Leggi (dialogo)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Leggi | |
|---|---|
| Titolo originale | Νόμοι |
| Altri titoli | Sulla legislazione |
| Autore | Platone |
| 1ª ed. originale | IV secolo a.C. |
| Genere | dialogo |
| Sottogenere | filosofico |
| Lingua originale | greco antico |
| Personaggi | Ateniese, Clinia, Megillo |
| Serie | Dialoghi platonici, IX tetralogia |
| Seguito da | Epinomide |
Leggi (Νόμοι in greco) è il titolo dell'ultima opera conosciuta di Platone. È rimasta incompiuta e fu pubblicata postuma da un discepolo, Filippo di Opunte, che ne aggiunse il libro finale Epinomide e la divise in 12 libri.
Qui Platone mira a ricostruire l'ordine divino presente nel cosmo. Secondo il filosofo, è di fondamentale importanza evitare il conflitto tra le classi sociali: proprio a questo fine hanno un ruolo fondamentale le leggi di uno stato. Esse, infatti, hanno una duplice funzione:
- costrittiva, cioè prescrivono quale debba essere la condotta migliore per un buon cittadino;
- ed educativa, cioè educano i giovani che saranno i cittadini futuri.
Platone sostiene che vadano istituite anche sanzioni. Quest'ultime non devono essere viste come una vendetta dello stato nei confronti del singolo, ma come uno strumento atto a correggere gli errori commessi dall'individuo.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Leggi (dialogo)