Nino Strano

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sen. Nino Strano
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Nino Strano
Luogo nascita Catania
Data nascita 29 luglio 1950
Partito Alleanza Nazionale (XV legislatura)
Futuro e Libertà (XVI legislatura)
Legislatura XV Legislatura
XVI Legislatura (dal 2 novembre 2011 fino al 20 dicembre 2012)
Gruppo AN
FLI
Coalizione CDL
Terzo Polo
Circoscrizione Sicilia
Incarichi parlamentari
  • Membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)
  • Segretario della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea) (XV)
Pagina istituzionale
on. Nino Strano
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Alleanza Nazionale
Legislatura XIV
Gruppo Alleanza nazionale
Collegio Catania-Misterbianco
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Antonino Strano (Catania, 29 luglio 1950) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Attività politica con MSI e AN[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta fu dirigente a Catania della Giovane Italia prima, del FUAN e del Fronte della Gioventù poi. Nel 1976 venne eletto consigliere comunale del comune di Catania nelle liste del Movimento Sociale Italiano, venendo sempre riconfermato sino al 1993. Primo dei non eletti alle regionali del 1991, subito dopo lascia il Msi e nel 1992 venne nominato assessore alla Cultura ed al Decentramento al Comune di Catania. Si candida alla presidenza della provincia di Catania alle prime elezioni dirette nel 1993, senza il sostegno di alcuna lista, e ottiene il 13 per cento dei voti.

Nel 1994 divenne deputato all'Assemblea regionale siciliana, subentrando a Benito Paolone, e rientrando nel MSI, diviene componente della 3ª Commissione legislativa permanente, Attività produttive ed Agricoltura.

Nel 1996 viene rieletto nel collegio di Catania per Alleanza Nazionale. Viene nominato assessore regionale al Turismo, comunicazioni e trasporti nei governi di centro destra (1996-1998) guidati da Giuseppe Provenzano e Giuseppe Drago. Organizzò l'Universiade 1997 in Sicilia, di cui fu presidente del Comitato organizzatore.

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista di AN, e diviene vice presidente della XIV Commissione legislativa (Politiche dell'Unione europea). È stato contemporaneamente (2003-2004) assessore comunale alla Cultura e al Turismo nelle giunte catanesi guidate dal sindaco Scapagnini.

Nel 2006 è eletto al Senato della Repubblica. Diviene membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni), della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)[1].

Dirigente nazionale di An, è stato responsabile dell'Ufficio Turismo di An fino al suo scioglimento.

La seduta della caduta di Prodi[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 gennaio 2008 in occasione della caduta del governo Prodi II, durante il dibattito che seguì la comunicazione del Presidente del Consiglio, si distinse per aver urlato ripetutamente una serie di insulti indirizzati al senatore dell'Udeur Stefano Cusumano[2]. Per questo è stato accusato da associazioni rappresentanti del mondo gay, di manifesta intolleranza nei confronti dell'omosessualità. Strano dichiarerà poi a Repubblica di "adorare i locali gay"[3].

Gli insulti sarebbero ad imputarsi al fatto che il senatore Stefano Cusumano abbia votato la fiducia al Governo come scambio alla presunta assunzione di un suo collaboratore in un ente pubblico. Per questo è stata presentata una interrogazione da Maurizio Gasparri.

Nella stessa giornata durante la comunicazione del presidente Marini, ha stappato una bottiglia di spumante e mangiato mortadella (chiara allusione a Romano Prodi), portata in aula dal collega Domenico Gramazio, per festeggiare la caduta del governo di centrosinistra.[4][5]

L'adesione al PdL, PdL Sicilia e FLI[modifica | modifica wikitesto]

È stato primo dei non eletti al Senato nella lista del Popolo della Libertà in Sicilia dopo le elezioni politiche 2008[6], ed è stato candidato alle elezioni europee del 2009 nella circoscrizione Isole, con il PdL, ottenendo oltre 101 000 preferenze, senza essere eletto.

Il 26 giugno 2009 viene nominato Assessore Regionale al Turismo, Comunicazioni e Trasporti della Regione Siciliana nella II Giunta Lombardo (2009-2010).

A seguito della scissione nel Popolo della Libertà in Sicilia[7], aderisce al Pdl Sicilia[8][9].

Dal 2 gennaio 2010, a seguito della riforma dell'Amministrazione regionale, è stato nominato Assessore Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo nella III Giunta Lombardo (2010).È rimasto Assessore fino al 28 settembre 2010.Non è confermato nella IV Giunta Lombardo (2010-2011)

Ha aderito alla corrente finiana Generazione Italia[10]. Dal marzo 2011 è componente dell'Assemblea nazionale di Futuro e Libertà.

Il 2 novembre 2011 torna al Senato subentrando a Raffaele Stancanelli[11], che ha optato per il mantenimento dell'incarico di sindaco di Catania[12]. Il 20 dicembre 2012, però, presenta le sue dimissioni irrevocabili, accolte dal Senato con 180 voti favorevoli, 36 contrari e 2 astenuti. Gli subentra Filippo Maria Drago.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Fin da giovane all'attività politica ha affiancato quella di regia, sia di opere teatrali che cinematografiche. È stato assistente-regista di Mauro Bolognini nel film Metello con Massino Ranieri, Ottavia Piccolo, Tina Aumont, Lucia Bosè e per il film, sempre di Bolognini, Un bellissimo novembre, tratto dall'omonimo romanzo di Ercole Patti, con Gina Lollobrigida, Margarita Lozano, Gabriele Ferzetti. Aiuto-regista in una "Bohème" messa in scena al Teatro Massimo di Palermo, nel "Pipistrello" di Strauss e in "Norma" di Vincenzo Bellini, al Teatro Massimo Bellini di Catania. Aiuto-regista di Attilio Colonello nella realizzazione della "Zaira" di Vincenzo Bellini. Assistente del regista Franco Zeffirelli nel film Storia di una capinera. Nel febbraio 2011 è nominato vice presidente di Cinesicilia, dove resta fino al 30 settembre 2011.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il procedimento per abuso d'ufficio[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2008 viene condannato in primo grado a due anni e due mesi di reclusione dal Tribunale di Catania per abuso d’ufficio insieme al sindaco Scapagnini e ad altri cinque assessori della giunta catanese per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, per aver votato in giunta a favore della delibera che concedeva ai dipendenti del Comune di Catania i contributi previdenziali per i danni causati dalla cenere dell'Etna subiti nel 2002, tre giorni prima delle elezioni comunali del 2005.[13] È in corso in appello il procedimento di secondo grado.

Il 10 ottobre 2011, il giudice monocratico del Tribunale di Catania lo ha condannato, in primo grado, insieme ad altri sei ex assessori a due anni e tre mesi di reclusione (Filippo Drago, Stefania Gulino, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Mario De Felice e Giuseppe Zappalà), più altri sei a due anni e nove mesi, per il reato di falso in bilancio. Sono stati anche dichiarati interdetti dai pubblici uffici per una durata pari a quella della pena principale (che avrà decorso se la sentenza diverrà definitiva[14]) e condannati al pagamento delle spese processuali[15][16]. I pubblici ministeri avevano chiesto due anni e quattro mesi per Scapagnini e due anni per tutti gli assessori[17].

Nel novembre 2011 la Corte d'appello di Catania ha confermato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione assieme a Scapagnini e agli altri assessori dell'epoca, per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, nel processo sui rimborsi previdenziali Inpdap ai dipendenti del Comune di Catania per i fenomeni eruttivi e sismici dell'Etna del 2001 e 2002 a pochi giorni dalle consultazioni amministrative del 2005[18]; per la stessa vicenda, è stato condannato in appello dalla Corte dei conti ad un risarcimento di 50.000 euro ed al pagamento delle spese processuali[19].

Indagine della Procura etnea[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2010 il Corriere della Sera dà la notizia che Strano sarebbe coinvolto dalla Procura della Repubblica di Catania nell'inchiesta per mafia che vede indagati il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo ed il fratello Angelo, deputato dell'MpA[20][21]. Strano, attraverso il suo avvocato, si dichiara estraneo alla vicenda[22]. Il 9 aprile 2011 il suo nome non compare tra i 56 indagati, nell'avviso di chiusura indagine della procura, archiviando quindi la sua posizione[23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda di attività su Senato.it
  2. ^ Video
  3. ^ Antonello Caporale, Nino Strano: adoro i locali gay ma non sono omosessuale in La Repubblica, 26 gennaio 2008, p. 9. URL consultato il 13 maggio 2010.
  4. ^ «Cusumano e gli altri, l'aula è un'arena», da Corriere della sera.
  5. ^ Strano chiede scusa, anche se nella puntata di Report del 15 marzo 2009 ha dichiarato, in riferimento al gesto della mortadella: "È un gesto del quale non mi pento assolutamente perché è un gesto allegorico" (Report - Dichiarazione al minuto 00:23:08).
  6. ^ Elenco degli eletti nella Regione Siciliana - Senato - dal sito del ministero dell'Interno
  7. ^ La scissione di Micciché, nasce Pdl Sicilia in Corriere della Sera, 03 novembre 2009. URL consultato il 3 novembre 2009.
  8. ^ Sicilia. L’assessore regionale al Turismo Nino Strano: “Il Pdl Sicilia è il vero lealista” in l'Altro quotidiano, 30 dicembre 2009. URL consultato l'11 maggio 2010.
  9. ^ Emanuele Lauria, Berlusconi stronca il Pdl Sicilia in La Repubblica, 23 aprile 2010, p. 7 sezione:Palermo. URL consultato l'11 maggio 2010.
  10. ^ Io sto con Fini su Sito ufficiale Generazione Italia. URL consultato l'11 maggio 2010.
  11. ^ Resoconti Senato
  12. ^ Alfio Sciacca, Stancanelli: sto a Catania Al Senato il fli Strano, Corriere della Sera, 29 ottobre 2011, p. 11. URL consultato il 30 ottobre 2011.
  13. ^ Articolo della Stampa
  14. ^ Falso in bilancio, 2 anni e 9 mesi per Scapagnini in ragusanews.com, 11 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2011.
  15. ^ Catania, l’ex sindaco Scapagnini e le sue giunte condannati per falso in bilancio in il Fatto Quotidiano, 10 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2011.
  16. ^ Falso in bilancio, condannato Scapagnini, articolo da corrieredelmezzogiorno.corriere.it del 10 ottobre 2011.
  17. ^ Catania, bilanci del Comune "truccati" condannati Scapagnini e due giunte in la Repubblica, 10 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2011.
  18. ^ Catania, per le elezioni del 2005 Scapagnini condannato a 30 mesi in la Repubblica, 4 novembre 2011. URL consultato il 5 novembre 2011.
  19. ^ Ceneri dell'Etna, condannati gli assessori della giunta Scapagnini, R.it PALERMO
  20. ^ Alfio Sciacca, L’accusa a Lombardo: contatti con imprese vicine ai clan mafiosi in Corriere della Sera, 12 maggio 2010. URL consultato il 13 maggio 2010.
  21. ^ Inchiesta su mafia e politica a Catania indagato anche l'assessore Strano in La Repubblica, 11 maggio 2010. URL consultato l'11 maggio 2010.
  22. ^ Inchiesta su Strano, la replica dell’avvocato: estraneo alle accuse in Giornale di Sicilia, 11 maggio 2010. URL consultato il 13 maggio 2010.
  23. ^ Enrico Sciuto, Lombardo e "Iblis":c'è l'avviso di garanzia in cataniaoggi.com, 9 aprile 2011. URL consultato il 5 novembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]