Luisa Ulrica di Prussia

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Luisa Ulrica di Prussia
Luisa Ulrica di Prussia.
Luisa Ulrica di Prussia.
Regina Consorte di Svezia
In carica 1751 - 1771
Predecessore Ulrica Eleonora di Svezia
Successore Sofia Maddalena di Danimarca
Nome completo Luise Ulrike von Preußen
Nascita Berlino, 24 luglio 1720
Morte Svartsjö, 16 luglio 1782
Dinastia Hohenzollern
Padre Federico Guglielmo I di Prussia
Madre Sofia Dorotea di Hannover
Consorte Adolfo Federico di Svezia
Figli Gustavo III di Svezia
Carlo XIII di Svezia
Principe Federico Adolfo, Duca di Östergötland
Sofia Albertina, Badessa di Quedlinburg

Luisa Ulrica di Prussia (Berlino, 24 luglio 1720Svartsjö, 16 luglio 1782) fu regina consorte di Svezia a fianco del marito Adolfo Federico di Svezia (1710-1771).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Luisa Ulrica era figlia del re Federico Guglielmo I di Prussia (1688-1740) e della regina Sofia Dorotea di Hannover (1687-1757). I suoi nonni paterni erano Federico I di Prussia e Sofia Carlotta di Hannover, quelli materni Giorgio I del Regno Unito e Sofia Dorotea di Celle.

La Principessa si fidanzò a Berlino il 17 luglio 1744 con il principe ereditario della corona svedese Adolfo Federico di Holstein-Gottorp, figlio di Cristiano Augusto (1673-1726), duca di Schleswig-Holstein-Gottorp e di Albertina Federica di Baden-Durlach.
Adolfo Federico venne eletto principe ereditario anche grazie all'influlenza che la Russia esercitava in quel periodo su parte del parlamento svedese.
Il loro matrimonio si celebrò in Svezia, nel palazzo di Drottningholm, il 29 agosto del 1744.

Luisa Ulrica partecipò subito attivamente all'attività politica della sua nuova patria. Come il fratello maggiore Federico II di Prussia era sostenitrice delle nuove idee illuministiche e appoggiò apertamente il Partito dei Cappelli[1] che si ispirava alla politica francese. Questo fatto provocò l'irrigidimento del corpo diplomatico russo e il rafforzamento del legame tra questo partito e il principe ereditario.

Durante gli anni in cui Luisa Ulrica fu principessa di Svezia condusse una brillante vita sociale, piena di attività artistiche e culturali; la sua residenza preferita era il palazzo di Drottningholm.

Quando, nel 1751, Adolfo Federico divenne re, il partito dei Cappelli non accettò un aumento dei poteri della monarchia all'interno del Parlamento, come invece la nuova Regina si augurava. Da questo scaturì un aperto conflitto tra la coppia reale e il Parlamento stesso. Questa situazione alimentò una diceria secondo la quale Luisa Ulrica avesse impegnato i suoi gioielli per finanziare una rivoluzione al fine di instaurare una Monarchia assoluta. Questa diceria rese necessario un inventario dei gioielli della corona.
Con questo fatto la Regina rivelò tutte le sue ambizioni e poiché sembra che avesse veramente cospirato nei preparativi di un complotto che fu scoperto nel 1756, e che ebbe come conseguenza l'esecuzione di diversi suoi sostenitori, Luisa Ulrica venne ammonita dal Clero, che la ritenne responsabile di quelle morti. A partire da questo momento il potere dei Sovrani diminuì sempre più, fino ad arrivare al punto più basso in tutta la storia della Svezia contemporanea.

La Regina riacquistò nuovamente importanza in occasione della fine della Guerra dei Sette Anni, che vide la Svezia nella coalizione contro la Prussia. Il Partito dei Cappelli, con la perdita di questa guerra, perdette prestigio in favore della Regina che, al momento di trattare la pace con la Prussia, fece valere il suo vincolo famigliare.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra dei Sette Anni.

Persa ogni speranza di concludere alleanze solide con i suoi avversari in Parlamento, Luisa Ulrica trovò un forte collaboratore nella figura di suo figlio Gustavo, successivamente re Gustavo III, il quale intraprese un'attività politica che lo portò rapidamente ad aumentare gli interessi della Monarchia all'interno del Parlamento. Questa alleanza però si interruppe perché la Regina non accettava il fatto che il figlio intendesse lavorare per se stesso e non per i genitori.

Nel 1777 Luisa Ulrica fu obbligata ad abbandonare il palazzo di Drottningholm, con tutto il suo contenuto artistico, che passò sotto la tutela dello Stato.

Nel 1778 alla nascita del primogenito di Gustavo, sembra che Luisa Ulrica avesse divulgato la diceria che il bambino non era figlio del Re. Questo scandalo compromise definitivamente i suoi rapporti con il figlio, il quale la obbligò a dichiarare pubblicamente la falsità della notizia.
A partire da questo momento le venne proibito di presentarsi a corte e dovette vivere in una specie di esilio nella solitudine del castello di Fredrikshov e in quello di Svartsjö.
Morì il 16 luglio 1782. Sul letto di morte si riconciliò con il figlio.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Luisa Ulrica di Prussia Padre:
Federico Guglielmo I di Prussia
Nonno paterno:
Federico I di Prussia
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo di Brandeburgo
Trisnonno paterno:
Giorgio Guglielmo di Brandeburgo
Trisnonna paterna:
Elisabetta Carlotta di Wittelsbach-Simmern
Bisnonna paterna:
Luisa Enrichetta d'Orange
Trisnonno paterno:
Federico Enrico d'Orange
Trisnonna paterna:
Amalia di Solms-Braunfels
Nonna paterna:
Sofia Carlotta di Brunswick-Lüneburg
Bisnonno paterno:
Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno paterno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Sofia del Palatinato
Trisnonno paterno:
Federico V del Palatinato
Trisnonna paterna:
Elisabetta Stuart
Madre:
Sofia Dorotea di Hannover
Nonno materno:
Giorgio I del Regno Unito
Bisnonno materno:
Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno materno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Sofia del Palatinato
Trisnonno materno:
Federico V del Palatinato
Trisnonna materna:
Elisabetta Stuart
Nonna materna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonno materno:
Giorgio Guglielmo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno materno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Éléonore d'Esmier d'Olbreuse
Trisnonno materno:
Alexandre II d'Esmier d'Olbreuse
Trisnonna materna:
Jacquette Poussard de Vandré

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il partito detto dei Cappelli (in svedese hattpartiet o hattarna) fu un partito politico svedese del secolo XVIII, che detenne il potere nel Paese durante un lungo periodo di tempo, che venne in seguito chiamato Età della libertà. Il nome con cui il partito era comunemente conosciuto, faceva riferimento al tricorno utilizzato dai militari che, come metafora, alludeva ai sentimenti bellicosi che tenne il partito ai suoi inizi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Herman Lindqvist (2006). Historien om alla Sveriges drottningar (in Swedish). Norstedts Förlag. ISBN 91-1-301524-9.
  • Anna Ivarsdotter Johnsson och Leif Jonsson, "Musiken i Sverige, Frihetstiden och Gustaviansk tid 1720-1810."
  • Herman Lindqvist, Historien om Sverige. Från Istid till Framtid
  • Stig Hadenius, Vad varje svensk bör veta. Sveriges historia
  • Herman Lindqvist, Historien om Sverige. Gustavs dagar
  • Olof Jägerskiöld, Lovisa Ulrika
  • Valborg Lindgårde, Elisabeth Mansén, Ljuva möten och ömma samtal (1999)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Regina di Svezia Successore
Ulrica Eleonora di Svezia 1751 - 1771 Sofia Maddalena di Danimarca