Galassia Sigaro

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Galassia Sigaro
Galassia starburst
Immagine della galassia “Sigaro”
Immagine della galassia “Sigaro”
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Orsa Maggiore
Ascensione retta 09h 55m 52.2s [1]
Declinazione +69° 40′ 47″[1]
Distanza 11.5 milioni[2] a.l.
(3.5 milioni pc)
Magnitudine apparente (V) +9,3[1]
Dimensione apparente (V) 11′.2 × 4′.3[1]
Velocità radiale 203 ± 4[1] km/s
Caratteristiche fisiche
Tipo Galassia starburst
Classe I0[1]
Altre designazioni
M 81, NGC 3034, UGC 5322, Arp 337, PGC 28655
Categoria di galassie starburst

La Galassia Sigaro (nota anche come M 82 o NGC 3034) è una galassia attiva nella costellazione dell'Orsa Maggiore; si trova a circa 12 milioni di anni luce ed è associata alla più grande e famosa M81. Si tratta di un ottimo esempio di galassia starburst.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Mappa per individuare M82.

M82 è una galassia relativamente brillante, grazie anche alla sua vicinanza, e se la notte è particolarmente adatta all'osservazione astronomica può essere individuata anche con un semplice binocolo; uno strumento come un telescopio rifrattore da 60-80mm la mostra come una macchia chiara molto allungata, estesa per alcuni primi e allungata in direzione ENE-SWS. Con un telescopio più potente, sui 140-150mm, si nota la struttura del nucleo e un gran numero di irregolarità specie in direzione sud, le quali diventano molto più evidenti con strumenti da 250-300mm.[3] Nelle foto a lunga posa o composite, il campo visivo di questa e della vicina M81 può mostrarsi pervaso da una serie di intricati filamenti nebulosi; questo sistema di gas e polveri oscure fa parte dell'Integrated Flux Nebulae, una nube di alta latitudine galattica appartenente alla Via Lattea.

La sua declinazione è molto settentrionale: infatti questa galassia si presenta circumpolare da gran parte dell'emisfero boreale, come tutta l'Europa e in Nordamerica, fin oltre il tropico del Cancro; dall'emisfero australe invece è possibile osservarla solo in prossimità dell'equatore.[4] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra gennaio e agosto.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

Charles Messier descrisse questa galassia come un oggetto nebuloso e irrisolvibile in stelle, vicina a M81 e dalla forma molto allungata; fu osservata anche da Johann Elert Bode nel 1774 e da Pierre Méchain nel 1779. In seguito fu riosservata da John Herschel, che la descrisse come una sorta di "raggio" luminoso dalla composizione che però non poteva conoscere. Lord Rosse rimase colpito da quest'oggetto, descrivendolo in termini entusiastici come una nube percorsa da diverse bande oscure; verso la fine dell'Ottocento fu fotografato per la prima volta e fu descritto come un oggetto visto di taglio.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Starburst[modifica | modifica sorgente]

Immagine ai raggi X di M82 del Chandra.

M82 subisce gli effetti gravitazionali della sua galassia vicina, la più grande M81; queste forze mareali hanno deformato M82 fin da circa 100 milioni di anni fa. Queste interazioni hanno causato un forte aumento dei fenomeni di formazione stellare.

Qualche centinaio milione di anni fa questa galassia ha avuto un incontro ravvicinato con M81; come risultato di ciò, una gran quantità di gas si è riversata su M82 e in particolare nelle sue regioni centrali.[5] Il più recente incontro fra queste due galassie si è avuto circa 250 milioni di anni fa e ha causato un forte picco della formazione stellare in entrambe le galassie, come è testimoniato dalla distribuzione e dall'età degli ammassi aperti delle due galassie.[5] In seguito sono avvenuti altri due potenti fenomeni di starburst, l'ultimo dei quali circa 4-6 milioni di anni fa, causando la formazione di superammassi stellari.[5] La distanza che separa le due galassie è di circa 300.000 anni luce.[2]

Regione di starburst[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo della galassia.

Nelle regioni centrali di M82 l'area di starburst attiva si estende con un diametro di 500 parsec; otticamente, ci sono quattro regioni di elevata luminosità superficiale, catalogate come A, C, D ed E.[5] Queste regioni corrispondono a ben note sorgenti di raggi X, infrarossi e onde radio;[5] di conseguenza, si crede che siano degli ammassi di starburst oscurati sulla nostra linea di vista.[5] È presente un getto bipolare (o supervento), concentrato sulla regione A e C e rifornito dall'energia emessa da esplosioni di supernova, che avvengono mediamente una volta ogni dieci anni.[5]

L'Osservatorio a raggi X Chandra ha rilevato emissioni di raggi X dalla galassia, a circa 600 anni luce di distanza dal suo centro. Alcuni astronomi hanno ipotizzato che M82 contenga il primo buco nero di massa intermedia, circa 200-5000 masse solari,[6] invece dei buchi neri supermassicci comunemente ipotizzati al centro delle galassie, la cui massa si aggira sui 30 milioni di masse solari.[7]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

M82 in come visto attraverso un piccolo telescopio.

Si è per lungo tempo creduto che M82 fosse una galassia di forma irregolare; tuttavia, nel corso del 2005 sono stati scoperti due bracci di spirale simmetrici, ben visibili nelle immagini all'infrarosso della galassia. Questi bracci si originano dalle estremità di una barra centrale, visibile sempre agli infrarossi; sebbene questi bracci siano visibili agli infrarossi, il loro colore naturale è maggiormente blu rispetto al disco, a causa della presenza di molte stelle giovani. Assumendo che la parte settentrionale della galassia sia più vicina a noi, come si spiega in letteratura, il senso di rotazione osservato implica la presenza di bracci trainanti. A causa dell'elevata luminosità superficiale del disco, posto quasi di taglio rispetto alla nostra linea di vista (circa 80°)[5] e della presenza di una complessa rete di filamenti oscuri di polveri visibili nelle immagini ottiche, i bracci di spirale non sono stati mai osservati in precedenza.[8]

Il gruppo di M81[modifica | modifica sorgente]

M81 (a sinistra) e M82 (a destra). M82 è una delle due galassie fortemente attratte da M81; l'altra, NGC 3077, si trova oltre il bordo superiore dell'immagine. Credit:Scott Anttila.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo di M81.

M82 è la galassia più grande del Gruppo di M81, un gruppo che conta 34 galassie situate nella costellazione dell'Orsa Maggiore;[9] la distanza media di questo gruppo è di circa 11,7 milioni di anni luce, pari a 3,6 milioni di parsec, rendendolo così uno dei gruppi di galassie più vicini al nostro Gruppo Locale.[9]

M82 come già visto è in interazione con la vicina Galassia di Bode (M81) e NGC 3077;[10] questa interazione ha strappato via alle tre galassie una discreta quantità di gas idrogeno, che ora forma delle strutture a filamenti che collegano le tre galassie.[10] Inoltre, hanno anche causato la caduta di parte di questo gas sulla Galassia Sigaro e di NGC 3077, causando una grande attività di formazione stellare nei centri di queste due galassie.[10]

Supernove[modifica | modifica sorgente]

Nella galassia sono state finora osservate quattro supernove: 1986D (dubbia)[11], 2004am[12], 2008iz, scoperta via radio[13] e 2014J, la supernova osservata più vicina a noi da 1993J e la supernova di tipo Ia più vicina da 1972E.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for NGC 3034. URL consultato il 27 ottobre 2006.
  2. ^ a b Karachentsev, I. D.; Kashibadze, O. G., Masses of the local group and of the M81 group estimated from distortions in the local velocity field in 3 light years, vol. 49, nº 1, 2006, pp. 3–18, DOI:10.1007/s10511-006-0002-6.
  3. ^ Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  4. ^ Una declinazione di 70°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 20°; il che equivale a dire che a nord del 20°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 20°S l'oggetto non sorge mai.
  5. ^ a b c d e f g h S. Barker, R. de Grijs e M. Cerviño, Star cluster versus field star formation in the nucleus of the prototype starburst galaxy M 82 in Astronomy and Astrophysics, vol. 484, nº 3, giugno 2008, pp. 711–720, DOI:10.1051/0004-6361:200809653.
  6. ^ Patruno, A.; Portegies Zwart, S.; Dewi, J.; Hopman, C., The ultraluminous X-ray source in M82: an intermediate-mass black hole with a giant companion in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters, vol. 370, nº 1, 2006, pp. L6–L9, DOI:10.1111/j.1745-3933.2006.00176.x.
  7. ^ Gaffney, N. I., Lester, D. F., and Telesco, C. M., "The stellar velocity dispersion in the nucleus of M82" in Astrophysical Journal Letters, vol. 407, aprile 1993, pp. L57–L60, DOI:10.1086/186805.
  8. ^ Mayya, Y. D.; Carrasco, L.; Luna, A., The Discovery of Spiral Arms in the Starburst Galaxy M82 in The Astrophysical Journal, vol. 628, nº 1, 2005, pp. L33–L36, DOI:10.1086/432644.
  9. ^ a b I. D. Karachentsev, The Local Group and Other Neighboring Galaxy Groups in Astronomical Journal, vol. 129, 2005, pp. 178–188, DOI:10.1086/426368.
  10. ^ a b c M. S. Yun, P. T. P. Ho, K. Y. Lo, A high-resolution image of atomic hydrogen in the M81 group of galaxies in Nature, vol. 372, 1994, pp. 530–532, DOI:10.1038/372530a0.
  11. ^ (EN) IAUC 4202: 1986E; 1986D; Mkn 507
  12. ^ (EN) IAUC 8297: S/2004 (4674) 1; 2004ak, 2004al,, 2004am; C/2002 T7
  13. ^ (EN) Discovery of radio supernova SN 2008iz in the nearby starburst galaxy M82

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Immagine composita della galassia nel visibile (HST), nell'infrarosso (SST) e nei raggi X (Chandra).

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 3032  •  NGC 3033  •  NGC 3034  •  NGC 3035  •  NGC 3036   
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