chiesa del Sacro Cuore, i parrocchiani loresi organizzarono numerose iniziative volte alla raccolta di fondi per finanziare i lavori, tra cui la decisione di destinare alla parrocchia tutti i proventi derivanti dalla vendita di uova prodotte durante i giorni festivi. Le uova, raccolte ogni domenica sera dopo i vespri [21] da un gruppetto di ragazze, venivano poi vendute in città. La vendita di queste uova divenne una costante entrata per la costruzione della chiesa, al punto che tra i cittadini di Como iniziò a circolare scherzosamente la storia che a Lora si stava costruendo la "chiesa delle uova" (in dialetto comasco: la "gésa di ööf’") [2][9][22].
  • Il tratto della ex strada statale Briantea che dal ponte di San Martino in Como conduce a Lora viene ancor oggi chiamato “Cappelletta” [23][24][25] per via della presenza di un antico oratorio, oggi sconsacrato, passato alla storia come "Cappelletta di Santa Maria". Testimonianze dell’utilizzo dell’oratorio si hanno già durante la visita pastorale del vescovo Ninguarda, e, fino alla seconda metà del XIX secolo, quando il vicario della chiesa di San Giuseppe in Valleggio aveva ancora il diritto di portare il viatico [26] agli ammalati che abitavano nelle abitazioni in prossimità della cappelletta[3]. Nel 1878 l’oratorio fu acquistato dalla contessa Sormani De Herra, la quale si impegnò a mantenerlo libero per il culto per vent’anni[3]. Successivamente l’edificio perse la sua funzione religiosa e nel corso del XX secolo diventò un’abitazione privata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.comune.como.it, http://www.comune.como.it/export/sites/default/it/doc/regolamenti/Statuto-Comune-di-Como.pdf. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Luciano Giughello, Lora - La storia, Como, Grafica Marelli, Dicembre 2007.
  3. ^ a b c d e f Luciano Giughello, Lora - La Parrocchia, Como, Grafica Marelli, Dicembre 2007.
  4. ^ a b c La chiesa di Lora Santuario dei Caduti Rurali, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  5. ^ Detta "Cappelania o Vicaria data in Beneficio".
  6. ^ https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/la-chiesa-di-lorasantuario-dei-caduti-rurali_4514_11/
  7. ^ Una collina situata nella parte meridionale del quartiere, a sud della via Oltrecolle.
  8. ^ https://www.casadigino.org/storia.html
  9. ^ a b c d e f Cinquant'anni all'ombra del campanile (Parrocchia dei SS. Simone e Giuda di Como), Erba, Cariplo s.p.a. - Grafica A. Zeta, 1992
  10. ^ Situata all’interno di quella che oggi corrisponde ad un’abitazione in via di Lora 17.
  11. ^ https://www.varesenews.it/2004/10/al-tempio-di-duno-per-commemorare-i-medici-scomparsi-in-servizio/285556/
  12. ^ Una chiesa votiva, in XXCO - L'architettura del XX secolo in provincia di Como, 29 settembre 2016. URL consultato il 13 novembre 2018.
  13. ^ https://coatesa.com/2014/12/23/la-cortesella-e-la-chiesa-dei-santi-nazaro-e-celso-da-luigi-fagetti-finestre-di-citta-la-como-che-ho-visto-e-la-como-che-vorrei-nodolibri-2014/
  14. ^ Nell'architettura sacra, pulpito in muratura aggettante da una parete.
  15. ^ https://www.corrieredicomo.it/eco-come-rinasce-il-pulpito-di-lora/
  16. ^ https://www.corrieredicomo.it/quel-pulpito-che-a-lora-parla-del-cuore-di-como/
  17. ^ https://www.ied.it/blog/su-mag-il-magazine-de-la-provincia-di-dic-12gen-13-larticolo-sul-restauro-del-pulpito-di-lora/19217
  18. ^ https://www.corrieredicomo.it/lora-festa-per-il-pulpito-secentesco-restaurato/
  19. ^ http://www.architettivaccarella.it/index.php?fl=4&op=mcs&id_cont=140&eng=strutture%20religiose&idm=184&moi=184
  20. ^ Diocesi di como - nomine e provvedimenti al 26 agosto 2018, su diocesidicomo.it. URL consultato il 19 Novembre 2018.
  21. ^ Nella liturgia cattolica, la penultima delle ore canoniche, tra nona e compieta, e la parte dell'Uffizio che in essa si recita o canta, sacra funzione pomeridiana.
  22. ^ Enrico Lecci, Primati e singolarità della Provincia Lariana. Ciò che non si trova nel "Baedeker", Como, Banca Amadeo nel 65° di attività, 1906 - 1971, 1971.
  23. ^ Da Lora fino a Como, percorrendo tutti i curvoni della “Cappelletta”, fino al semaforo di San Martino, su laprovinciadicomo.it.
  24. ^ [www.meteocomo.it/meteo/pneumatici-invernali-una-questione-di-cultura-non-di-imposizioni/ La Cappelletta, al limitare della massa d’aria più calda e favorita dall’altimetria, si trasforma con facilità in spericolata pista da discesa.].
  25. ^ Il beato Guanella conquistò il colle e salvò Lora dalle speculazioni, su laprovinciadicomo.it.
  26. ^ Nel linguaggio liturgico, l'Eucaristia amministrata a casa o al letto d'ospedale ai fedeli infermi, in pericolo di vita (come alimento spirituale per affrontare l'estremo viaggio).
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