Hyaenidae
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iena striata |
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Le iene sono mammiferi dell'ordine dei carnivori di media grandezza inclusi nella famiglia Hyaenidae.
Indice |
[modifica] Tassonomia
Solo quattro specie sopravvivono: la iena maculata, iena bruna e la iena striata (che insieme formano la sottofamiglia Hyaeninae), e il protele crestato, che è l'unico membro della sottofamiglia Protelinae.
[modifica] Diffusione e habitat
Diffusi in Africa ed in Asia. In tempi antichi, numerose iene vivevano in gran parte dell'Europa e dell'Asia, ma oggi esse si sono ridotte sia per diffusione che per varietà.
[modifica] Descrizione
Sebbene somiglino a grossi canidi (cani, lupi, sciacalli e volpi), le iene in realtà formano una famiglia biologica a sè stante ed in realtà più vicina agli Herpestidae o Viverridi (la famiglia della mangusta, del suricato e della genetta) e persino con i Felidi. Il loro olfatto è sviluppatissimo, riescono a percepire la presenza d'una carogna o di sangue fresco a centinaia di metri di distanza: le iene sono inoltre abilissime ad osservare il volo degli avvoltoi per individuare le carcasse d'animali morti.
[modifica] Comportamento
La loro organizzazione è matriarcale. I livelli di testosterone nelle femmine sono molto elevati e, unitamente alla presenza di un clitoride molto sviluppato, hanno contribuito ad animare la leggenda che le iene fossero ermafrodite. Ad eccezione del protele, che vive solitario od in coppia, le iene sono animali socievoli, che formano branchi ("clan") comandati generalmente da una grossa femmina e formati da individui molto uniti tra loro (anche una decina), che difendono strenuamente il loro territorio di caccia.
[modifica] Riproduzione
Amano rifugiarsi sotto terra ma sono mediocri scavatrici: Preferiscono sfruttare le tane altrui (come quelle dei grossi oritteropi), oppure cavità naturali tra le rocce e le radici, dove le femmine partoriscono i loro piccoli. le femmine maturano piuttosto tardi (2-3 anni) e partoriscono da 1 a 6 cuccioli, al cui sostentamento collaborano spesso gli altri membri del clan, portando cibo alla famiglia e difendendo la tana. I cuccioli vengono allattati a lungo e si possono considerare svezzati non prima d'un anno d'età.
[modifica] Alimentazione
Le iene sono considerate comunemente gli "spazzini" della savana, le principali divoratrici, insieme a sciacalli ed avvoltoi, dei cadaveri dei grandi animali abbattuti dai predatori. Effettivamente questi carnivori svolgono un prezioso ruolo di "polizia sanitaria" in natura, riuscendo a divorare quasi per intero le carcasse dei grossi erbivori grazie alla formidabile forza di denti e mascelle ed al loro stomaco di ferro (praticamente solo le corna ed i peli non vengono digeriti). Tuttavia è sbagliato pensare che si cibino solo di animali morti, al contrario di quanto spesso si dice, non tutte le iene si cibano di carogne. Infatti, se è vero che le iene brune e striate basano gran parte della loro dieta su questo tipo di attività, è anche vero che le iene maculate (le più conosciute) sono soprattutto delle cacciatrici. Il protele crestato, infine, si nutre di insetti. Le iene sono abili rapinatrici delle prede altrui, in particolare di quelle dei leopardi e dei ghepardi; con il leone il bilancio degli scontri è in parità (a volte riescono a "soffiargli" la preda sopraffacendolo in branco, altre volte sono i gruppi di leoni a rubare le prede uccise dalle iene), mentre un vero "osso duro" si rivelano i licaoni, gli splendidi cani selvatici colorati, talmente uniti tra loro da avere quasi sempre la meglio sulle iene riuscendo a scacciarle.
[modifica] Evoluzione
Gli Ienidi non hanno lasciato resti fossili prima del Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa. Si crede che la famiglia si sia evoluta in Africa, per poi diffondersi in Europa ed Asia, a partire da un membro della famiglia dei Viverridi. I generi estinti di iena comprendono arrampicatori arboricoli simili alle civette e specie agili atte ad inseguire la preda, insieme ad altre, energicamente sviluppate nel frantumare le ossa, più simili agli esemplari attuali. Tra i fossili ricordiamo: Protictitherium, Ictitherium, Chasmaporthetes, Adcrocuta, Pachycrocuta e Percrocuta (un cui membro, Percrocuta gigantea, è stata la più grande iena che sia mai vissuta sulla Terra). La maggior parte dei lignaggi di iene si estinsero alla fine del Miocene, probabilmente a causa della competizione con i primi Canidi. La iena corridore Chasmaporthetes sopravvisse fino alla prima era glaciale e la iena delle caverne eurasiatica fino alla fine dell'ultima, quando si estinse insieme a molti altri esponenti della megafauna eurasiatica.
[modifica] Rapporti con l'uomo
Le iene come gli sciacalli sono state per secoli vittime d'una sinistra fama per nulla meritata. Le profezie l'identificavano come presagi di morte, di sfortuna, infide, codarde e divoratrici di carogne per l'immaginario collettivo. Questi animali, invece, sono socievoli, amorose genitrici, coraggiose e valenti cacciatrici anche se spesso assai poco fortunate, perché costrette a cedere ai leoni le prede faticosamente abbattute. Tuttavia svolgono un ruolo fondamentale nei propri habitat, perché nutrendosi di carogne evitano il propagarsi di infezioni e malattie anche ad altri animali e contribuiscono alla decomposizione delle carcasse. Ci sono stati casi di allevamento e riproduzione in cattività di alcune specie di iene ed alcuni esemplari vengono spesso usati come comparse in alcuni film horror.
[modifica] Stato di conservazione
Tutte le iene risentono della caccia da parte dell'uomo soprattutto per la pelle ma anche come oggetto d'inseguimento e poi abbattimento durante i safari. Risentono anche della distruzione del loro ambiente naturale.
[modifica] Classificazione
Famiglia Hyaenidae
- Sottofamiglia Hyaeninae
- Iena macchiata, Crocuta crocuta (la famosa «iena ridens»)
- Iena bruna, Parahyaena brunnea (in precedenza Hyaena brunnea)
- Iena striata, Hyaena hyaena
- Sottofamiglia Protelinae
- Protele, Proteles cristatus
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Altri progetti
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