Monte Fasce

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Monte Fasce
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Genova Genova
Altezza 832 m s.l.m.
Catena Appennino ligure
Coordinate 44°24′34.2″N 9°02′04.2″E / 44.4095°N 9.0345°E44.4095; 9.0345Coordinate: 44°24′34.2″N 9°02′04.2″E / 44.4095°N 9.0345°E44.4095; 9.0345
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Fasce

Il Monte Fasce o Monte Fascie nelle carte dell'Istituto Geografico Militare, è, con i suoi 832 metri di altitudine, una tra le maggiori alture della città di Genova. È una montagna dell'Appennino ligure e fa parte del Parco Urbano di Monte Fasce e Monte Moro.

Sorge alle spalle dei quartieri del levante cittadino di Quarto dei Mille, Quinto al Mare e Nervi, e li protegge dalla tramontana scura. La sua cima si trova a circa 3 km in linea d'aria dal mar Ligure.

È sede di numerosi ripetitori televisivi, radiofonici, di servizi privati e di Stato. Sul punto più alto si trova una croce in ferro alta 14 metri, posizionata intorno all'anno 1900.

I vicini Prati di Fascia sono tradizionalmente luogo per gite fuori porta dei genovesi. Da questa altura si gode di un panorama pressoché totale della città e nelle giornate più limpide è possibile ammirare la Corsica, l'Isola d'Elba, l'Isola Palmaria, le Alpi Apuane, le Alpi Marittime, il Monviso, le Alpi Pennine (in particolare il Cervino e il Monte Rosa) e le Alpi Lepontine.

I Prati di Fascia sono raggiungibili percorrendo la SP 67 "del Monte Fasce", che unisce il quartiere genovese di Apparizione con Uscio e dalla quale si distacca una breve strada sterrata che raggiunge la cima del monte.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Dalla cima del Monte Fasce partono tre crinali principali che lo dividono in altrettanti versanti: orientale, sud-occidentale e nord-occidentale.

Il versante orientale[modifica | modifica sorgente]

Il versante orientale del Monte Fasce visto da Sessarego, frazione di Bogliasco

Il versante orientale è delimitato a sud della vetta dal crinale che, passando per il Monte Moro (408 m), sopra il quartiere di Quinto, giunge ad incontrare il Mar Ligure all'altezza del porticciolo di Nervi. A nord della vetta è delimitato dallo spartiacque che congiunge il Monte Fasce al Monte Bastia (846 m), passando per la Sella dei Prati di Fascia (746 m).

Dal versante orientale nascono gli affluenti di destra del torrente Nervi. La valle del torrente Nervi, a monte dell'omonimo quartiere di Nervi, è quasi del tutto disabitata. In questo versante sono ben visibili le faglie e le pieghe provocate dal sollevamento della catena alpina.

Il versante sud-occidentale[modifica | modifica sorgente]

Versante occidentale del Monte Fasce visto dalle alture dei Camaldoli, Genova
Il viadotto dell'Autostrada A12 sulla valletta del Rio Bagnara

Il versante sud-occidentale è delimitato a est dal crinale Monte Fasce-Monte Moro-Nervi, mentre a nord lo spartiacque degrada più dolcemente verso il quartiere di Borgoratti passando per il Monte Borriga detto del Liberale (538 m) ed il quartiere di Apparizione.

Su tale versante scendono, partendo da fonti situate ad una quota compresa tra i 500 e i 600 metri, i torrenti Priaruggia (tra Apparizione ed il Colle Pianetti o Bric Costa d'Orecchia) e Castagna (tra il Colle Pianetti e il Colle Perasso o Stalletta), che sfociano a Quarto; Bagnara (tra il Colle Perasso e il Colle degli Ometti) e San Pietro (tra il Colle degli Ometti e il Monte Moro), che sfociano a Quinto.

Il versante nord-occidentale[modifica | modifica sorgente]

Il versante nord-occidentale è delimitato dallo spartiacque Monte Fasce-Monte Borriga-Apparizione a sud e dal crinale Monte Fasce-Prati di Fascia-Monte Bastia a est. Dal versante nascono il torrente Sturla ed i suoi affluenti di sinistra.

I costoni del Monte Fasce che degradano verso la valle del rio Sturla, coperti da un manto boschivo, si abbassano ripidamente verso i quartieri di San Desiderio e di Bavari, racchiudendo il piccolo abitato di Pomà.

Alcuni percorsi o sentieri solo pedonali, per lo più abbandonati, collegano la SP 67 del Monte Fasce con il sottostante abitato di Premanico, alle spalle del colle di Apparizione, sulla valle dello Sturla. A causa della topografia che su questo versante crea molte aree di fondovalle (piccole vallette minori) scarsamente soleggiate, si ripete il toponimo Luega (da luvega, area umida di fondovalle).

Flora[modifica | modifica sorgente]

Il monte si presenta attualmente spoglio sul versante a sud, con tracce di antiche fasce, quasi completamente cancellate dopo un lungo abbandono. Nelle parti inferiori (zone dei colli a bassa quota) restano alcune parti a oliveto (ormai in gran parte inselvatichito), castagni, querce e residui di fasce coltivate, quasi tutte abbandonate. La vegetazione riprende più fitta sui versanti settentrionali, che rimanendo in ombra erano coltivati a castagneto domestico.

La vegetazione naturale, che ricopriva l'intera montagna fino all'Alto Medioevo, consisteva probabilmente in boschi sempreverdi di leccio, che si sviluppavano sul versante meridionale al di sotto dei 600 m, alternati a formazioni boschive miste in cui assieme al leccio crescevano il frassino minore e il terebinto. Laddove il suolo si presenta meno evoluto ed affiora il substrato roccioso (flysch dell'Unità del Monte Antola) allignavano probabilmente formazioni a macchia arbustiva (arbusti con altezza media di 2–3 m) formate da Erica arborea, fillirea e alaterno. Sui versanti settentrionali doveva invece prevalere una vegetazione arborea formata prevalentemente da roverelle, roveri (prevalenti a quote più elevate) e carpini neri, questi ultimi più abbondanti negli impluvi. In prossimità della vetta, oltre alle roveri, dovevano essere presenti anche nuclei di faggio, poiché la presenza di esemplari isolati di faggio si osserva tuttora nel tratto sommitale della catena Monte Fasce-Monte Bastia-Monte Becco.

Tra le specie erbacee che vivono sulle pendici del Monte Fasce vanno ricordate alcune orchidee del genere Ophrys dai labelli coloratissimi che imitano, nella forma e nel colore, quello dei loro insetti impollinatori; la rarissima orchidea aperta (Orchis patens); il vistoso anemone stellato (Anemone hortensis); il narciso a tazzetta (Narcissus tazetta); il narciso dei poeti (Narcissus poeticus) dai fiori profumati che, nel mese di aprile, colorano di bianco i prati al di sopra dei 600 m. Recentemente sulle pendici del Monte Fasce è stata accertata la presenza del rarissimo "zafferanetto ligure" (Romulea ligustica) che in Liguria era precedentemente conosciuto solo nella zona del Monte Gazzo (alle spalle di Genova Sestri) e nell'entroterra di Arenzano.

Fioritura primaverile di narcisi

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il Monte Fasce fu sede nel '700 di alcuni scontri tra le truppe francesi ed austriache che si allargavano sui monti nell'intento di riprendersi Genova. Altri piccoli combattimenti ebbero luogo all'epoca dell'assedio di Genova del 1800, quando il generale Massena era assediato nella città, circondato dalle truppe dell'alleanza antinapoleonica. Di questi eventi resta il nome del retrostante Monte Bastia, subito a Nord del Monte Fasce, dove per bastia si intende un fortino di costruzione provvisoria, realizzato con trincee e avvallamenti di protezione in terra e fascine.

Attorno al 1821, nei primi anni del dominio sabaudo su Genova, il colonnello Giulio d'Andreis, cui si devono le architetture di miglioria delle fortificazioni genovesi nel primo Ottocento, progettò sui crinali che andavano dal Monte Moro al Monte Fasce, e da qui ai monti Bastia e Riega, una serie di torrette-fortino simili a quella costruita a monte del Forte di Quezzi. La linea fortificata, che avrebbe dovuto occupare questi crinali con costruzioni a distanze costanti, non venne mai realizzata per gli alti costi necessari.

Una pendice del Monte Fasce, il Monte Borriga detto del Liberale, deve il suo nome all'appellativo ('Liberale') con cui il fondatore dell'omonima osteria, ivi locata, veniva chiamato nell'ambiente portuale genovese di fine Ottocento dai compagni di lavoro. Tale origine, oltre che riportata oralmente da una sua discendente (Ada Barbagelata), è anche sostenuta e ben documentata sullo stesso sito internet della trattoria. Comunque sia, nei pressi di questa, durante un vasto raduno di repubblicani, l'avvocato Canale tenne il suo infervorato discorso filo-mazziniano negli anni cinquanta dell'Ottocento, discorso che fu all'origine di un noto processo in tribunale.

Il Monte Moro, il cui rilievo si stacca a sud del Monte Fasce, divenne sede di una serie di fortini militari a cominciare dal tardo Ottocento. Per collegare questi alla città venne realizzata la strada militare che partendo dalla valle Sturla e passando per Apparizione, vi arrivava con un percorso di mezza costa a quota ribassata sul pendio meridionale del Monte Fasce. Tale strada, venuto meno l'uso militare, è rimasta come strada turistica del Monte Moro. All'epoca della seconda guerra mondiale venne costruita una serie di bunker e postazioni di cemento armato, che dall'abitato di Quinto arrivavano alla vetta del Monte Moro. Poco più sopra, sul crinale che collega la vetta del Monte Moro al Monte Fasce, venne realizzata una piazzola per la contraerea.

Sul fortino della vetta del Monte Moro venne aperta negli anni sessanta una trattoria molto frequentata per le scampagnate domenicali ma attualmente dismessa. La vetta del Monte Moro nel secondo dopoguerra fu oggetto di rimboschimenti con pini marittimi, più volte danneggiati da incendi dolosi.

In seguito alla presunta apparizione della Vergine al padre benedettino Bonaventura (Renato Raschi 1902-1987) nel 1962, vennero costruiti sulla vetta del Monte Borriga un monastero ed una chiesa. Il complesso religioso prende il nome di Oasi della Pace. In seguito anche un altro veggente, esterno alla chiesa, raccolse negli anni ottanta e novanta alcuni gruppi di credenti in raduni mensili nella zona per ulteriori presunte apparizioni della Vergine.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.
  • Andrea Parodi, I monti di Genova, Andrea Parodi Editore, Arenzano (GE), 1999
  • Centro Studi Unioncamere Liguri, Verdeazzurro: un itinerario pedonale fra monti e mare dal porto di Genova alla punta di Portovenere, Prima Tappa (da Genova a Nervi), Genova, 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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