Regno di Croazia (Asburgo)

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Regno di Croazia
Regno di Croazia – Bandiera Regno di Croazia - Stemma
Regno di Croazia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Königreich Kroatien
Regnum Chroatiae
Lingue ufficiali tedesco, croato, latino
Lingue parlate ciacavo
Capitale Zagabria (1527–1756; 1776–1868), Varaždin (1756–1776)
Politica
Forma di governo monarchia
Nascita 1º gennaio 1527
Causa Nomina a re di Croazia di Ferdinando I d'Asburgo
Fine 26 settembre 1868
Causa Ausgleich Croato-Ungherese
Territorio e popolazione
Bacino geografico Slavonia, Dalmazia, Morlacchia, Bosnia, Erzegovina, Pannonia.
Massima estensione 105.000 km² nel
Economia
Commerci con Repubblica di Venezia, Sacro Romano Impero, Ungheria.
Esportazioni olio, legname, grano, schiavi, metalli preziosi.
Importazioni spezie.
Religione e società
Religioni preminenti Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa.
Religione di Stato cattolicesimo e ortodossia
Religioni minoritarie bogomili
Classi sociali nobili, militari, mercanti, contadini, clero.
Evoluzione storica
Preceduto da Coa Croatia Country History (Fojnica Armorial).svg Regno di Croazia (medioevo)
Succeduto da Flag of Croatia-Slavonia.svg Regno di Croazia e Slavonia

Il Regno di Croazia (croato: Kraljevina Hrvatska; tedesco: Königreich Kroatien) fu una divisione amministrativa esistente dal 1527 al 1868 sotto la Monarchia Asburgica del Sacro Romano Impero prima e dell'Impero austriaco poi. Il regno era parte delle Terre della Corona di Santo Stefano, ma era soggetto al diretto controllo imperiale. La sua capitale era Zagabria.

Sino al XVIII secolo, il regno asburgico di Croazia ingludeva solo una piccola parte dell'attuale Croazia, quella attorno a Zagabria, ed una stretta striscia di terra costiera presso Rijeka che non era né parte dell'Impero ottomano o parte della Frontiera militare asburgica. Tra il 1744 ed il 1868 il regno di Croazia riuscì ad includersi anche un regno minore subordinato, quello di Slavonia. Il territorio del Regno di Slavonia venne conquistato all'Impero ottomano e divenne quindi parte della Frontiera militare austriaca per un certo periodo. Nel 1744 questi nuovi territori vennero riorganizzati a formare il Regno di Slavonia che venne poi incluso nel Regno di Croazia come parte autonoma. Nel 1849 i due regni vennero completamente separati e persistettero come entità amministrative separate. Nel 1868 le due parti vennero riunite a formare il Regno di Croazia e Slavonia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Battaglia di Mohács del 1526 in un dipinto di Bertalan Székely

Il governo asburgico[modifica | modifica sorgente]

A seguito della Battaglia di Mohács, nel 1527 i nobili croati ed ungheresi decisero di eleggere un nuovo re. L'aristocrazia della Croazia si riunì in parlamento a Cetin e scelse di sottoporsi alla sovranità di Ferdinando d'Asburgo.[1][2] Molti nobili dissidenti da questa decisione, supportarono invece l'elezione a re di János Szapolyai, ma l'opzione Asburgo prevalse dal 1540, quando Szapolyai morì.

Le incursioni ottomane[modifica | modifica sorgente]

Nikola Šubić Zrinski in un dipinto di Oton Iveković. L'opera mostra il bano croato Nikola Šubić Zrinski nell'atto di difendersi dai turchi nella Battaglia di Szigetvár

Il cambio della leadership in Croazia non risolse ad ogni modo i conflitti coi turchi dal momento che proprio nel corso del XVI secolo, l'Impero ottomano si espanse includendo gran parte della Slavonia, della Bosnia occidentale e Lika.

Cogliendo l'occasione del conflitto crescente tra Massimiliano II d'Asburgo e Sigismondo II di Polonia, Solimano il Magnifico diede inizio ad una serie di sei raids in Ungheria nel 1565 con 150.000 uomini al proprio comando. Gli ottomani progredirono verso l'area nord del paes sino al 1566 quando ebbero un blocco per la mancata cattura dell'avamposto di Siget (Szigetvár). Il piccolo forte era difeso dal conte croato Nikola Šubić Zrinski e da 2500 uomini. Il gruppo di difensori fu in grado di tener testa ai turchi per un mese decimandone le forze e costringendoli alla ritirata. L'assedio, conosciuto col nome di Battaglia di Szigetvár,[3] concesse sufficiente tempo all'Austria per raggruppare un esercito per respingere i turchi prima che potessero giungere a Vienna.

Per ordine del re nel 1553 e nel 1578, gran parte della Croazia e della Slavonia vennero incluse nella Frontiera militare (Vojna Krajina) e governate quindi direttamente dal quartier generale militare di Vienna per via della loro pericolosa vicinaza con l'esercito ottomano. Per il timore di continue incursioni, l'area divenne in breve tempo deserta e pertanto l'Austria dovette incoraggiare l'insediamento di serbi, tedeschi, ungheresi, cechi, slovacchi ed ucraini, creando una vera e propria commistione etnica.

Gli effetti negativi del feudalesimo scoppiarono nel 1573 quando i contadini della Croazia settentrionale e della Slovenia si ribellarono ai loro signori feudali per le varie ingiustizie compiute e per l'irragionevole tassazione imposta nella cosiddetta Rivolta contadina di Croazia e Slovenia. Ambroz Matija Gubec e altri capi della ribellione scatenarono le lotte in sei feudi nel gennaio del 1573, ma la loro rivolta venne schiacciata nel sangue già nel febbraio di quello stesso anno. Matija Gubec e centinaia di altri rivoltosi vennero pubblicamente condannati a morte in maniera brutale di modo che servissero da esempio per tutti gli altri possibili ribelli.

Dopo che il forte di Bihać infine cadde sotto le armate del visir di Bosnia Hasan-pasha Predojević nel 1592, solo una piccola parte dell'attuale Croazia rimaneva ormai agli Asburgo.

XVII e XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Battaglia di Sisak nel 1593, dove l'esercito ottomano venne scacciato per la prima volta dal territorio della Croazia, vennero recuperati i territori un tempo perduti ad eccezione della Bosnia che rimase ottomana ancora per diverso tempo.

Il regno di Croazia (inclusa la cosiddetta Croazia turca /"Türkisch Kroatien"/, il territorio in verde di proprietà degli ottomani) in una mappa del 1791 del cartografo austriaco Franz J.J. von Reilly
Il parlamento croato (Sabor) nel 1848
Il Regno asburgico di Croazia (rosso) e le sue estensioni territoriali sino alla fine del 1848. Il Regno di Slavonia (rosso chiaro) era a quel tempo un regno indipendente subordinato al regno di Croazia.
Mappa del Regno di Croazia (rosso) tra il 1867 ed il 1868, prima del Nagodba. Le altre terre dell'Impero austriaco sono indicate in bianco e grigio chiaro.

L'esercito imperiale austriaco risultò vittorioso nella guerra contro i turchi nel 1664, ma l'Imperatore Leopoldo I non riuscì ad ottenere un successo schiacciante e siglò la Pace di Vasvár nella quale Ungheria e Croazia non recuperavano i territori persi a favore dell'Impero ottomano, fatto che causò risentimenti locali nei confronti del sovrano che portarono a complotti tra Croati ed Ungheresi con Francia e Impero ottomano, ma senza successo. Le spie imperiali scoprirono queste cospirazioni ed il 30 aprile 1671 giustiziarono quattro nobili croati ed ungheresi coinvolti nelle cospirazioni, Petar Zrinski, F. K. Frankopan, F. Nádasdy e E. Tatenbach, a Wiener Neustadt.

La Croazia fu una delle terre austriache che supportò l'Imperatore Carlo VI d'Asburgo nella sua Prammatica Sanzione del 1713[2] e supportarono poi Maria Teresa d'Austria nella Guerra di successione austriaca del 1741-1748. Successivamente, l'imperatrice si impegnò sempre favorevolmente per la Croazia, ponendole condizioni favorevoli in campo feudale, di tassazione e militare. Ella inoltre rese indipendente il porto di Rijeka nel 1776. Malgrado questo, Maria Teresa ignorò, anzi sciolse il parlamento croato nel 1779, concedendo invece alla Croazia un seggio nel consiglio di governo dell'Ungheria, detenuto dal bano locale.

Con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, i suoi possedimenti nell'Adriatico orientale passarono in gran parte sotto l'autorità della Francia napoleonica che in quello stesso anno cedette i propri diritti all'Austria. Otto anni più tardi l'area venne restaurata ai francesi come Province illiriche, ma tornarono all'Austria nel 1815. Come parti ora dell stesso impero, Dalmazia ed Istria divennero parte della Cisleithania mentre la Croazia e la Slavonia passarono sotto l'autorità dell'Ungheria.

Il XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Il feldmaresciallo Josip Jelačić, Bano del Regno di Croazia e Slavonia e comandante della Frontiera Militare Croata.

Nel XIX secolo il nazionalismo romantico croato emerse in contrattacco all'apparentemente non violenta germanizzazione e magiarizzazione dell'area. La rinascita nazionale ungherese ebbe inizio negli anni '30 dell'Ottocento con il Movimento illirico che attrasse a sé un gran numero di figure influenti e portò avanti la causa della lingua croata e della cultura locale. Il campione del movimento illirico fu Ljudevit Gaj che inoltre ufficializzò e standardizzò la lingua croata letteraria. Nel 1847 si ottenne una nuova conquista: la Croazia, che aveva sempre avuto per lingua ufficiale il latino, ottenne in quella data di iniziare ad utilizzare il croato.[2]

Dagli anni '40, il movimento si era spostato sempre più dalla causa culturale a quella nazionalista politica. Per ordine reale emanato l'11 gennaio 1843, voluto espressamente dal cancelliere Metternich, l'uso del nome Illiria e dello stemma dell'antica Illiria in pubblico venne proibito.

Nelle rivoluzioni del 1848 che investirono i territori asburgici, il bano croato Jelačić cooperò con gli austriaci nel reprimere le rivolte in Ungheria guidando una campagna militare proprio verso l'Ungheria e giungendo poi alla Battaglia di Pakozd. Malgrado il suo contributo, la Croazia fu poi soggetta all'assolutismo del barone Alexander von Bach così come all'egemonia ungherese del bano Levin Rauch quando l'impero venne trasformato in una monarchia duale nel 1867. Malgrado tutto ciò, il bano Jelačić ebbe il merito di essere stato il primo ad ottenere l'abolizione della servitù della gleba in Croazia, il che apportò diversi cambiamenti alla società ungherese: il potere dei principali proprietari terrieri della zona venne ridotto notevolmente e le terre arative vennero suddivise gradualmente per evitare il rischio di carestie. Molti croati iniziarono ad emigrare verso il Nuovo Mondo, trend che coontinuerà per quasi un secolo e che darà vita ad una vera e propria diaspora croata.

Il movimento illirico portò avanti quindi due scopi, uno nazionalistico e l'altro pan-slavistico che portarono alla creazione di due cause:

La perdita dell'autonomia interna della Croazia venne retificata un anno dopo il Compromesso austro-ungherese del 1867, quando nel 1868 venne negoziato il Compromesso croato-ungherese. Ad ogni modo il bano dovette essere nominato dall'Ungheria ed il 55% di tutte le tasse incamerate dalla Croazia sarebbero passate a Budapest. L'Ungheria avrebbe inoltre acquisito l'autorità sul porto di Rijeka. In cambio la Croazia ottenne autonomia amministrativa, d'istruzione e giudiziaria.[4]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il censimento del 1802, la popolazione del Regno di Croazia includeva il 98.8% di cattolici e l'1.2% di ortodossi.

Nel 1840 lo statistico ungherese Fenyes Elek analizzò l'etnicità delle aree componenti la corona ungherese. Secondo i dati raccolti nel processo, la Croazia aveva una popolazione all'epoca di 1.605.810 abitanti di cui:[5]

Il primo censo ufficiale austriaco dell'area si tenne nel 1851, registrando una popolazione di 868.456.[6][7]

Governatori[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Milan Kruhek: Cetin, grad izbornog sabora Kraljevine Hrvatske 1527, Karlovačka Županija, 1997, Karlovac
  2. ^ a b c (SCR) Povijest saborovanja [History of parliamentarism], Sabor. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato il 26 luglio 2012). (HR)
  3. ^ Dupuy, R. Ernest and Dupuy, Trevor. The Encyclopedia of Military History. New York: Harper & Row, 1970. ISBN 0-06-011139-9
  4. ^ Martin Davorin Krmpotić, Croatia in Catholic Encyclopedia (1913).
  5. ^ Dr Tomislav Bogavac, Nestajanje Srba, Niš, 1994, page 198.
  6. ^ Ethnical map of Habsburg Empire (Czoernig 1855)
  7. ^ Official Austrian census of 1851

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]