Ivan Asen I

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Ivan Asen I, noto anche come Ioan Asen I, Ioan Asan (bulgaro: Иван Асен I; ... – ...), è stato sovrano di Bulgaria dal 1189 al 1196.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I dati anagrafici di questo sovrano sono molto incerti e nebulosi, ed è ignota la data della sua nascita. La prima testimonianza concreta di Ivan Asen I è in occasione della sua visita, insieme al fratello Todor di fronte al sovrano bizantino l'Imperatore Isacco II Angelo nel 1185, con lo scopo di richiedere una pronoia. L'aneddoto vuole che, a seguito del rifiuto del sovrano di Bisanzio, a concedere quanto richiesto, Ivan Asen abbia avuto l'ardire di protestare animatamente e che per questo venisse pubblicamente schiaffeggiato in pieno viso.

Pieni di collera per l'onta ricevuta, i due fratelli fecero ritorno in Bulgaria e approfittarono del forte malcontento presente nel loro regno contro le forti tassazioni imposte da Isacco II per finanziare la sua campagna contro Guglielmo II di Sicilia, per promuovere una sommossa popolare contro l'Impero Bizantino nel tardo 1185.

Sebbene Ivan Asen risultasse essere il più attivo nell'organizzare e guidare la rivolta, fu il suo fratello maggiore Todor a venire incoronato Imperatore dei Bulgari con il nome di Pietro IV di Bulgaria (Petăr IV). Un primo assalto dei bizantini contro la capitale Preslav venne respinto ed in seguito l'epicentro della rivolta, la città di Veliko Tărnovo divenne la nuova capitale del nascente Secondo impero bulgaro. Nel pieno della rivolta, tra il 1185 ed il 1186 le armate bulgare conquistarono gran parte della Moesia e penetrarono in Tracia.

Nel 1186 l'Imperatore Isacco II penetrò a sua volta in Bulgaria a capo di un massiccio esercito, nei confronti del quale l'imperatore bulgaro Pietro IV era propenso allo scontro armato preferendo una trattativa con il nemico, non fu dello stesso avviso suo fratello Ivan, il quale fuggì oltre il Danubio con lo scopo di assoldare un vasto esercito di guerrieri cumani con i quali fece ritorno in patria per soccorrere suo fratello. Tuttavia il sovrano bizantino aveva già fatto ritorno a Costantinopoli dopo aver ricevuto dal sovrano bulgaro la promessa di lealtà e sudditanza, non pago di vedere salva la corona, Ivan portò il suo nuovo esercito in Tracia dove si diede al saccheggio e all'assalto delle guarnigioni bizantine, conseguendo diversi successi. a mo' di rappresaglia Isacco II guidò una nuova spedizione contro i territori bulgari cercando di mettere sotto assedio la città di Sofia ma senza successo e nel 1187 guidò una nuova spedizione contro le città di Veliko Tărnovo e Loveč, quest'ultima posta sotto assedio per ben tre mesi. Durante l'assedio i bizantini presero come ostaggio la moglie di Ivan Asen, che venne scambiata con il fratello minore di Ivan, Kalojan, che era stato fatto prigioniero in precedenza in un agguato. Tuttavia ciò non indusse Ivan Asen a cercare una trattativa con Bisanzio, e quando la spedizione della Terza Crociata guidata da Federico Barbarossa minacciò l'Impero Bizantino, il condottiero bulgaro offrì i suoi servigi per l'assalto alle città di Niš e Adrianopoli.

Dopo il passaggio dei Crociati, Isacco II decise di porre fine una volta per tutte alla minaccia bulgara, pianificando una invasione in grande stile del territorio nemico. Dopo essere penetrato fino a giungere sotto le mura della capitale bulgara, l'Imperatore bizantino la sottopose ad un lungo ed estenuante assedio. Nel frattempo Pietro IV aveva eletto Ivan Asen coregnante e, senza tuttavia abdicare, si era rifugiato a Preslav. Con lo scopo di liberare la città dagli assedianti, Ivan Asen diffuse la voce dell'imminente arrivo di un esercito amico di Cumani, voce che indusse Isacco II a levare l'assedio e a fuggire in patria. Ivan inseguì i nemici in ritirata causando loro pesanti perdite e costringendo l'Imperatore bizantino a mai più tentare un nuovo attacco in territorio bulgaro.

Cavalcando l'onda del loro successo militare, i bulgari marciarono nel 1191 contro Sofia e Niš, conquistandole entrambe, nel 1195 fu la volta di Belgrado e nel 1196 di Melnik, penetrando verso sud fino alla città greca di Serres. Durante il suo ritorno dalle sue campagne verso meridione, Ivan Asen venne assassinato da un suo luogotenente, Ivanko, che aveva in precedenza minacciato di morte a seguito di una relazione di quest'ultimo con la sorella del sovrano. Ivanko, dopo l'omicidio del suo sovrano, cercò di prenderne il posto e trattò con i Bizantini, ma fallì nel suo intento e fu costretto a fuggire a Costantinopoli.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi unito in matrimonio con la prima moglie di nome Moria, di cui si sa solo il luogo di nascita, Červen, Ivan Asen si sposò una seconda volta con Elena, le cui origini sono sconosciute ma che la cronaca del tempo vuole figlia del santo ortodosso di origini serbe Stefano Nemanja. Da questa seconda unione Ivan Asen ebbe almeno due figli:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatori di Bulgaria Successore Coat of Arms of the Bulgarian Empire.PNG
Pietro IV di Bulgaria 1189 - 1196 Pietro IV di Bulgaria e Kalojan di Bulgaria

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ivan Asen I in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.