Ondino Viera
| Ondino Viera | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex calciatore) | |
| Ritirato | 1930 - giocatore 1972 - allenatore |
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| Carriera | ||
| Carriera da allenatore | ||
| 1928 | ||
| 1930-1933 | ||
| 1938-1941 | ||
| 1942-1945 | ||
| 1947 | ||
| 1950-1952 | ||
| 1953 | ||
| 1955 | ||
| 1955-1959 | ||
| 1963 | ||
| 1963-1964 | ||
| 1965 | ||
| 1965-1967 | ||
| 1969 | ||
| 1970-1971 | ||
| 1972 | ||
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Ondino Viera (Montevideo, 10 settembre 1901 – Montevideo, 28 giugno 1997) è stato un allenatore di calcio e calciatore uruguaiano. La sua carriera in panchina abbracciò più di quarant'anni e lo portò ad allenare in quattro paesi del Sudamerica (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).
Indice |
Biografia [modifica]
Nato nel 1901, fin dalla giovinezza si appassionò al calcio,[1] in un periodo in cui la sua nazione stava vivendo un grande interessamento per questa disciplina.[2] Fu tra gli organizzatori del primo Mondiale, Uruguay 1930, in quanto seguì da vicino gli ultimi accorgimenti per completare i lavori di costruzione dello Stadio del Centenario in tempo per la finale del torneo.[1]
Carriera [modifica]
Giocatore [modifica]
Iniziò a giocare ai sei anni d'età,[1] rimanendo nell'interno dell'Uruguay, ritirandosi però prima dei trent'anni per seguire un corso di studi all'Escuela Nacional de Educación Física di Montevideo e potere così ottenere l'abilitazione ad allenare.[2]
Allenatore [modifica]
Aveva già iniziato l'attività di tecnico nel 1928, quando aveva guidato una selezione del Dipartimento di Cerro Largo nel campionato nazionale, che ancora non era divenuto professionistico.[3] Una volta ottenuta la possibilità di allenare, prese le redini del Nacional di Montevideo, partecipando al primo campionato ufficiale; nel 1933 fu sostituito dall'ungherese Américo Szigeti, che poi portò la squadra alla vittoria del titolo nazionale.[4] Lasciò dunque la patria per andare in Brasile. In questa nazione ottenne svariati successi come allenatore, imponendosi come uno dei principali tecnici del paese.[5] Nel 1938 venne contattato dal Fluminense di Rio de Janeiro, con cui vinse per tre volte il Campionato Carioca,[5] per poi passare al Vasco da Gama nel 1942. Con questa società raggiunse ancora una volta il titolo statale, e inaugurò uno dei periodi più floridi per essa, costruendo le fondamenta del cosiddetto Expresso da Vitória, la formazione del Vasco che dominò a livello nazionale per diversi anni;[5] Pablo Forlán disse che fu tra i principali fautori del 4-2-4, introducendolo per la prima volta in Brasile proprio quando guidava il Vasco da Gama.[3] Nacque anche una sorta di leggenda metropolitana riguardante Viera al Vasco, ovvero che fosse stato lui a suggerire l'uso della banda orizzontale nella divisa di gioco, ispirandosi a quella del River Plate,[5] ma questa voce si è rivelata falsa, dato che già nel 1938, prima dell'arrivo dell'uruguaiano, la squadra aveva adottato tale fascia.[6] Lasciata la società, si trasferì al Botafogo e poi al Bangu, dove rimase per un triennio, rimpiazzando Aymoré Moreira nel 1950 e allenando fino al termine del Campionato Carioca 1952, quando venne sostituito da Tim.[7] Così fu chiamato dal Palmeiras, con cui debuttò in panchina l'8 marzo 1953 in casa del Corinthians; le prestazioni del club sotto la sua guida non furono però positive: l'ottavo posto al Torneio Rio-São Paulo, su dieci partecipanti, e una sconfitta per 3-1 contro il San Paolo causarono le sue dimissioni, che ebbero luogo sei mesi dopo il suo arrivo.[8] Dopo aver allenato l'Atlético Mineiro tornò in Uruguay nel 1955, sempre al Nacional, vincendo subito il campionato e in seguito ripetendo l'impresa altre due volte, per un totale di tre titoli consecutivi (1955, 1956, 1957).[3] Nel 1963 cambiò nuovamente paese, trasferendosi così in Paraguay, dove i dirigenti del Guaraní gli assegnarono la panchina della squadra; nell'occasione, anche la Federazione gli offrì il posto di commissario tecnico della Nazionale, che lui accettò, guidando la selezione al Campeonato Sudamericano de Football 1963.[9] Con il club, invece, vinse il titolo nazionale nel 1964 e inaugurò un periodo di successi che durò fino al 1970.[9] Nel 1965, però, fu la Federazione calcistica uruguaiana a richiedere i suoi servigi in vista del campionato del mondo 1966. Fu il primo tecnico a convocare suo figlio, in quanto incluse Milton nella lista dei convocati per la rassegna mondiale.[10] Durante la competizione adottò uno scherma particolare, l'1-4-4-1, che aveva generato polemiche anni prima, ma che funzionò discretamente.[3] L'Uruguay centrò la qualificazione alla fase successiva, ricevendo però una sconfitta per 4-0 dalla Germania Ovest che ne sancì l'eliminazione. Nel 1967 Viera lasciò la panchina della Nazionale a Enrique Fernández e allenò il Colón nel 1969,[11] il Liverpool nel 1971 e, da ultimo, il Peñarol nel 1972.
Palmarès [modifica]
Allenatore [modifica]
Competizioni nazionali [modifica]
- Fluminense: 1938, 1940, 1941
- Vasco da Gama: 1945
- Guaraní: 1964
Note [modifica]
- ^ a b c (EN) Interview with Ondido (sic) Viera, Uruguayan Football Player. URL consultato in data 8-6-2010.
- ^ a b (ES) Vicente Esquiroz, “Uruguay tiene que superar el “fútbol de culto y mito...”, El Mundo Deportivo, 25 6 1958. URL consultato in data 9-6-2010.
- ^ a b c d (ES) El Ondino Viera del siglo XXI, ovaciondigital.com.uy. URL consultato in data 8-6-2010.
- ^ (ES) Uruguay - Winning Coaches Professional Era. RSSSF. URL consultato in data 8-5-2010.
- ^ a b c d (PT) Que Fim Levou? - Ondino Viera. terceirotempo.ig.com.br. URL consultato in data 8-6--2010.
- ^ (PT) Camisa. crvascodagama.com. URL consultato in data 8-6-2010.
- ^ (PT) Tecnicos. bangu.net. URL consultato in data 11-6-2010.
- ^ (PT) Ondino Viera. pontoverde.com. URL consultato in data 11-6-2010.
- ^ a b (ES) El Gran Guaraní. ABC Digital. URL consultato in data 11-6-2010.
- ^ (EN) Kranjcar, reborn playmaker, awaits dramatic last act, The Independent, 21 11 2007. URL consultato in data 9-6-2010.
- ^ (ES) Armando Luis Mareque: «Creo que mi equipo es el que más se ajusta al fútbol típicamente sudamericano», El Mundo Deportivo, 22 8 1971. URL consultato in data 11-6-2010.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Statistiche su FIFA.com
- (EN) Statistiche su National Football Teams
- (DE) Statistiche su FussballDaten.de
- Statistiche su Worldfootball.net/Weltfussball.de
- Allenatori del Club Nacional de Football
- Allenatori del Fluminense F.C.
- Allenatori del C.R. Vasco da Gama
- Allenatori del Botafogo F.R.
- Allenatori del Bangu A.C.
- Allenatori della S.E. Palmeiras
- Allenatori del Clube Atlético Mineiro
- Allenatori del Club Guaraní
- Allenatori del C.A. Cerro
- Allenatori del Liverpool F.C. (Montevideo)
- Allenatori del C.A. Peñarol
- Allenatori di calcio uruguaiani
- Calciatori uruguaiani
- Nati nel 1901
- Morti nel 1997
- Nati il 10 settembre
- Morti il 28 giugno
- Nati a Montevideo
- Morti a Montevideo