Papio cynocephalus

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Babbuino giallo
Papio cynocephalus.jpg
Papio cynocephalus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Cercopithecoidea
Famiglia Cercopithecidae
Sottofamiglia Cercopithecinae
Tribù Papionini
Genere Papio
Specie P. cynocephalus
Nomenclatura binomiale
Papio cynocephalus
Linnaeus, 1766
Nomi comuni

babbuino;

  • yellow baboon (en.);
  • baviaan (de.);
  • babouin jaune (fr.);
  • gul babian (sw.)
Sottospecie
(descritte nel testo)
  • Papio c. cynocephalus
  • Papio c. ibeanus
  • Papio c. kindae
« Simia quadrupedum sola expers est caudae, ridicula imitatrix operum humanorum; uti et cercopithecus; nec non cynocephalus, hominis corpore, canina facie, et quae Genetha dicitur felis. »
(Giovanni Pierio Valeriano Bolzanio (1477-1558), Hieroglyphica lib. 6. c. 11.[2])

Il babbuino giallo (Papio cynocephalus) è una scimmia della famiglia dei Cercopitecidi.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione artistica
Cranio

L'origine del nome cynocephalus (dal greco antico κυνοκἐφαλος col significato di testa di cane, cinocefalo) viene fatta risalire ad Aristotele e deriva dal muso tozzo e lungo, vagamente simile a quello di un grosso cane, che caratterizza questa specie.

Il muso è glabro e di colore nero. La denominazione comune di babbuino giallo (yellow baboon in inglese) è dovuta alla pelliccia giallo-bruna che ricopre gran parte del corpo, fatta eccezione per la superficie interna degli arti, le guance, e un ciuffo di folte basette ai lati del muso, che sono di colore bianco. Possiede inoltre pronunciate callosità di colore nero sugli ischi. La corporatura è snella, con arti superiori più lunghi degli inferiori. La lunghezza della coda eguaglia quella del corpo.

La specie è caratterizzata da un marcato dimorfismo sessuale: i maschi hanno una altezza media di 120 cm e un peso medio di 25 kg mentre le femmine misurano in media 98 cm e pesano solo 11 kg. I maschi inoltre hanno canini superiori più lunghi e più aguzzi di quelli delle femmine.

La gravidanza dura 170 giorni. Le femmine danno alla luce un cucciolo per volta. La pelliccia dei babbuini neonati, di colore diverso nelle diverse sottospecie (vedi sotto), inizia a mutare intorno ai tre mesi di età, per raggiungere la colorazione adulta verso la fine del sesto mese. La vita di un esemplare adulto può arrivare sino a trenta anni.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Vivono in gruppi variabili da 5 a 250 esemplari, organizzati secondo complessi modelli gerarchici. Trascorrono buona parte della giornata impegnati in attività sociali, quali per esempio il grooming (ovvero lo "spulciarsi" a vicenda), che rinsaldano i legami sociali. Non sono rare le interazioni aggressive tra i maschi, compiute mostrando i canini superiori.

Sono onnivori con una preferenza per la frutta, foglie e germogli di acacia, uova di uccello, insetti (formiche, ortotteri, termiti, scarafaggi) e piccoli vertebrati: rettili, uccelli, ma anche altri primati di piccola taglia come Chlorocebus aethiops e Galago senegalensis. Sono abili scavatori per la ricerca di tuberi, cormi e bulbi.

Sono sia terricoli che arboricoli: trascorrono la maggior parte del giorno sul terreno, mentre per la notte si ritirano sui rami degli alberi. I gruppi numerosi si distribuiscono su più alberi vicini. Una delle ragioni per cui cercano rifugio sugli alberi è per proteggersi dai predatori notturni.

I loro principali predatori sono l'uomo e il leopardo, temibile per la sua capacità di arrampicarsi sugli alberi. Potenziali predatori sono anche il leone, la iena, lo sciacallo, il ghepardo, il pitone, il servalo. Non è raro che possa essere oggetto di attacchi da parte di altri primati come gli scimpanzé.

Il colore della pelliccia dei piccoli di P. c. cynocephalus è nero.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre sottospecie di Papio cynocephalus:

  • Papio cynocephalus cynocephalus
  • Papio cynocephalus ibeanus
  • Papio cynocephalus kindae

Le principali differenze tra le sottospecie riguardano:

  • il colore della pelliccia alla nascita: nera nel P. c. cynocephalus, rossa nel P. c. kindae e bianca nel P. c. ibeanus.
  • la forma della coda: il P. c. cynocephalus ha una caratteristica coda "spezzata"; la coda viene tenuta dritta quasi orizzontalmente e a una certa distanza ricade bruscamente, sicché sembra rotta. Le altre sottospecie hanno code con curvatura più dolce.
  • le dimensioni: il P. c. kindae è considerevolmente più piccolo delle altre due sottospecie.
  • la forma del pelo: il mantello di P. c. ibeanus ha i peli ondulati anziché dritti.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

La specie è abbondantemente diffusa nelle zone di savana e foresta dell'Africa centro-orientale.

Areale del P. cynocephalus

Gruppi di esemplari di P. cynocephalus sono stati censiti in Angola, Zambia, Malawi, Zimbabwe, Botswana, Mozambico, Tanzania, Kenya e Somalia.

La sottospecie P. c. cynocephalus è diffusa in Zambia, Malawi, Mozambico settentrionale e Tanzania. Il Papio c. ibeanus si trova in Kenya, nella Somalia meridionale e in Etiopia, mentre P. c. kindae vive in Angola, Zambia e nel Congo meridionale.

L'areale del P. cynocephalus si sovrappone a quello di altri babbuini del genere Papio, con livelli differenziati di ibridazione. Per esempio, in Zambia e Angola, P. c. kindae si sovrappone con Papio ursinus, ma le due specie non si incrociano. Al contrario in Kenya, P. c. ibeanus si sovrappone con Papio anubis dando luogo ad ibridii che mostrano diversità fenotipiche inusuali.
È possibile che l'incrocio tra Papio cynocephalus e Papio anubis in quest'area possa aver contribuito alla formazione della sottospecie P. c. ibeanus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Kingdon, J., Butynski, T.M. & De Jong, Y., 2008, Papio cynocephalus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ La descrizione di Pierio è riportata da Michael Pexenfelder, op. cit., cap. XIX [1].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Pexenfelder. Apparatus eruditionis tam rerum quam verborum per omnes artes et scientias. Nürnberg, Michael & Joh. Friedrich Endter, 1670. - [28], 1002, [181] S. 8° - Sign. Sch 070/044 [2]
  • Cawthon KA. Primate Factsheets: Yellow baboon (Papio cynocephalus) Taxonomy, Morphology, & Ecology. [3].
  • (EN) Kingdon, J., Butynski, T.M. & De Jong, Y. 2008, Papio cynocephalus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  • (EN) Colin Groves, Papio cynocephalus in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, pp. p. 166, ISBN 0-8018-8221-4.

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