Lavandula angustifolia

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Lavanda officinale
Lavandula angustifolia - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-087.jpg
Lavandula angustifolia
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Lavandula
Specie L. angustifolia
Nomenclatura binomiale
Lavandula angustifolia
Mill.
Sinonimi

Lavandula officinalis Chaix
Lavandula vera DC
Lavandula spica L. var augustifolia Auct.

Nomi comuni

Lavanda officinale, Lavanda vera, Spico (I)
Commn lavander, Spike (GB)
Lavande commune, Garde Robe (F)
Lavander, Narde (D)
Lavandula, Espigol (E)

La lavanda officinale o lavanda vera o spico (Lavandula angustifolia Miller, oppure anche Lavandula officinalis) è una pianta suffruticosa sempreverde della famiglia delle Lamiaceae.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono persistenti, opposte, lineari o lineari-lanceolate, lunghe 1–3 cm, larghe pochi millimetri anzi si differenzia da altre specie proprio per la particolare strettezza delle foglie. All'ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole.

I fiori sono riuniti in una vistosa e compatta infiorescenza a spiga.

Il frutto è un achenio trigonale.

Ciclo fenologico[modifica | modifica wikitesto]

Nelle zone più calde la pianta entra in vegetazione a fine autunno o in pieno inverno, in quelle più fredde in primavera. L'epoca di fioritura ha inizio, secondo la ripresa vegetativa, da gennaio a maggio e si protrae per alcuni mesi. La pianta è bottinata dalle api.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

È diffusa in tutta l'area mediterranea[1] .

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Cresce fino agli 800 m s.l.m. in terreni aridi e sassosi, esposti al sole[1] .

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Tra tutte le numerose varietà di lavanda usate a fini curativi, quella augustofolia viene ritenuta fondamentale per una serie di ragioni: innanzitutto l'olio essenziale prodotto dai suoi fiori risulta estremamente versatile in quanto si miscela bene con altri oli e inoltre gli vengono attribuite azioni terapeutiche molteplici.[2]

In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l'influenza. Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d'orecchie.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.
  2. ^ a b "Aromaterapia", di Sheila Lavery, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 1997, pag.22-23

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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