Uova Fabergé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Uovo di Pietro I il Grande (1903)

Le Uova Fabergé furono una realizzazione di gioielleria ideata presso la corte dello zar di tutte le Russie ad opera di Peter Carl Fabergé, della omonima compagnia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1885 e il 1917 furono realizzate ben 52 (59 contando anche quelle per Kelch) di queste uova di Pasqua in oro, preziosi e materiali pregiati, ogni anno all'approssimarsi della festività.

Fabergé e i suoi orafi hanno progettato e costruito il primo uovo nel 1885. L'uovo fu commissionato dallo zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna. L'uovo, di colore bianco con smalto opaco, aveva una struttura a scatole cinesi o a matrioske russe: all'interno vi era un tuorlo tutto d'oro, contenente a sua volta una gallinella colorata d'oro e smalti con gli occhi di rubino. Quest'ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d'uovo.

Uovo della Transiberiana

La zarina fu così contenta di questo regalo che Fabergé fu nominato da Alessandro "gioielliere di corte", e fu incaricato di fare un regalo di Pasqua ogni anno da quel momento in poi, con la condizione che ogni uovo doveva essere unico e doveva contenere una sorpresa.

A partire dal 1895, anno in cui morì Alessandro III e salì al trono il figlio Nicola II vennero prodotte due uova ogni anno, uno per la nuova zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova e uno per la regina madre. Nessun uovo venne fabbricato nel 1904 e nel 1905 per via delle restrizioni imposte dalla Guerra russo-giapponese.

La preparazione delle uova occupava un intero anno: una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per montare l'uovo.

I temi e l'aspetto delle uova variavano ampiamente. Per esempio, sulla parte esterna, l'uovo del 1900 (dedicato alla costruzione della Transiberiana) era decorato da una fascia grigia metallica con inciso il programma dell'itinerario della ferrovia e all'interno aveva un treno in oro in miniatura.

A partire dal 2006, appena ventuno uova erano ancora in Russia, per la maggior parte in esposizione nel Palazzo dell'Armeria del Cremlino di Mosca. Nel mese di febbraio del 2004 l'imprenditore russo Viktor Vekselberg acquistò nove uova precedentemente possedute dall'editore americano Forbes, facendole ritornare così in Russia. Altre collezioni più piccole sono nel museo delle belle arti della Virginia, nel museo di New Orleans dell'arte e in altri musei nel mondo. Quattro uova sono nelle collezioni private mentre otto mancano ancora.

La collezione imperiale (52 esemplari)[modifica | modifica wikitesto]

Uovo del "Memoria di Azov" (1891).
Uova donate da Alessandro III a sua moglie Dagmar di Danimarca
1885 Uovo con gallina appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1886 Uovo con gallina e pendente di zaffiro disperso
1887 Uovo orologio del serpente blu appartenente ad Alberto II di Monaco
1888 Uovo sul cocchio con cherubino disperso
1889 Uovo nécessaire disperso
1890 Uovo dei palazzi danesi Matilda Geddings Gray Foundation
1891 Uovo del "Memoria di Azov" Palazzo dell'Armeria, Mosca
1892 Uovo rete di diamanti Collezione McFerrin - USA
1893 Uovo del Caucaso Matilda Geddings Gray Foundation
1894 Uovo rinascimentale appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
Uovo dei gigli (1899).
Uovo del Cremlino.
Uovo di Alessandro III a cavallo (1910).
Uova donate da Nicola II a sua moglie Alessandra d'Assia Uova donate da Nicola II a sua madre Dagmar di Danimarca
1895 Uovo del bocciolo di rosa appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo dei dodici monogrammi Hillwood Museum, Washington, DC
1896 Uovo di cristallo Museo di belle arti della Virginia, Richmond Uovo con ritratti di Alessandro III disperso
1897 Uovo dell'incoronazione appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo malva disperso
1898 Uovo dei mughetti appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo del pellicano Museo delle belle arti della Virginia, Richmond
1899 Uovo dei gigli Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo delle viole Collezione privata, New Orleans
1900 Uovo della Transiberiana Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo con galletto appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1901 Uovo con cesto di fiori Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo del palazzo di Gatčina Walters Art Museum, Baltimora
1902 Uovo di trifoglio Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo di nefrite disperso
1903 Uovo di Pietro il Grande Museo di belle arti della Virginia, Richmond Uovo reale danese disperso
1906 Uovo del Cremlino[1] Museo dell'Armeria del Cremlino, Mosca Uovo con cigno Fondazione E. & M. Sandoz, Losanna
1907 Uovo pergola di rose Walters Art Gallery, Baltimora Uovo dei trofei d'amore appartenente a Robert M. Lee, USA
1908 Uovo del palazzo di Alessandro Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo con pavone Fondazione E. & M. Sandoz, Losanna
1909 Uovo dello yacht Standart Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo in memoria di Alessandro III disperso
1910 Uovo delle colonne Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo di Alessandro III a cavallo Palazzo dell'Armeria, Mosca
1911 Uovo del quindicesimo anniversario di regno appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo dell'alloro appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1912 Uovo dello zarevič Museo delle belle arti della Virginia, Richmond Uovo napoleonico Matilda Geddings Gray Foundation
1913 Uovo del tricentenario dei Romanov Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo invernale Collezione privata, Qatar
1914 Uovo mosaico Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo di Caterina la Grande Hillwood Museum, Washington, DC
1915 Uovo della Croce Rossa Cleveland Museum of Art, Cleveland Uovo della Croce Rossa con ritratti Museo delle belle arti della Virginia, Richmond
1916 Uovo d'acciaio Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo dell'Ordine di San Giorgio appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1917 Uovo della costellazione[2] Museo Mineralogico Fersman, Mosca Uovo di betulla della Carelia[2] Museo nazionale russo, Mosca

Uova Fabergè per Kelch[modifica | modifica wikitesto]

Il nobiluomo russo Alexander Kelch ha commissionato a Fabergé sette uova di Pasqua gioiello, una ogni anno dal 1898 al 1904, per regalarle alla moglie Barbara.

Furono realizzate sotto la supervisione di Michael Perkhin, all'epoca secondo mastro orafo della Fabergé, che si ispirò a quelle imperiali.[3]

Le sette uova Kelch sono altrettanto belle, se non addirittura più sontuose, di quelle della serie imperiale, hanno maggiori dimensioni e con tutta probabilità, costarono molto di più.

Barbara vendette le uova nel 1920.[4]

Le uova di Fabergé nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Attorno alle uova Fabergé ruota la trama di numerose opere. Tali oggetti o loro imitazioni compaiono inoltre in diversi film, cartoni animati, fumetti e videogiochi.

In opere come Octopussy - Operazione piovra (1983) e Ocean's Twelve (2003) viene inscenato il furto dell'Uovo dell'incoronazione. Il tema del furto di un uovo viene riproposto anche in un episodio del serial televisivo La signora in giallo, nell'episodio Le allegre comari di Rossor (2005) della serie i Simpson, nel film d'animazione Detective Conan: L'ultimo mago del secolo (1999), trasposto poi in manga, e nel film The Code (2009).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà l'Uovo del Cremlino avrebbe dovuto essere regalato alla zarina nel 1904, ma la consegna fu posticipata, prima a causa della Guerra russo-giapponese del 1904-1905 e poi dall'omicidio del Granduca Sergio, zio di Nicola, nonché marito della sorella di Alessandra, Elisabetta, avvenuto proprio all'interno della cittadella moscovita, nel 1905.
  2. ^ a b Le ultime uova non furono mai consegnate a causa della Rivoluzione di Febbraio e della caduta della monarchia zarista.
  3. ^ (EN) review: Bling’s Big Three— Fabergé, Tiffany, Lalique—at 1900 World’s Fair, Legion of Honor, February 7- May 31, 2009 in ART hound, 16 maggio 2009. URL consultato il 02/3/2013.
  4. ^ (EN) Rita Reif, For the Fabulous Eggs, The Magic Only Grows in The New York Times, 30 marzo 1997. URL consultato il 2 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Fabergè, Virginia Museum of Fine Arts.