M55 (astronomia)

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M55
Ammasso globulare
M55
M55
Scoperta
Scopritore Nicolas-Louis de Lacaille
Anno 1751
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Sagittario
Ascensione retta 19h 39m 59.40s [1]
Declinazione -30° 57′ 43.5″[1]
Distanza 17300 a.l.
(5300 pc)
Magnitudine apparente (V) 6,3[1]
Dimensione apparente (V) 19.0′
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso globulare
Classe XI
Dimensioni 50 a.l.
(15 pc)
Altre designazioni
NGC 6809, GCl 113[1]
Categoria di ammassi globulari

M 55 (conosciuto anche come NGC 6809) è un ammasso globulare visibile nella costellazione del Sagittario.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Mappa per individuare M55.

M55 si trova in una regione povera di stelle luminose: per raggiungerlo si può far riferimento alla stella ζ Sagittarii, dalla quale occorre muoversi circa 1° verso sud e poi 35 minuti di ascensione retta (circa 7°) verso ovest; può essere scorto anche con un binocolo 10x50, seppur con qualche difficoltà, sotto un ottimo cielo, mentre in condizioni non ottimali occorrono strumenti più potenti. La risoluzione in stelle è difficilissima e occorrono strumenti potenti, a partire da 300-350mm di apertura.[2]

M55 può essere osservato con discreta facilità da gran parte delle aree popolate della Terra, grazie al fatto che è situato a una declinazione non eccessivamente australe: in alcune aree del Nord Europa e del Canada, nei pressi del circolo polare artico, la sua visibilità è comunque impossibile, mentre nell'Europa centrale appare molto basso; dall'emisfero sud M55 è ben visibile alto nelle notti dell'inverno australe.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

M55 fu scoperto da Nicolas Louis de Lacaille al Capo di buona speranza, nel 1751 e catalogato da Charles Messier nel 1778 che lo descrive così: "...una nebulosa simile ad una macchia biancastra...non sembra contenere stelle...".[2]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

M55 si trova ad una distanza di circa 17.300 anni luce dalla Terra. In questo ammasso sono state scoperte solo una mezza dozzina di stelle variabili. La sua estensione lineare è valutata in circa 110 anni luce.[2]

M55 viene considerato uno degli ammassi globulari più vicini a noi, al contrario di M54, che si trova a poco più di 7° ad ovest, e che è invece tra i più lontani.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database in Results for NGC 6809. URL consultato il 16 novembre 2006.
  2. ^ a b c d Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  3. ^ Una declinazione di 30°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 60°; il che equivale a dire che a sud del 60°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 60°N l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 6807  •  NGC 6808  •  NGC 6809  •  NGC 6810  •  NGC 6811   
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