Lavandula angustifolia
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Lavandula angustifolia |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Lavandula |
| Specie | L. angustifolia |
| Nomenclatura binomiale | |
| Lavandula angustifolia Mill. |
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| Sinonimi | |
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Lavandula officinalis Chaix |
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| Nomi comuni | |
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Lavanda officinale, Lavanda vera, Spico (I) |
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La lavanda officinale o lavanda vera o spico (Lavandula angustifolia Miller) è una pianta suffruticosa sempreverde della famiglia delle Lamiaceae.
Indice |
[modifica] Caratteristiche
Le foglie sono persistenti, opposte, lineari o lineari-lanceolate, lunghe 1–3 cm, larghe pochi millimetri anzi si differenzia da altre specie proprio per la particolare strettezza delle foglie. All'ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole.
I fiori sono riuniti in una vistosa e compatta infiorescenza a spiga.
Il frutto è un achenio trigonale.
[modifica] Ciclo fenologico
Nelle zone più calde la pianta entra in vegetazione a fine autunno o in pieno inverno, in quelle più fredde in primavera. L'epoca di fioritura ha inizio, secondo la ripresa vegetativa, da gennaio a maggio e si protrae per alcuni mesi. La pianta è bottinata dalle api.
[modifica] Distribuzione
È diffusa in tutta l'area mediterranea[1] .
[modifica] Habitat
Cresce fino agli 800 m s.l.m. in terreni aridi e sassosi, esposti al sole[1] .
[modifica] Usi
Tra tutte le numerose varietà di lavanda usate a fini curativi, quella augustofolia viene ritenuta fondamentale per una serie di ragioni: innanzitutto l'olio essenziale prodotto dai suoi fiori risulta estremamente versatile in quanto si miscela bene con altri oli e inoltre gli vengono attribuite azioni terapeutiche molteplici.[2]
In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l'influenza. Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d'orecchie.[2]
[modifica] Note
- ^ a b Maria Luisa Sotti; Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989. ISBN 88-374-1057-3
- ^ a b "Aromaterapia", di Sheila Lavery, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 1997, pag.22-23
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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