Josip Jelačić

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« Sopra tutto, noi rimaniamo Austriaci. Se una Austria non esistesse, allora dovremmo crearne una. »
(Jellacic, proclama dell'autunno 1848[1])
Josip Jelačić

Il conte Josip Jelačić di Bužim (Petrovaradin, 16 ottobre 1801Zagabria, 20 maggio 1859) (normalmente traslitterato in Jellacic) è stato bano di Croazia dal 23 marzo 1848 al 19 maggio 1859.

Noto per una serie di campagne militari contro le forze rivoluzionarie nel 1848 e per l'abolizione della servitù della gleba in Croazia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

In giovane età Jelačić rimase orfano di padre, che era stato un valoroso generale dell'Impero Asburgico durante le guerre napoleoniche; anche Josip seguì la carriera militare nell'esercito imperiale e per circa quarant'anni scolse il proprio servizio in numerose guarnigioni sparse nei territori italiani dell'Impero.

Il 23 marzo 1848, poco dopo lo scoppio della rivoluione a Vienna, il governo imperiale lo nominò bano (governatore) della Croazia, con il comando di tutte le forze armate presenti. Fervente patriota croato ed antagonista deciso di uno stato unitario ungherese, il successivo 5 giugno Jelačić convocò una dieta regionale a Zagabria con rappresentani provenienti da varie parti della Croazia, della Dalmazia e della Slavonia, la quale proclamò, dietro pressione proprio di Jelačić, l'indipendenza del regno unito di Croazia, Slavonia e Dalmazia dall'Ungheria. La dichiarazione di indipendenza era avvenuta senza l'accordo con il governo centrale dell'Impero Asburgico, anzi quest'ultimo in un primo momento aveva appoggiato le pretese del governo ungherese ed aveva destituito Jelačić dalla carica di bano (metà giugno - inizio settembre 1848).

Esplosa la rivolta ungherese e riacquistata la carica di bano, l'11 settembre Jelačić dichiarò guerra ai rivoluzionari ungheresi e con 40.000 uomini passò la Drava puntando verso Pest. In breve tempo, però, il suo esercito si mostrò non all'altezza dell'armata rivoluzionaria ungherese, per cui Jelačić dovette ritirarsi in direzione di Vienna. Alla fine di ottobre riuscì a respingere presso Schwechat una armata ungherese, che cercava di portare aiuto alla popolazione di Vienna in rivolta. Questa vittoria permise poi a Windisch-Graetz di prendere Vienna e di sopprimere la rivolta nella capitale. Nonostante la grave crisi dell'Impero, la classe dirigente austriaca non volle appoggiare pienamente Jelačić, che voleva raccogliere forze sufficienti per sfruttare le condizioni favorevoli che si erano create dopo la presa di Vienna e marciare contro i rivoltosi ungheresi e batterli in modo definitivo. Per il resto della rivoluzione Jelačić dovette accontentarsi di un comando di Corpo d'Armata nella parte meridionale dell'Ungheria, continuando a battersi duramente contro gli insorti.

Sedati i moti rivoluzionari in tutto l'Impero, Jelačić mantenne la sua funzione di bano in Croazia; nel 1854 riuscì a far elevare la diocesi di Zagabria al rango di arcidiocesi, ottenendo così l'emancipazione ecclesiastica della Croazia dall'Ungheria.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze austriache[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo
Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Senatore di Gran Croce dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma - nastrino per uniforme ordinaria Senatore di Gran Croce dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma
— 17.03.1849
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citato in : James Sheehan, October Vienna Uprising, in German History 1770-1866, Oxford History of Modern Europe, 1989.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enciclopedia dei personaggi storici, Storia Illustrata, Arnoldo Mondadori Editore, 1970, p. 464-465

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