Hyaenidae

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Iena
Striped Hyena 5.jpg
iena striata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
(clade) Amniota
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
(clade) Ferae
Famiglia Hyaenidae
Generi

Le iene sono mammiferi dell'ordine dei carnivori di media grandezza inclusi nella famiglia Hyaenidae.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Solo quattro specie sopravvivono: la iena maculata, iena bruna e la iena striata (che insieme formano la sottofamiglia Hyaeninae), e il protele crestato, che è l'unico membro della sottofamiglia Protelinae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Diffusi in Africa ed in Asia. In tempi antichi, numerose iene vivevano in gran parte dell'Europa e dell'Asia, ma oggi esse si sono ridotte sia per diffusione che per varietà.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Hyaena hyaena

Sebbene somiglino a grossi canidi (cani, lupi, sciacalli e volpi), le iene in realtà formano una famiglia biologica a sé stante e in realtà più vicina agli Herpestidae o Viverridi (la famiglia della mangusta, del suricato e della genetta) e persino con i Felidi. Il loro olfatto è sviluppatissimo, riescono a percepire la presenza di una carogna o di sangue fresco a centinaia di metri di distanza: le iene sono inoltre abilissime a osservare il volo degli avvoltoi per individuare le carcasse d'animali morti. Lo storico e vescovo francese Jacques de Vitry scrisse che al tempo delle Crociate in Terrasanta si diceva che le iene imitassero la voce umana per attirare le loro vittime.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

La loro organizzazione è matriarcale. I livelli di testosterone nelle femmine sono molto elevati e questo, unitamente alla presenza di una clitoride molto sviluppata, ha contribuito ad alimentare la falsa credenza che le iene fossero ermafrodite. A eccezione del protele, che vive solitario o in coppia, le iene sono animali socievoli, che formano branchi ("clan") comandati generalmente da una grossa femmina e formati da individui molto uniti tra loro (anche una decina), che difendono strenuamente il loro territorio di caccia.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Amano rifugiarsi sotto terra ma sono mediocri scavatrici: preferiscono sfruttare le tane altrui (come quelle dei grossi oritteropi), oppure cavità naturali tra le rocce e le radici, dove le femmine partoriscono i loro piccoli. Le femmine maturano piuttosto tardi (2-3 anni) e partoriscono da 1 a 6 cuccioli, al cui sostentamento collaborano spesso gli altri membri del clan, portando cibo alla famiglia e difendendo la tana. I cuccioli vengono allattati a lungo e si possono considerare svezzati non prima d'un anno d'età.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Le iene sono considerate comunemente gli spazzini della savana, le principali divoratrici, insieme a sciacalli e avvoltoi, dei cadaveri dei grandi animali abbattuti dai predatori. Effettivamente questi carnivori svolgono un ruolo di "polizia sanitaria" in natura, riuscendo a divorare quasi per intero le carcasse dei grossi erbivori grazie alla formidabile forza di denti e mascelle e al loro stomaco capace di ingurgitare qualsiasi cosa (praticamente solo le corna e i peli non vengono digeriti).

Tuttavia è errato ritenere che esse si cibino solo di animali morti. Se è vero infatti che le iene brune e striate basano gran parte della loro dieta sulle carogne, è anche vero che le iene maculate (le più conosciute) sono soprattutto delle cacciatrici. Il protele crestato, infine, si nutre di insetti. Le iene sono abili rapinatrici delle prede altrui, in particolare di quelle dei leopardi e dei ghepardi; con il leone l'esito degli scontri è sostanzialmente in parità (a volte riescono a depredarlo sopraffacendolo in branco, altre volte sono i gruppi di leoni a rubare le prede uccise dalle iene), mentre un concorrente molto difficile da affrontare è il licaone, o cane selvatico colorato, che vive in branchi molto uniti e ha quasi sempre la meglio sulle iene, riuscendo ad allontanarle.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ienidi non hanno lasciato resti fossili prima del Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa. Si crede che la famiglia si sia evoluta in Africa, per poi diffondersi in Europa ed Asia, a partire da un membro della famiglia dei Viverridi. I generi estinti di iena comprendono arrampicatori arboricoli simili agli zibetti e specie agili atte ad inseguire la preda, insieme ad altre, energicamente sviluppate nel frantumare le ossa, più simili agli esemplari attuali. Tra i fossili ricordiamo: Protictitherium, Ictitherium, Chasmaporthetes, Adcrocuta e Pachycrocuta (la più grande iena che sia mai vissuta sulla Terra). La maggior parte dei lignaggi di iene si estinsero alla fine del Miocene, probabilmente a causa della competizione con i primi Canidi. La iena corridore Chasmaporthetes sopravvisse fino alla prima era glaciale e la iena delle caverne eurasiatica fino alla fine dell'ultima, quando si estinse insieme a molti altri esponenti della megafauna eurasiatica. In precedenza agli ienidi erano ascritte anche alcune specie di carnivori cenozoici, come Percrocuta, attualmente considerati appartenere a una famiglia distinta, i percrocutidi (Percrocutidae).

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Da http://www.helsinki.fi/~mhaaramo/metazoa/deuterostoma/chordata/synapsida/eutheria/carnivora/aeluroidea/hyaenidae.html

Hyaenidae Gray, 1829 sensu Werdelin & Salounias, 1991 
  |?- †“Allohyaena” kadici
  |-- †Protictitherium crassum
  |-- †“Protictitherium” cingulatum
  |-- †“Protictitherium” intermedium
  |-- †“Protictitherium” llopisi
  |-- †“Protictitherium” punicum
  |-- †“Protictitherium” gaillardi
  |-- †“Protictitherium” csakvarensis
  |-- †“Protictitherium” sumegense
  `--+--o †Plioviverrops
     |  |?- †P. faventinus
     |  |?- †P. collectus
     |  |-- †P. gervaisi
     |  `--+-- †P. gaudryi
     |     `--+-- †P. guerini
     |        `-- †P. orbigyi
     |--o Proteles 
     |  |-- †P. amplidentus
     |  `-- P. cristatus 
     `--+-- †Tongxinictis primordialis
        |-- †Tungurictis spocki 
        `--+--o “Ictitheriinae”
           |  `--o †Ictitherium 
           |     |-- †I. viverrinum 
           |     |-- †I. adroveri 
           |     |-- †I. arkelaisi 
           |     |-- †I. tauricum 
           |     |-- †I. ibericum 
           |     |-- †I. ebu 
           |     `--+-- †I. kurteni
           |        `-- †I. pannonicum 
           `--o “Hyaeninae” Gray, 1829 (hyeenat)
              |--o †Thalassictis 
              |  |-- †T. robusta
              |  |-- †“T.” certa
              |  |-- †“T.” montadai
              |  |-- †“T.” proava
              |  |-- †“T.” sarmatica 
              |  |-- †“T.” spelaea
              |  |-- †“T.” hipparionum
              |  `-- †“T.” praecurrens
              `--+-- †Hyaenotherium wongii (Zdansky, 1924) 
                 `--+-- †Miohyaenotherium bessarabicum Semenov, 1989 
                    `--+--o †Hyaenictitherium 
                       |  |-- †H. hyaenoides
                       |  |-- †“H.” pilgrimi
                       |  |-- †“H.” parvum 
                       |  |-- †“H.” namaquensis 
                       |  |-- †“H.” intuberculatum 
                       |  |-- †“H.” venator 
                       |  |-- †“H.” barbarum 
                       |  `-- †“H.” minimum 
                       `--+--o †“Chasmaportheteini”
                          |  |--o †Lycyaena
                          |  |  |-- †L. chaeretis
                          |  |  |-- †L. dubia
                          |  |  |-- †L. macrostoma
                          |  |  `-- †L. crusafonti
                          |  `--+--o †Hyaenictis 
                          |     |  |-- †H. graeca
                          |     |  |-- †H. almerae
                          |     |  `-- †H. sp.
                          |     `--o †Chasmaporthetes (=Euryboas)
                          |        |?- †C. progressus
                          |        |?- †C. melei
                          |        |?- †C. kani 
                          |        |?- †C. johnstoni
                          |        |-- †C. exitelus 
                          |        `--+-- †C. borissiaki 
                          |           `--+--o †C. lunensis 
                          |              |  |-- †C. l. lunensis 
                          |              |  `-- †C. l. honanensis 
                          |              |--+-- †C. ossifragus
                          |              |  `-- †C. sp. 
                          |              `--+-- †C. nitidula
                          |                 `-- †C. australis
                          `--o “Hyaenini”
                             |?- †Metahyaena confector 
                             |-- †Palinhyaena reperta 
                             `--+-- †Ikelohyaena abronia 
                                `--+-- †Belbus beaumonti
                                   |-- †Hyaenidae genera et species indet.
                                   `--+-- †Leecyaena lycyaenoidea
                                      |-- †“Leecyaena” bosei
                                      `--+-- Parahyaena brunnea (iena bruna) 
                                         `--+-- Hyaena hyaena (iena striata) 
                                            `--+-- †Pliocrocuta perrieri 
                                               `--+?- †Pachycrocuta robusta
                                                  |?- †Pachycrocuta pyrenica
                                                  |-- †Pachycrocuta brevirostris
                                                  |-- †“Pachycrocuta” bellax
                                                  `--+-- †Adcrocuta eximia 
                                                     `--o Crocuta
                                                        |-- †C. macrodonta
                                                        |-- †C. sivalensis
                                                        |-- †C. honanensis 
                                                        |-- †C. dietrichi 
                                                        `--o C. crocuta (Erxleben, 1777) (iena macchiata)
                                                           |-- †C. c. ultima
                                                           |-- †C. c. spelaeus (iena delle caverne)
                                                           `-- C. c. crocuta (iena macchiata africana)

La iena nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Le iene, al pari di sciacalli e avvoltoi, sono sempre state negativamente connotate, anche se tale fama è sostanzialmente immeritata. Alla iena si associano i concetti negativi di codardia, tradimento e opportunismo; spesso indicata nelle profezie come messaggera di morte e di sfortuna, la iena è invece socievole, buona nutrice dei propri cuccioli, coraggiosa e valida cacciatrice, anche se spesso è costretta a cedere le prede al cospetto di carnivori più grossi.

Ci sono stati casi di allevamento e riproduzione in cattività di alcune specie di iene ed alcuni esemplari vengono spesso usati come comparse in alcuni film horror.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le iene risentono della caccia da parte dell'uomo soprattutto per la pelle ma anche come oggetto d'inseguimento e poi abbattimento durante i safari. Risentono anche della distruzione del loro ambiente naturale.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Hyaenidae

Ienidi in cattività[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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