Getty Museum

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Coordinate: 34°04′39″N 118°28′30″W / 34.0775°N 118.475°W34.0775; -118.475

Getty Museum
Vista aerea del Getty Center
Vista aerea del Getty Center
Tipo Arte
Data fondazione 1954
Fondatori Jean Paul Getty
Indirizzo 1200 Getty Center Drive Los Angeles, California 90049
Sito [1]

Il Getty Museum (nome completo Jean Paul Getty Museum) è un museo statunitense d'arte situato a Los Angeles. Attualmente è ospitato in due sedi: l'arte antica alla Getty Villa di Malibu (vecchia sede del museo) e il resto al Getty Center, su una collina di Los Angeles, aperto il 16 dicembre 1997.

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il Getty Museum colleziona dipinti, disegni, sculture, codici miniati, arti decorative europei e fotografie europei, asiatici, e americani. Eccetto che per le fotografie, il museo non raccoglie opere moderne, dal XX secolo in avanti.

Nel 1974, Jean Paul Getty apre il suo secondo museo nella sua proprietà di Malibu in California e voleva ricreare la villa dei papiri di Ercolano. Nel 1997 il museo si sposta nella sua collocazione attuale, progettata dall'architetto Richard Meier, e la casa di Malibu viene ristrutturata e chiamata Getty Villa. La villa Getty ora ospita le sculture romane, etrusche e greche, come l'Atleta di Fano. Fra le opere esposte al Getty Center di Los Angeles ricordiamo Iris di Vincent Van Gogh.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Arte antica (Getty Villa)
Cima da Conegliano
Correggio
Dosso Dossi
Jean Fouquet
Gentile da Fabriano
Lorenzo Lotto
Andrea Mantegna
Masaccio
Pontormo
Tiziano
Antoon van Dyck
Giovanni Battista Lusieri
  • Veduta di Roma (1780)
  • La baia di Napoli (1791)
Vincent van Gogh
Giacomo Manzù

Controversie legali con lo Stato italiano[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni anni il Getty Museum è coinvolto in vicende giudiziarie che riguardano l'acquisizione e la proprietà di alcune delle opere esposte. Marion True, che è stata curatrice del museo per i reperti antichi, dal 2005 è sotto processo in Italia per traffico di reperti rubati così come il noto commerciante statunitense di opere d'arte Robert Hecht e Giacomo Medici.[1]

In una lettera al J. Paul Getty Trust datata 18 dicembre 2006, la True dichiarava di sentire su di se tutto il "peso delle colpe" delle pratiche che erano conosciute, approvate, e giustificate dal Getty Board of Directors.[2] Marion True è inoltre attualmente sotto indagine delle autorità greche per l'acquisizione di una corona funeraria di 2.500 anni fa.

Il 20 novembre 2006, il direttore del museo Michael Brand, ha annunciato che 26 opere saranno restituite all'Italia, ma non l'Atleta di Fano, pezzo sul quale pende ancora una causa giudiziaria. Il 14 dicembre dello stesso anno il Ministro Francesco Rutelli, rispondeva sul Corriere della Sera che se le trattative non si fossero concluse con un ritorno in Italia di tutte e 52 le opere richieste il museo sarebbe stato posto sotto l'embargo culturale italiano.[3] Il 1 agosto 2007 viene annunciato l'accordo in cui il museo restituisce 40 opere all'Italia.[4]

Il 24 gennaio 2013 un articolo del Messaggero ricostruisce la storia di due sculture funerarie dalle forme leonine risalenti al II secolo a.C., attualmente facenti parte della collezione del museo, che si presume essere state trafugate da un palazzo di Preturo (L'Aquila)[5].

Il caso del Kouros[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei casi più controversi legati al Getty Museum è quello dell'acquisto di un kouros nel 1984. Proposto al museo statunitense per l'equivalente di allora 32 miliardi di lire, fu dichiarato immediatamente come falso dallo storico dell'arte Federico Zeri, che dal 1975 era trustee del museo. I curatori del museo si opposero alla bocciatura, esibendo documenti ed altre indagini, ma lui rimase sempre della stessa opinione. Nel frattempo il prezzo scese a 20 e poi a 12 miliardi. Alla fine il Getty comprò il kouros, ma prima della riunione decisiva Zeri venne prelevato dalla polizia federale ed accompagnato all'aeroporto in quanto venuti a conoscenza di minacce di morte sull'italiano, che non mise più piede negli Stati Uniti[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Men's Vogue, Nov/Dec 2006, Vol. 2, No. 3, pg. 46.
  2. ^ LATimes.com ~ "Getty lets her take fall, ex-curator says"
  3. ^ Il Getty non restituisce le opere Rutelli: «Embargo culturale» - Corriere della Sera
  4. ^ Los Angeles, il Getty Museum restituisce quaranta opere d'arte in La Stampa, 1º agosto 2007. URL consultato il 2 agosto 2007.
  5. ^ Fabio Isman, Due leoni alla corte di Getty in Il Messaggero, 24 gennaio 2013.
  6. ^ Per tutto il paragrafo: Il dottore del professore, intervista al medico di Federico Zeri, Giornale dell'Arte, ottobre 2009, pagg. 24 e 26.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Le persone coinvolte nello scandalo[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sulla vicenda dell'Atleta di Fano[modifica | modifica wikitesto]

Articoli giornalistici[modifica | modifica wikitesto]