Hieracium villosum

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Sparviere del calcare
Hieracium villosum.jpg
Hieracium villosum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Hieracium
Specie Hieracium villosum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Nomenclatura binomiale
Hieracium villosum
Jacq., 1762
Nomi comuni

Sparviere villoso

Lo sparviere del calcare (nome scientifico Hieracium villosum Jacq.], 1762) è una pianta erbacea spermatofita dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Hieracium) deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.[1][2] Il nome specifico (villosum = villoso) si riferisce alla particolare pelosità della pianta.[3]
Il binomio scientifico della specie di questa voce è stato proposto dal medico, chimico e botanico olandese Nikolaus Joseph von Jacquin (1727 – 1817) nella pubblicazione "Enumeratio Stirpium Pleraumque, quae sponte crescung in agro Vindobonensi - 142, 271. 1762" del 1762.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

La pianta di questa specie può raggiungere un'altezza compresa tra 15 - 40 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale è una pianta erbacea (e aromatica), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protetta dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso ha l'asse fiorale eretto e privo di foglie. Tutta la pianta è ricoperta di caratteristici peli biancastri e lanosi con base scura e rigida (alla base è anche inserita una setola bianca e flessuosa). Questa pianta è anche provvista di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati) e viene definita di tipo "fillopode" in quanto le foglie basali formano una rosetta e sono presenti alla fioritura, mentre quelle lungo il caule sono poche (fusto più o meno afillo). Inoltre i peli di questa pianta non sono piumosi.[5][6][7]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La pubescenza

La parte aerea del fusto è eretta o ascendente con andamento zigzagante. Sul fusto sono presenti dei peli setolosi frammisti a radi peli stellati lunghi fino a 10 mm (sono assenti quelli ghiandolari). L'acladio è di 3 - 10 cm.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie in genere hanno una lamina a forma lanceolata o lanceolato-lineare ed hanno un colore glauco; sono presenti abbondanti peli lunghi fino a 8 mm (talvolta sono subglabre sulla faccia adassiale). Quelle basali (raramente mancano) formano una rosetta con base attenuata e senza picciolo; la lamina ha delle forme da oblunghe a lanceolate; i bordi possono essere ondulati, interi o brevemente dentati; l'apice è acuto o ottuso. Quelle cauline (da 4 a 8) sono progressivamente minori (sono lunghe 2/3 - 3/4 rispetto alle basali); sono quasi sempre sessili (a parte quelle inferiori con base attenuata) o abbraccianti il caule (gradualmente verso l'infiorescenza si trasformano in brattee). Dimensione delle foglie: larghezza 1 - 2 cm; lunghezza 8 - 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino

Le infiorescenze sono composte da 1 - 3 capolini peduncolati relativamente grandi. I peduncoli sono abbondantemente ricoperti di peli setolosi frammisti a radi peli stellati. I capolini sono formati da un involucro composto da diverse brattee (o squame) disposte su 2 - 4 serie in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro ha un aspetto bianco-lanoso; le squame inferiori (più esterne) hanno una consistenza erbacea (simili a foglie) con forme da lanceolate a triangolari; quelle interne sono più lineari e acute e spesso di colore scuro. I peli dell'involucro, sia di tipo stellato che setoloso, sono molto densi e sono lunghi 3 - 5 mm. Il ricettacolo è nudo, ossia senza pagliette. Diametro dei capolini: 3 - 5 cm. Lunghezza dell'involucro: 14 - 17 mm. Larghezza della base delle squame inferiori: 2 - 3 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori ligulati

I fiori sono tutti del tipo ligulato[8] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[9]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo. Le ligule sono lunghe e cigliate. Dimensioni delle ligule: larghezza 2,5 - 3 mm; lunghezza 18 - 25 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[10] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da luglio a agosto.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono scuri e lunghi circa 3 mm a forma colonnare-obconica (o più o meno cilindrica) e sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 10 coste che nella parte apicale confluiscono in un orlo anulare. Il pappo è formato setole semplici disposte su due serie (quelle interne sono più lunghe e più rigide, quelle esterne sono fragili).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[12] – Distribuzione alpina[13])
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono le rupi, le pietraie e i pascoli alpini; ma anche i ghiaioni alpini e le praterie rase subalpine-alpine. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.[13]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1500 fino a 2500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e alpino (e in parte quello montano).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la pecie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[13]

Formazione : comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Classe : Elyno-Seslerietea variae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del Hieracium villosum (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[14] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[15]). All'interno della famiglia il genere Hieracium fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[16] H. villosum appartiene a un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 770 specie sessuali e oltre 5200 specie apomittiche[17], delle quali circa 250 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.
Hieracium villosum è descritto all'interno del sottogenere Hieracium (sinonimo: Euhieracium). È il sottogenere più numeroso distribuito in Eurasia e nel Nord America.[5]
Il numero cromosomico di H. villosum è: 2n = 27/36.[18]

Polimorfia[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce fa parte di un gruppo polimorfo con grandi capolini, involucro lanoso e base allargata delle squame inferiori di tipo fogliaceo. Il gruppo comprendente parecchie agamospecie con scarsa riproduzione sessuata alcune delle quali, nell'ambito della flora spontanea italiana, sono Hieracium pilosum Froel., Hieracium piliferum Hoppe. e Hieracium alpinum L.(vedi tabella sottostante). Alcuni taxon collegati a questa specie sono sottospecie, altri sono considerati aggregati (o inclusi), e altri ancora sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[5]

Tabella del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Questo gruppo comprende diverse specie (o gruppi-intermediari). La polimorfia si manifesta soprattutto nella distribuzione dei peli e delle setole sulle foglie, sul fusto e sui capolini.[19] La seguente tabella rappresenta lo sciame principale del gruppo.[5][20]

H. villosum H. pilosum subsp. villosiceps
Gottschl., 2004
H. piliferum subsp. glanduliferum
(Hoppe) Zahn, 1939
H. alpinum
Capolini pochi pochi generalmente uno uno
Fusto foglioso con 1 - 5 foglie ridotte con 1 - 2 foglie ridotte con 1 - 2 foglie ridotte
Squame quelle inferiori sono fogliacee tutte a forma stretta tutte a forma stretta tutte a forma stretta
Peli ghiandolosi assenti assenti solo sul fusto e sui peduncoli abbondanti su tutta la pianta
Taxa inclusi 13 sottospecie (la specie pilosum ha 15 sottospecie) (la specie piliferum ha 9 sottospecie) 10 sottospecie e 15 specie
Distribuzione Europa centrale Europa centrale (e Penisola Balcanica) Alpi e Balcani Europa centrale e del Nord

Altri collegamenti si hanno con la specie Hieracium glaucum All. (con foglie basali colorate di verde-glauco e più o meno glabre) oppure con la specie Hieracium bifidum Hornem. (la lamina delle foglie basali è allargata e si riduce bruscamente verso il picciolo) oppure con Hieracium prenanthoides Vill. (la forma delle foglie cauline superiori è ovale o subrotonda).

Chiave analitica dello sciame di agamospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere lo sciame di agamospecie relativo al gruppo H. villosum/H. pilosum (solamente per le specie spontanee della flora italiana - la distribuzione indicata è relativa al resto dell'Europa) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra).[21][20]

  • Gruppo 1A: le squame esterne dell'involucro hanno una forma triangolare, consistenza fogliacea e alla base sono larghe 2 - 3 mm;
  • Hieracium villosum subsp. calvifolium Nägeli & Peter, 1886 - Le foglie inferiori sono glabre.
  • Hieracium villosum subsp. villosum - Le foglie sono densamente lanose su entrambe le facce.
  • Gruppo 1B: le squame esterne dell'involucro sono lineari e sono larghe al massimo 1,5 - 1,8 mm;
  • Gruppo 2A: la forma biologica è del tipo rosulata con un capolino; il fusto possiede pochissime foglie e perlopiù ridotte;
  • Gruppo 3A: le foglie inferiori sono colorate di verde e sono più o meno pelose;
  • Gruppo 4A: le foglie della rosetta basale (come il resto della pianta) sono prive di peli ghiandolari;
  • Gruppo 5A: l'involucri o i peduncoli dei capolini sono ricoperti di peli ghiandolosi;
  • Gruppo 5B: l'involucri o i peduncoli dei capolini sono privi di peli ghiandolosi;
  • Gruppo 6A: l'involucro è lungo 13 - 18 mm; i capolini sono grandi; l'aspetto è molto vicino alla specie H. villosum;
  • Hieracium pilosum subsp. villosiceps Gottschl., 2004 - Le foglie basali hanno una forma acuta.
  • Hieracium pilosum subsp. mollipellis (Zahn) Gottschl., 2004 - Le foglie basali hanno una forma spatolato-ottusa.
  • Gruppo 6B: l'involucro è lungo 10 - 13 mm; i capolini sono piccoli; l'aspetto è molto vicino alla specie H. piliferum;
  • Gruppo 4B: i fusti, le foglie della rosetta basale e i peduncoli dei capolini sono ricoperti di peli ghiandolari;
  • Hieracium alpinum L., 1753 - La superficie delle foglie è densamente ghiandolosa.
  • Hieracium rostanii Nägeli & Peter, 1886 - La superficie delle foglie è ricoperta da peli semplici e lanosi frammisti a microghiandole.
  • Gruppo 3B: le foglie inferiori sono colorate di verde-glauco e sono più o meno glabre;
  • Gruppo 2B: la forma biologica della pianta è scaposa con più o meno 2 - 5 capolini; i fusti sono abbondantemente fogliosi;
  • Gruppo 8A: le foglie superiori hanno una forma grossolanamente ovale (1-3 x 3-5 cm), ossia sono 1,5-3 volte più lunghe che larghe;
  • Gruppo 8B: le foglie superiori in genere sono più sottili e molto ridotte (sono più strette di 1 cm e larghe da 3 a 10 volte tanto);
  • Gruppo 9A: le foglie inferiori sono verdi e più o meno pelose;
  • Gruppo 10A: la forma delle foglie varia da oblanceolata a oblanceolato-spatolata e alla base sono ristrette progressivamente;
  • Gruppo 11A: la superficie delle foglie e i peduncoli dei capolini sono sparsamente ricoperti da ghiandole; i bordi delle foglie basali sono grossolanamente dentati;
  • Gruppo 11B: le piante sono prive di peli ghiandolari; i bordi delle foglie basali sono interi o appena dentati;
  • Gruppo 12A: l'involucro è grande (13 - 18 mm);
  • Hieracium scorzonerifolium Vill., 1779 - L'infiorescenza ha delle forme piramidali con numerosi capolini; le squame esterne dell'involucro sono allargate e spaziate.
  • Hieracium pilosum subsp. villosiceps Gottschl., 2004 - L'infiorescenza è formata da pochi capolini (2 - 3), tutti alla stessa altezza; la forma delle squame dell'involucro è stretta e le squame non sono distanziate.
  • Gruppo 12B: l'involucro è piccolo (9 - 13 mm);
  • Hieracium pilosum subsp. comatulum (Nägeli & Peter) Gottschl., 2004 - Le foglie cauline sono da 4 a 9; la pelosità della pianta è molto fitta.
  • Hieracium aphyllum Nägeli & Peter, 1886 - Le foglie cauline sono assenti (o al massimo 3); la pelosità della pianta è scarsa.
  • Gruppo 10B: la forma delle foglie inferiori è più decisamente spatolata; il picciolo è breve ma distinto;
  • Gruppo 9B: il colore delle foglie inferiori è verde-glauco e la superficie è glabra;
  • Gruppo 13A: la forma delle foglie superiori è lanceolato-ottusa e le foglie sono larghe circa 1 cm;
  • Gruppo 13B: la forma delle foglie superiori è lanceolato-lineare e le foglie sono sottili;
  • Hieracium glabratum Willd., 1803 - L'infiorescenza è formata da 2 - 3 capolini disposti alla stessa altezza; le foglie basali hanno una forma da oblanceolata a lineare.
  • Hieracium chondrillifolium Fr., 1862 - L'infiorescenza è formata da molti capolini disposti in forme piramidali; le foglie basali hanno una forma più o meno spatolata.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per questa specie sono riconosciute 13 sottospecie, alcune delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana. Si distinguono soprattutto per la pelosità delle foglie (densamente pelose sia sopra che sotto nella ssp. villosum; foglie con superficie adassiale poco pelosa in ssp. calvifolium). Il seguente elenco indica per ogni sottospecie l'Autore con l'anno di pubblicazione e la distribuzione euro-mediterranea:[22][23][24]

Sottospecie Autore e anno Distribuzione italiana Distribuzione euro-mediterranea
villosum Presente Europa centrale, Penisola Balcanica e Ucraina
acrovillosum Nägeli & Peter, 1886 Alpi
albolanatum Nägeli & Peter, 1886 Presente Francia
calvifolium Nägeli & Peter, 1886 Presente Europa centrale
doratophyllum Nägeli & Peter, 1886 Presente
eurybasis Nägeli & Peter, 1886 Presente Alpi
glabratellum J. Vetter & Zahn, 1930 Austria
glaucifrons Nägeli & Peter, 1886 Presente Europa centrale e Penisola Balcanica
heterophyllum Nägeli & Peter, 1886 Presente Alpi
ovalifolium Nägeli & Peter, 1886 Presente Europa centrale e Romania
trichocraspedum Zahn, 1925 Svizzera
undulifolium Nägeli & Peter, 1886 Presente Europa centrale e Romania
villosissimum (Nägeli) Nägeli & Peter, 1886 Presente Europa centrale, Penisola Balcanica e Romania

Intermediari (o ibridi)[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Pignatti nella Flora d'Italia descrive alcuni intermediari di H. villosum con altri gruppi (prenanthoides, bifidum e altri):[5]


Altre specie collegate a H. villosum sono:

  • Hieracium ctenodon Nägeli & Peter, 1886 (Ibrido tra H. villosum e H. lachenalii) - Questa specie si trova raramente nelle Alpi Orobiche, mentre fuori dall'Italia è presente solamente nel resto delle Alpi. H. ctenodon include 8 sottospecie.
  • Hieracium cryptadenum Arv.-Touv., 1894 (Ibrido tra H. villosum e H. humile) - Questa specie si trova raramente nelle Alpi (sia sul versante italiano che su quello settentrionale). H. cryptadenum include 9 sottospecie.
  • Hieracium wilczekianum Arv.-Touv., 1897 (Ibrido tra H. valdepilosum e H. bifidum) - Questa specie si trova raramente nelle Alpi (sia sul versante italiano che su quello settentrionale). H. wilczekianum include 17 sottospecie.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[34]

  • Hieracium morisianum subsp. morronense (Nägeli & Peter) Zahn
  • Hieracium pilosum subsp. morronense (Nägeli & Peter) Gottschl.
  • Hieracium scorzonerifolium subsp. neapolitanum Nägeli & Peter
  • Hieracium villosiceps subsp. morronense Nägeli & Peter

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

(1) Lo sparviere villoso in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Zottiges Habichtskraut
  • (FR) Épervière velue
  • (EN) Shaggy Hawkweed


(2) Una ricerca dettagliata sul genere Hieracium è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento.[7] Sono state individuate 6 sottospecie di Hieracium villosum: villosum - calvifolium - eurybasis - glaucifrons - undulifolium - villosissimum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 2 - pag. 454
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 16-agosto-2013.
  3. ^ Botanical names. URL consultato il 14-dicembre-2013.
  4. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 14-dicembre-2013.
  5. ^ a b c d e Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 296
  6. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  7. ^ a b Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.
  8. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  9. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  10. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  11. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  12. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 111
  13. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 696
  14. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  15. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  16. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  17. ^ Kilian 2009, op. cit., pag. 354
  18. ^ Tropicos Database. URL consultato il 14-dicembre-2013.
  19. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 18-dicembre-2013.
  20. ^ a b EURO MED - PlantBase. URL consultato il 14-dicembre-2013.
  21. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 297
  22. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 15-dicembre-2013.
  23. ^ Cichorieae Portal. URL consultato il 18-dicembre-2013.
  24. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 18-dicembre-2013.
  25. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 15-dicembre-2013.
  26. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 15-dicembre-2013.
  27. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  28. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  29. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  30. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  31. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  32. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  33. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 16-dicembre-2013.
  34. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 18-dicembre-2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 454.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 194, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Cichorieae Portal, p. Hieracium villosum, Cichorieae Portal. URL consultato il 16 dicembre 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]