Parla con lei

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Parla con lei
Parla con lei.jpg
Una scena del film
Titolo originale Hable con ella
Paese di produzione Spagna
Anno 2002
Durata 112 min
Colore colore - B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Pedro Almodóvar
Soggetto Pedro Almodóvar
Sceneggiatura Pedro Almodóvar
Produttore Agustín Almodóvar, Michel Ruben
Fotografia Javier Aguirresarobe
Montaggio José Salcedo
Musiche Alberto Iglesias
Scenografia Antxón Gómez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Parla con lei (Hable con ella) è un film del 2002 scritto e diretto da Pedro Almodóvar.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia a teatro, con lo spettacolo di Pina Bausch Café Müller. In platea, seduti vicini per caso, si trovano Benigno, un giovane infermiere fortemente colpito dalla sensibilità del vicino, e Marco, uno scrittore argentino. Mesi dopo si incontrano di nuovo a El Bosque, la clinica dove Benigno lavora. Nel frattempo Marco incontra una torera e se ne innamora. Lydia, la torera, è caduta in coma per un incidente durante una corrida. Benigno, invece, si occupa di Alicia, una giovane studentessa di danza anch'essa in coma, da anni. Nasce una intensa amicizia con molti contrasti.

Nel periodo del ricovero, la trama si sviluppa con flash back che riguardano episodi dei quattro personaggi. Tutti e quattro escono dalla clinica in modo diverso: Marco scopre che Lydia voleva lasciarlo la sera dell'incidente e se ne torna a girare il mondo scrivendo guide turistiche; Lydia muore; Benigno viene licenziato per aver violentato Alicia, che in seguito alla gravidanza torna alla vita. Benigno, in carcere, rimane all'oscuro della rinascita della sua amata Alicia e sceglie il suicidio. Marco, ritornato in Spagna e spinto da Benigno, prende e continua una parte della vita dell'amico.

La scena finale si svolge di nuovo a teatro, dove Marco colpisce Alicia, come Benigno all'inizio del film, con un pianto di commozione e fornisce l'ipotesi di un possibile legame fra i due. Il mezzo scelto per fornire questa ipotesi, Almodóvar lo scrive nel montaggio, chiudendo il film con la tecnica presa dal cinema muto di suddividere il film in capitoli. Il capitolo che non sviluppa ha il titolo Marco y Alicia.

I camei[modifica | modifica sorgente]

Il cameo più evidente del film è l'interpretazione di Caetano Veloso di Cucurrucucú paloma. La scena è stata girata nella villa di Pedro Almodóvar, con le comparse formate dagli amici del regista. Altro spazio alla musica, fuori dalla colonna sonora di Alberto Iglesias, lo da a Antonio Carlos Jobim con Por Toda Minha Vida e al maestro Henry Purcell con l'Aria O Let Me Weep, For Ever Weep dall'opera The Fairy Queen.

Altri due camei che si rifanno al regista anticlericale e libertario sono quelli delle battute sui missionari che violentano le suore, forse inserito per ridurre la colpa di Benigno e il breve monologo in cui Benigno spiega alla collega di aver detto al padre di Alicia, psichiatra, di avere tendenze omosessuali, mentendo, e rivendicando per ognuno il diritto alle scelte sui propri orientamenti sessuali e di mantenerli per sé o di manifestarli a propria scelta.

Interessante il minifilm muto in bianco e nero che descrive ad Alicia. L'uomo che assume un farmaco sperimentale della sua donna e che lo fa diventare sempre più piccolo, assume più chiavi di lettura nel finale in cui sceglie di entrare nella vagina della sua donna per non uscirne mai più. Simbolicamente può dare il messaggio di un ritorno alle origini del cinema, al muto. Oppure il gesto d'amore di fondersi o anche citazioni che trovano la radici nella poesia di Allen Ginsberg; inoltre una storia simile è presente nel libro di Charles Bukowski Storie di Ordinaria Follia. L'Almodóvar sgangherato si trova nella scena in cui la portiera si lamenta dello scarso peso dato all'arresto di Benigno e del fatto che nessuna trasmissione della televisione spazzatura sia andata ad intervistarla.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade. URL consultato l'8 giugno 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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