Pina Gallini

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Pina Gallini

Pina Gallini (pseudonimo di Giuseppina Gallini; Bondeno, 19 marzo 1888Bologna, 31 gennaio 1974) è stata un'attrice italiana attiva come caratterista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Divenne molto famosa negli anni trenta e sessanta per i suoi ruoli fortemente caratterizzati.

Sui palcoscenici dall'età di dodici anni, lavorò con i grandi Cesco Baseggio, Agostino Salvietti, Dria Paola ed Eleonora Duse ma anche nel teatro di rivista. Era nota anche con lo pseudonimo di Pina Dal Cortivo, nome tratto da quello del marito, anche lui attore, Giovanni Dal Cortivo.

Il suo primo ruolo cinematografico lo ottenne abbastanza tardi, nel 1935, quando Guido Brignone la volle per una piccola parte in Passaporto rosso. Da allora, impose sino alla metà degli anni sessanta la sua figura di imponente zitellona inacidita o di severa istitutrice. Affetta da una miopia molto forte, fece di ciò uno dei caratteri distintivi dei suoi personaggi.

Tra i suoi ruoli più ricordati: la feroce insegnante in Assenza ingiustificata, (1939), di Max Neufeld, la suocera di Totò in L'imperatore di Capri, (1949), di Luigi Comencini e nuovamente la suocera di Totò in Totò e le donne, (1952), di Mario Monicelli. Nel 1956 ottiene una piccola parte nel film Noi siamo le colonne diretto da Luigi Filippo D'Amico con Vittorio De Sica. Non abbandonò comunque la rivista facendo parte della compagnia Riccioli-Primavera per tornare poi, nella stagione '51-'52, a compagnie di prosa importanti con Andreina Pagnani. Lavorò successivamente con la compagnia Barbara-Tamberlani-Villa, (1955-56), e la Dominici-Siletti-Caldano (1957-58).

Dopo aver sostenuto la sua ultima parte in Follie d'estate (1963), di Carlo Infascelli, Pina Gallini tornò a pochi chilometri dal suo paese natio, Bondeno, ritirandosi nella casa di riposo per attori di Bologna dove si spense, dopo anni di silenzio, nel 1974, all'età di ottantasei anni in seguito ad un infarto.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Pina Gallini nel film Il mulino del Po del 1949

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]