Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni

Castellaneta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Versione del 18 lug 2007 alle 20:04 di 87.7.185.89 (discussione) (Collegamenti esterni)
Jump to navigation Jump to search

Template:Comune

« Siede aggruppata sul crine di un monte, che sovrasta di 245 metri il livello del marino, e a nord nord-ovest, affaccia in un burrone a pareti verticali (che chiaman Gravina) profondo oltre 108 metri e nato da fiumane che, scendendo dai monti circostanti vanno pel fiume Lato a scaricarsi nel golfo di Taranto, distante circa 23 Chilometri. Di colassù ella guarda, a mezzogiorno l'Ionio, ad oriente Mottola, all'Occaso una vasta campagna interpolata di colline e terreni vari di verde e di coltura... »

(Cav. Giacomo Arditi - La corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto - pag. 119)

Castellaneta (Castlànet in dialetto locale) è un comune di 17.364 abitanti della provincia di Taranto.

Geografia

Mappa del territorio

Castellaneta è situata nel cuore dell'area delle gravine ed è posta al centro della zona occidentale della provincia di Taranto.

Il suo territorio (fra i primi 100 comuni italiani per superficie, per la precisione settantottesimo) va dalla Murgia tarantina fino al Mar Ionio, e presenta una grande varietà di paesaggi e diverse presenze naturalistiche storiche e archeologiche.

Castellaneta è solcata da una serie di "gravine" e di "lame" (naturale prosieguo delle gravine con pareti più dolci) di origine carsica, che si dirigono verso il mare facendo confluire le acque che raccolgono durante le piogge nel fiume Lato.

Montecamplo (più precisamente S.Trinità) è il suo punto più alto (411 m).

Storia

Le origini

I primi segni di una importante presenza nel territorio castellanetano risalgono all'età del bronzo (2000-1000 a.C.). Sono stati infatti trovati numerosi vasi ed altri manufatti risalenti a tale periodo in località Minerva. Si hanno notizie certe che il territorio castellanetano in tale periodo fosse abitato da Siculi, da Messapi e da Iapigi.

Sulla cima del Montecamplo, ricco di grotte e di gravine, invece, ci sono stati rinvenimenti paleolitici e di origine Apulo-Peuceta.

Il Medioevo

In seguito alla distruzione dell'insediamento di Minerva da parte di Alarico, la popolazione sfuggì alla stessa riparando nei paesi vicini. Sulle ceneri dell'insediamento precedente, nacque nel 550 la città di Castanea. Le invasioni dei Saraceni permisero alla città di Castanea di ingrandirsi, trovandovi rifugio nelle sue mura fortificate gli abitanti dei paesi vicini. In questo periodo la città cambiò nome divenendo prima Castellum Unitum e poi Castellanetum.

Esiste però un'altra versione sulle radici di Castellaneta. Infatti, secondo lo storico Giacomo Arditi, Castanea era cosa ben diversa dall'attuale Castellaneta: Castanea giaceva sul Lato, era di origine magno-greca e esistette fino alla fine del VIII secolo (secondo le carte topografiche di Carlo Magno). Nell'842 i Saraceni dilagarono, saccheggiarono e distrussero quasi tutti gli insediamenti del circondario, e probabilmente Castenea fu tra i malcapitati. Questi allora si riunirono, creando una città fortificata nel punto più alto: da questa unione nacque il nome Castellum Unitum, poi trasformato in quello attuale.

In seguito alla conquista della città da parte dei Normanni nel 1064, la città divenne anche diocesi.Tre anni dopo il paese venne riconquistato dal generale greco Mabrica e ritornò in mano bizantina.Questo dominio durerà poco ,e castellaneta ritornerà in mano ai normanni.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Castellaneta.

Nel 1200 Carlo d'Angiò conquistò la cittadina che dapprima risultò un feudo e che successivamente venne trasformata in città Regia. Nel XIII secolo la città passò in mano agli Aragonesi, per poi ritornare nuovamente agli Angioini.

L'epoca moderna

Il Sacco
Vico Sacco

L'avvenimento storico da cui prende il nome un vico del centro storico, scaturisce dalla contesa del Regno di Napoli da parte di spagnoli e francesi (fine del '400 - inizio del '500). All'epoca dei fatti il regno era in mano degli Aragonesi. Nel 1496 Ferdinando II lasciava come suo erede al trono di Napoli suo zio Federico I. Contro questi però, si erano coalizzati il di lui cugino Ferdinando il Cattolico, che regnava in Sicilia, e Luigi XII di Francia, entrambi in lizza per il trono di Napoli. I due re si coalizzarono in segreto stipulando il Trattato di Granada nel novembre del 1500. Federico I, ignaro del trattato, si affidò agli spagnoli, ma fu tradito e dovette arrendersi ai francesi nel 1501. Il regno di Napoli restò facile preda dei due re e fu così spartito. Luigi XII divenne Re di Napoli e degli Abruzzi, Ferdinando il Cattolico ebbe la Puglia ed il resto del Regno. L'accordo tra i due cadde non appena i francesi pretesero il possesso della Capitanata per i proventi provenienti delle transumanze. L'esercito francese, condotto da Luigi d'Armagnac duca di Nemours, occupò quindi tutta la zona, e i soldati rimasti nel paese si comportarono da crudeli conquistatori nei confronti della popolazione locale. I cittadini complottarono di cacciarli via, e così durante una notte, aiutati dai soldati spagnoli che occupavano la città di Taranto, sorpresero la guarnigione francese nel sonno. L'agguato fu così efficace, che i soldati francesi non riuscirono ad opporre la minima resistenza, tanto che furono disarmati, spogliati delle loro vesti e allontanati dalla città. Questa aggressione avvennne nei pressi della Cattedrale, più precisamente in vico Sacco. Il duca di Nemours immediatamente corse in aiuto dei francesi in fuga assediando Castellaneta, la quale priva d'artiglieria pensò di venire a patti con il nemico offrendo migliaia di libbre d'oro. Ma il duca di Nemours ne pretese tre volte tanto e minacciò di dare alle fiamme la città. I concittadini, presi dalla disperazione, ricorsero nuovamente alle armi con l'aiuto di un esiguo numero di soldati spagnoli e grazie anche alla contemporanea aggressione degli Spagnoli a Ruvo (città più importante per i francesi), riuscirono a salvare la città. Per questa eroica resistenza, la città di Castellaneta fu insignita dal re Ferdinando il Cattolico del titolo di "Fidelissima Civitas".

Nel 1503 i cittadini di Castellaneta, con l'aiuto di una piccola schiera di soldati spagnoli, respinsero le truppe francesi guidate dal duca di Nemours: tale fatto prenderà il nome di "Sacco di Castellaneta". Grazie al coraggio dimostrato nell'occasione dai cittadini castellanetani, Ferdinando il Cattolico attribuì al paese il titolo di "Fidelissima Civitas". Nel 1519 gli spagnoli cedettero la città ai fiamminghi, la città entrò in rovina e subì un lungo periodo di dominazione da parte di più feudatari.

L'era contemporanea e il Brigantaggio

Nel 1858 Giuseppe Garibaldi, camuffato da venditore di candele, incontrò nel fondo rustico La Torretta alcuni castellanetani. Due anni dopo, nel 1860, i castellanetani votarono in modo quasi plebiscitario per l'annessione al Regno d'Italia. Tuttavia il territorio castellanetano fu utilizzata negli anni a seguire come rifugio da numerosi Briganti, tra cui il famoso Antonio Locaso, lucano detto "il Crapariello" ('u Craparidd), il quale venne giustiziato dalle milizie del costituito Regno d'Italia ed il cui corpo venne lasciato esposto nella piazza principale del paese (piazza Vittorio Emanuele) per oltre due giorni.

Castellaneta diede un pesante contributo di uomini alla prima guerra mondiale e per i tanti morti della guerra fu edificato nel luogo dove oggi sorge il municipio un monumento accerchiato da tanti alberi quanti furono i morti. Il monumento fu poi spostato nel cimitero, per dar spazio alla costruzione del nuovo municipio al quale è stato affiancato un nuovo monumento ai caduti di tutte le guerre. Nella seconda guerra mondiale invece, in seguito alla ritirata dei tedeschi, questi ultimi bombardarono la città e provocarono la morte, attraverso lo scoppio di due granate, di 27 persone tra bambini, cittadini e rappresentanti dei Carabinieri, colpevoli solo di festeggiare l'arrivo degli alleati. Per l'umanità espressa dai cittadini in questa triste occassione, fu assegnata al comune la medaglia di bronzo al valor civile.

File:7febbraio85.jpg
Auditorium e monumento ai caduti

Una delle pagine più tristi della storia castellanetana riguarda il crollo di un intero stabile in viale Verdi il 7 febbraio 1985, in seguito al quale persero la vita 34 persone. In seguito al tragico crollo avvenuto a Castellaneta il 7 febbraio 1985, in viale Verdi, si è costituito il Comitato dei Familiari delle Vittime.

Ai funerali partecipò anche l'allora Presidente della repubblica Sandro Pertini. Il processo che ne seguì è ancora in corso, nel frattempo dove sorgeva lo stabile è stato costruito un auditorium (nei locali del quale è presente anche la biblioteca comunale) ed è stato eretto un monumento in ricordo delle vittime.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[1]


Luoghi di interesse

Il territorio presenta un forte accentramento abitativo nel nucleo cittadino se si eccettua la frazione marittima di Castellaneta Marina e quella rurale della Gaudella. Per il resto nelle campagne sono presenti circa cento splendide masserie storiche alcune delle quali fortificate e campi coltivati (vigneti e frutteti).

La città vecchia

Centro storico Castellaneta - via la Marina
Castellaneta (centro storico) nel 1700

Il "paese vecchio" sorge sul ciglio della Gravina di Castellaneta, in posizione decentrata, ed un tempo era delimitato da spesse mura che cingevano il paese nella parte scoperta. Il centro storico ha un impianto medievale, con vicoli e stradine molto strette, ma i tesori di maggior pregio architettonico sono del barocco.

Notevole importanza architettonica hanno le contigue piazze F. De Martino e Maria Immacolata dove sono presenti i tre edifici di maggior fattura. La Cattedrale (o chiesa di San Nicola) eretta nel 1220 e quasi completamente riedificata nel XVIII secolo (solo il campanile rimane della vecchia chiesa). Bellissima la sua facciata barocca e ancor di più il suo soffitto ligneo intagliato, con tre tele del 1700 di Carlo Porta (L'Assunzione, San Nicola che salva Diodato e La caduta degli Angioini) e quattro di fine 1700 - inizio 1800 di Domenico Carella di Martina (Cristo nel Cenacolo, Cristo che comunica San Pietro, Le nozze di Canan e Davide danzante innanzi all'arca e i Filistei che la restituiscono al popolo eletto. Il contiguo settecentesco Palazzo Vescovile (attuale sede del vescovado) custodisce un dipinto risalente al 1500 del Santacroce ed altre interessanti tesori artistici. Il Palazzo Baronale, sede storica del potere politico, trasformata prima in seminario poi in convento delle suore di Santa Chiara.

Nel borgo antico sono presenti numerosi palazzi signorili, sintomo del grande avvicendarsi di feudatari su questo territorio. Da ricordare è il Palazzo Catalano con la sua facciata orientaleggiante, il Palazzo Sarapo con il suo portone barocco e i palazzi D'Alagni, Lagroia e Frisini.

Numerose sono le chiese nella zona antica, a testimonianza della grande importanza che ha avuto questo paese anche come centro religioso, da secoli sede della diocesi di Castellaneta. Da ricordare sono San Domenico (ultimata nel 1861) con la sua caratteristica facciata dal doppio stile, con la parte alta Rinascimentale e con il portale dall'inconfondibile stile barocco. Altre chiese ormai inutilizzate per riti religiosi sono Santa Maria, San Giuseppe, Santa Chiara, Santa Caterina, Madonna dell'Aiuto e San Giovanni in muriciello.

Le chiese ed i monumenti nel resto del paese

Nel resto del paese ci sono altre chiese importanti anche per la loro architettura e per le bellezze che contengono. San Michele chiesa settecentesca costruita ai limiti del paese vecchio ed oggi inglobata nel centro del paese. Contiene tele del Cinquecento e del Settecento.

San Francesco d'Assisi (1471) e il convento dei Frati Minori (1592). La chiesa sorge nella parte nuova del paese, un tempo (fino agli anni '60) era molto lontana dal resto del paese. Contiene capolavori del Seicento e del Settecento, fra cui un importante opera sull'altare di Girolamo di Santacroce che rappresenta la Vergine seduta in trono con bambino che prega tra angeli, santi ed apostoli.

Santa Maria della Luce, detta anche Maria santissima Assunta o ancora Santa Maria del Pesco (edificata attorno al XIII secolo) è uno dei pochi esempi di arte gotico-angioina del paese insieme al campanile della Cattedrale. La leggenda dice che tale chiesa era stata edificata ex voto da un capitano scampato a un naufragio dopo essersi affidato alla Madonna dell'Assunta. La chiesa ha la forma, a causa del dislivello sulla quale è costruita, del ponte di una nave. Al suo interno presenta importanti affreschi.

Altre chiese sono la cinquecentesca San Rocco oggi annessa al vecchio ospedale e la seicentesca Mater Christi, anch'essa costruita lontano dal centro abitato e vicino all'omonimo insediamento rupestre e dall'architettura modesta.

Da vedere sono anche piazza Umberto I con la sua Fontana Monumentale centrale (1871), e il monumento a Rodolfo Valentino (1961) posto al termine della "Passeggiata" dedicata allo stesso attore.

Le gravine

Veduta della gravina Grande e del centro storico

Le principali gravine presenti sul territorio sono:

  • Gravina di Castellaneta o Gravina Grande (cinge il borgo antico). Una tra le più grandi e spettacolari gravine della Puglia. Si estende per una decine di chilometri con svariate anse, profonda nel suo punto massimo 145 mt e larga circa 300 mt. Lungo il suo percorso sono presenti vari insediamenti storico-archeologici.
  • Gravina del Porto, nei pressi del confine con Gioia del Colle. Da ricordare la presenza di Dolmen, di un villaggio peuceta e dell'omonima masseria storica
  • Gravina di Coriglione, con l'insediamento rupestre Santa Maria di Costantinopoli
  • Gravina di Santo Stefano con l'omonimo villagio rupestre
  • Gravine (6) di Montecamplo nei pressi dell'omonimo colle.

Gli insediamenti rupestri

Insediamenti rupestri
Insediamento rupestre Padre Eterno

Lungo le gravine sono presenti vari insediamenti rupestri. Alcuni sono di origine alto medievale (V-X secolo), quando la regione visse un periodo di notevole decadenza politica ed economica e fu ripetutamente attaccata da popolazioni straniere (prima i Goti, poi i Longobardi e i Saraceni).

Oltre che da necessità difensive, la vita nelle grotte fu incentivata nel VIII secolo dalla lotta iconoclasta di Leone III e in quelle stesse gravine trovarono riparo molti monaci greci, giunti dall'Oriente.

Alcuni insediamenti rupestri sono:

  • Santa Maria del Pesco. Sul ciglio della Gravina di Castellaneta a ridosso della chiesa dell'Assunta. Il nome deriva proprio da piscus (rupe) proprio per la vicinanza della gravina. Al suo interno è stato trovato il dipinto La Madonna con il Bambino del 1200.
  • Santa Maria del Soccorso. Sul ciglio della Gravina di Castellaneta poco lontano dalla chiesa dell'Assunta. Al suo interno ci sono tracce del dipinto di un santo.
  • Santa Lucia. Sul ciglio della Gravina di Castellaneta. All'interno sono visibili resti di decorazioni.
  • Santa Maria di Costantinopoli (IX-X secolo). Sorge nella Gravina di Coriglione nelle vicinanze della chiesa Mater Christi. Interno diviso in tre navate con resti di decorazioni e affreschi sulle pareti.
  • Mater Christi nel terreno agricolo di un privato nelle vicinanze dell'omonima chiesa. A tre navate, al suo interno qualche graffito (come il simbolo di Gesù. Gli affreschi sono andati completamente perduti.
  • Padre Eterno. Sorge nella Gravina di Coriglione. La cripta è ipogea ed è a tre navate irregolari. L'abside centrale è senza altare. Sulle pareti sono presenti affreschi Bizantini che raffigurano Il Cristo tra la Vergine e San Giovanni ed altri che raffigurano santi databili (XIV secolo)
  • Santo Stefano. Nell'omonima Gravina. Al suo interno sono visibili resti di affreschi dedicati a Santo Stefano e San Nicola. Insediamento databile XIV secolo.
  • San Michele Arcangelo. Nella Gravina di Santo Stefano. Presenta affreschi del XII secolo raffiguranti San Michele, una Madonna con Bambino ed altri senti. All'interno sono presenti anche graffiti raffiguranti animali.
  • Ovile Vecchio. In una delle gravine di Montecamplo al confine con Laterza. Cripta con due navate e due ingressi. Presenta al suo interno traccie di affreschi.
  • Santa Maria del Porto. Nella vicinanze dell'omonima Gravina, al confine con Gioia del Colle è racchiusa nella masseria dallo stesso nome.

La frazione di Castellaneta Marina

Castellaneta Marina, Mare e Dune

Sulla costa vi è la frazione di Castellaneta Marina, che assolve per lo più una funzione prettamente turistica. La frazione marittima composta quasi esclusivamente da ville, è totalmente immersa nella verde pineta di Bosco Pineto che si estende per circa 9 km sulla costa. Castellaneta Marina offre ai turisti un mare cristallino, una sabbia finissima e dune dall'importante interesse naturalistico. Sul territorio sono presenti alberghi ed importanti villaggi turistici nelle zone di Riva dei Tessali (importante per il suo campo da golf) e Termitosa.

L'insediamento nasce negli anni '60 all'interno della pineta costiera. È stata necessaria una opera di bonifica della zona per rendere la frazione abitabile. Qui sono nate in breve tempo numerosissime ville alcune delle quali di proprietà di personaggi famosi (Sofia Loren su tutte). Le strade di Castellaneta Marina hanno nomi riferiti prettamente al periodo storico di corsa verso lo spazio in cui la frazione marina è nata. Non è difficile trovare strade che si riferiscono infatti alla luna (come Mare dei vapori, Oceano delle Tempeste, Baia dei flutti), a famosi astronauti statunitensi e russi (Neil Armstrong e Iuri Gagarin...), a veicoli spaziali (Sojuz, Viking...) e missioni (Apollo...) e politici di quel periodo (John Kennedy). Se si eccettua la strada principale di ingresso (Viale dei Pini) in onore della pineta che ospita la frazione e il Lungomare che è dedicato agli "Eroi del Mare", il resto delle strade cittadine è fatto apposta per chi ama viaggiare con la fantasia fra ed oltre le nuvole.

Cultura

Manifestazioni

Feste, fiere e sagre

Personalità legate a Castellaneta

Rodolfo Valentino
Rodolfo Valentino

Rodolfo Valentino, al secolo Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, nacque a Castellaneta nel 1895. Fu il primo vero divo del cinema internazionale. Proveniente da una famiglia borghese del posto, fu figlio di Giovanni di professione veterinario e di Maria Berta Gabriella Bardin, gentildonna di origine francese e dama di compagnia della marchesa Giovinazzi. Frequentò le scuole elementari a Castellaneta per poi proseguire gli studi prima a Taranto e poi a Perugia. Si diplomò in agraria a Genova, quindi a 17 anni si trasferì a Parigi, e nel 1913 si imbarcò per gli Stati Uniti dove distinse come ballerino. Qui incontrò Norman Kerry che lo convinse a recarsi ad Hollywood, dove iniziò ad avere le prime parti importanti dopo una parentesi come comparsa. Morì nel 1926 a causa di una peritonite, dopo aver recitato in molti importanti film.

Coincidenza vuole che la data della sua nascita (1895) corrisponda a quella della nascita del cinema, e che quella della sua morte (1926) corrisponda a quella della nascita dei primi film con sonoro ed alla conseguente lenta agonia del cinema muto, di cui lui fu il maggiore interprete maschile. A lui è stata dedicata a Castellaneta una statua nella classica posa del film Il figlio dello sceicco, posta al termine della "passegiata" intitolata allo stesso attore, nonché un museo ed una targa posta sulla sua casa natale donata da un gruppo di appassionati americani di Cincinnati (Ohio).

Istruzione

Istruzione Secondaria
  • I.T.C. Mauro Perrone (specializzazione in ambito Alberghiero, della Ristorazione, gestione Aziendale, Turistico e grafico pubblicitario
  • I.I.S.S. Quinto Orazio Flacco (Classico, Linguistico, Tecnico, Professionale)
Scuole Medie
  • Istituto V.M. Giovinazzi
  • Scuola Comprensiva F. Surico
Scuole Elementari
  • Scuola Giovanni Pascoli
  • Scuola Materna ed Elementare Privata "Cuore Immacolato di Maria"
Scuole per l'infanzia

Economia

Agricoltura

Quello dell'agricoltura è il settore tradizionale dell'economia castellanetana. Importanti ed apprezzate sono le uve da tavola (uva Italia su tutte), le Clementine del Golfo di Taranto e tutta la frutta prodotta nella parte meridionale del suo territorio. Importante è anche la coltivazione di olive necessarie alla produzione dell'Olio Terre Tarentine, nonché di foraggio e di grano duro che si producono principalmente nella parte murgiana del territorio castellanetano.

Turismo

Il turismo è il settore che si è sviluppato più recentemente. Castellaneta è stata insignita nell'anno 2006 di una vela da parte di legambiente nella tradizionale guida blu che l'associazione ambientalista redige ogni anno.

L'offerta turistica di Castellaneta Marina è per lo più di carattere stagionale e prevede lidi privati attrezzati, alberghi ed importanti villaggi turistici, due parchi divertimento (Felifonte e Felisia con annessa sala IMAX) ed alcune discoteche. Ultimamente i villaggi turistici stanno cercando di destagionalizzare l'offerta rivolgendosi anche al turismo d'affari.

Collegamenti

File:Collegamenti Taranto.jpg
Collegamenti con la Provincia di Taranto

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

I collegamenti ferroviari sono assicurati sia con Taranto che con Bari, quindi verso tutte le località servite dalle linee ionica ed adriatica. Va anche ricordato il collegamento ferroviario ionico che collega la frazione marina con Taranto e Crotone.

L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" non effettua attualmente servizi di linea per il traffico passeggeri.

Gli aeroporti più vicini sono:

Sport

Calcio

La società di calcio maschile più rappresentativa è l'A.C.D. Castellaneta che milita nel campionato di Promozione (girone A). Il Castellaneta ha più volte sfiorato la promozione in serie D. Colori sociali: Bianco e Rosso. Stadio: De Bellis.

Basket

La società di basket maschile è la Valentino Basket. È stata fondata nel 2005 e nel suo primo anno di vita è stata promossa in Serie D (girone B) vincendo tutte le gare. Nasce dalle ceneri della gloriosa S.S. Castellaneta basket fallita nell'estate del 2005 che nella stagione 2000-2001 ha militato nel campionato nazionale di Serie B2. Colori sociali Bianco e Rosso. Palazzetto: Palatifo

Vela

L'associazione di vela più rappresentativa è quella del Circolo Velico Vega.

Golf

Il circolo golfistico "Riva dei Tessali Golf Club" è il più importante della provincia di Taranto. Ogni anno nel campo di 18 buche del club si effettua il consueto "Tessali-Metaponto Open di Puglia e Basilicata" prestigiosa gara del Challenge Tour il cui montepremi ammonta a circa 120.000 €.

Amministrazione comunale

Template:ComuniAmministrazione * Eletto con il 50,3% al ballottaggio e sostenuto dalla Casa delle Libertà.

Il Comune di Castellaneta fa parte della Comunità Montana della Murgia Tarantina.

Galleria fotografica

Galleria di Castellaneta

Voci correlate

Bibliografia

  • Cav. Giacomo Arditi - Castellaneta - (da La corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto pp. 118-125) - Lecce - Stabilimento Tipografico "Scipione Ammirato", 1879-1885
  • Mons. Donato Colafemmina - Castellaneta nei manoscritti del Prof. Nicola d'Alagni - Castellaneta - Litotipografia Policarpo Michele, 1980
  • G. B. Pacichelli - Regno di Napoli in prospettiva, 1703

Altri progetti

Collegamenti esterni


Template:Provincia di Taranto Template:NavPuglia

Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Criteri di ammissione  ·  Voci in vetrina in altre lingue  ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki

  1. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.