Messa alta

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Elevazione durante una Messa solenne.

Messa Solenne (in latino Missa solemnis) o Messa alta sono termini che si riferiscono ad una formula cerimoniale della messa nella forma extraordinaria del rito romano della Chiesa cattolica. È celebrata da un prete con l'assistenza di un diacono e un suddiacono. Il ruolo degli ultimi due è spesso supplito da due preti.

Il termine messa alta si riferisce talvolta ad una messa cantata anche senza la partecipazione di diaconi e suddiaconi, tuttavia nella definizione data dalla Catholic Encyclopedia: "la cosa essenziale nella messa alta non è la musica ma la partecipazione del diacono e del suddiacono".

L'importanza della Messa tridentina[modifica | modifica sorgente]

Sulla messa alta o solenne, la Catholic Encyclopedia riporta:

La messa alta esiste soltanto nel caso della presenza di diacono e suddiacono; infatti soltanto la partecipazione di queste due figure rende pienamente comprensibile la messa da parte dei fedeli che vi assistono. Conseguentemente le regole dell'Ordinario della messa suppongono sempre che la messa sia alta. Una messa celebrata da un prete da solo con l'ausilio di un accolito è una forma breve e semplificata della stessa. Il suo rituale può essere spiegato soltanto facendo riferimento alla messa solenne. Per esempio il celebrante si sposta verso il leggio per leggere il Vangelo, perché quello è il luogo ove il diacono andrebbe in processione nella messa alta; dopo la lettura ritorna all'altare, ma nella messa alta sarebbe rimasto al suo posto e così via.

Vestimenti sacri[modifica | modifica sorgente]

Nella sacrestia, prima del vestimento, tutti e tre i sacri ministri (prete celebrante, diacono e suddiacono) si lavano le mani. Il suddiacono ed il diacono arrivano un poco prima del celebrante in modo che possano essere già vestiti quando questi arrivi in sacrestia[senza fonte]. Mentre il diacono ed il suddiacono si vestono, il primo ed il secondo accolito li aiutano a vestire i paramenti liturgici. I ministri recitano delle preghiere mentre vestono ciascun paramento sacro. Per prima cosa indossano l'amitto, un pezzo di stoffa rettangolare di lino che viene baciato prima di farlo passare sopra la testa mentre viene recitata una preghiera. Quindi viene allacciato attorno alle spalle. Indossano poi il camice, una lunga tunica bianca con le maniche. Quindi viene indossato il cingolo, un cordone di lana bianca che viene annodato intorno alla vita. Il suddiacono completa il suo vestimento con il manipolo, un pezzo di stoffa ricamato piegato a metà e posto sul braccio sinistro e quindi la tunica ricamata con le maniche corte sopra tutto il resto. Il diacono pone la sua stola (una lunga sciarpa ricamata simile al manipolo ma più lunga) sulla sua spalla sinistra e la lega al cingolo sulla destra. Egli indossa quindi la dalmatica (simile alla tunica). Il prete celebrante indossa la stola intorno al collo e la lega con il cingolo intorno alla vita. Su tutto indossa la casula, simile alla tunica ma senza maniche e colorata in modo differente in funzione del periodo dell'anno liturgico in cui si svolge la messa.

Musica[modifica | modifica sorgente]

La musica tipica delle messe solenni è il canto gregoriano. Comunque una vasta varietà di musiche previste dall'Ordinario della messa sono state composte nel corso dei secoli e possono essere eseguite. Vi sono poi delle musiche scritte appositamente per le varie festività dell'anno liturgico. Un esempio è un Proprio di William Byrd per la messa della Madonna nel periodo di Avvento.

Nonostante il bando di papa Pio X sulle musiche composte dopo il rinascimento, la musica per l'Ordinario della messa di compositori come Mozart viene ancora eseguita. Essendo basata su testi in latino, questo tipo di musica è eseguita meno frequentemente al giorno d'oggi, dopo riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II.

La musica della messa è frequentemente eseguita da un coro generalmente costituito da laici sia uomini che donne, anche se spesso possono partecipare anche dei religiosi. Il coro, se monastico, è solitamente schierato vicino all'altare. Ma con l'arrivo di musiche molto elaborate e di difficile esecuzione, molti laici sono entrati nei cori. Qursto ha imposto di spostare le masse corali in posizioni laterali o nella tribuna in fondo alla chiesa dove solitamente è situato l'organo.

Nella messa solenne l'intera messa viene cantata. Essa è considerata, dalla Chiesa cattolica, un continuo canto di preghiera a Dio affinché invii Suo Figlio a redimere i peccati dell'umanità. La messa è considerata anche come la rappresentazione del sacrificio di Gesù Cristo sulla croce per la redenzione degli uomini. Alcuni descrivono la messa solenne come: "un'opera divinamente istituita, di preghiera a Dio, con Dio come il solo membro del pubblico". Questo è in linea con la teologia cattolica che segue l'antico nome greco della messa (usato nello scrivere da Ignazio d'Antiochia, Giustino ed Ireneo), Eucharistia che significa "ringraziamento".

Struttura e cerimoniale[modifica | modifica sorgente]

La cerimonia inizia con il suono del campanello da parte del cerimoniere. Si apre la porta della sacrestia ed i ministri e gli accoliti entrano in chiesa nel seguente ordine: prima gli accoliti che portano il turibolo con l'incenso; quindi gli accoliti che portano le candele (in alcune chiese è d'uso portare una croce in processione da un crocifero che sta fra gli accoliti con le candele o li precede); quindi il cerimoniere e dopo di lui i tre ministri in ordine di precedenza o con diacono e suddiacono ai lati dell'officiante.

  • Aspersione (solo la domenica nella messa principale del giorno). Questa cerimonia di aspersione della comunità dei fedeli con l'acqua benedetta viene eseguita dal celebrante con l'assistenza degli altri ministri. Dopo la benedizione dell'altare e degli stessi ministri ed accoliti, il celebrante procede lungo la navata per benedire i fedeli. Nello stesso tempo il coro od un cantore, canta il testo del salmo 50 verso 9 "Asperges me et mundabor, lavabis me et super nivem dealbabor" ("Aspergimi e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve"). Dopo che i ministri sono ritornati all'altare, vengono cantati alcuni versi dal celebrante, ai quali rispondono tutti gli altri.
  • Preghiere ai piedi dell'altare. Queste preghiere sono dette dai sacri ministri ai piedi dell'altare maggiore. Vengono anche dette dagli altri astanti inginocchiati, mentre gli accoliti siedono con i celebranti negli stalli del coro. Se gli accoliti sono abbastanza vicini possono cantare con i celebranti. Queste preghiere sono essenzialmente costituite dal salmo 42, con versi detti alternativamente dal celebrante e dagli altri ministri sacri. Nel frattempo il coro canta il testo dell'introito. Alla fine delle preghiere tutti si mettono in piedi. I sacri ministri salgono gli scalini verso l'altare per incensarlo.
  • Introito. Questo testo della messa varia tutti i giorni. Esso è costituito da testi religiosi o delle sacre scritture seguito da un verso di salmo che a sua volta è seguito dalla dossologia. Quindi il testo religioso viene ripetuto. Questo viene fatto cantando mentre i sacri ministri sono ai piedi dell'altare a dire le preghiere. Alla fine i sacri ministri salgono all'altare e un accolito consegna al celebrante il turibolo con l'incenso. Il celebrante, accompagnato dagli altri ministri, mette l'incenso nel turibolo, lo benedice ed incensa quindi l'altare. Dopo aver finito d'incensare l'altare porge il turibolo al diacono e questi incensa il celebrante. Indi restituisce il turibolo all'accolito e questi lo riporta in sacrestia. I sacri ministri formano un semicerchio ai piedi dell'altare (per la verità una linea) dove il celebrante sta sulla base dell'altare, il diacono dietro a lui ed il suddiacono dietro al diacono. Il cerimoniere aiuta il celebrante a raggiungere il messale. Il celbrante fa il segno della croce e recita l'introito a bassa voce e tutti si inchinano con lui quando recita la dossologia. Sia l'introito che il Kyrie eleison sono cantati dal coro.
  • Kyrie eleison. Quando il celebrante finisce di recitare l'introito, recita il Kyrie eleison alternandosi con il cerimoniere (gli altri sacri ministri possono unirsi al cerimoniere). Alla fine i sacri ministri formano una linea retta rimanendo al loro posto, a meno che il Kyrie non sia particolarmente lungo nel qual caso prendono posto negli stalli del coro.
  • Gloria in excelsis. Alla fine del Kyrie, i sacri ministri camminano in linea verso il centro dell'altare. Se invece erano seduti, si alzano tutti in piedi, ad eccezione del celebrante fino a che la sua berretta non è presa in consegna dal diacono. I tre ministri si genuflettono ai piedi dell'altare e quindi salgono all'altare in linea fra loro. Il celebrante intona le prime parole del Gloria dopo di che il coro canta il resto, ed il diacono ed il suddiacono salgono all'altare ponendosi al fianco del celebrante mentre questi recita il Gloria a bassa voce. Quando hanno terminato, rimangono in attesa che il coro termini il suo canto o se questo è molto lungo possono andare a sedersi come durante il Kyrie.
  • Orazione o colletta. Verso la fine del canto del Gloria (o del Kyrie se il Gloria viene omesso) i sacri ministri stazionano al centro dell'altare. Quando i canti sono finiti il celebrante rivolgendosi ai fedeli con le braccia in posizione orante dice "Dominus vobiscum" ("Il Signore sia con voi") a cui si risponde "Et cum spiritu tuo" ("E con il tuo spirito"). Il celebrante legge poi la colletta del giorno (ogni volta la parola legge deve essere interpretata come canta).
  • Epistola. Alla fine il cerimoniere va a prendere l'Epistolario o Lezionario. Lo porge al suddiacono che si inchina verso il crocifisso se viene menzionato il nome di Gesù e quindi si genuflette verso l'altare. Egli poi si pone accanto al celebrante che recita l'epistola, a bassa voce, dialogando con il diacono e termina poi con "Deo gratias" ("Sia grazia a Dio"). Il suddiacono legge l'epistola e quindi fa una riverenza verso l'altare e verso il coro. Sale quindi i gradini per raggiungere il celebrante, si inginocchia mentre il celebrante lo benedice e quindi bacia la mano al celebrante dopo che questi la pone sull'Epistolario. L'Epistolario viene poi restituito al cerimoniere che lo ripone al suo posto.
  • Graduale e Alleluia (o Tratto). Dopo che il celebrante ha recitato l'epistola, egli recita le scritture od altri versi come il Graduale e l'Alleluia (o il Tratto al posto dell'Alleluia nel periodo della quaresima). Egli finirà prima che il suddiacono avrà finito di leggere l'epistola. Una volta che il suddiacono avrà finito di leggere l'epistola il coro inizia a cantare gli appositi canti per il Graduale e l'Alleluia.
  • Vangelo
  • Sermone (opzionale)
  • Credo
  • Offertorio
  • Secreta
  • Prefazio
  • Sanctus e Benedictus
  • Canone romano
  • Padre nostro
  • Pace
  • Agnus Dei
  • Distribuzione della santa comunione
  • Abluzione
  • Communio
  • Post-Communio
  • Benedizione
  • Ultimo Vangelo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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