Thales Alenia Space

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Thales Alenia Space
Logo
Thales Alenia Space sede Roma.jpg
Il centro integrazione satelliti a Roma, in Via Tiburtina
StatoFrancia Francia
Altri statiItalia Italia
Fondazione2007
Fondata daThales
Sede principaleCannes
GruppoThales (67%)
Leonardo (33%)
SettoreSpaziale
ProdottiSatelliti artificiali
Sito web

Thales Alenia Space è la società nata da Alcatel Alenia Space dopo che il gruppo francese Thales ha acquistato l'intera partecipazione del gruppo francese Alcatel nelle due joint-venture con l'italiana Finmeccanica (oggi Leonardo)[1] in campo spaziale.

Delle due joint-venture della cosiddetta Space Alliance franco-italiana, Thales Alenia Space rappresenta quella nel settore manifatturiero spaziale di volo (l'altra è Telespazio, che è orientata ai servizi spaziali), comprendendo progetto, sviluppo, integrazione, test e supporto post-lancio di un intero sistema di volo extra-atmosferico (satelliti, sonde interplanetarie, infrastrutture abitate), inclusa la realizzazione dei sotto-sistemi e degli equipaggiamenti elettronici.

Nel 2016 Thales Alenia Space contava globalmente 7980 impiegati, distribuiti su 14 siti industriali in Europa (Francia, Italia, Spagna, Belgio, Regno Unito, Germania) e in USA. Di questi, circa 1800 sono stanziati nei 4 siti italiani (Roma, Torino, Milano, L'Aquila).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, dalla fusione di Aeritalia Sistemi Spaziali e Selenia Spazio, posseduta entrambe dalla holding pubblica Finmeccanica, nacque la Alenia Spazio, società all'interni del gruppo italiano specializzata nel realizzare componenti meccanici ed elettronici per varie tipologie di missioni spaziali (satelliti, sonde, moduli abitativi orbitali).

Il 1 giugno 2004 Alenia Spazio fu fusa con un'altra azienda italiana del settore, la LABEN di Milano, posseduta anch'essa dalla holding Finmeccanica e specializzata in elettronica digitale e strumentazione scientifica spaziale, formando una nuova società denominata Alenia Spazio - LABEN e concentrando così in un'unica entità le principali attività manifatturiere spaziali italiane.

Dal 29 gennaio 2005[2] la Alenia Spazio - LABEN fu integrata nella Space Alliance[3] con Alcatel-Lucent Space, formando la joint venture manifatturiera franco-italiana del settore spaziale Alcatel Alenia Space(AAS)[4] (67% Alcatel, 33% Finmeccanica). L'accordo venne ratificato dalla Commissione Europea il 29 aprile 2005[2].

La joint-venture divenne poi Thales Alenia Space (TAS)[5] dal 5 aprile 2007 con la acquisizione della quota Alcatel da parte del gruppo francese della difesa e dell'elettronica Thales[3]. Il passaggio di azioni da Alcatel a Thales venne approvato dalla Commissione Europea il 10 aprile 2007[6].

Aeritalia e Selenia Spazio[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le società che diedero vita ad Alenia Spazio nel 1990 avevano un'ampia e consolidata esperienza nel settore spaziale, accumulata in diverse tipologie di attività a partire dagli anni '70.

Estendendo le proprie originarie attività aeronautiche, negli anni settanta l'Aeritalia di Torino intraprese lo sviluppo di sistemi strutturali e di controllo termico per i veicoli spaziali, costruendo gli scudi termici dei primi lanciatori europei dell'ELDO (European Launcher Development Organization) e alcune parti strutturali e di controllo termico per i primi satelliti ESRO (European Space Research Organization). Un altro passo avanti di tale azienda arrivò alla fine degli anni settanta con lo sviluppo di Spacelab, il contributo europeo allo Space Shuttle e, durante anni ottanta, con i primi satelliti scientifici del piano spaziale del CNR.

La creazione, alla fine degli anni settanta, di un gruppo di sistemi spaziali della Selenia di Roma, divenuta poi Selenia Spazio nel 1983, fu diretta alla produzione di sistemi di telemetria e di controllo remoto per i primi satelliti scientifici dell'ESA e di antenne per i satelliti italiani Intelsat, nonché alla costruzione di sistemi radar e di telecomunicazioni. Questo sviluppo portò tale compagnia a sviluppare il primo satellite italiano per telecomunicazioni, Sirio 1, definito dal governo nel 1969 e lanciato nel 1977. Il settore spazio di Selenia partecipò anche alla realizzazione delle antenne di telemetria e controllo remoto dei satelliti meteorologici Meteosat 1 e 2, lanciati nel 1977 e 1987 rispettivamemte.

Formazione di Alenia Spazio[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera dell'Alenia Spazio spicca tra quelle esposte al John F. Kennedy Space Center di Cape Canaveral, nell'edificio dove vengono costruiti i moduli per la Stazione Spaziale Internazionale
Il modulo italiano Leonardo, costruito dall'Alenia Spazio, al John F. Kennedy Space Center
Il laboratorio Columbus ripreso dall'equipaggio della missione STS-122

Dal 1990 le due società, Aeritalia Divisione Spazio con sede a Torino e Selenia Spazio con sedi a Roma e L'Aquila, furono fuse dalla comune holding di possesso Finmeccanica e formarono l'Alenia Spazio, che proseguì in maniera unitaria le attività sistemistiche spaziali italiane nell'ultimo decennio del secolo scorso, contribuendo a diversi programmi spaziali nazionali, europei e internazionali.

Moduli abitati per la ISS[modifica | modifica wikitesto]

Alenia Spazio ha fornito un cospicuo contributo alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale, costruendo e collaborando alla progettazione e alla costruzione dei moduli Multi-Purpose Logistics Module (MPLM) Harmony (Node 2) e Tranquility (Node 3), Columbus, Cupola e Automated Transfer Vehicle (ATV).

Satelliti scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Alenia Spazio si è occupata a vario titolo e ruolo di numerose missioni di osservazione, sperimentazione e esplorazione spaziale, tra le quali Hipparcos, Beppo-SAX (X-Ray Astronomy Satellite), Tethered, INTEGRAL, Rosetta e Mars Express.

È stata responsabile della costruzione di GOCE, un satellite dalla particolare forma aerodinamica che orbitando negli strati alti dell'atmosfera ha misurato con estrema precisione le variazioni locali del campo gravitazionale terrestre.

È stata compartecipe dei programmi di esplorazione europei del sistema solare interno BepiColombo e Venus Express, per lo studio rispettivamente di Mercurio e Venere.

Il 15 marzo 2007 la NASA ha annunciato [1] di aver individuato grosse quantità di ghiaccio d'acqua presso il polo sud di Marte tramite il radar MARSIS, sistema sviluppato da Alenia Spazio in collaborazione con l'università di Roma La Sapienza.

Osservazione terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Alenia Spazio ha prodotto diversi sistemi di radar ad apertura sintetica (SAR) e sensori a microonde, collaborando a programmi europei quali: European_Remote-Sensing_Satellite (ERS-1 - ERS2) per l'osservazione della Terra, X-SAR (X-Band Synthetic Aperture Radar) per lo Space Radar Lab della NASA, Envisat per il monitoraggio dell'ecosistema terrestre, Cassini-Huygens, la sonda per l'osservazione del pianeta Saturno. È stata nominata responsabile della definizione dei programmi di osservazione SAR della Terra Radarsat 2 e COSMO-SkyMed. Ha sviluppato i satelliti SAR Sentinel-1A e Sentinel-1B del sistema di monitoraggio globale europeo Copernicus.

Telecomunicazioni e Navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Alenia Spazio ha

  • partecipato alla realizzazione di satelliti per telecomunicazioni come Italsat e Artemis;
  • ha avuto un ruolo di primo piano nella realizzazione di sistemi di satelliti per servizi commerciali (tra cui Intelsat, Eutelsat II, Hot Bird, Omegasat, Panamsat, Telstar);
  • ha realizzato Atlantic Bird 1, satellite per servizi di telefonia, broadcasting e connessioni Internet fra USA e Europa;
  • ha partecipato al progetto di satelliti per la telefonia mobile Globalstar;
  • ha progettato e sviluppato il satellite militare Sicral 1;
  • ha partecipato al progetto Teledesic che mirava a fornire internet broadband, voce e multimedia su satelliti LEO, prendendo in consegna la costruzione dei primi 2 dei 30 satelliti. Il progetto fu però ritirato nel 2002.

Nell'ambito del progetto Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare globale, Alenia Spazio è stata capo progetto nelle attività di definizione.

È stata impegnata nel progetto Skyplexnet, per la telemedicina e la teleformazione, ed è responsabile del progetto FIFTH di comunicazione satellitare a banda larga progettata per i treni ad alta velocità.

Thales Alenia Space ha vinto la commessa per la realizzazione di Iridium NEXT, per la telefonia satellitare: si tratta della più grande costellazione satellitare LEO che andrà in orbita a sostituire, a partire dal 2015, gli attuali satelliti Iridium (satellite)? in volo dal 1998. L'accordo riguarda la fornitura di 81 satelliti per un investimento complessivo di 2,1 miliardi di dollari.

Fusione di Alenia Spazio e LABEN[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: LABEN.

LABEN, acronimo di LABoratori Elettronici e Nucleari, è stata una azienda privata italiana fondata nel 1958 nel perimetro del gruppo Montedison, e fu la prima operante cronologicamente nel settore spaziale in Italia a partire dagli anni '60. Produttrice di equipaggiamenti elettronici sia in campo nucleare (medico e scientifico) e poi specializzatasi in quello spaziale (elettronica digitale per controllo e telemetria ed elaborazione dei dati), ebbe sedi storiche prima a Milano (1958-1985) e poi a Vimodrone (1985-2004), nonché una divisione a Firenze (1995-2004) specializzata in propulsione elettrica spaziale (ex PROEL). La LABEN fu posseduta al 100% dalla holding pubblica italiana Finmeccanica a partire dal 1990.

Nel 2004 venne fusa con Alenia Spazio e nel 2005 divenne parte integrante della joint venture franco-italiana Alcatel Alenia Space, come sede di Milano.

Cambiò denominazione in Thales Alenia Space - Milano, a partire dal 2007.

La sede milanese di TAS fu spostata da Vimodrone (MI) al nuovo sito industriale in Gorgonzola (MI) nel 2013.

Formazione di Alcatel Alenia Space[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni del secolo scorso, il settore spaziale italiano attraversò una profonda crisi, innescata principalmente dall'andamento negativo del mercato spaziale globale, sia commerciale che istituzionale, che comportò periodi di cassa integrazione e una consistente riduzione degli organici in tutte le aziende del comparto, negli anni a cavallo del 2000.

Nel 2004, il solo manifatturiero spaziale italiano in possesso a Finmeccanica si era ridotto a circa 2000 occupati dagli oltre 6000 degli anni '80 ed era così distribuito: Alenia Spazio Roma (800 addetti), Alenia Spazio Torino (600 addetti), LABEN Vimodrone (300 addetti, più 18 nella sua divisione di Firenze), Alenia Spazio L’Aquila (250)[7].

A fine 2004, Finmeccanica e l'azienda francese Alcatel annunciarono la firma di un memorandum of understanding per la fusione di Alenia Spazio - LABEN e Alcatel Space in una joint-venture, denominata Alcatel Alenia Space, creando così una sinergia europea per affrontare il mercato globale.

Nonostante l'opposizione dei sindacati italiani, che avevano espresso forti timori per l'occupazione e per il rischio che il settore aerospaziale venisse considerato non più strategico e abbandonato dal governo italiano (la nuova società doveva essere a maggioranza francese e con sede direzionale in Francia), a partire dal luglio del 2005 l'Alenia Spazio - LABEN si fuse con Alcatel Space, dando vita alla joont-venture denominata Alcatel Alenia Space (AAS), in accordo con quanto stabilito dagli accordi stipulati nel 2004.

La nuova società era controllata per il 67% da Alcatel e per il restante 33% da Finmeccanica e la sua missione era la fornitura di sistemi spaziali, satelliti, apparecchiature, strumenti, carichi paganti e relativi sistemi di test e controllo a terra. Con un volume d'affari stimato intorno a 1,8 miliardi di euro e un organico di circa 7200 dipendenti, nasceva la società leader nel mercato della produzione satellitare europea.

Nascita di Thales Alenia Space[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Loïc Galle

Il 5 aprile 2006 Alcatel decise di vendere la sua partecipazione del 67% nella joint-venture Alcatel Alenia Space e del 33% in quella di Telespazio) al gruppo francese della difesa e dell'elettronica Thales.

La nuova joint-venture assunse il nome di Thales Alenia Space (TAS).

L'Unione europea ha dato il definitivo all'operazione il 10 aprile 2007.

Sedi italiane di TAS[modifica | modifica wikitesto]

  • Roma, progetto e integrazione satelliti di osservazione terrestre, navigazione, telecomunicazioni
  • Torino, progetto e integrazione satelliti scientifici, sonde interplanetarie e rover
  • Milano (Gorgonzola), centro di competenza per gli equipaggiamenti elettronici digitali e scientifici, software embedded e apparati di test[8] (ex LABEN)
  • L'Aquila, progettazione, produzione e test di apparati elettronici ibridi.

Cronologia dei risultati di Thales Alenia Space - Italia[modifica | modifica wikitesto]

Sistemistica[modifica | modifica wikitesto]

  • 2008: Thales Alenia Space - Italia avvia la costruzione e integrazione presso il centro di Roma di due dei quattro satelliti Galileo IOV, base della costellazione di georeferenziazione europea[9];
  • 2009: Thales Alenia Space - Italia avvia la costruzione dei due satelliti SAR Sentinel-1A & Sentinel-1B del sistema di sorveglianza ambientale globale europeo GMES/Copernicus, integrati nel sito di Roma e con forte contributo negli equipaggiamenti elettronici intelligenti (computer, mass memory) dei siti di Milano e L'Aquila e con il radar in banda C fornito da Airbus[10];
  • 2011: Thales Alenia Space - Italia avvia la costruzione della costellazione di satelliti SAR Cosmo-SkyMed Second Generation (CSG) per ASI e Ministero della Difesa italiano negli stabilimenti romani[11];
  • 2014: Thales Alenia Space - Italia integra negli stabilimenti torinesi il satellite BepiColombo da lanciare verso Mercurio come fornitore di Airbus, e ne supporta la campagna di test finale negli anni successivi presso il centro ESTEC di ESA[12];
  • 15 dicembre 2015: Thales Alenia Space - Italia si aggiudica un contratto da 400 milioni di euro per la costruzione a Roma dei nuovi satelliti SAR Sentinel-1C & Sentinel-1D, successori dei due A e B lanciati nel 2014 e nel 2016 rispettivamente[13];
  • 15 novembre 2017: a Thales Alenia Space - Italia viene affidato lo sviluppo dello strumento Radar Sounder for Icy Moons Exploration (RIME), a bordo della missione europea JUICE che lanciata nel 2022 studierà le lune ghiacciate di Giove nel 2029[14];
  • 30 novembre 2017: Thales Alenia Space - Italia sigla con ESA l'intesa per lo sviluppo preliminare dello Space Rider, il sistema di trasporto riutilizzabile a bassa orbita terrestre europeo di nuova generazione, a Torino[15].

Equipaggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista degli equipaggiamenti spaziali, Thales Alenia Space - Italia possiede tra i siti di Milano (elettronica digitale) e L'Aquila (ibridi) le seguenti linee di produzione:

  • computer di bordo per il controllo dei veicoli spaziali, satelliti in orbita terrestre LEO/MEO/GEO o missioni interplanetarie, forniti con software di base per il bootstrap e con i cosiddetti "driver SW", dotati di FPGA ed ASIC per la elaborazione e trasferimento dei dati, su cui l'integratore del veicolo può programmare il suo software applicativo avionico (computer per i satelliti: Cosmo-SkyMed, SWARM, SENTINEL-1 ABCD[16], BepiColombo[17], AMOS, Cosmo Second Generation, Globalstar, O3B, IRIDIUM-NEXT, METOP Second Generation,...);
  • memorie di massa a stato solido (SSMM) per l'immagazzinamento, elaborazione, formattazione e trasmissione sulla Terra dei dati scientifici, con architettura base SDRAM e capacità nell'ordine delle centinaia di GiB, con progressiva migrazione verso le più dense NAND Flash nell'ordine dei TiB, dotate di FPGA ed ASIC per il processamento dei dati, e di high speed link in input/output (nell'ordine dalle centinaia di Mbps alle decine di Gbps), complete di software di bootstrap, software base, sistema operativo e software applicativo, usate tipicamente per gestire la enorme mole di dati prodotti dalle applicazioni SAR (mass memory per: RADARSAT-2[18], Cosmo-SkyMed[19], SENTINEL-1 ABCD[16], Cosmo Second Generation...);
  • memorie di massa a stato solido (SSMM) per immagazzinamento e formattazione dati a media velocità (nell'ordine delle decine/centinaia di Mbps) da multi-utenti/multi-strumenti scientifici di missioni, su architettura SDRAM (capacità di decine di GiB), basate su network Spacewire (mass memory per le missioni: BepiColombo[20], Solar Orbiter, JASON, ...);
  • generatori del segnale di navigazione a bordo dei satelliti europei Galileo (NSGU), completi di hardware, firmware, software base, sistema operativo e software applicativo (NSGU per i satelliti: GIOVE-A prodotto da SSTL nel 2006[21][22], i due Galileo IOV[23][24] prodotti da Airbus alla fine degli anni '10, i 18 Galileo FOC[25]prodotti da OHB nel secondo decennio);
  • ricevitori GPS/EGNOS/GLONASS/Galileo, complete di hardware, firmware e software applicativo, montati su satelliti LEO o in stazioni a terra (ricevitori per i satelliti: RADARSAT-2, GOCE, AGILE, OceanSat-2 per studi di radio-occultazione[26], Cosmo Second Generation, ...);
  • strumenti scientifici e di elaborazione dati di sonde interplanetarie (elettronica per il DES delle sonde marziane MARSIS e Mars Reconnaissance Orbiter, strumento ISA[27] sulla sonda BepiColombo da lanciare verso Mercurio) o osservatori orbitali (come l'apparato radiometrico LFI[28] sull'osservatorio Planck dell'ESA) o per satelliti di osservazione terrestre (elettronica di controllo wd elaborazione per l'esperimento GOME-2 su METOP Prima Generazione[29], il sistema di elaborazione dati del carico scientifico del satellite italiano AGILE[30][31][32];
  • schede elettroniche e software base di bordo per missioni interplanetarie;
  • apparecchiature e software di test a terra, sia per equipaggiamenti (TE) che per sotto-sistemi del satellite (EGSE).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato stampa Thales
  2. ^ a b http://www.uilm.it/archivio/Documenti/DocAccordi/Accordo%2520Altri%2520Temi.pdf
  3. ^ a b http://www.finanzaonline.com/forum/attachments/messaggi-archiviati-fol/1340990-finmeccanica-n-1-italia-e-nel-mondo-vol-2-a-storia_analitica_ita.pdf
  4. ^ http://www.robertobiscardini.it/interpellanze/211.html
  5. ^ http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/eccellenze/thalesaleniaspace.html
  6. ^ http://www.affaritaliani.it/economia/finmeccanicathales1004.html, consultato il 13 dicembre 2017
  7. ^ http://www.giuliocavalli.net/2011/10/25/seduta-sulla-crisi-industriale-lombarda-liveblogging/, consultato il 14 dicembre 2017
  8. ^ http://www.fim-cisl.it/wp-content/uploads/files/settori/AEROSPAZIO/THALES-ALENIA-SPACE/2012/THALES%2520ALENIA%2520SPACE_riorganizzazione_verbale%2520accordo.pdf
  9. ^ http://www.lastampa.it/2011/09/14/blogs/me-ne-vado-nello-spazio/thales-alenia-space-invia-i-primi-due-satelliti-galileo-a-kourou-1HYgAgPqEAoWChLsJsQZRN/pagina.html, consultato il 12 dicembre 2017
  10. ^ http://www.media.inaf.it/2014/04/04/sentinel-1a-fara-la-guardia-al-pianeta-terra/, consultato il 12 dicembre 2017
  11. ^ http://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions/c-missions/cosmo-skymed-second-generation, consultato il 12 dicembre 2017
  12. ^ http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/tecnologie/2014-07-03/bepicolombo-satellite-made-italy-che-andra-mercurio-lascia-torino-172503_PRN.shtml, consultato il 12 dicembre 2017
  13. ^ http://m.ilmessaggero.it/tecnologia/articolo-1430015.html, consultato il 12 dicembre 2017
  14. ^ http://www.asi.it/it/news/missione-juice-scelto-il-radar-sounder, consultato il 12 dicembre 2017
  15. ^ http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1208802&pagina_chiamante=index.php, consultato il 12 dicembre 2017
  16. ^ a b https://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions/c-missions/copernicus-sentinel-1, consultato il 13 dicembre 2017
  17. ^ https://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions/b/bepicolombo, consultato il 13 dicembre 2017
  18. ^ https://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions/r/radarsat-2, consultato il 13 dicembre 2017
  19. ^ https://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions/c-missions/cosmo-skymed, consultato il 13 dicembre 2017
  20. ^ http://arc.aiaa.org/doi/pdf/10.2514/6.2014-1886, consultato il 13 dicembre 2017
  21. ^ http://www.iltempo.it/cronache/2006/01/18/galileo-ha-inviato-i-primi-segnali-1.970438, consultato il 13 dicembre 2017
  22. ^ http://www.difesanews.it/archives/primo-messaggio-di-navigazione-per-il-sistema-di-posizionamento-globale-europeo-galileo, consultato il 13 dicembre 2017
  23. ^ http://www.scribd.com/mobile/document/22870206/Galileo-Nsgu, consultato il 13 dicembre 2017
  24. ^ http://gpsworld.com/first-galileo-only-position-fix-performed/, consultato il 13 dicembre 2017
  25. ^ http://japan.gnss.asia/sites/default/files/up_img/TAS-I%2520MGA%2520Presentation%2520-%25207Dec15%2520-%2520BELS%2520(L.%2520Marradi).pdf, consultato il 13 dicembre 2017
  26. ^ http://www.det.polito.it/it/research/key_activities/remote_sensing_of_the_atmosphere_using_gnss_signals, consultato il 13 dicembre 2017
  27. ^ http://meetingorganizer.copernicus.org/EPSC-DPS2011/EPSC-DPS2011-848.pdf, consultato il 13 dicembre 2017
  28. ^ http://archivio.agi.it/articolo/feabbb34dd3db27d5a1e067a2e3b5b9a_20030401_spazio-asi-entra-in-missione-planck-con-18-6-mln/, consultato il 13 dicembre 2017
  29. ^ http://www.esa.int/esapub/bulletin/bullet102/Callies102.pdf, consultato il 13 dicembre 2017
  30. ^ https://www.ipen.br/biblioteca/cd/ieee/2004/DATA/1N16A-010.PDF, consultato il 13 dicembre 2017
  31. ^ http://agile.rm.iasf.cnr.it/ind-patn.html, consultato il 13 dicembre 2017
  32. ^ http://www.asdc.asi.it/15thagilemeeting/dwl.php%3Ffile%3Dworkshop_files/slide/14-DAMICO_15th_AGILE_workshop_AGILE.pdf, consultato il 13 dicembre 2017

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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