Matrëška
Una matrëška (in russo: матрёшка[?] ), in italiano scritto matrioska o matrioška è un caratteristico insieme di bambole, tipico della tradizione russa, che si compone di pezzi di diverse dimensioni realizzati in legno, ognuno dei quali è inseribile in uno di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti ed è vuoto al suo interno, salvo il più piccolo che si chiama "seme". La bambolina più grande si chiama invece "madre".
È il souvenir russo per eccellenza ed un simbolo dell'arte popolare di questo paese.
La prima matrioška di cui si ha notizia risale alla fine del XIX secolo, un periodo che per la Russia fu, oltre che di grandi mutamenti sul piano sociale, epoca di grande sviluppo economico e culturale.
Nell'anno 1900, all'Esposizione mondiale di Parigi, la matrioška fu premiata e riconosciuta come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo. Da allora ha rispecchiato nella sua espressione artistica la vita e la storia della Russia.
Indice |
[modifica] Origini
| Figura materna |
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La prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita ai primi del Novecento dal mastro Vasiliy Zvezdochkin e colorata dall'illustratore di libri per l'infanzia Maliutin, profondo conoscitore dell'arte popolare dei villaggi russi, il quale rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena (dal latino mater, madre). Si può considerare, quindi, che Matrioska sia un diminutivo di Matrena e che rappresenti simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso - anche nella cultura occidentale - nella fertilità della terra. |
La nascita della matrioška viene convenzionalmente identificata negli anni a cavallo fra XIX e XX secolo. A idearla fu Savva Mamontov (1841 - 1918), fondatore del circolo artistico Abramzevskii.
Facoltoso industriale, collezionista d'arte e mecenate, Mamontov aveva allestito nella propria tenuta di campagna dei laboratori artistici riunendo attorno a sé pittori e artigiani dell'arte tradizionale dei contadini russi. Il suo intento era quello di far rifiorire e sviluppare questo genere artistico, e in tale opera era coadiuvato dal fratello Anatolij (1839 - 1905), anch'egli imprenditore, editore e collezionista di opere pittoriche russe.
Mamontov allestì contestualmente anche un laboratorio-negozio ("L'educazione infantile") in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, in particolare bambole etnografiche (almeno come tali verrebbero definite oggi) ovvero vestite con i costumi tradizionali regionali, ognuno diverso a seconda del villaggio di provenienza.
Mamontov importò anche molti giocattoli da ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo in legno importato dall'isola giapponese di Honsu e raffigurante un personaggio del buddhismo, il vecchio saggio Fukurokuju. Tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine.
I giapponesi sostenevano che la prima di quelle figure era stata fatta da un monaco russo. Fu questo fatto, pare, a suggerire l'idea della realizzazione della prima matrioska. Il prototipo giapponese della matrioška potrebbe a sua volta derivare dalla tradizione delle scatole cinesi.
[modifica] Curiosità
Una matrioška da record è stata costruita nel 2003 negli Stati Uniti ed è composta da 51 pezzi.[1]
[modifica] Note
- ^ http://www.guinnessworldrecords.com/Search/Details/Largest-Russian-nesting-doll-%28matryoshka%29/95826.htm
[modifica] Voci correlate
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