4 passi fra le nuvole

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4 passi fra le nuvole
Quattropassifralenuvole-1942-titoli.png
Titoli di testa del film
Titolo originale 4 passi fra le nuvole
Paese di produzione Italia
Anno 1942
Durata 94 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia drammatica
Regia Alessandro Blasetti
Soggetto Cesare Zavattini e Piero Tellini
Sceneggiatura Aldo De Benedetti, Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Piero Tellini
Produttore Giuseppe Amato
Casa di produzione Cines
Distribuzione (Italia) E.N.I.C.
Fotografia Václav Vích
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Alessandro Cicognini
Scenografia Virgilio Marchi
Interpreti e personaggi

4 passi fra le nuvole ("Quattro passi fra le nuvole" sulla locandina) è un film del 1942, diretto da Alessandro Blasetti.

"Quattro passi fra le nuvole” è stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, che è nata con lo scopo di segnalare "100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978".[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'incontro con Maria[modifica | modifica sorgente]

Paolo Bianchi (Gino Cervi) e Magnaschi (Enrico Viarisio), dietro di loro Maria (Adriana Benetti).

Paolo Bianchi è un «viaggiatore di commercio» (cioè un rappresentante) per una ditta di dolciumi, la sua vita familiare è come quella di tanti altri: una moglie casalinga e due figli da crescere. Un giorno, sul treno che prende quotidianamente per lavoro, incontra un collega, Magnaschi (anch'egli piazzista, ma di prodotti medicinali). Il treno è particolarmente affollato, ma Magnaschi riesce a trovare un posto a sedere per sé e per Paolo. I due si mettono a parlare vicino al finestrino. Mentre conversano, una giovane donna occupa per sbaglio il posto a sedere di Paolo. L'uomo la fa alzare ma poi, vedendo che la giovane è alquanto provata, cambia idea e glielo cede spontaneamente. Magnaschi si diverte a commentare la situazione. All'arrivo del controllore, la ragazza non trova il biglietto e cade nel panico. Il bigliettaio si innervosisce ma Paolo interviene subito in difesa della ragazza. Durante una vivace discussione la ragazza finalmente trova il suo biglietto. Quando è la volta di Paolo, il controllore gli chiede di mostrare l'abbonamento, ma egli non riesce a trovarlo. Il controllore gli intima di scendere con lui alla fermata successiva, per fare le opportune verifiche. Nella stanza del capostazione, Paolo mostra la sua irritazione, deve ripartire per lavoro, ma i controllori prendono tempo per gli accertamenti. Appena arriva, via telefono, la conferma che Paolo possiede veramente un abbonamento, viene lasciato andare, facendogli perdere però tempo prezioso.

Insieme sulla corriera[modifica | modifica sorgente]

Paolo Bianchi (Gino Cervi) Maria (Adriana Benetti) sulla corriera, in primo piano a sinistra Mario Siletti.

Arrivato troppo tardi per prendere la solita corriera, sale su di un'altra che arriva a Castelpiano, e si ritrova casualmente vicino alla stessa ragazza incontrata in treno. La corriera intanto è in attesa del conducente, Antonio, che è in ritardo di dieci minuti, nonostante abiti proprio davanti alla fermata. Comincia a montare il nervosismo tra i passeggeri. Finalmente il conducente arriva e si può partire. Ma, appena partito, gli viene annunciato di aver avuto un figlio maschio. La corriera torna indietro al punto di partenza. Il mezzo è di nuovo fermo, ma c'è allegria: il conducente riceve i complimenti dai passeggeri. Tornato alla guida del veicolo, Antonio è allegro; il figlio diventa l'argomento di discussione di tutti. Anche Paolo ne accenna alla giovane donna, ma questa improvvisamente scoppia a piangere. Subito pensa che sia la commozione per la nascita del pargolo, e non ci fa caso. L'autista, euforico, comincia a guidare in modo un po' spericolato, suscitando una certa preoccupazione fra i passeggeri. Intanto Paolo e la ragazza iniziano a chiacchierare.

A una tappa successiva, la corriera si ferma per fare benzina. Antonio incontra un vignaiolo suo amico e gli comunica la bella notizia della nascita del primo figlio maschio; l'amico offre un bicchiere a tutti. Nel frattempo, la giovane donna confessa a Paolo il desiderio di non tornare a casa, testimoniando uno stato d'animo affranto. Intanto Antonio, che continua ad andare su e giù per la corriera con i bicchieri di vino, li scambia per novelli sposi. Si riparte. La corriera è in ritardo ma durante il viaggio, forse a causa dell'alcol, si canta allegramente. La guida di Antonio continua ad essere spericolata, ma ormai nessuno ci fa più caso. Ma quando si accorge che una mandria di pecore sta attraversando la strada, non fa in tempo a frenare a causa della velocità. La corriera finisce fuori strada.

Paolo "marito" di Maria[modifica | modifica sorgente]

Ma non tutti i mali vengono per nuocere: sul margine della strada, all'ombra di un albero, Paolo chiude un buon affare da 2.500 lire con un ricco droghiere. Dopo aver firmato, il cliente gli dice sorridendo: «I miei complimenti alla signora». Anche lui ha scambiato Maria per la moglie di Paolo. La zona è vicino al bivio della Madonnina, che è la fermata della ragazza. Siccome c'è mezz'ora da aspettare, Paolo fa un tratto di strada con lei. Improvvisamente la ragazza si sente male; a quel punto Paolo comincia a sospettare qualcosa, e la ragazza gli confessa di essere incinta. Paolo lì per lì non capisce il motivo di tanta tristezza, ma poi comprende che la ragazza non è sposata. Paolo chiede del padre ma lei gli dice che lui non ha voluto interessarsi della faccenda, anzi forse non ha nemmeno saputo la cosa. Arriva il camion per trainare la corriera sulla carreggiata; Paolo fa coraggio alla ragazza e la saluta. Ma Maria lo ferma: lo scongiura di accompagnarla a casa e di fingersi suo marito. Paolo inizialmente si scandalizza all'idea, ma la ragazza cerca di fargli capire che non sa come affrontare i suoi familiari. Paolo continua a rifiutare la proposta, e si incammina verso la corriera, ma guardando Maria andar via sconsolata e sola, cambia repentinamente idea e la raggiunge. È alquanto contrariato, però, perché ha perso la corriera, e le ingiunge di fare tutto in fretta e con poche chiacchiere. I due finalmente si presentano.

A casa della ragazza[modifica | modifica sorgente]

Don Luca (Aldo Silvani) a sinistra e il fratello Pasquale (Guido Celano).

Maria e Paolo giungono poi a casa di lei, dove vengono accolti dal nonno, che comincia subito a fare i complimenti alla coppia. È presente in casa anche la madre, che abbraccia commossa la figlia. In poco tempo la voce dell'arrivo di Maria giunge agli altri membri della famiglia. Ultimo arriva il padre, il sor Luca, che con il suo biroccio aveva appena completato un giro dei suoi poderi. Luca rimane sorpreso per il suo arrivo: Maria mancava da tre mesi e non aveva mai fatto avere sue notizie. Ma si rallegra quando la figlia esprime la volontà di rimanere nella casa di famiglia. Di nuovo il suo sguardo si rabbuia quando gli viene annunciato l'avvenuto matrimonio. Luca chiede spiegazioni del gesto: secondo i suoi principi, in una famiglia onorata la figlia non avrebbe dovuto sposarsi senza chiedere il permesso del padre. Paolo la difende spiegando che la volontà di non scrivere in effetti era di lui, che subito dopo il matrimonio è dovuto ripartire per lavoro e quindi i due non hanno potuto far sapere loro notizie. Maria a sua volta difende Paolo dicendo che non aveva scritto perché temeva un diniego del padre.

Paolo si scusa per l'accaduto ma, dice, non gli sembra il caso di prendersela tanto. Il nonno mette bocca nella questione per dire che a questo punto su tutta la faccenda è bene farci una buona bevuta sopra, e Luca finalmente benedice la coppia. A questo punto Paolo vorrebbe ripartire, ma Luca non lo lascia andare: per la sera vuole organizzare una cena con tutti i parenti. Sono invitati anche il parroco e il brigadiere. A tavola, Paolo e Maria si ritrovano vicini al parroco. Il sacerdote si rammarica di non averli potuti sposare e si informa su come sono riusciti a mettere insieme i documenti. I due non sanno cosa dire: Paolo è imbarazzatissimo, Maria ancora di più, tanto che ha un mezzo svenimento. Mentre Maria rinviene, Paolo annuncia agli astanti che la ragazza è incinta. La famiglia è messa un po' sottosopra dalla notizia, e il padre viene preso dalla commozione. Tutti si congratulano poi con Paolo, che nasconde a malapena un'espressione contrariata. Vengono poi invitati i contadini a servizio del sor Luca per festeggiare l'evento. A questo punto Paolo cerca ancora di andarsene, ma Maria gli dice che non ci sono più corriere fino all'indomani mattina: l'uomo quindi è costretto a rimanere nella casa dei genitori di lei.

La situazione si fa complicata...[modifica | modifica sorgente]

Paolo è molto contrariato perché ha perso una giornata di lavoro e Maria si dice addolorata per l'accaduto; nel frattempo, i genitori di Maria hanno preparato per i giovani la loro camera matrimoniale. All'annuncio che la camera è pronta, i due vengono colti di sorpresa, ma abbozzano un sorriso e si incamminano sulle scale. Paolo decide di passare la notte seduto su una sedia, poi inizia a discutere con Maria su tutto quello che era successo fino a quel momento. Comincia a sospettare che da parte di Maria ci sia stata della premeditazione, la accusa apertamente, ma quando si accorge che la sta stringendo forte, esce dalla stanza irato. Una volta sul ballatoio, vede da basso il nonno seduto al tavolo della cucina che gioca a dama da solo. Paolo scende, e il nonno vedendolo si stupisce: Paolo si giustifica dicendo di non avere sonno. Il nonno resta stupito da questa affermazione, ma Paolo lo tranquillizza dicendo che il giorno dopo si deve svegliare all'alba per partire e non vuole svegliar presto la “moglie”. Il nonno comincia così a pontificare sui doveri di una moglie e a raccontare della sua esperienza matrimoniale (russava talmente tanto che la sua defunta moglie lo aveva mandato a dormire nel fienile). Paolo intanto è sempre più nervoso e non è intenzionato ad andare a dormire: Decide così, per fare qualcosa, di lavorare e tira fuori il suo campionario di cioccolatini. Il nonno è sempre dattorno e gli chiede i cioccolatini in prestito per giocare a dama, invitando Paolo a giocare con lui; l'uomo inizialmente rifiuta, poi accetta. Durante il gioco però, il nonno non riesce a tenere a freno la golosità, cose che indispone non poco Paolo, che a quel punto se ne va a dormire in giardino, su un mucchio di fieno.

La rivelazione dell'inganno[modifica | modifica sorgente]

Paolo Bianchi (Gino Cervi) Maria (Adriana Benetti).

Il mattino dopo, svegliato dal rumore delle capre, che gli passano davanti, incontra i lavoranti di don Luca e si informa sulla corriera. Saputo che c'è ancora tempo, si dà una rinfrescata. Scopre che lavarsi la faccia all'aperto con l'acqua di fonte dà una sensazione di freschezza che in città non provava. Dopodiché rientra in casa e lì incontra Maria: è in forma smagliante. Evidentemente ha passato una buona notte ed è riposata e distesa. Paolo fa i preparativi per andarsene, ma Maria lo trattiene per fargli bere un po' di latte appena munto. Paolo beve e scopre un nuovo piacere. Tra un'ora parte la corriera. In quel momento arriva il sor Luca, che invita i due a fare un giro alla Torraccia: il viaggio dura sì e no mezz'ora, così Paolo lascia la valigia in casa e sale sul biroccio. Il viaggio è piacevole e rilassante e Paolo si “sbottona” un po', ritrovando anche un certo buon umore. Maria e Paolo in quel momento si confessano una simpatia reciproca, e Paolo rassicura la ragazza sull'esito positivo della sua gravidanza e sul futuro del bambino. Intanto nell'aia bruciano le stoppie: la mietitura è finita e la gente fa festa. Ma al ritorno a casa, Paolo trova la sua valigia aperta. Luca gli mostra una sua fotografia con una donna e due bambini. Volano parole grosse: Luca accusa Paolo di essere un turlupinatore; scoperto l'inganno, Paolo confessa. Nello stesso momento, Maria, in camera sua, racconta alla madre la verità. Le due donne sono prese dallo sconforto, ma la madre promette che non l'abbandonerà. Intanto Paolo continua il suo racconto a Luca, che si dispera. Ma finalmente lascia andare l'uomo, capendo che si è interessato della faccenda per pura solidarietà umana.

Il perdono e il ritorno a casa[modifica | modifica sorgente]

Paolo però, prima di andare si interessa della sorte della ragazza, e chiede che anche Luca dimostri la stessa compassione. Il padre però si rivela inflessibile: prima dice che questi non sono affari suoi, poi gli comunica che, siccome la sua è una famiglia onorata, caccerà la figlia di casa e non riconoscerà il nipote. Paolo si indigna per questo atteggiamento e rimprovera aspramente Luca per la sua presa di posizione, dichiarandosi pronto ad accogliere con lui in qualche modo la giovane donna in attesa pur di aiutarla in un tale frangente, tale dichiarazione e lo spirito di umanita' che traspaiono dalle parole del giovane sconosciuto hanno il potere di far riflettere l'anziano uomo. Dopo pochi minuti Maria esce dalla sua camera. Il padre vede la figlia, e mutato nell'animo e rasserenato si rivolge a lei dolcemente e le annuncia : «vieni, tuo marito sta per partire, tu rimarrai con noi». Paolo e Maria si guardano commossi dopodiché lui se ne va.

Tornato in città di buon mattino, Paolo rientra in casa, dove lo aspetta la burbera moglie. Il pover'uomo accende il fuoco con aria afflitta: deve scaldare il latte per i bambini. Dopo aver svuotato la bottiglia di latte nella pentolina, la avvicina alla bocca. Nel momento di sentire l'odore del latte, prova un'emozione fortissima, quasi travolgente.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Al di là dell'esaltazione forse un po' ingenua del mondo rurale, nel film «il senso del reale è recuperato in forme diverse e a vari livelli»[2]. Questo recupero è però realizzato in modo discontinuo, perché se «tutta la sequenza che si svolge in ferrovia è vista con insolita precisione e novità di osservazione», dove «con quei caseggiati urbani, con la moglie intristita, con quelle albe che vedono le fatiche degli uomini chiusi nelle grandi città», con «le loro levatacce ed il loro coraggio, sono qualcosa che va al di là del solito racconto cinematografico per toccare una zona più sensibile, con riflessi addirittura sociali», si deve però anche rilevare come «la seconda parte del film, quella che si svolge in campagna abbia molto meno naturalezza.»[3]

Taluni critici ritengono che il lungometraggio anticipi, insieme ad altre creazioni di Blasetti (1860 e Vecchia guardia), alcuni aspetti del neorealismo italiano.

Per il ruolo di protagonista venne scelto Gino Cervi che fu, alcuni anni prima, il doppiatore di Clark Gable nel road movie di Frank Capra Accadde una notte, film che ha diversi punti in comune con Quattro passi fra le nuvole.

Giuseppe De Santis, nelle pagine di Cinema, del 10 gennaio 1943 « Non possiamo che salutare con tutto il nostro entusiasmo questo ritorno di Blasetti ad un lineare linguaggio realistico, dove seguendo le peripezie del protagonista entriamo nella casa dei fattori, con la descrizione di questo ambiente, che avrebbe dovuto fare da contrappunto con quello della città; gli sceneggiaturi sono caduti in un pateticismo di cattiva lega. Anche la fotografia finisce per assumere un carattere dolciastro. Bisognerà dire che i russi sono stati i maestri del miglior Blasetti ed egli non li ha dimenticati, se qui troviamo intensamente espresso il valore delle case di periferia con le inquadrature all'inizio e alla fine del film...»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rete degli Spettatori
  2. ^ Cit. tratta da Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano, il cinema del regime, 1929-1945, Vol. II, Roma, Editori Riuniti, 2ª edizione rivista e accresciuta, 1993, pag. 277, ISBN 88-359-3730-2
  3. ^ Pietro Bianchi, L’occhio di vetro - Il cinema degli anni 1940-1943, pref. Oreste Del Buono. Milano: Ediz. Il Formichiere, 1978

Remake[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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