Leucanthemum ircutianum

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Margherita tetraploide
Leucanthemum ircutianum ENBLA01.JPG
Leucanthemum ircutianum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Leucantheminae
Genere Leucanthemum
Specie L. ircutianum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Leucantheminae
Nomenclatura binomiale
Leucanthemum ircutianum
Turcz. ex DC., 1838

La Margherita tetraploide (nome scientifico Leucanthemum ircutianum Turcz. ex DC., 1838) è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee molto comune nei prati della Penisola italiana.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Leucanthemum) deriva da due parole greche ”leucantha” (= bianco) e ”anthemon” (= fiore) e fa ovviamente riferimento al colore dei fiori.[1] Il nome comune (tetraploide) si riferisce alla particolare configurazione (poliploidia) del corredo cromosomico delle sue cellule.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Leucanthemum ircutianum) è stato proposto inizialmente dal botanico e micologo svizzero Augustin Pyrame de Candolle (1778 – 1841) e perfezionato in seguito dal botanico russo Porphir Kiril Nicolai Stepanowitsch Turczaninow (1796 – 1863).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Località: Giardino Botanico Alpino "Giangio Lorenzoni", Pian Cansiglio, Tambre d'Alpago (BL), 1000 m s.l.m. - giugno 2008

Sono piante alte 2 – 8 dm (massimo 100 cm). La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap); ossia sono piante perennanti con gemme poste al livello del suolo con fusto allungato e poco foglioso.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie a partire dal rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un corto rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, ascendente e rugosa ma gracile e flessuosa. La superficie è percorsa da scanalature rosseggianti ed è glabra o più o meno pelosa. Può essere ramosa.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono sia basali che caulinari a consistenza tenue (specialmente dopo la raccolta). Quelle basali sono picciolate, quella caulinari sono sessili e amplessicauli. Lungo il fusto sono disposte in modo alterno. La forma è diversa a seconda della posizione delle foglie:

  • foglie cauline basali (compresa la rosetta basale): sono spatolate con una forma da rotondeggiante a obovata; la lamina è irregolarmente inciso-lobata (3 – 7 lobi); i lobi sono arrotondati e quasi interi;
  • foglie cauline medie e superiori: hanno una forma da oblanceolata, oblunga a ovata (in media sono 4 volte più lunghe che larghe); la lamina è da pennato-lobata a pennatofida, mentre i bordi sono regolarmente crenati; i lobi sono sottili e irregolarmente distanziati (sono più lunghi che larghi); la base è allargata e abbracciante.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono formate da capolini terminali unici (o pochi). La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: un peduncolo sorregge un involucro campanulato composto da più squame (o brattee) in 3 – 4 serie disposte in modo embricato che fanno da protezione al ricettacolo piano-convesso e nudo (senza pagliette)[2] sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati di colore bianco, disposti in un unico rango e quelli interni tubulosi molto più numerosi di colore giallo. I margini delle squame sono membranosi, quasi scariosi e di colore bruno o verde scuro (a volte sono bianco-verdicci). Diametro dei capolini: 4 – 5 cm

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono simpetali, zigomorfi (quelli ligulati) e attinomorfi (quelli tubulosi); sono inoltre tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (quelli tubulosi) sono bisessuali.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[3]
  • Corolla: i fiori periferici sono lanceolati a disposizione raggiante, ossia la corolla termina con una ligula a 5 denti. Quelli del disco centrale hanno delle corolle tubulari a 5 denti. Lunghezza delle ligule: 2 cm.
  • Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma bifido giallo (sporgente dalla fioritura) con le estremità troncate e terminanti con un ciuffo di peli[4]; le linee stigmatiche sono disposte marginalmente[5]; l'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concresciuti e contenente un solo ovulo.
  • Fioritura: da maggio a ottobre

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni ovali, bislunghi, neri e rigati di bianco: ai lati sono presenti 10 coste contenenti cellule micillaginifere e canali resiniferi.[4] Gli acheni dei fiori del raggio esterno hanno un pappo rudimentale a forma di anello; ma in genere la sommità è nuda. Lunghezza degli acheni: 1,7 – 2,3 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[7])
  • Habitat: l'habitat tipico sono gli ambienti influenzati dalla presenza umana, bordi delle strade, macchie e radure dei boschi, meno frequentemente sono i prati e pascoli. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 2000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[6]:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Molinio-Arrhenatheretea
Ordine: Arrhenatheretalia elatioris

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Leucanthemum ircutianum (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]). Il genere di appartenenza (Leucanthemum) è composto da 40-50 specie, una decina delle quali fanno parte della flora spontanea italiana.
Il numero cromosomico di L. ircutianum è: 2n = 36 (tetraploide)[10][11]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La sistematica di questa specie è problematica in quanto i diversi caratteri morfologici variano in modo indipendente e secondo gradazioni continue. Utile per una più proficua tassonomia è utilizzare il numero cromosomico come elemento di distinzione. In effetti la “Margherita” s.l. si presenta con ben sei livelli di ploidia: 2x, 4x, 6x, 8x, 10x e 12x, ossia 2n=18 (specie diploidi), 2n=36, 54, 72, 90, 108 (specie poliploidi). Inoltre è stato dimostrato che più di qualche carattere morfologico è collegato ad un dato numero cromosomico (come la forma delle foglie o la dimensione degli acheni).[12]
I diversi studi fatti su questa pianta hanno individuato un gruppo tassonomico denominato “Gruppo di Leucanthemum vulgare”. Sandro Pignatti nella ”Flora d'Italia ” descrive 16 tra specie e sottospecie appartenenti a questo gruppo; attualmente questo gruppo è stato ridotto a 9 taxa [6] qui brevemente descritte:

  • Leucanthemum tridactylites (Kern. & Huter) Huter, Porta e Rigo - Margherita digitata: sono piante con un solo capolino; le foglie sono carnose e a forma pennato-palmatifide (quelle basali); la distribuzione è relativa al Lazio, Abruzzo e Molise;
  • Leucanthemum heterophyllum (Willd.) DC. - Margherita sudalpina: la base delle foglie cauline di mezzo è intera o a larghi denti, mentre le foglie inferiori (comprese quelle della rosetta basale) hanno una lamina ellittica ed apice acuto; è presente sui rilievi alpini e appenninici del nord-centro;
  • Leucanthemum subglaucum De Larramb. - Margherita ottoploide: la pianta è pressoché glabra; la base delle foglie cauline di mezzo è intera o a larghi denti, mentre le foglie inferiori (comprese quelle della rosetta basale) hanno una lamina da oblanceolata a rotondeggiante con apice ottuso; quelle superiori sono grossolanamente inciso-dentate; le foglie sotto tutte glauscenti; è un endemismo della Liguria;
  • Leucanthemum adustum (W.D.J. Koch) Gremli - Margherita west-alpina: la base delle foglie cauline di mezzo è intera o a larghi denti, mentre le foglie inferiori (comprese quelle della rosetta basale) hanno una lamina da oblanceolata a rotondeggiante con apice ottuso; il colore delle foglie è verde e quelle lungo il fusto non sono amplessicauli; le squame dell'involucro hanno i margini scuri; si trova nelle Alpi e più a sud fino alle zone centrali degli Appennini;
  • Leucanthemum pachyphyllum Marchi e Illuminati - Magherita del serpentino: sono piante alte (oltre 60 cm) con un solo capolino; la base delle foglie cauline di mezzo è intera o a larghi denti, mentre le foglie inferiori (comprese quelle della rosetta basale) hanno una lamina da oblanceolata a rotondeggiante con apice ottuso; il colore delle foglie è verde e quelle lungo il fusto sono amplessicauli; le squame dell'involucro hanno i margini pallidi; si trova in Liguria e Toscana;
  • Leucanthemum pallens (Perreym.) DC. - Margherita pallida: sono piante non molto alte con più capolini; la base delle foglie cauline di mezzo è intera o a larghi denti, mentre le foglie inferiori (comprese quelle della rosetta basale) hanno una lamina da oblanceolata a rotondeggiante con apice ottuso; il colore delle foglie è verde e quelle lungo il fusto sono amplessicauli; le squame dell'involucro hanno i margini pallidi; in Italia questa specie è distribuita soprattutto al centro;
  • Leucanthemum ircutianum Turcz. ex DC. (Leucanthemum vulgare in Pignatti) - Margherita tetraploide: la base delle foglie cauline di mezzo possiede dei denti più lunghi che larghi, il resto della lamina è seghettato (o crenato); la consistenza delle foglie è tenue; più o meno è presente su tutto il territorio italiano;
  • Leucanthemum laciniatum Huter, Porta e Rigo - Margerita del Pollino: la base delle foglie cauline di mezzo possiede dei denti più lunghi che larghi, mentre la forma in generale è da pennato-lobata a bipennatosetta con segmenti a loro volta dentellati; gli acheni sono lunghi 3 – 3,5 mm, quelli dei fiori del raggio hanno delle corone alte; si trova solo al sud dell'Italia;
  • Leucanthemum vulgare Lam. (Leucanthemum praecox in Pignatti) - Margherita diploide: la base delle foglie cauline di mezzo possiede dei denti più lunghi che larghi, mentre la forma in generale è da pennato-lobata a bipennatosetta con segmenti a loro volta dentellati; quelle inferiori sono profondamente incise; gli acheni sono più piccoli di 2 mm, quelli dei fiori del raggio hanno delle corono minime o sono assenti del tutto; è distribuita più o meno su tutto il territorio italiano.


A questi problemi di tipo tassonomico si aggiungo anche quelli sulla concordanze della nomenclatura delle varie specie. A parte la denominazione “linneana” generica di questa specie ( Chrysanthemum leucanthemum), Pignatti nella ”Flora d'Italia” usa il nominativo Leucanthemum vulgare Lam. var. vulgare per le specie tetraploidi (e quindi anche per quella di questa voce). Alla fine della descrizione della specie, comunque mette una nota[13] nella quale osserva che alcuni Autori preferiscono per le specie diploidi (per motivi di “lectotipificazione”) il binomio Leucanthemum vulgare, mentre per la specie tetraploidi usano il nominativo Leucanthemum ircutianum. Scambio di nominativi, questo, che attualmente è proposto nelle ultime pubblicazioni sulla flora spontanea italiana[6]. Altre pubblicazioni preferiscono usare termini più generici come “Leucantemum vulgare aggr.”[7].
Delle varie “checklist” straniere quella della “Global Compositae Checklist”[14] accetta come nominativo valido Leucanthemum ircutianum. Mentre la checklist europea della Royal Botanic Garden Edinburgh[15] non riconosce come valido il nominativo L. ircutianum e lo considera un sinonimo di Leucanthemum praecox (Horvatic) Horvatic che generalmente viene considerato specie diploide e a sua volta sinonimo di Leucanthemum vulgare Lam subsp. vulgare.
Per completare la documentazione su questa specie è da aggiungere che attualmente sono descritte tre varietà presenti nella flora spontanea italiana:

  • subsp. ircutianum: è la specie principale descritta in questa voce.
  • subsp. asperulum (N. Terracc.) Vogt. & Greuter: si tratta di un endemismo dell'Italia del sud; è una specie alta tra i 3 e 5 dm con fusti irsuti; le foglie sono carnose; i capolini sono mediamente più piccoli e l'involucro ha delle squame con bordi chiari. Fiorisce tra giugno e settembre fino ad una altitudine di 1500 m s.l.m..
  • subsp. leucolepis (Briq. & Cavill.) Vogt. & Greuter: rinvenuta per il momento solamente in Friuli Venezia Giulia.

Altri taxa inclusi in Leucanthemum ircutianum (non presenti nella flora italiana) sono:[16]

  • Leucanthemum ircutianum subsp. cantabricum (Sennen) Vogt
  • Leucanthemum ircutianum subsp. crassifolium (Lange) Vogt
  • Leucanthemum ircutianum subsp. pseudosylvaticum Vogt

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Chrysanthemum leucanthemum L. subsp. triviale Gaudin
  • Chrysanthemum leucanthemum L. var. boecheri B.Boivin
  • Chrysanthemum triviale Gaudin
  • Leucanthemum cantabricum Sennen (1936)
  • Leucanthemum commutatum Timb.-Lagr. & Martrin-Donos
  • Leucanthemum crassifolium (Lange) Willk. in Willk. & Lange (1865)
  • Leucanthemum rotundifolium (Opiz) Pouzar
  • Leucanthemum vulgare Lam. subsp. ircutianum (Turcz. ex DC.) Tzvelev
  • Leucanthemum vulgare Lam. subsp. triviale (Gaudin) Briq. & Cavill.
  • Leucanthemum vulgare Lam. var. amplifolium Fiori
  • Leucanthemum vulgare Lam. var. rotundifolium Opiz

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Margherita diploide-tetraploide - Foglie.JPG

Un genere molto simile è Bellis. Gli esemplari più alti di Bellis perennis L. possono essere confusi con la specie di questa voce. Si distinguono comunque per l'assenza di foglie cauline e l'involucro formato da una/due serie di squame.
Nell'ambito dello stesso genere le differenze sono meno marcate. Tra le specie diploidi e quelle poliploidi una certa diversità può essere riscontrata nella forma delle foglie cauline: i lobi delle foglie di Leucanthemum ircutianum sono meno marcati (vedi disegno a lato tratto da Pignatti[13]) e la consistenza è più tenue.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

  • antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso);
  • bechiche (azione calmante della tosse);
  • diaforetiche (agevola la traspirazione cutanea);
  • diuretiche (facilita il rilascio dell'urina);
  • emmenagoga (regola il flusso mestruale);
  • toniche (rafforza l'organismo in generale);
  • vulnerarie (guarisce le ferite).
  • Parti usate: soprattutto i fiori.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I germogli primaverili possono essere aggiunti alle insalate, ma devono essere usati con parsimonia.[18]

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

È un pianta facile da coltivare e di sicuro effetto. Viene utilizzata per bordure o tappeti erbosi. Si può moltiplicare per seme (in primavera) o per divisione dei cespi in autunno. Predilige zone da soleggiate a lievemente ombrose con terreni normali da giardino, possibilmente sciolti e leggeri (sia acidi che basici). Evita l'acqua stagnante.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La Margherita tetraploide in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Gewöhnliche Margerite
  • (FR) Marguerite
  • (EN) Oxeye Daisy

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 5 maggio 2011.
  2. ^ Pignatti 1982, pag. 6
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  4. ^ a b c Pignatti 1982, pag. 89
  5. ^ Judd 2007, pag. 523
  6. ^ a b c d Conti et al. 2005, pag. 120
  7. ^ a b Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 504
  8. ^ Judd 2007, pag. 520
  9. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  10. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 21 maggio 2011.
  11. ^ Tropicos Database. URL consultato il 21 maggio 2011.
  12. ^ Pignatti 1982, pag. 90
  13. ^ a b Pignatti 1982, pag. 92
  14. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 18 maggio 2011.
  15. ^ Checklist of Royal Botanic Garden Edinburgh.
  16. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 21 maggio 2011.
  17. ^ a b Chej 1982
  18. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 19 maggio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jose L. Panero and Vicki A. Funk, Toward a phylogenetic subfamilial classification for the Compositae (Asteraceae) in Proceeding of the biological society of Washington. 115(a):760 – 773. 2002.
  • Christoph Oberprieler, Sven Himmelreich, Mari Källersjö, Joan Vallès, Linda E. Watson and Robert Vog, Anthemideae Cap.38 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, p.631-666.
  • Christoph Oberprieler, Sven Himmelreich, & Robert Vog, A new subtribal classification of the tribe Anthemideae (Compositae) in Willdenowia 37 – 2007.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume primo, 1960, pag. 584-588.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 93, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 504.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 120, ISBN 88-7621-458-5.
  • Wolfgang Lippert, Dieter Podlech Fiori, 1980, TN Tuttonatura.
  • F. Bianchini, A. C. Piantano Tutto verde, 1998, Milano, Arnoldo Mondadori Editore.
  • Roberto Chej Piante medicinali, 1982, Milano, Arnoldo Mondadori Editore.

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