Cappelle del Sacro Monte di Varallo

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La Scala Santa

1leftarrow blue.svgVoce principale: Sacro Monte di Varallo.

La struttura del Sacro Monte di Varallo - data dalla basilica dell'Assunta e da quarantacinque cappelle - è suddivisa in due zone: una prima si snoda in salita tra gli alberi di un bosco; la seconda si dispiega come una sorta di tessuto urbano di una città della Palestina al tempo di Gesù, denominata "la Nuova Gerusalemme".

Oltrepassata la Porta Aurea si transita davanti ai palazzi con porticato, posti di fronte alla basilica ed attorno alla piazza del Tempio, la piazza religiosa raggiungibile anche dalla Scala Santa, ove è posta una fontana di inizio XVI secolo i cui zampilli ricordano simbolicamente le piaghe del Signore; poco distante si trova la piazza dei Tribunali, ovvero la piazza civile, con le corti di giustizia romane ed ebraiche.

Lungo il percorso si snodano le seguenti quarantacinque cappelle:

  1. Il Peccato originale
  2. L'Annunciazione
  3. La Visitazione
  4. Il sogno di san Giuseppe
  5. I Magi a Betlemme
  6. La Natività
  7. Adorazione dei pastori
  8. Presentazione di Cristo al Tempio
  9. L'Angelo avvisa san Giuseppe di fuggire in Egitto
  10. La fuga in Egitto
  11. La Strage degli innocenti
  12. Battesimo di Gesù
  13. La tentazione di Cristo
  14. La samaritana
  15. La guarigione del paralitico
  16. Gesù risuscita il figlio della vedova di Naim
  17. La Trasfigurazione
  18. La Risurrezione di Lazzaro
  19. L'entrata trionfale in Gerusalemme
  20. L'Ultima Cena
  21. Gesù nell'Orto degli Ulivi
  22. Gesù sveglia gli apostoli
  23. La cattura di Gesù
  24. Gesù al tribunale di Anna
  25. Gesù al tribunale di Caifa
  26. Il pentimento di san Pietro
  27. Gesù davanti al tribunale di Pilato
  28. Gesù davanti ad Erode
  29. Gesù al tribunale di Pilato
  30. La Flagellazione
  31. La Coronazione di spine
  32. Gesù sale la scala del Pretorio
  33. Ecce Homo
  34. Pilato si lava le mani
  35. Gesù condannato a morte
  36. La salita al Calvario
  37. Gesù inchiodato alla croce
  38. Morte di Gesù
  39. Deposizione dalla croce
  40. Lamentazione sul Cristo morto
  41. Gesù deposto nella Sindone
  42. Cappella a ricordo di Bernardino Caimi
  43. Il Santo Sepolcro
  44. Fontana
  45. Basilica

Le cappelle[modifica | modifica wikitesto]

(Nota: le date relative alla costruzione delle cappelle sono indicative[1]; le immagini si riferiscono in diversi casi a scorci o particolari dell'interno delle varie cappelle)

n. Epoca di edificazione Soggetto della cappella Descrizione Immagine
I 1565-1566 Il Peccato originale Cappella edificata su progetto di Galeazzo Alessi. Fra le statue del Tabacchetti (realizzate fra il 1597 ed il 1598) e di Michele Prestinari (del 1594) campeggiano quelle di Adamo ed Eva; gli affreschi esterni sono dei fratelli Rovere detti i Fiamminghini (1604-1605), quelli interni di Francesco Burlazzi (1885-1886). Gli stucchi sono dovuti ai fratelli De Mangone (1583). Il peccato originale
II 1515 L'Annunciazione La cappella fu edificata originariamente come Santa Casa di Loreto. Le statue in legno sono di Gaudenzio Ferrari (1505-1510), gli affreschi, del 1572, sono di pittore anonimo.
L'Annunciazione
III 1543 La Visitazione Le statue contenute nella cappella sono dovute forse al Tabacchetti e a Giovanni d'Enrico e sono risalenti ai primi anni del XVII secolo; ugualmente, gli affreschi sono attribuiti a Giulio Cesare Luini e a Fermo Stella; risalgono agli anni 1544-1545. La decorazione è stata rifatta a fine Ottocento da Andrea Bonini. La Visitazione
IV 1603-1604 Il sogno di san Giuseppe Questa cappella fu costruita nel portichetto gaudenziano del 1510-1515; ha statue di Giovanni d'Enrico del 1605-1606 e decorazioni di Giuseppe Braziano e Lucrezio Regaldi di epoca recente (1927). Il sogno di san Giuseppe
V 1519-1525 I Magi a Betlemme Affresco e statue in terracotta policroma di Gaudenzio Ferrari e collaboratori (1525-1528). I Magi a Betlemme
VI XV secolo La Natività La cappella fu costruita alla fine del secolo sotto la guida dello stesso ideatore del Sacro Monte. Riproduce la grotta di Betlemme, con statue del Ferrari (1515 ca.) La Natività, particolare di San Giuseppe
VII XV secolo Adorazione dei pastori Anche questa cappella fu edifica sotto la guida di Caìmi. Le statue del Ferrari datano 1513-1515.
VIII 1515-1516 Presentazione di Cristo al Tempio Cappella edificata dal Ferrari, con statue ed affreschi dello stesso autore risalenti al medesimo periodo.
Presentazione di Cristo al Tempio
IX 1566-1567 L'Angelo avvisa san Giuseppe di fuggire in Egitto Sono di ignoto scultore milanese le statue dell'Angelo e di San Giuseppe, mentre di Ferrari sono quelle della Madonna e del Bambino, tutte del 1572. Gli affreschi che decorano la cappella sono attribuiti a Giulio Cesare Luini e risalgono all'anno successivo.
X 1578-1582 La fuga in Egitto La cappella fu realizzata su progetto di Galeazzo Alessi: ha statue del 1581 circa di autore anonimo ed affreschi ottocenteschi di Francesco Burlazzi.
XI 1586-1588 La Strage degli innocenti La cappella fu fatta erigere da Enrico d'Enrico di Alagna Valsesia. Le terrecotte policrome sono di Giacomo Paracca detto il Bargnola, da Valsolda (1588-1589), e di Michele Prestinari, 1590 e 1593-1594. Gli affreschi sono dei Fiamminghini (1590-1598), e sono stati restaurati nel 1956 da Emilio Contini. Strage degli innocenti
XII 1575 Battesimo di Gesù È decorata con gli affreschi di Gabriele Bossi e contiene statue di ignoto milanese del 1581 circa.
XIII XVI secolo La tentazione di Cristo La cappella era inizialmente destinata a contenere le raffigurazioni della Cattura e della Salita al calvario. Fu dedicata alle Tentazioni intorno al 1580. La statua del Cristo e quella del Tentatore sono di anonimo scultore di area milanese; datano anch'esse ca. 1580. La tentazione di Cristo
XIV 1573-1574 La samaritana Le statue di questa cappella sono di scultore ignoto di area milanese (ca. 1580); gli affreschi sono attribuiti a Gian Giacomo Testa e risalgono al medesimo periodo. La samaritana
XV 1572 La guarigione del paralitico Progettata dall'Alessi, fu modificata intorno al 1615 da Giovanni d'Enrico; ha statue dello stesso d'Enrico ed affreschi di Cristoforo Martinolio detto il Rocca.
XVI 1572 Gesù risuscita il figlio della vedova di Naim Ci vollero circa dodici anni per completare questa cappella, progettata dall'Alessi; conserva statue di Bartolomeo Badarello del 1587-1589, ed affreschi attribuiti a Domenico Alfano, dello stesso periodo.
XVII 1572 La Trasfigurazione Sorge su una preesistente cappella dell'Ascensione e fu terminata nel 1665. Il corpus artistico è dato da statue di Gaudenzio Soldo, Giacomo Ferro e P.F. Petera, tutte del Seicento; gli affreschi sono dei fratelli Giovanni e Giuseppe Danedi, detti i Montaldi. La Trasfigurazione
XVIII 1580 La Risurrezione di Lazzaro In questa cappella sono presenti statue policrome attribuite a Bartolomeo Badarello e a Michele Prestinari: le prime risalgono all'epoca di edificazione del luogo di culto; le seconde sono posteriori di circa quindici anni. Gli affreschi sono di Gian Giacomo Testa. La resurrezione di Lazzaro
XIX 1580 L'entrata trionfale in Gerusalemme Contiene statue di Bartolomeo Badarello del 1580 circa e di Giuseppe Arrigoni, del 1722; gli affreschi sono di Giangiacomo Testa, Antonio Borsetti e Giovanni Avondo.
XX XV secolo L'Ultima Cena Statue in legno policromo e rivestito di stoffa di autore ignoto, fine XV secolo; tavolo di scultore piemontese con nature morte attribuite a Giovanni d'Enrico; affreschi e decorazioni di Antonio Orgiazzi. Ultima cena
XXI XV secolo Gesù nell'Orto degli Ulivi Ricostruita in epoca successiva, la cappella - presso cui sostò in preghiera san Carlo Borromeo - ha statue del d'Enrico ed affreschi dell'Orgiazzi.
XXII 1606 Gesù sveglia gli apostoli Statue di Giovanni d'Enrico (1608) ed affreschi di Paolo Emilio Morgari (1865).
Gesù sveglia gli Apostoli (part.)
XXIII[2] XVI secolo La cattura di Gesù Questa cappella cambiò ubicazione all'inizio del XVII secolo. Ha statue lignee del primo Cinquecento ed altre del Seicento di d'Enrico. Gli affreschi sono dovuti a Melchiorre d'Enrico e sono anch'essi seicenteschi. La cattura di Gesù
XXIV 1737 Gesù al tribunale di Anna È una delle cappelle più recenti e fu progettata da G.B. Morondi; ha statue di Antonio Tantardini di Valsassina (1742-1743) e di Giovanni Battista Bernero (1776); gli affreschi, del 1765, sono di Sigismondo Betti. Gesù al tribunale di Anna
XXV 1614-1618 Gesù al tribunale di Caifa Disegnata da Giovanni d'Enrico, ha statue dello stesso artista ed affreschi di Cristoforo Martinolio. Cappella XXV - Gesù al tribunale di Caifa
XXVI 1630-1635 Il pentimento di san Pietro Presenta statue di Giovanni Enrico realizzate nel biennio 1638-1639, gli affreschi sono di Cristoforo Martinolio e datano 1642.
Il pentimento di San Pietro
XXVII[2] XVII secolo Gesù davanti al tribunale di Pilato Statue di Giovanni d'Enrico (1615-1616) e affreschi di Tanzio da Varallo (1616-1617). Gesù davanti al tribunale di Pilato
XXVIII 1619 Gesù davanti ad Erode I disegni di questa cappella sono di Giovanni d'Enrico che fornì, nel 1627 circa, le statue; gli affreschi sono del Tanzio. Piazza dei tribunali: Cappella XXVIII
XXIX[2] 1610 Gesù al tribunale di Pilato Affrescata da Giovanni e Girolamo Grandi (1670), per la parte architettonica, e da Pier Francesco Gianoli (1678-1679) per quella figurativa, ha statue di Giovanni d'Enrico e Giacomo Ferro risalenti al 1629 circa.
Gesù al tribunale di Pilato
XXX[2] XVII secolo La Flagellazione Terracotta policroma di Giovanni d'Enrico (ca. 1615); affreschi di Cristoforo Martinolio detto il Rocca (1620). Flagellazione
XXXI[2] XVII secolo La Coronazione di spine Statue di Giovanni d'Enrico (1607); gli affreschi sono di Gian Giacomo Testa e Melchiorre d'Enrico (1614).
Derisione di Cristo
XXXII[2] 1602-1627 Gesù sale la scala del Pretorio Di Gaudenzio Ferrari sono le statue in legno del Cristo e di uno degli sgherri: provengono dall'antica cappella Salita al Calvario. Le altre sono dovute alla bottega di Giovanni d'Enrico e risalgono al 1635 circa. Salita al Pretorio
XXXIII[2] 1605 Ecce Homo Le statue in terracotta policroma furono realizzate da Giovanni d'Enrico (1608-1609); gli affreschi da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (1609-1610). Ecce Homo
XXXIV[2] 1610 Pilato si lava le mani Interna al Palazzo di Pilato, ha statue di Giovanni d'Enrico datate 1617; gli affreschi sono di Antonio d'Enrico detto il Tanzio (1628-1630). Pilato si lava le mani
XXXV[2] 1610 Gesù condannato a morte Statue di Giovanni d'Enrico (1609-1610) ed affreschi di Pier Francesco Mazzucchelli (1614). Gesù condannato a morte
XXXVI 1589 La salita al Calvario Statue del Tabacchetti e Giovanni d'Enrico (1599-1600); affreschi di Pier Francesco Mazzucchelli (1607-1608).
La salita al Calvario
XXXVII 1630-1635 Gesù inchiodato alla croce Statue di Giovanni d'Enrico e Giacomo Ferro (1635-1637). Gesù inchiodato alla croce
XXXVIII 1519-1520 Morte di Gesù Le statue e gli affreschi, nonché il crocefisso sono del Ferrari (1520-1523 i primi, 1510 l'ultimo).
XXXIX XVII secolo Deposizione dalla croce Statue di Giovanni d'Enrico e Giacomo Ferro (1637-1638) ed affreschi di Melchiorre Gilardini detto il Ceranino (1641-1642). Deposizione dalla croce
XL XV secolo Lamentazione sul Cristo morto Costruita alla fine del secolo sotto la guida di fra Bernardino Caimi, in origine questa cappella rappresentava la Spogliazione delle vesti, soggetto cui si richiamano gli affreschi. Solo in seguito fu destinata alla Pietà. Le statue sono di Giovanni d'Enrico (ca. 1635), gli affreschi di Ferrari. Lamentazione di Cristo
XLI XV secolo Gesù deposto nella Sindone Costruita alla fine del secolo, questa cappella presenta statue dello scultore di area milanese Luigi Marchesi (1826); gli affreschi - anch'essi ottocenteschi - sono del pittore Pier Celestino Gilardi. Gesù deposto nella Sindone
XLII XV secolo Cappella a ricordo di Bernardino Caimi La quarantaduesima cappella non fa parte del ciclo riguardante vita, Passione e morte di Gesù in cui si articola il percorso delle cappelle del Sacro Monte, ma ricorda semplicemente il luogo in cui il beato Bernardino Caìmi celebrò la prima messa all'interno del complesso da lui voluto ed ideato. Un affresco del Gilardi (1880) descrive la morte di Francesco d'Assisi.
Padre Bernardino Caimi
XLIII 1491 Il Santo Sepolcro La prima cappella fatta costruire dal beato Bernardino Caimi rappresenta il Santo Sepolcro di Gerusalemme. In essa viene venerato il Cristo morto, raffigurato da una statua in legno di Gaudenzio Ferrari. I dipinti che decorano il luogo sacro sono dei fratelli Bacchetta e risalgono al 1944. All'esterno, due piccole nicchie contengono una il teschio del religioso e l'altra una roccia del Sepolcro di Cristo. Completano l'insieme di opere d'arte poste all'interno una statua della Maddalena del Ferrari e un angelo che annuncia la Resurrezione di Cristo.
Il più vasto oratorio risale al periodo 1705-1707 ed ha affreschi e dipinti di Tarquinio Grassi e di Antonio Lucini, oltre a decorazioni del medesimo periodo, opera di Francesco Leva.
Il Santo Sepolcro

Volta dell'oratorio
XLIV 1510 Fontana Questa cappella è rappresentata dalla fontana in pietra e ferro battuto che campeggia al centro della piazza della Basilica. Fu ricavata da un monolito presente sul posto ed è sormontata dalla statua del Cristo risorto, opera recente dello scultore Augusto Farinoni. I cinque getti d'acqua simboleggiano le Cinque piaghe del Redentore, fonte di Grazia. La Fontana, come Cappella XLIV
XLV Epoche diverse Basilica L'ultima cappella è data dalla Basilica a navata unica, edificata gradualmente in epoche differenti per la glorificazione di Maria, madre di Gesù, qui raffigurata in affreschi e statue nel coro che circonda il monumentale altare maggiore. Ha opere di artisti diversi, con decorazione della navata di Francesco Leva (1714).
La #Basilica dell'Assunta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Casimiro Debiaggi, Il Sacro Monte di Varallo - Breve storia della Basilica e di tutte le cappelle, Guida a cura dell'Amministrazione Vescovile del Sacro Monte di Varallo (VC)
  2. ^ a b c d e f g h i Le cappelle XXIII, XXVII, XXIX, XXX, XXXI, XXXII, XXXIII, XXXIV, XXXV sono interne al Palazzo di Pilato, eretto da Giovanni d'Enrico, per volere del vescovo di Novara Carlo Bascapè, tra il 1602 ed il 1627.

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