Isole di Lavezzi

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Isole di Lavezzi
Écueil de Lavezzi (2).jpg
L'isola di Lavezzi vista da sud
Geografia fisica
Localizzazione Bocche di Bonifacio
Coordinate 41°20′27.3″N 9°15′14.8″E / 41.340917°N 9.254111°E41.340917; 9.254111Coordinate: 41°20′27.3″N 9°15′14.8″E / 41.340917°N 9.254111°E41.340917; 9.254111
Superficie 0,65 km²
Geografia politica
Stato Francia Francia
Regione Corsica Corsica
Dipartimento Corsica del Sud
Cartografia
France - Lavezzi.PNG

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voci di isole della Francia presenti su Wikipedia

Lavezzi è un'isola posta al centro delle Bocche di Bonifacio e rappresenta (assieme al piccolo arcipelago di scogli che la circonda), il punto più meridionale della Francia metropolitana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Nota anche come i Lavezzi oppure gli scogli di Lavezzi se citata riferendosi anche al gruppo di scogli che la circondano, dipende amministrativamente dal comune di Bonifacio (Corsica) e non è lontana da Razzoli nell'Arcipelago della Maddalena (Sardegna).
Sull'isola è presente un faro[1] ed il rilievo più alto dell'intero arcipelago è di circa 17 metri e, sempre nell'insieme dei lotti emersi non sono lontani più di 3,6 km dalla costa della Corsica[2].

Situati a non più di 5-15 miglia dai siti più noti (7 km dal capo Pertusato), come piccolo arcipelago sono considerati di grande bellezza e di straordinario valore naturalistico. Sono oggetto di intensa frequentazione turistica ed hanno come principali attrattive le acque, le cale, l'avifauna e la flora (sia emersa che acquatica).
L'intero arcipelago fa parte della Réserve naturelle des Bouches de Bonifacio che, insieme al Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, costituisce il Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio[3].

Vicinissimi anche all'isola di Cavallo, condividono con questa uno stretto passaggio scoglioso, in passato teatro di numerosi naufragi, uno dei quali, nel 1855, causò circa 700 morti nell'incidente de Sémillante, una fregata francese le cui vittime sono sepolte in due piccoli cimiteri posti sull'isola principale[4].

Subacquea[modifica | modifica wikitesto]

Merouville

Nelle acque di Lavezzi si pratica una non comune attività subacquea che consiste nell'immersione subacquea finalizzata all'incontro pacifico con la cernia bruna che avviene ad una profondità che varia dai 20 fino ai 35 metri ed in cui ne vive un numeroso gruppo.

Merouville[modifica | modifica wikitesto]

Mérouville (la città delle cernie), è il nome in francese dato ad una secca di Lavezzi dai numerosi subacquei che la frequentano e la si può raggiungere via barca o gommone partendo dall'Isola della Maddalena o da Bonifacio con circa 25 minuti di navigazione. Le coordinate del sito sono 41°20'6"N e 9°18'48"E (rilevazione 2006).

Da diversi anni queste acque sono diventate riserva marina pertanto, essendone proibita la caccia subacquea ed ogni altra forma di pesca o cattura, questi serranidinon temono l'uomo ed è facile trovarli radunati intorno ad uno sperone che risale dal fondo del mare giungendo fino a 18 metri dalla superficie e tra cui, nella sua parte superiore (chiamata dai sub "cappello della secca"), ne vivono in permanenza una trentina che si lasciano avvicinare senza dimostrare fastidio o paura.

I nati negli ultimi anni sono addirittura disposti ad avvicinarsi ai visitatori o a farsi avvicinare con meno prudenza dei loro genitori, più voluminosi, dallo sguardo indagatore e lenti nei movimenti.

Da qualche tempo, la direzione della riserva di Lavezzi sconsiglia ai subacquei di gettare o porgere del cibo alle cernie poiché si preferisce mantenere questi animali indipendenti dal cibo regalato e cosa che se continuasse ad avvenire inciderebbe negativamente sulla consuetudine alimentare degli stessi.

Panorama delle Isole Lavezzi

Lavezzi e il caso Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Ryke Geerd Hamer mostra una foto del figlio

Il 18 agosto 1978, alle tre del mattino, nel tratto di mare che separa l'Isola di Cavallo da Lavezzi, Vittorio Emanuele di Savoia si rende protagonista di una triste vicenda[5]: il principe, sotto gli effetti dell'alcool, è sullo yacht del miliardario Nicky Pende, reo a suo giudizio di avergli sottratto un canotto (uno dei due tender del suo panfilo).

Ha in mano una carabina Winchester M1 per la caccia agli elefanti con 31 pallottole nel caricatore. Per spaventare Pende, Vittorio Emanuele spara 2 colpi nella direzione del miliardario. Dietro, a poca distanza, nella cabina di una barca ancorata, sta dormendo Dirk Geerd Hamer, studente tedesco di 19 anni, figlio di Ryke Geerd Hamer (medico e teologo tedesco, fondatore della "nuova medicina germanica")[6].

Uno dei colpi sparati raggiunge il giovane ad una coscia dopo aver trapassato la fiancata della barca ed il ragazzo muore dopo un'agonia di 111 giorni nel dicembre successivo.
La battaglia legale tra le due famiglie finisce nel 1991 quando la corte francese assolve Vittorio Emanuele dalle accuse di omicidio e di omissione di soccorso, ma lo condanna a sei mesi con la condizionale per porto abusivo d'arma da fuoco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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