I colori della vittoria

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I colori della vittoria
I colori della vittoria.png
John Travolta in una scena del film
Titolo originale Primary Colors
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1998
Durata 143 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, commedia
Regia Mike Nichols
Soggetto Joe Klein
Sceneggiatura Elaine May
Fotografia Michael Ballhaus
Montaggio Arthur Schmidt
Musiche Ry Cooder
Scenografia Bo Welch, Tom Duffield e Cheryl Carasik
Costumi Ann Roth, Gary Jones
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I colori della vittoria (Primary Colors) è un film del 1998 diretto da Mike Nichols.

È stato presentato fuori concorso al 51º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Henry Burton, giovane idealista, nipote di un leader che ha combattuto per i diritti civili, decide di partecipare, sia pure dopo molte incertezze, alla campagna per le elezioni presidenziali di Jack Stanton, governatore progressista di uno Stato del sud.

Del gruppo fanno parte: Richard, stratega tanto brillante quanto improbabile, Libby, una donna matura fanaticamente legata alla causa, dichiaratamente omosessuale e decisa a risolvere ogni problema, la giovane Daisy, scelta come consulente per i media. Sopra tutti ci sono Jack Stanton e la moglie Susan, travolgenti nel carattere, pieni di entusiasmo e decisi a vincere per entrare nella Storia.

La campagna elettorale va avanti freneticamente, e gli umori cambiano in rapida successione. Gli scandali sessuali sono quelli che più mettono in difficoltà il gruppo. Dapprima una segretaria denuncia una relazione con Jack, poi il padre di una ragazzina di colore denuncia che la figlia è incinta di Jack. E tutti questi scandali vengono messi a tacere con enorme fatica. Durante un confronto televisivo, il candidato avversario ha un malore. Ricoverato in ospedale, risulta impossibilitato a proseguire la campagna. Il nuovo avversario che ne prende il posto viene incastrato dallo staff di Jack con un dossier su un traffico di cocaina.

La campagna elettorale è andata avanti senza esclusione di colpi. Henry, duramente provato, vorrebbe dimettersi. Ma Jack lo convince a rimanere. Arrivano le elezioni, Jack viene eletto Presidente ed Henry è tra coloro a cui stringe la mano il giorno della vittoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1998, festival-cannes.fr. URL consultato il 3 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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