Bocche di Bonifacio

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Bocche di Bonifacio
Corsica from Sardinia.jpg
Le coste della Corsica viste dalla Sardegna
Parte di Mar Mediterraneo
Stati Francia Francia
Italia Italia
Regioni Corsica, Sardegna
Province Corsica del Sud, Provincia di Sassari
Coordinate 41°18′43″N 9°12′46″E / 41.311944°N 9.212778°E41.311944; 9.212778Coordinate: 41°18′43″N 9°12′46″E / 41.311944°N 9.212778°E41.311944; 9.212778
Dimensioni
Larghezza minima 11 km
Bocche di Bonifacio.png

Le Bocche di Bonifacio (in corso Bucchi di Bunifaziu, in bonifacino Bocche de Bunifazziu, in gallurese Bocchi di Bunifaciu, in francese Bouches de Bonifacio) sono uno stretto di mare che separa la Sardegna dalla Corsica; nel punto più breve distano circa 11 km.[1]

È un crocevia di linee di navi passeggeri come la Sardinia Ferries, che collega Porto Torres con Porto Vecchio, e la Grimaldi Lines che collega il porto di Barcellona e Porto Torres con quello di Civitavecchia, passando attraverso le Bocche di Bonifacio; durante l'attraversamento diurno è possibile vedere nitidamente le due coste, mentre durante l'attraversamento notturno si scorgono le luci dei paesini affacciati sul mare

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal comune francese di Bonifacio, in Corsica, che a sua volta deve il nome al marchese Bonifacio II di Toscana, un nobile margravio d'origine bavarese dell'VIII secolo, che fu prefetto della Corsica.

Lo stretto mette in comunicazione il mar di Sardegna, a ovest, con il mar Tirreno, a est, con una larghezza di circa 15–20 km e una profondità massima di 100 m. All'imbocco orientale, si trovano le isole italiane dell'arcipelago di La Maddalena e quelle francesi di Cavallo e di Lavezzi.

È molto conosciuto dai naviganti per la pericolosità delle sue acque, disseminate di scogli e attraversate da forti correnti. Furono fatali per la fregata francese Sémillante, che il 15 febbraio 1855, mentre era diretta da Tolone al mar Nero per partecipare alla guerra di Crimea, a causa di una violenta tempesta fu sbattuta sugli scogli. Nel naufragio morirono tutti i 700 soldati che trasportava.

Dal 1993, dopo l'ennesimo naufragio di una nave mercantile, il passaggio sullo stretto è proibito alle navi che trasportano sostanze inquinanti.[2][3]

Toponomastica storica[modifica | modifica wikitesto]

Prima di Bonifacio lo stretto era chiamato Taphros (in latino antico Fretum Gallicum); possiamo trovarne riferimento in un passo della Naturalis historia, opera enciclopedica in trentasette volumi, elaborata da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.:

(LA)

« ...extraque conspectum pelagus Africum attingens Sardinia, minus VIII p. a Corsicae extremis, etiamnum angustias eas artantibus insulis parvis, quae Cuniculariae appellantur, itemquem Phintonis et Fossae, a quibus fretum ipsum Taphros nominatur. »

(IT)

« ...e, al di fuori della vista, la Sardegna, che si estende fino al mar d'Africa. Essa dista meno di 8 miglia dall'estremità meridionale della Corsica, e una così esigua distanza è ancora ridotta dalla presenza di piccole isole: quelle chiamate Cunicolarie, l'isola di Fintone e le isole Fosse; da queste ultime lo stretto prende il nome di Tafro (fossa) »

(Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia libro III, 83)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ European Space Agency Observing the Earth, su web page, European Space Agency. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  2. ^ The Strait of Bonifacio: a Particularly Sensitive Sea Area (PSSA), iucn.org. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  3. ^ IMO Resolution A.666(18) Navigation in the Strait of Bonifacio (PDF), su PDF document. URL consultato il 16 ottobre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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