Matrix Revolutions

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Matrix Revolutions
Il volto di Matrix (tratto dal film Matrix Revolutions).jpg
Deus Ex Machina, il Re delle Macchine
Titolo originale The Matrix Revolutions
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2003
Durata 129 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,40:1
Genere azione, fantascienza, drammatico
Regia Lana e Andy Wachowski
Soggetto Lana e Andy Wachowski
Sceneggiatura Lana e Andy Wachowski
Produttore Joel Silver
Produttore esecutivo Lana e Andy Wachowski
Casa di produzione Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, Silver Pictures, NPV Entertainment
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Bill Pope
Montaggio Zach Staenberg
Effetti speciali John Gaeta, Amalgamated Pixels, Animal Logic, BUF, CIS Hollywood, ESC Entertainment, GRAFF Network Services, Gentle Giant Studios, Giant Killer Robots, Makeup Effects Group Studio, Pixel Liberation Front, Sony Pictures Imageworks, Spectrum Studios, Tweak Films, XYZ-RGB
Musiche Don Davis
Scenografia Owen Paterson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Matrix Revolutions è il terzo film della trilogia di Matrix. Uscito nel 2003 alcuni mesi dopo Matrix Reloaded, è in realtà, più che un seguito, il secondo tempo del capitolo precedente; è uscito nelle sale cinematografiche in contemporanea mondiale il 5 novembre 2003.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La guerra si fa sempre più pressante e gli abitanti di Zion vengono chiamati a difendere in tutti i modi la città. I militari organizzano trappole per contrastare l'arrivo delle sentinelle nemiche (chiamate "seppie") e delle enormi trivelle che facilitano l'avvicinamento e l'attacco a Zion e che, oramai, sono prossime a sfondare la struttura protettiva a cupola che sovrasta la città. Neo, che nel mondo reale è ancora privo di sensi, in Matrix si risveglia in una sorta di luogo remoto ed isolato sia da Matrix che dal mondo reale, una sorta di limbo, creato e gestito totalmente dal"l'Uomo del treno", personaggio fedele solo alla potente ed antica entità di Matrix nota come il Merovingio. Questo tratto di metropolitana, da cui è impossibile fuggire da soli, viene utilizzato per trasportare "illegalmente" programmi da Matrix al mondo reale delle macchine. Quando Neo tenta di salire sul treno con Satì (programma che ha sembianze di bambina in fuga da Matrix, accompagnata dai suoi genitori, che volevano evitarne la cancellazione con un accordo preso con il Merovingio), viene aggredito dall'Uomo del Treno, che lo scaraventa contro il muro di questa remota stazione di fermata della metropolitana.

In seguito, Trinity e Morpheus, con l'aiuto di uno speciale programma chiamato Prince (serve per cercare l'oracolo), vanno ad interrogare l'Oracolo, nel tentativo di riportare Neo in Matrix, e questa spiega ai due come stanno i fatti e li indirizza dal Merovingio, al cui cospetto vengono accompagnati da Seraph. La conversazione con il Merovingio non sembra essere fruttuosa; Trinity, contrariata, lo minaccia imponendogli un aut aut: o libera l'uomo o moriranno tutti seduta stante. Il Merovingio, sotto la minaccia delle armi, li indirizza alla remota fermata della stazione, luogo in cui infine riescono a ritrovare Neo. Questi, prima di "disconnettersi" da Matrix e tornare al mondo reale, parla con l'Oracolo; essa gli confida che il programma "Agente Smith" in realtà esiste solo per "controbilanciare" la presenza dell'Eletto, egli è il suo doppio malvagio. Gli svela anche che i suoi poteri di Eletto trascendono Matrix, estendendosi fino al mondo esterno. Prima di separarsi L'oracolo avverte Neo che Smith sta diventando sempre più potente e che ormai solo lui è in grado di fermare la sua avanzata, e che quella notte il destino del mondo delle macchine e degli uomini si troverà nelle mani di uno dei vincitori. Quando Neo lascia l'edificio, un gruppo di cloni dell'Agente Smith entra nel locale, e trasformano l'Oracolo in un altro clone, dotato di tutti i poteri dell'Oracolo, tra i quali quelli della chiaroveggenza e della preveggenza. Lo stesso destino viene riservato a Satì e Seraph.

Neo, risvegliatosi, chiede che gli venga assegnata una nave per viaggiare alla ricerca della Città delle Macchine e poter così tentare un approccio diplomatico alla fine della guerra. Niobe, sebbene non creda ancora nell'Eletto, concede a Neo l'uso della propria nave, la "Logos". Trinity accompagna Neo nel suo pericoloso viaggio. Niobe e gli altri, invece, si dirigono verso Zion, in un estremo e disperato tentativo di difendere la città. Solo dopo essere partiti scoprono che Bane (che si comprenderà essere controllato mentalmente dall'Agente Smith) ha ucciso un membro dell'equipaggio ed è scomparso. Al momento di partire, Neo e Trinity vengono attaccati da Bane, che si rivela loro come l'Agente Smith. Durante il combattimento, Bane acceca permanentemente Neo con un cavo energetico arroventato. Tuttavia, Neo sviluppa il nuovo potere di "vedere mentalmente" l'energia intrinseca emessa dai viventi o dalle macchine nella realtà esterna a Matrix; in tal modo, Neo ha la possibilità di uccidere il suo aggressore e di continuare il viaggio.

A Zion penetrano migliaia di "seppie" ed alcune gigantesche trivelle. La fanteria umana, a bordo di esoscheletri antropomorfi e pesantemente armati, ingaggia il combattimento coadiuvata da molti civili. Niobe riesce, infine, ad arrivare in città. Disattiva tutte le macchine nemiche, lanciando un impulso elettromagnetico. Tuttavia, questo impulso di energia lascia in avaria anche tutte le apparecchiature elettroniche di Zion, in particolare tutti i dispositivi elettronici associati alla difesa della darsena della città vengono distrutti: la situazione è davvero disperata. Neo, grazie alla sua nuova capacità, è in grado di seguire la strada per la Città delle Macchine. Lungo il percorso, a causa del gran numero di sentinelle, Trinity è costretta a far cabrare la nave ed a portarla ad una quota molto elevata, sopra alla coltre di nuvole nere perenni che copre la Terra, avendo così l'occasione di scorgere il cielo azzurro per la prima volta nella sua vita (rimanendo, peraltro, estasiata da tale visione). Nella fase di ridiscesa verso la terra, Trinity perde il controllo della nave e va a schiantarsi contro un'alta costruzione. Nell'impatto, la donna resta gravemente ferita, trafitta da dei pali metallici della costruzione e muore tra le braccia dell'amato.

Ormai rimasto solo, Neo incontra un Deus ex machina, l'intelligenza collettiva delle macchine, che si manifesta a lui come un enorme viso animato, costituito da migliaia di macchine in movimento sincronizzato con precisione. Propone alle macchine la fine delle ostilità e la pace con gli uomini in cambio dell'annientamento dell'Agente Smith, il quale è uscito da qualsiasi controllo, si è già moltiplicato a dismisura in Matrix e la cui crescente influenza costituisce ormai una minaccia anche per le macchine stesse. A Zion le macchine cessano di attaccare e si fermano in una situazione di attesa.

Neo rientra in Matrix e inizia uno scontro con lo Smith nato dalla sovrascrittura dell'Oracolo, che grazie ai suoi poteri è in grado di affrontare Neo senza l'aiuto degli altri Smith, che si limitano ad assistere alla lotta. Dopo alcuni minuti di combattimento, nei quali nessuno riesce ad avere il sopravvento sull'altro, l'Oracolo parla a Neo attraverso Smith, ripetendogli l'enigmatica frase che gli aveva detto durante il loro ultimo incontro: "Tutto ciò che ha un inizio ha una fine, Neo". Neo a questo punto comprende che l'unico modo per sconfiggere Smith è lasciare che quest'ultimo lo elimini. Smith dunque, si sovrascrive a Neo, che non oppone resistenza. Così facendo, Smith di fatto elimina da Matrix "l'anomalia Neo", rendendo se stesso ("cacciatore" dell'Eletto) ormai inutile: infatti, come l'Oracolo aveva spiegato a Neo, la presenza di Smith era necessaria per conservare una "condizione di equilibrio di forze". Di conseguenza, come tutti i programmi obsoleti, difettosi o senza uno scopo specifico, Smith viene cancellato dal sistema, dopo l'eliminazione dell'Eletto.

A Zion le macchine si ritirano e tutti comprendono che la ragione di tutto ciò è dovuto alla riuscita della missione di Neo. Quest'ultimo, probabilmente morto, viene trasportato via dalle macchine, in una sorta di processione funebre. Nelle scene finali, l'Oracolo e l'Architetto si incontrano, dopo la ricostruzione del sistema, e prendono degli accordi per la pace. Le macchine, rispettando la loro parte del patto, concedono di liberare gli umani imprigionati che preferiscano la libertà al mondo virtuale di Matrix.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono titoli di testa, al di là dei loghi di produzione e il nome del film. Nel contratto per la realizzazione di questo film e di Matrix Reloaded, i fratelli Wachowski hanno incluso una clausola per la quale non avrebbero potuto ricevere alcuna intervista dai media. L'attrice che nel terzo capitolo di Matrix interpreta l'Oracolo Mary Alice non è la medesima dei due capitoli precedenti, in quanto Gloria Foster morì proprio nel periodo in cui le riprese di Matrix Revolutions erano ancora in corso. Nello screenplay si ovvia a questa mancanza tramite un espediente, ovvero la punizione delle macchine nei confronti dell'Oracolo, la quale risulta alterata nelle sue sembianze corporee e, a suo dire, ha perso "qualche bit".

I cartelloni pubblicitari, nella scena dell'inseguimento nel sottopassaggio della metropolitana sono stati aggiunti in post-produzione (mossa di Product Placement) e, durante le riprese, gli spazi d'affissione sono stati occupati da manifesti rovinati di un film immaginario chiamato "Burly Men" (lett."omaccioni"), interpretato da Keanu Reeves, Laurence Fishburne e Hugo Weaving.[2]

La storia di Matrix prosegue nel MMORPG The Matrix Online. La scritta MOBIL (AVE) che si legge sul muro della stazione della metropolitana, all'inizio dell'episodio, non è altro che l'anagramma della parola LIMBO (AVE). La capacità di mantenere la vista anche dopo essere stati accecati, unita al dono della preveggenza è molto simile alla stessa condizione di Paul Atreides protagonista dei primi romanzi del ciclo di Dune di Frank Herbert.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto durante l'edizione dei Razzie Awards 2003 una nomination come Peggior regista per Lana e Andy Wachowski.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Parlando a proposito di possibili sviluppi futuri della serie, Keanu Reeves ammise: «Lo so di deludere migliaia di fan, ma non credo che Neo abbia ancora qualcosa da raccontare. Per me è stata una bellissima esperienza, felicemente conclusa», ponendo fine alle indiscrezioni riguardantigli.[3] Si era parlato nel 2009 di The Matrix: Resurrection, con James McTeigue alla regia e il duo Alex Kurtzman-Roberto Orci alla sceneggiatura, su produzione di Joel Silver; ma in realtà l'intera faccenda si rivelò un pesce d'aprile orchestrato dal sito web di cinema Slashfilm.[4]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

In questo episodio della saga, l'agente Smith ha replicato il proprio programma fino a sostituire completamente il popolo virtuale di Matrix. Nelle strade e negli edifici digitali migliaia di agenti Smith assistono impassibili alla lotta finale con Neo: alcuni fotogrammi sembrano ispirati dai quadri del pittore belga René Magritte e in particolare all'icona de L'uomo con la bombetta che costituisce il soggetto di svariate composizioni tra cui Il mese della vendemmia, (del 1959), ove decine di uomini con la bombetta dall'espressione identica si affacciano ad una finestra verso l'interno di una stanza vuota.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Matrix Revolutions (2003) - Release dates
  2. ^ Articolo di Matrix Revolutions su Internet Movie Database.
  3. ^ Keanu Reeves: "Non ci sarà un seguito del film Matrix", Affari italiani, 9 dicembre 2008. URL consultato l'8 luglio 2009.
  4. ^ Peter Sciretta, Warner Bros Announces New Matrix Sequel: The Matrix Resurrection, Slashfilm, 31 marzo 2009. URL consultato l'8 luglio 2009.

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