Krum

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Krum
Krum
Monumento a Krum nei pressi del castello di Misionis.
Khan dei Bulgari
In carica 803–13 aprile 814
Predecessore Kardam
Successore Omurtag
Morte 13 aprile 814
Dinastia casata di Krum
Padre Toktu
Madre Lana
Figli Omurtag
Budim

Krum (bulgaro Крум; ... – 13 aprile 814) fu sovrano dei Bulgari tra il 796/803 e la sua morte. Durante il suo regno, il territorio dei Bulgari si raddoppiò, allargandosi dal medio Danubio fino al Nipro e da Odrin (l'antica Adrianopoli) ai monti Tatra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini famigliari[modifica | modifica sorgente]

Esistono due ipotesi sull'origine della famiglia di Krum: secondo la prima essa era originaria della Pannonia, dove era stata al servizio degli Avari; secondo la seconda ipotesi, Krum nacque invece in Macedonia.[1] Suo padre Toktu era membro di una nobile famiglia proto-bulgara, e fu persino signore della Bulgaria tra il 766 e il 767.

Probabilmente Krum apparteneva a quel ramo del clan dei Dulo che si era stabilito in Macedonia, guidato da Kuber, e aveva fondato uno stato bulgaro con influenze slave.[1]

Regno[modifica | modifica sorgente]

Espansione territoriale dell'impero bulgaro durante il regno di Krum (803–814).

Krum prese il potere dopo il 796, ma prima dell'803. Intorno all'805, approfittò della sconfitta del khanato avaro per distruggere i residui del potere degli Avari ed espandere la propria autorità al di là dei Carpazi sulla Transilvania e lungo il Danubio fino alla Pannonia orientale. Ciò portò i Bulgari a confinare con il regno dei Franchi, fatto che ebbe importanti ripercussioni sulla politica dei successori di Krum.

Guerre contro Niceforo I[modifica | modifica sorgente]

Krum a tavola con i suoi nobili, mentre un coppiere reca il cranio di Niceforo I colmo di vino.

Krum perseguì una politica espansionistica.

Nell'807 le forze bulgare sconfissero l'esercito bizantino nella valle dello Strimone. Due anni dopo, nell'809, Krum assediò e costrinse alla resa Serdica (la moderna Sofia), uccidendo la guarnigione bizantina di 6.000 uomini malgrado avesse promesso loro un salvacondotto; ciò provocò la reazione dell'imperatore Niceforo I, il quale rinforzò i confini facendo insediare nelle zone limitrofe popolazioni dell'Anatolia e tentò, senza riuscirvi, di riprendere Serdica.

Nei primi mesi dell'811, Niceforo I diede inizio ad una imponente campagna contro i Bulgari. L'esercito bizantino avanzò verso Marcellae (nei pressi della moderna Karnobat), dove, l'11 luglio, Krum cercò di negoziare, ricevendo il rifiuto dell'imperatore. Dopo aver evitato le imboscate bulgare tra i monti dei Balcani, i Bizantini sconfissero 12.000 Bulgari che cercavano di sbarrare loro la strada per la Mesia e raggiunsero Pliska, la capitale bulgara, che fu conquistata da Niceforo il 20 luglio, dopo un'altra vittoria su 50.000 Bulgari; Niceforo si appropriò del tesoro di Krum, mise a fuoco la città e fece uccidere la popolazione dai suoi uomini. Un altro tentativo di negoziazione di Krum fu respinto.

Mentre Niceforo e il suo esercito erano intenti a saccheggiare la capitale nemica, Krum mobilitò i Bulgari affinché costruissero delle trappole e preparassero delle imboscate nei passi di montagna. Sulla strada del ritorno per Costantinopoli, all'alba del 26 luglio Niceforo e il suo esercito si trovarono bloccati da un fossato e da una palizzata in legno al passo di Varbitsa; nella successiva battaglia i Bizantini subirono una cocente sconfitta e Niceforo morì, mentre suo figlio Stauracio fu gravemente ferito. Secondo la tradizione, Krum fece decorare il cranio di Niceforo in argento e lo usò come coppa per libagioni.

Contro Michele I[modifica | modifica sorgente]

Sconfitta dell'imperatore Michele I Rangabe, nella battaglia di Versinicia nel 813, miniatura da una edizione del XIV secolo della Cronaca di Costantino Manasse.

Stauracio, gravemente menomato a seguito delle ferite riportate nella battaglia di Pliska, abdicò in favore del cognato Michele I Rangabe.

Nell'812 Krum invase la Tracia bizantina, prese Debelt e impaurì le popolazioni delle fortezze vicine facendole fuggire a Costantinopoli. Ottenuto questo vantaggio, Krum offrì di rinnovare il trattato di pace del 716, ma Michele, non volendo indebolire il proprio regno mostrando debolezza e influenzato da Teodoro Studita, rifiutò l'abboccamento, opponendosi alla condizione sullo scambio di disertori. Per mettere più pressione sull'imperatore, Krum assediò e catturò allora Mesembria (Nesebăr) nell'autunno dell'812.

Nel febbraio 813 i Bulgari depredarono la Tracia, ma furono respinti dalle forze imperiali. Rassicurato da questo successo, Michele raccolse un vasto esercito e si mosse verso nord, sperando di cogliere una vittoria decisiva. Krum a sua volta portò il suo esercito verso sud, in direzione di Adrianopoli, e pose il campo a Versinikia. I due eserciti si schierarono uno di fronte all'altro, ma rimandarono per due settimane lo scontro. La successiva battaglia, nota come battaglia di Adrianopoli, fu combattuta il 22 giugno, e vide l'attacco iniziale dei Bizantini respinto e la cavalleria bulgara all'inseguimento, con la conseguente rotta delle forze di Michele. Krum inseguì il nemico fino a Costantinopoli, che mise sotto assedio, e Michele fu obbligato ad abdicare e a farsi monaco.

Contro Leone V[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo imperatore, Leone V l'armeno, si offrì di negoziare la pace, e Krum fu invitato a partecipare ad un incontro, ma, al suo arrivo, cadde in una imboscata di arcieri nemici e fu ferito, pur riuscendo a fuggire. Furioso, Krum devastò i dintorni di Costantinopoli e tornò in patria, catturando Adrianopoli nel viaggio di ritorno e trasferendone gli abitanti (tra cui i genitori del futuro imperatore Basilio I) al di là del Danubio. Malgrado fosse già inverno, Krum approfittò del tempo buono e inviò 30.000 uomini in Tracia, catturando Arcadiopoli, prendendo 50.000 prigionieri e riportandoli nelle terre bulgare. Con le ricchezze ottenute da questi saccheggi, Krum e la nobiltà bulgara ricostruirono Pliska, probabilmente utilizzando anche la manodopera degli artigiani bizantini catturati.

Durante l'inverno tra l'813 e l'814, Krum preparò un attacco contro Costantinopoli, ma il 13 aprile, prima che potesse iniziare la campagna, morì. Gli succedette il figlio Omurtag.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b John Van Antwerp Fine, The Early Medieval Balkans: A Critical Survey from the Sixth to the Late Twelfth century, University of Michigan Press, 1983, p. 94. ISBN =0472081497.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fine Jr., John V.A. (1983). The Early Medieval Balkans.
  • Norwich, John J. (1991). Byzantium: The Apogee. Alfred A. Knopf, Inc.. ISBN 0-394-53779-3.
  • Rizzotto, M. (2011). Krum il grande nemico dell'Impero romano, pagineSvelate, ISBN 8-895-90607-1.

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