Un mercoledì da leoni

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Un mercoledì da leoni
Un mercoledì da leoni.png
La scena finale del film
Titolo originale Big Wednesday
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1978
Durata 120 min
Colore colore (Metrocolor)
Audio sonoro Dolby
Rapporto 2,35 : 1
Genere drammatico, sportivo
Regia John Milius
Soggetto John Milius, Dennis Aarberg
Sceneggiatura John Milius, Dennis Aarberg, Joel Chernoff
Produttore Buzz Feitshans
Produttore esecutivo Tamara Asseyev
Casa di produzione A-Team
Fotografia Bruce Surtees
Montaggio Carroll Timothy O'Meara, Robert L. Wolfe
Effetti speciali Joseph A. Unsinn
Musiche Basil Poledouris
Scenografia Charles Rosen, Dean Edward Mitzner
Costumi Mary Lou Reinbold
Trucco Jack H. Young
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un mercoledì da leoni (Big Wednesday) è un film del 1978 diretto da John Milius e dedicato al mondo del surf. Il regista presenta una sorta di avventura autobiografica, in ricordo dei propri anni giovanili passati a Malibù, California, accompagnata dalle musiche di Basil Poledouris.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La voce narrante di Fly, un giovane surfista, introduce l'ambiente in cui tre amici, Matt Johnson, Jack Barlowe e Leroy "spaccatutto"[1] Smith vivono in modo spensierato la loro gioventù praticando il surf sulle spiagge della California; i tre sono molto diversi tra loro: Leroy è chiassoso e noncurante, Jack riflessivo ed educato, mentre Matt vive con inquietudine il suo passaggio dalla spensieratezza alla maturità ma nonostante questo accetta con entusiasmo la gravidanza della fidanzata Peggy Gordon, che lo segue e gli resterà costantemente accanto anche se non sempre condividerà le sue scelte, spinta dall'amore e comprendendo la sua fragile natura.

Tutti sono accomunati, oltre che dalla passione per lo sport, dall'affetto e dal rispetto per Bear, un esperto surfista che vive, rappresentandola idealmente, l'ascesa e il declino della passione dei tre ragazzi; egli infatti dapprima costruisce artigianalmente le tavole da surf sul ponte della spiaggia, crescendo fino a diventare un imprenditore del settore, rimanendo per loro sempre punto di riferimento e di consiglio, finendo tuttavia in povertà e in solitudine a causa del divorzio.

Le quattro grandi mareggiate che colpirono la California nel 1962, nel 1965, nel 1968 e nel 1974 costituiscono il canovaccio su cui si svolge la loro crescita ed il loro cambiamento attraverso gli anni sessanta e settanta americani, che comprendono anche la guerra del Vietnam, alla quale Matt e Leroy riescono a sottrarsi facendosi riformare alla visita medica con degli stratagemmi, mentre Jack accetta quello che lui, al di là del dispiacere per l'abbandono della fidanzata Sally, considera un dovere.

La guerra cambierà profondamente la società americana e indirettamente colpirà anche la loro generazione, rappresentata dalla morte dell'amico Waxer; Jack, al ritorno a casa, troverà l'amara sorpresa di Sally sposata con un altro uomo ma nel contempo la terribile esperienza vissuta in Vietnam avrà limato le rigidità del suo carattere, Leroy lascerà la California vivendo una vita priva di scopi, mentre Matt continuerà a non accettare la maturità che incombe, fino a quando i tre non si ritroveranno per vivere il grande mercoledì, una mareggiata di grandi proporzioni dove Matt rischia la vita, rimanendo ferito dopo essere caduto dalla tavola cavalcando un'onda enorme, suscitando comunque l'ammirazione degli astanti.

Tornato sulla spiaggia con l'aiuto dei due amici, regala a un giovane ragazzo la tavola che gli era stata donata da Bear, il quale l'aveva conservata per una grande occasione, accettando definitivamente quel "passaggio di età" che egli aveva sempre cercato di fuggire.

Location[modifica | modifica sorgente]

Molti interrogativi circolano tra la comunità di appassionati di surf circa le spiagge ove il film è stato girato. Ambientato tra le infinite spiagge del sud della California, il film è stato girato a Cojo Point, all'interno della tenuta del Hollister Ranch, una vasta area privata non accessibile al pubblico situata ad ovest di Santa Barbara, tra Point Conception e Gaviota State Park, noleggiata per il tempo necessario alle riprese.

Il pontile di Bear si trova invece nella vicina Gaviota Beach, mentre le scene di surf più estreme sono state girate alle isole Hawaii.

Ispirazione alla realtà[modifica | modifica sorgente]

Per realizzare il film Milius ed i suoi collaboratori sono stati influenzati dalle esperienze e dagli incontri umani fatti in gioventù dal regista, durante la sua "militanza" nella comunità di surfisti di Malibù (California)[2]. Il personaggio di Matt Johnson fu ispirato agli sceneggiatori dalla vita reale di Lance Carson, all'epoca il più noto surfista tra i frequentatori delle spiagge di Malibù [2], noto per le sue evoluzioni sulle onde medio piccole[2], e che a diciannove anni soffriva di problemi di alcolismo[2], dai quali uscì con le proprie forze; in tempi recenti è divenuto un abile costruttore di tavole oltre a rimanere ancora in ottimi rapporti d'amicizia con l'autore[2].

La figura di Leroy Spaccatutto fu basata su quella di un certo Mitch[2], un eccentrico personaggio appartenente al mondo hippie e se possibile ancora più folle della sua trasposizione cinematografica[2], e che, all'epoca di ambientazione del film, grazie ad un lascito ereditario aveva acquistato nella zona di Venice Beach numerosi appartamenti in forte stato di degrado[2], i quali col tempo aumentarono esponenzialmente di valore rendendolo miliardario[2]; si trasferì poi nella zona di Santa Cruz[2], località celebre per le sue altissime onde[2]. Noto per la sua conoscenza di numerosi stratagemmi per evitare il servizio di leva[2], era specializzato nel fingersi pazzo, ma tale prassi gli costò cara[2]: per diversi anni fu costretto ad entrare ed uscire da numerose strutture psichiatriche[2].

I personaggi di Bear e di Jack sono frutto della fusione di numerose persone realmente conosciute da Milius durante la sua giovinezza[2]: nel primo si sono riconosciuti vari celebri costruttori di tavole come Dale Velzy, Hap Jacobs e Bob Bolen[2], mentre per caratterizzare il secondo il regista si ispirò a numerosi lifeguard incontrati nella sua vita[2].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Mentre William Katt e Jan-Michael Vincent erano già esperti surfisti, Gary Busey dovette imparare a surfare prima che iniziassero le riprese.
  • Nel 1991 Busey, nel film Point Break - Punto di rottura, impersonò l'agente dell'FBI Angelo Pappas, che spinge il suo collaboratore Johnny Utah (Keanu Reeves) ad imparare il surf per dare la caccia ad una banda di rapinatori di banche.
  • Sempre nel film Point Break - Punto di rottura, per realizzare la scena finale (ove Bodhi cerca di guadagnare il largo remando sulla propria tavola) la regista Kathryn Bigelow ha utilizzato, per una frazione di secondo, alcuni fotogrammi presi dalla scena finale di Un Mercoledì da Leoni, rimuovendo dalle immagini gli altri surfisti visibili sulla scena.
  • William Katt e Barbara Hale, che nel film interpretano Jack e la madre, nella realtà sono davvero madre e figlio.
  • Fran Ryan, che qui interpreta il ruolo di Lucy, oltre ad avere recitato in tanti film e serie tv statunitensi, fu la protagonista di un famosissimo spot pubblicitario andato in onda sulla televisione italiana.

Differenze nel doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

  • Bear, nella scena ove si appresta ad abbandonare il pontile dichiarando di "non avere più voglia di fare le tavole", nella versione originale impreca invece verso il sistema ed i lifeguard, che hanno dichiarato pericolante ed inagibile il pontile, costringendolo ad andarsene.
  • Slick, durante la visita militare ove si presenta vestito da nazista, nella versione italiana finge la pazzia gridando l'inutilità della guerra in Vietnam. Nella versione originale, invece, inveisce contro la presenza di troppi individui neri ed ebrei ("...too many jews and niggers....") nelle file dell'esercito.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nell'edizione americana The Masochist
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q dati ricavati dall'intervista concessa a Nicola Zanella da John Milius per il sito ufficiale della rivista Surf News Magazine, in occasione del trentennale del film [1].

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