M74 (astronomia)

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M74
Galassia spirale
Immagine di “M74”
Immagine di “M74”
Scoperta
Scopritore Pierre Méchain
Anno 1780
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Pesci
Ascensione retta 01h 36m 41,8s [1]
Declinazione +15° 47′ 01″[1]
Distanza 35 milioni[2] a.l.
(10,71 milioni pc)
Magnitudine apparente (V) 9,4
Dimensione apparente (V) 10,5′ × 9,5′
Velocità radiale 657 km/s
Caratteristiche fisiche
Tipo Galassia spirale
Classe SA(s)c[1]
Dimensioni 80 000 a.l.
(24 480 pc)
Altre designazioni
NGC 628, UGC 1149, PGC 5974[1]
Categoria di galassie spirali

M 74 (nota anche come NGC 628) è una galassia a spirale visibile nella costellazione dei Pesci.[3]

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Mappa per individuare M74.

M74 si trova a 1,3° a NE della stella η Piscium. È uno degli oggetti Messier più difficili da osservare: la sua magnitudine di 9,4 lo rende invisibile a occhio nudo e con un binocolo; un telescopio di piccole dimensioni permette di vedere solo il nucleo, che non deve essere confuso con una stella. Per sperare di vedere la struttura a spirale della galassia, è necessario uno strumento da 250mm e buone condizioni del cielo.[4]

M74 può essere osservata da tutte aree popolate della Terra, grazie al fatto che è situata a declinazioni molto basse; non esiste pertanto un emisfero particolarmente privilegiato per la sua osservazione, dato che la differenza è di appena 15° di altezza per le coppie di latitudini opposte. Mentre dall'emisfero nord è un oggetto dei cieli autunnali, dall'emisfero sud è caratteristico dei mesi primaverili.[5] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra ottobre a febbraio.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

M74 è stata scoperta da Pierre Méchain nel 1780, che riportò la sua scoperta a Charles Messier perché fosse catalogata.[6] John Herschel, facendosi trarre in inganno dal suo aspetto granuloso, la descrisse come un ammasso globulare, debole e molto largo.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

M74 osservata col Telescopio Spaziale Spitzer. Le tonalità blu rappresentano l'emissione a 3,6 μm delle stelle. I colori verde e rosso rappresentano l'emissione a 5,8 e 8,0 μm dagli idrocarburi policiclici aromatici e probabilmente da polvere.

La sua massa è un quinto di quella della nostra Galassia ma il suo diametro è tuttavia pari a 80 000 a.l. La galassia dista da noi 35 milioni di anni luce e recede a una velocità di 793 km/s. I bracci a spirale della galassia contengono molte stelle giovani o ancora in formazione. M74 è la componente più brillante di un ammasso di galassie che comprende anche: NGC 660, UGC 1171, UGC 1175, UGC 1176, UGC 1195 e UGC 1200.

Buco nero sospetto[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 2005, è stato annunciato[7] che il Chandra X-ray Observatory ha osservato una sorgente di raggi X ultraluminosa (ULX) all'interno di questa galassia, che irradia più energia ai raggi X di una stella di neutroni in intervalli periodici di circa due ore. Si è stimata una massa di circa 10 000 M. Ciò viene considerato come un indizio della presenza di un buco nero di massa intermedia e sarebbe una classe relativamente insolita di buchi neri, a metà via fra quelli di massa stellare e quelli supermassicci, residente al centro di una galassia. A causa di ciò, si crede si sia formato non da un singolo evento di esplosione di supernova, ,a probabilmente da un numero maggiore di piccoli buchi neri nati in un ammasso. La sigla della sorgente è CXOU J013651.1+154547.

Gruppo di M74[modifica | modifica sorgente]

M74 è la galassia più grande del Gruppo di M74, un gruppo di 5-7 galassie che include anche la spirale peculiare NGC 660 e alcune galassie irregolari.[8][9][10] Sebbene diversi metodi di identificazione dei gruppi identifichino in gran parte le stesse galassie come membri del gruppo,[10] l'esatta appartenenza è ancora incerta.

Supernovae[modifica | modifica sorgente]

Sono state osservate tre supernovae nella galassia:[1]

  • SN 2002ap, scoperta da un appassionato il 29 gennaio 2002, ha raggiunto la magnitudine 12,3.
  • SN 2003gd, scoperta il 12 giugno 2003, meno brillante, ha raggiunto una magnitudine di 13,2.
  • SN 2013ej. scoperta il 25 luglio 2013, ha raggiunto la magnitudine 12,9[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for NGC 628. URL consultato il 12 agosto 2006.
  2. ^ M. A. Hendry, S. J. Smartt, J. R. Maund, A. Pastorello, L. Zampieri, S. Benetti, M. Turatto, E. Cappellaro, W. P. S. Meikle, R. Kotak, M. J. Irwin, P. G. Jonker, L. Vermaas, R. F. Peletier, H. van Woerden, K. M. Exter, D. L. Pollacco, S. Leon, S. Verley, C. R. Benn, G. Pignata, A study of the Type II-P supernova 2003gd in M74 in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 359, 2005, pp. 906–926, DOI:10.1111/j.1365-2966.2005.08928.x.
  3. ^ R. W. Sinnott, editor, The Complete New General Catalogue and Index Catalogue of Nebulae and Star Clusters by J. L. E. Dreyer, Sky Publishing Corporation and Cambridge University Press, 1988, ISBN 0-933346-51-4.
  4. ^ a b Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  5. ^ Una declinazione di 16°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 74°; il che equivale a dire che a nord del 74°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 74°S l'oggetto non sorge mai.
  6. ^ K. G. Jones, Messier's Nebulae and Star Clusters, 2nd, Cambridge, Cambridge University Press, 1991, ISBN 0-521-37079-5.
  7. ^ Chandra :: Photo Album :: M74 :: 22 Mar 05
  8. ^ R. B. Tully, Nearby Galaxies Catalog, Cambridge, Cambridge University Press, 1988, ISBN 0-521-35299-1.
  9. ^ A. Garcia, General study of group membership. II - Determination of nearby groups in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 100, 1993, pp. 47–90.
  10. ^ a b G. Giuricin, C. Marinoni, L. Ceriani, A. Pisani, Nearby Optical Galaxies: Selection of the Sample and Identification of Groups in Astrophysical Journal, vol. 543, 2000, pp. 178–194, DOI:10.1086/317070.
  11. ^ (EN) List of Supernovae

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 626  •  NGC 627  •  NGC 628  •  NGC 629  •  NGC 630