Lucio Malan

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sen. Lucio Malan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Luserna San Giovanni
Data nascita 30 luglio 1960
Partito Forza Italia (1994-2009), PdL (2009-2013), Forza Italia (dal 2013)
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo FI (1994-2008), PdL (2008-2013), FI (dal 2013)
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Questore del Senato
  • Membro della Giunta provvisoria per la verica dei poteri
  • Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari
  • Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa)
  • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa
Pagina istituzionale
on. Lucio Malan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Luserna San Giovanni
Data nascita 30 luglio 1960
Partito Forza Italia
Legislatura XII
Gruppo Forza Italia
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Segretario dell'Ufficio di Presidenza
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Esteri)
  • Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro)
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla attuazione della politica di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo
Pagina istituzionale

Lucio Malan (Luserna San Giovanni, 30 luglio 1960) è un politico italiano.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia di confessione valdese, ha militato nel movimento di Testimonianza Evangelica Valdese (un gruppo minoritario della Chiesa Valdese negli anni Settanta, formatosi in polemica con la militanza a sinistra di molti valdesi in quel periodo).

Dopo la maturità classica nel 1979, si è laureato in lettere ad indirizzo filologico classico all'Università di Torino nel 1983.[1]

Sempre nel 1983 fu eletto deputato al Sinodo valdese di quell'anno, e in esso propose, insieme allo storico Giorgio Spini, un ordine del giorno favorevole all'installazione degli euro-missili in Sicilia, in contrapposizione ad un altro ordine del giorno che era stato presentato, radicalmente contrario ai missili stessi (alla fine, entrambi gli ordini del giorno furono bocciati).[1]

Negli anni ottanta ha lavorato come istruttore e allenatore di nuoto, e dirigente sportivo; insegnante e vice preside presso il Liceo Classico e Linguistico Valdese di Torre Pellice. Negli anni novanta è cambista valutario nella dealing room dell'Istituto Bancario Sanpaolo[1]. Nel 1985 partecipa come concorrente al quiz di Mike Bongiorno "Pentatlon" diventandone il campione.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Dal 1990, Malan è attivista della Lega Nord Piemonte. Nel 1994 ne è eletto deputato con 40.746 voti (44,73 %) nelle liste della Lega Nord, collegio di Pinerolo. Il 21 ottobre 1994 esce dalla Lega Nord insieme ad altri cinque parlamentari, denunciando il pericolo di rottura dell'alleanza con Forza Italia primo Governo Berlusconi e in dicembre fonda il Gruppo Federalisti e Liberaldemocratici.

Nel 1996 aderisce a Forza Italia ed è candidato alla Camera nel collegio di Pinerolo: sostenuto dal centrodestra, ma non dalla Lega che scelse di correre da sola; ottiene il 32,6% dei voti ed è sconfitto dal rappresentante de l'Ulivo Giorgio Merlo.

Dal 1998 al 2008 organizza e dirige l'ufficio propaganda di Forza Italia. In tale veste partecipa all'organizzazione delle principali iniziative del partito, in particolare la Nave Azzurra e le oltre cinquemila presentazioni del libro L'Italia che ho in mente di Silvio Berlusconi. Scrive inoltre la lettura teatrale Testimonianza - Storie Parallele del comunismo internazionale e italiano, di cui vengono realizzate diverse rappresentazioni, anche con attori di fama, quali Lia Tanzi, Giuseppe Pambieri, Gabriella Carlucci, Enrico Beruschi e, nel 2006, Fiorella Rubino.[2]

È stato quindi eletto senatore nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Dal 2001 al 2006 è stato vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, con il ruolo di coordinare i lavori dell'Aula e dal 2006 è eletto Segretario del Senato della Repubblica per Forza Italia.

In seguito alle nuove elezioni, dal 6 maggio 2008 è rieletto Segretario del Senato della Repubblica per il PdL nella XVI legislatura[3], durante la quale è il secondo senatore più produttivo su 322 nella classifica degli indici di produttività parlamentare di Openpolis[4]

È stato relatore di numerosi disegni di legge, fortemente impegnato sui temi della sicurezza, dell'immigrazione, dei diritti umani e della libertà religiosa.

È stato relatore insieme a Giliberto Pichetto Fratin (PdL) del dl Milleproroghe approvato definitivamente al Senato il 27/02/11 con 159 si, 126 contrari e 2 astenuti dopo la conversione in decreto avvenuta il 16/02/11 con 158 si, 136 no e 4 astenuti attraverso il voto di fiducia.[5]

È stato relatore di un disegno di legge anticorruzione. L'8 giugno 2011 al Senato l'articolo 1 del provvedimento viene bocciato con 133 no, 129 sì e 5 astenuti, contro il parere favorevole del Governo e della maggioranza. Successivamente l'articolo è stato riscritto dopo una mediazione con l'opposizione.[6]

Ha fatto parte di gruppi e associazioni di amicizia e sostegno al Tibet, agli Stati Uniti d'America, Taiwan, Israele e all'Africa Orientale[1]. Nel 2009 si è dichiarato in favore delle manifestazioni di piazza a Teheran[7].

Nel 2013 è confermato senatore per Il Popolo della Libertà.

Il 21 marzo 2013 è eletto Questore del Senato della Repubblica per il PdL con 113 voti di preferenza.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[8].

Attività legislativa[modifica | modifica sorgente]

Dal 1994 all'autunno 2013, le proposte legislative presentate sono state 42[9][10][11][12][13]. Eccone alcune:

- Norme per l'elezione dei consigli regionali nelle regioni a statuto ordinario[14]-abbinato al cosiddetto Tatarellum. Un suo emendamento introduce la norma per cui le firme per presentare le liste si possono raccogliere anche negli uffici comunali, e non soltanto presso notai e cancellieri.

- Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi[15]. Disposizioni in materia di insequestrabilità delle opere d'arte prestate da uno Stato, da un ente o da un'istituzione culturale stranieri, durante la permanenza in Italia per l'esposizione al pubblico[16]. Norma già presente in numerosi Paesi, facilita la circolazione di opere d'arte internazionale mettendole al riparo da sequestri giudiziari dovuti a dispute tra Stati. Approvata alla Camera e poi al Senato, fermata all'ultimo momento nella terza lettura alla Camera.

- Modificazione dell'articolo 29 della Costituzione in materia di matrimonio[17] per specificare che la famiglia è composta da un uomo e una donna, escludendo pertanto coppie dello stesso sesso e poligamia. È stata co-firmata da 56 senatori.

- Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione Buddhista Italiana[18], la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni[19], la Chiesa Apostolica in Italia[20], la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale[21] e l'Unione Induista Italiana Sanatana Dharma Samgha[22]: cinque nuove Intese tra altrettante confessioni religiose e lo Stato Italiano, delle quali Lucio Malan è stato sia proponente sia relatore al Senato. In nessuna legislatura erano state approvate così tante Intese.

- Proroga e sospensione di disposizioni di cui al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 sulla riorganizzazione sul territorio delle sedi giudiziarie.

- Modifiche alla legge 5 luglio 1982, n. 441, in materia di estensione degli obblighi di pubblicità dei redditi e della situazione patrimoniale ai capi e ai tesorieri di soggetti politici rappresentati in Parlamento, nonché ai percettori di compensi di rilevante entità e ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e di taluni enti. È stata definita norma anti-Grillo perché costringerebbe anche il leader del M5S a rendere pubblici i suoi redditi nonostante non sia un parlamentare[23].

Liberalizzazione del telemarketing[modifica | modifica sorgente]

Il 29 ottobre 2009, Malan ha depositato un emendamento al decreto legge 135/2009[24] (convertito in legge comunitaria 2009), di cui è relatore, che modifica radicalmente il sistema di autorizzazione all'uso dei dati telefonici per telemarketing (telefonate pubblicitarie). Con l'emendamento Malan si passa da un regime di chiamate autorizzate solo a chi ha dato espresso consenso, a un regime di "silenzio-assenso" a partire dal maggio 2010, quando chi non volesse riceverne dovrà registrarsi, tramite telefonata o mail, in un apposito registro. Nel frattempo, si proroga di ulteriori 6 mesi la liberalizzazione del telemarketing (autorizzazione alle chiamate pubblicitarie anche senza il consenso dell'utente, in deroga alle norme sulla privacy, fino al 31 dicembre 2009) introdotta dal decreto milleproroghe votato dal governo Berlusconi IV nel 2008[25]. L'emendamento è in seguito stato approvato dall'Aula del Senato.

Secondo Malan, il sistema in vigore fino al 2009 aveva tra i suoi punti deboli la possibilità che i consumatori dessero il proprio assenso ad essere contattati da terzi senza accorgersene, attraverso clausole nei contratti. Il registro sarebbe invece una prova inconfutabile di volontà, come già avviene in Francia e nel Regno Unito, e darebbe all'utente la possibilità di denunciare l'azienda chiamante al Garante della Privacy o ad un tribunale ordinario[25].

L'emendamento Malan ha ricevuto critiche aperte dalle maggiori associazioni dei consumatori (Aduc e altri) e dal Garante della Privacy. Si fa notare soprattutto la presenza di un periodo scoperto di 6 mesi (inizialmente 20 mesi, prima del parere negativo dell'Unione Europea) in cui i consumatori restano completamente senza difese di fronte alle aziende di telemarketing. La semplice richiesta di non essere più richiamati, che per legge dovrebbe essere registrata e seguita dalle aziende, risulta infatti facilmente aggirabile dalle aziende. Inoltre, un maggiore utilizzo del telemarketing è segnalato dalle associazioni dei consumatori per un possibile aumento dell'attivazione di servizi non richiesti, in particolare nel settore della telefonia. Infine, le multe comminabili dai tribunali e dal Garante a partire da maggio 2010 in seguito alle denunce degli utenti (fino a 36.000 euro) risultano decisamente basse per poter avere un effetto deterrente sulle aziende di telemarketing[25].

A favore dell'emendamento Malan si sono invece espressi Altroconsumo[26] e l'Istituto Italiano per la Privacy[27][28], i quali ritengono che la nuova disciplina aprirà nuove opportunità di mercato dando contemporaneamente ai consumatori una tutela certa e concreta.

Proposte di legge sull'immigrazione e la cittadinanza[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 ha presentato una proposta di legge sull'immigrazione e la cittadinanza[29] (non discussa) con tre obiettivi:

  • La possibilità di presentare la domanda per la cittadinanza due anni prima del raggiungimento del requisito di residenza, e l'introduzione di un limite di settecento giorni per l’istruzione della pratica, per rendere effettivo il termine di dieci anni di residenza per il conseguimento della cittadinanza
  • L’istituzione di un esame che verifichi l’idoneità e la volontà del richiedente di diventare italiano, cui segue il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, per tutti i nuovi cittadini.
  • L’abbassamento a quattordici anni, per i nati e residenti in Italia, dell’età minima per ottenere la cittadinanza.

È stato inoltre uno dei proponenti della cosiddetta "cittadinanza a punti", in analogia del regime in vigore per la patente di guida.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

In occasione di una votazione avvenuta al Senato il 25 ottobre 2002, Lucio Malan venne criticato per aver votato quattro volte al posto di colleghi assenti;[30] a prova di ciò vennero anche mostrate alcune fotografie, che lo mostrano con le mani in due apparati di voto.[31] Malan replicò a queste critiche, in interviste e lettere di smentita, dichiarando di aver semplicemente proceduto alla verifica del numero legale, attestando la presenza di colleghi che erano in aula.[32]

Durante la seduta parlamentare antemeridiana del 28 giugno 2006, Malan ha lanciato il libro del Regolamento del Senato contro il presidente Franco Marini. Per la precisione, verso il banco della Presidenza - come registrato dal resoconto stenografico del Senato:[33] "MALAN (FI). Signor Presidente, [...] ho preannunciato e presentato [...] una questione pregiudiziale sul provvedimento che affronteremo dopo quello che stiamo discutendo in questo momento. [...] Vorrei che lei rassicurasse l'Assemblea che questa volta il Regolamento verrà rispettato e che si osserverà la procedura sempre usata [...] - PRESIDENTE. [...] Quando si procederà all'esame del provvedimento in questione, prenderemo in considerazione quanto detto". La parola non verrà data a Malan, bensì all'allora ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Vannino Chiti - fatto che poi porterà Malan a dire "Si legga il Regolamento, Presidente!" e a lanciare il testo. Espulso per questo atto, per otto ore si è rifiutato di lasciare l'aula.[34] Due anni dopo, in un'intervista rilasciata a Barbara Romano per Il Libero, Franco Marini dichiarava: "Mi sono interrogato spesso: potevo affrontare quel problema in modo diverso? Forse no, fui costretto. Quando lo espulsi, l'estrema sinistra esultò. Ma proprio quelli che avevano applaudito di più, nelle ore in cui Malan si era barricato in Aula, dicevano: "Forse Marini ha sbagliato". Lì ebbi l'ennesima conferma che un Capo, nei momenti di difficoltà, è solo. Deve guardare dentro se stesso. Se spera di trovare aiuto negli amici, è perduto. - Cosa provò quando si vide arrivare in faccia il Regolamento del Senato che le lanciò Malan? - Non arrivò a me, raggiunse i banchi del Governo. Non c'erano alternative, dovetti espellerlo. Poi, però, Malan mi è diventato simpatico perché è uno che tiene il punto. E siamo diventati amici".[35]

Nel 2009, un articolo apparso sul Venerdì di Repubblica l'ha criticato per avere fatto assumere dal Senato, come sua segretaria particolare, la moglie, la quale secondo lo stesso articolo ha inviato ai colleghi un messaggio di posta elettronica segnalando che il loro appartamento era in vendita utilizzando l'account ufficiale del Senato.[36] Successivamente Il Fatto Quotidiano ha evidenziato come, oltre alla moglie, il senatore abbia fatto assumere con regolare contratto, presso la sua segreteria, anche la nipote.[37]

Nel 2013 scoppia un'altra polemica che lo riguarda: un senatore del Movimento 5 Stelle lo riprende mentre vota da un seggio che non è quello su cui era seduto fino a quel momento. Malan dimostra in aula[38] di aver votato dalla sua postazione pur essendo seduto in un posto diverso. La regolarità del voto viene certificata anche dal Presidente Grasso in un comunicato ufficiale[39], oltre che nel corso della seduta pubblica[40]. Il M5S, tramite il Senatore Crimi, chiederà pubblicamente scusa al Senatore Malan, riconoscendo l'errore della loro accusa.[41][42] Malan ha criticato l'atto di filmarlo in quanto i parlamentari, per disposizioni della Presidenza, non possono scattare foto né riprendere quanto accade in aula durante le sedute.[43][44]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Una via d'uscita, romanzo politico (1987)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Autobiografia sul sito ufficiale Luciomalan.it
  2. ^ Gabriella Carlucci interpreta «Il libro nero del comunismo» davanti al Cavaliere
  3. ^ la Repubblica, Governo, Berlusconi ottimista, 6 maggio 2008
  4. ^ Classifica Produttività Openpolis
  5. ^ Milleproroghe, ok al Senato senza voto di fiducia. Segui la diretta | Blitz quotidiano
  6. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Ddl anticorruzione: nuovo testo art.1
  7. ^ RadioRadicale.it - Where is my Vote? Manifestazione a sostegno dei giovani democratici iraniani
  8. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  9. ^ XII Legislatura Camera
  10. ^ XIV Legislatura Senato
  11. ^ XV Legislatura Senato
  12. ^ XVI Legislatura Senato
  13. ^ XVII Legislatura Camera
  14. ^ Legge 23 febbraio 1995, n. 43, articolo 1, comma 4
  15. ^ Atto Senato 945
  16. ^ Atto Camera 4432
  17. ^ Atto Senato 1469
  18. ^ Legge n. 245 del 31 dicembre 2012, GU n. 14 del 17 gennaio 2013
  19. ^ Legge n. 127 del 30 luglio 2012
  20. ^ Legge n. 128 del 30 luglio 2012
  21. ^ Legge n. 126 del 30 luglio 2012
  22. ^ Legge n. 246 del 31 dicembre 2012
  23. ^ La Repubblica, 24 maggio 2013, "Norma Pdl sulla trasparenza in Parlamento: Anche per Grillo obbligo dichiarare redditi"
  24. ^ DL 135/2009
  25. ^ a b c Alessandro Longo ,Telemarketing, riparte l'assedio domestico, La Repubblica, 31 ottobre 2009
  26. ^ Telemarketing e privacy : subito le liste di chi non vuol essere contattato - Servizi e Società - Altroconsumo
  27. ^ Telemarketing, la riforma è realtà | Istituto Italiano Privacy
  28. ^ Telemarketing: Bolognini (IIP), bene emendamento Malan | Libertiamo.it
  29. ^ DDL "Nuove norme in materia di requisiti e tempi nelle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana"
  30. ^ http://www.repubblica.it/online/politica/immunitadodici/margherita/margherita.html Articolo da Repubblica.it
  31. ^ Fotografia dal blog Kelebek
  32. ^ http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_52_20080702182026.pdf
  33. ^ 28/06/2006. Resoconto stenografico del Senato, seduta n. 011
  34. ^ 29/06/2006. La Repubblica: "La maratona del valdese di destra: A Franco gli ho fatto il cucchiaio"
  35. ^ 02/11/2008. Il Libero: "Salvare Prodi? Missione impossibile. Ho creato il PD ma così non mi piace"
  36. ^ (PDF)Ora c'è chi ha preso il Senato per un'agenzia immobiliare - Venerdì di Repubblica 5.6.09 p. 31
  37. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/22/tutte-le-donne-assunte-del-sen-re-malan/43051/ Articolo da Il Fatto Quotidiano Tutte le donne assunte dal sen.re Malan
  38. ^ Resoconto dei lavori del Senato (5 giugno 2013)
  39. ^ Comunicato stampa del Senato: "Il Senatore Questore Malan non è un pianista. Presidente Grasso: Votazione regolare"
  40. ^ Resoconto in merito alla regolarità delle votazioni nell'Assemblea del Senato (6 giugno 2013)
  41. ^ Il Senatore Crimi chiede pubblicamente scusa al Senatore Malan (video TGcom)
  42. ^ IlSussidiario.net: "M5S/Vito Crimi: chiedo scusa a Malan, il suo voto era regolare"
  43. ^ Il Velino: "Senato, Malan: Pianista? Ho votato per me e basta"
  44. ^ La Voce d'Italia: "Pianisti al Senato, e' scontro tra Grasso e M5S. Sotto accusa un video con Lucio Malan"

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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